Libri&dintorni

blog della libreria "Libri&dintorni" | via cannavina, 19-21 campobasso | telefono 0874.438430 | libriedi@libriedintorni.191.it | libero spazio per recensioni, riflessioni, pubblicazione di racconti brevi, segnalazione eventi

Utente: frontespizio
Nome: MICHELE PAPARELLA

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venerdì, 30 giugno 2006

lo scaffale della pubblicità

agli studiosi di pubblicità consigliamo di visitare il sito www.silvanaeditoriale.it alla voce "catalogo" - "impresa e comunicazione"

postato da: frontespizio alle ore 12:43 | link | commenti
categorie: pubblicità, comunicazione argomento

Arte medioevale

semestrale a cura dell'Associazione «Arte Medievale», Roma
presso l'Università degli Studi di Roma «La Sapienza»
Facoltà di Scienze Umanistiche.
Direttore responsabile: Marina Righetti
Direzione, Redazione: Facoltà di Scienze Umanistiche 
Università di Roma «La Sapienza», piazzale Aldo Moro, 5 - 00187 Roma
Tel. 0039 06 49913409 - 49913949
Fax 0039 06 49913949
Email:
marina.righetti@artemedievale.it
 

"Arte medievale" è una rivista specialistica internazionale dedicata alla critica dell’arte del medioevo, fondata nel 1983 da Angela Maria Romanini. Ogni numero della nuova serie, inaugurata con l’uscita 1/2002, raccoglie ricerche e interventi di esperti del settore, pubblicati in lingua originale e arricchiti da un vasto apparato iconografico, per offrire a tutti gli appassionati e studiosi della materia nuovi spunti di approfondimento sull’arte medievale. www.artemedievale.it

postato da: frontespizio alle ore 12:33 | link | commenti
categorie: arte, medioevo

arte e cultura contemporanea

JANUS
n. 20

Direttore: Nicola Setari
Formato: 22,6 x 30
Pagine: 232 
Illustrazioni: 200 a colori
Rilegatura: brossura
Lingua: inglese e italiano
ISBN: 88-366-0724-1
Prezzo: 18,00 euro

Torna dopo un anno di pausa Janus, la rivista fondata da Jan Fabre, periodico semestrale dedicato all'arte e alla cultura contemporanea.
Lo spirito che anima Janus è giocoso, sono banditi i linguaggi di nicchia. Dinanzi a un’offerta pressoché illimitata di riviste d’arte specialistiche, votate essenzialmente all’informazione, Janus coniuga una formula inedita, che prevede anche l’approfondimento e l’ironia.

Ogni numero è strutturato in tre parti : la prima è monografica, ed è dedicata, in questa uscita, alle moderne tecnologie.
Segue una sezione che approfondisce la scena culturale di una città europea, Milano in questo caso, con l’esplorazione dei casi più interessanti d’interazione tra istituzioni pubbliche e iniziative private nel campo dell’arte contemporanea.
Segue infine la presentazione di cinque artisti da parte di altrettanti curatori: questo numero vede protagonisti Marcel Berlanger, Pierre Huyghe, Gert Robijns, Michael Sailstorfer e Luca Vitone.

www.silvanaeditoriale.it

postato da: frontespizio alle ore 12:27 | link | commenti
categorie: arte
giovedì, 29 giugno 2006

la scrittura cambia con internet

BLOG. PERQUENEAU?
di Antonio Zoppetti
edizione 2003
Luca Sossella Editore
164 pagine
€ 12,00

Perché Esercizi di stile? Perché Queneau è stato un grande rabdomante e pioniere della scrittura combinatoria e labirintica tipica degli ipertesti. "Queneau ha inventato un gioco e ne ha esplicitato le regole nel corso di una partita, splendidamente giocata nel 1947. Fedeltà significava capire le regole del gioco, rispettarle, e poi giocare una nuova partita con lo stesso numero di mosse" scriveva Umberto Eco nell'introduzione a Esercizi di stile di R. Queneau nell'edizione Einaudi del 1983. Qui continua il gioco.
mercoledì, 28 giugno 2006

Gabriel Garcia Marquez è gravemente malato.

La sua lettera di commiato agli amici

Tratta da www.ilpontemolise.com

Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali.

Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell'amore. Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall'alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.

Che la strada vi sia propizia

postato da: frontespizio alle ore 16:23 | link | commenti
categorie:
lunedì, 26 giugno 2006

comunicare con le immagini... a scuola

Segnaliamo il progetto Ciak Scuola

Ciak Scuola è in primo luogo un progetto sperimentale, ambizioso, pensato e strutturato nell'ambito della formazione scolastica delle medie (inferiori e superiori) e destinato ai giovani interessati alla cultura del "comunicare con le immagini".
Il ciclo formativo, da sviluppare nell'ambito di circa un anno, dunque entro l'anno scolastico, prevede lezioni di teoria, al fine di fornire una base di conoscenza del linguaggio cinematografico utilizzato nell'ambito della comunicazione di immagini, lezioni di laboratorio tecnico e un campus finalizzato alla produzione delle esperienze di ripresa.
Nella fase teorica, inoltre, grazie al supporto di professionisti selezionati nel campo della comunicazione digitale, è previsto un corso di "fondamenti d'informatica", il quale consentirà di approfondire con coscienza didattica i momenti della "lavorazione" di una post-produzione video (pixel, file, bit, byte, formati digitali, periferiche hardware di acquisizione, software per il trattamento delle immagini, ecc.).
Ciak Scuola, secondo le risorse economiche disponibili in ogni singola realtà aderente annualmente alla iniziativa, è proposto agli Istituti scolastici con una programmazione compatibile con le esigenze didattiche, nel senso che le formazioni, teorica e tecnico-pratica, diverranno un momento di integrazione culturale nell'ambito dei programmi scolastici. In questo senso è possibile seguire un corso online, previa registrazione. I campus avverranno in momenti distinti: stage presso le strutture di post-produzione video, partecipazioni a set e location di ripresa e gite scolastiche presso centri di creazione e trattamento delle immagini (sale di registrazione e incisione, redazioni video-giornali, centri di produzione video-web, ecc.). Le realizzazione scolastiche create dall'esperienza Ciak Scuola (cortometraggi, documentari, videogiornali, videoweb, ecc.) potranno partecipare al "Ciak Scuola Cortofestival". Le proposte partecipanti al Cortofestival, secondo un preciso regolamento da prendere in visione, saranno programmate nell'ambito del "Ciak Scuola Cortofestival", che si svolgerà durante la stagione estiva, anche con proiezioni all'aperto, in luoghi suggestivi e a maxi-schermo. Ai partecipanti, secondo le indicazioni di una commissione nominata annualmente, saranno consegnati vari ricordi (libri, DVD, ecc.).

Il corso Ciak Scuola è stato indirizzato alla realizzazione di tre esercitazioni video, con la formula del "corto". I tre cortometraggi parteciperanno in fase sperimentale alla prima edizione del "Ciak Scuola Cortofestival" che si terrà nella stagione estiva a Guglionesi nell'ambito della rassegna cinematografica "Cinemassieme".

Per maggiori dettagli: www.arsideastudio.com/ciakscuola/

postato da: frontespizio alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: cinema, @eventi
giovedì, 22 giugno 2006

Un ricercatore suona ‘il’ Battistero di Pisa

…e non ‘al’ Battistero. Leonello Tarabella dell’Isti-Cnr, infatti, eseguirà in un concerto una propria opera, processata da un calcolatore elettronico ‘utilizzando’ riverberi e risonanze dell’edificio. Una sorta di affresco sonoro che unisce sperimentazione artistica e studi scientifici
per ulteriori informazioni www.stampa.cnr.it comunicato stampa del 22 giugno 2006
 
 
postato da: frontespizio alle ore 18:24 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 21 giugno 2006

Bere nel Medioevo

In vino veritas
 
Ormai da tempo il Medioevo ha perso l’etichetta di era buia della ragione, di black-out secolare della civiltà. Al contrario, grazie al contributo di storici, filologi e scienziati, è stata resa dignità a un periodo storico complesso e contraddittorio, vero trampolino di lancio per la conseguente rinascita umanistica.
Questa rivalutazione, accettata e diffusa, ha portato molti studiosi a interessarsi, con rinnovato slancio e inalterato rigore documentale, alle abitudini quotidiane che hanno caratterizzato l’esistenza dell’uomo medievale.
In questo panorama Jean Verdon, cattedratico emerito, autore di numerosi saggi dedicati agli aspetti sociali dell’ ‘età di mezzo’, rappresenta una delle voci più autorevoli.
“Bere nel Medioevo” è uno dei suoi libri più affascinanti.
Acqua, latte, cervogia (ottenuta con orzo e avena fermentata), birra, sidro e vino: per ogni bevanda una trattazione ricca di testimonianze e commenti.
I cronisti dell’epoca ci svelano come distinguere l’acqua migliore, come rendere potabile quella disponibile, come canalizzarla, come affrontare i problemi delle scorte idriche nei lunghi viaggi per terra e per mare.
E poi scopriamo che nel XIII secolo la poetessa Maria di Francia elargiva consigli per l’allattamento condivisi oggi dai nostri pediatri.
Ma bere non risponde solo a una necessità vitale. Ecco allora le pagine dedicate alla cervogia, alla birra, ma soprattutto e finalmente al vino. Un originale atlante storico e geografico dei vigneti più noti, i cui frutti erano già apprezzati dai regnanti, esaltati dagli esperti e favoriti da ragioni politiche ed economiche.
Inoltre citazioni illuminanti, desunte da testi che tendono a regolarizzare (“Liber scintillarum”) o che elogiano (“Carmina Burana”) il godimento che l’uomo, da sempre, trae dal bere.
Insomma, un libro colto e piacevole, che gli amanti del vino non dovrebbero trascurare e che gli scettici e i curiosi (non solo riguardo alla modernità del Medioevo) possono sorseggiare come un bicchiere d’acqua fresca.
R.B.  (tratto da l'"Almanacco della Scienza" - CNR)
Bere nel Medioevo
Jean Verdon
Dedalo (www.edizionidedalo.it)
Pagine 305
€ 22,00
 
postato da: frontespizio alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: medioevo, cultura del bere e del mangiare
martedì, 20 giugno 2006

Libri&dintorni ospite a Fahrenheit

 

oggi, 20 giugno 2006, alle 17.30, Libri&dintorni è stata ospite della trasmissione "Fahrenheit" in onda su radio tre. Ringraziamo Giuliana Birindelli per averci segnalato.

vi consigliamo, oltre che seguire il programma, di visitare il sito e partecipare al forum.

www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit

postato da: frontespizio alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: @eventi

Il Quotidiano del Molise, martedì 20 giugno 2006

Incontro culturale con Valentino Petrucci alla libreria “ Libri & Dintorni “
"Noi e i Cannibali", quando la tolleranza si fa condominio
Il filosofo Kant fornisce la ricetta della moderna convivenza
di Gino Schioppa
 
La tolleranza ha attraversato, sotto varie forme, tutte le epoche. Esaltata o negletta nelle vesti del suo contrario (l’intolleranza) è presente comunque nel mondo occidentale. Con la tolleranza (o l’intolleranza) hanno dovuto fare i conti tutte le civiltà. Ma questi due modi di porsi (o di imporsi) nei confronti dell’altro, visto come soggetto inferiore o talvolta minaccioso, o anche buono e inoffensivo (vedi il mito del ‘buon selvaggio’) sono sempre espressione di qualcos’altro (una idea, una filosofia). E da quando Aristotele sancì che l’uomo è ‘animal socialis’ la tolleranza è stata un corollario della sua socievolezza, da cui discende il consorzio umano, in forma di famiglia, società e Stato. Di questo tema si è parlato in uno degli incontri culturali organizzati a Campobasso presso la libreria ‘ Libri & Dintorni ‘ che tanto appassionano intellettuali e amanti di filosofia. A disquisire sulla tolleranza (titolo della lezione “Della Tolleranza”) uno studioso d’eccezione, Valentino Petrucci, ordinario di filosofia del diritto all’Università degli Studi del Molise, il quale come in una ‘cavalcata filosofica’ ha percorso le diverse epoche mostrando i loro rapporti appunto con questo tema, di portata enorme, con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti.
La tolleranza si esprime su due livelli diversi: individuale (rapporti personali) e sociali (rapporti fra gruppi, società, nazioni ecc.). Questo perché l’essere umano in quanto ‘animal socialis’ ha dovuto sempre ‘mettere a punto’ i suoi contati con il diverso.
Come regolatore dei rapporti sociali, la tolleranza è stata in passato il prodotti di due visioni totalmente opposte. Il relativismo culturale, la cui versione moderna nasce con Montaigne nei Saggi
(da qui Petrucci mutua il titolo della sua prolusione, “ Noi e i Cannibali”). Secondo tale teoria, tutte le culture sono buone; non esiste una cultura superiore alle altre. Il relativismo giustificazionista si oppone alle verità dogmatiche arrivando a giustificare tutto. Il suo opposto è l’universalismo, depositario di verità assiomatiche.
Il colonialismo della metà dell’800, ha spiegato Petruci, si cibava di questa cultura per giustificare ‘ideologicamente’ l’occupazione dei territori. Nella sua analisi Petrucci passa attraverso Locke, Voltaire e Marcuse per concludere con Kant. E, fatto curioso, ma significativo, mette in rilievo come sia Locke che Voltaire, pur affermando entrambi il principio della tolleranza, vi trovano un limite: il primo (Saggio sulla tolleranza,1667) nella religione cattolica (i papisti vanno combattuti); il secondo (Dizionario Filosofico), quasi un secolo dopo (1764) negli ebrei accentati negativamente come “sordidi, avidi e mercanti”. Ma anche Marcuse, nella Critica della tolleranza scivola in un manicheismo razzista fra idee di sinistra (buone) e idee di destra (cattive).
La conclusione del ragionamento di Petrucci è affidata a Kant, il quale parla del diritto di ospitalità, che però non va confuso, dice Petrucci, come rinuncia della propria identità e riconoscendo quella dell’altro. Esistere differenziandosi in “una immanenza feconda della diversità”.
Basterà a evitare lo scontro di civiltà?.
 
postato da: frontespizio alle ore 12:20 | link | commenti
categorie:
domenica, 18 giugno 2006

Storia di una cifra

Robert Kaplan
Zero
Storia di una cifra
Rizzoli, 2006
 
Nota di quarta
"Guardate lo zero e non vedrete niente; guardate attraverso lo zero e vedrete il mondo. Esso consente di mettere a fuoco il maestoso, organico sviluppo della matematica, e questa, a sua volta, la natura complessa della realtà". Robert Kaplan.
Da più di quattromila anni rappresenta il nulla matematico. All'inizio era uno spazio vuoto fra i numeri oppure un segno che indicava l'assenza di una cifra. La conquista dell'identità di numero, da parte dello zero, è stata lenta e faticosa.
Robert Kaplan, in questo viaggio sorprendente nell'evoluzione della matematica, ci racconta tutto della sua storia. Ignoto ai greci e ai romani, lo zero giunse in Occidente nel Medioevo attraverso gli Arabi, che a loro volta ne avevano appreso la nozione dagli indiani. Con i grandi rivoluzionari della matematica moderna, Newton e Leibniz, assunse nuovi significati e conquistò un ruolo centrale non solo nel pensiero matematico, ma nella nostra stessa visione dell'universo. Oggi, grazie alla numerazione binaria composta solo da 0 e 1, è alla base del funzionamento di tutto ciò che è digitale, dai computer ai compact disc.
postato da: frontespizio alle ore 19:28 | link | commenti
categorie: scienze, matematica

La cucina della Bibbia

Le ricette al tempo di Adamo, Eva e dintorni.
Daniela Messi, Roberta Anaru
Collana: Leggere è un gusto
Il Leone Verde Edizioni, 2002
 
"Che cosa mangiavano Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden? Quale fu il primo cibo cotto? E qual è il segreto della zuppa di lenticchie che tentò Esaù? Esiste, poi, una ricetta per cucinare la manna? E che cosa si prepara, se invitato a pranzo è il profeta Elia?
La scelta di determinati alimenti, quelli e non altri, corrisponde sempre a una filosofia, così il cibo diventa metafora della vita, dell'amore, della tristezza o della gioia. Dolce o amaro, salato e speziato, a base di verdura o di carne, il cibo evoca personaggi, episodi e momenti della storia dell'umanità.
La cucina della Bibbia propone una chiave di lettura dell'Antico Testamento e le ricette per sperimentare emozioni che hanno migliaia di anni. Dal giardino dell'Eden, al Paradiso, dall'Egitto alla terra promessa, dal Mar Rosso a Gerusalemme...
www.leoneverde.it
postato da: frontespizio alle ore 19:21 | link | commenti
categorie: cultura del bere e del mangiare
lunedì, 12 giugno 2006

riflessioni sul mondo dei blog

COPYRIGHT VS COMMUNITY

Giovedì 15 giugno ore 18

Il convegno creativo e in divenire iniziato nel 2004, dove poeti, artisti e studiosi da tutto il mondo s'interrogano e propongono differenti chiavi di lettura e scenari futuri. Tra gli spunti di quest'anno, l'incontro tra il "lessicomane" Sanguineti e i creatori della Wikipedia, l'enciclopedia orizzontale e aperta; il mondo dei blog; la questione e il futuro dei diritti d'autore con i responsabili della Creative Commons, il progetto Liber Liber o del sapere condiviso; la tecnologia informatica: evoluzione o ritorno al medioevo?; la battaglia del free software raccontata dal suo protagonista Richard Stallman; gli incubi del Trusted Computing; gli incontri con designer di fama internazionale promossi da Bombay Sapphire dal titolo The Inspirational Design Happening; l'architettura creativa di Denis Santachiara; e tanto altro ancora.

informazioni: festivalpoesia.org

postato da: frontespizio alle ore 09:25 | link | commenti
categorie: web , comunicazione argomento

12° Festival Internazionale di Poesia - Genova

12° Festival Internazionale di Poesia

Genova,  15-22 giugno 2006

Avrà luogo dal 15 al 22 giugno e offrirà come di consueto un cartellone di grande prestigio, con ospiti come Evgenij Evtushenko, Linton Kwesi Johnson, Michael Ondaatje, Niyi Osundare, David Riondino, Mark Stewart con Hakim Bey, Patrizia Cavalli, Valerio Magrelli, Edoardo Sanguineti, Mourid Barghouti, Mila Haugova, Kazuko Shiraishi, Lut De Block, Hanna Kirsten, Taijin Tendo, Elisa Biagini, Fausto Rossi, Jean-Claude Villain, Jonathan Galassi, Dana Gioia, Mark Strand, Cornelius Eady, Olga Broumas, Predrag Matvejevic, Pino Petruzzelli, David Magradze, Natalia Gelashvili, Carlos Oroza e molte altre sorprese...

per informazioni: www.festivalpoesia.org

postato da: frontespizio alle ore 09:07 | link | commenti
categorie: @eventi
giovedì, 08 giugno 2006

L’Islam tra dimensione giuridica e realtà sociale

“Il Libro, la bilancia e il ferro”
Università Degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Giuridico-Sociali e dell’Amministrazione
Annali - Quaderni
Edizioni Scientifiche Italiane, 2006
 
Indice
 
Valentino Petrucci, L’Europa e i suoi Orienti
Onorato Bucci, Shari’a e cultura giuridica greco-romano-giudaico-cristiana
Ugo Timoteo Casolino, La svaria come fonte di diritto costituzionale
Agostino Cilardo, Persistenza della tradizione giuridica islamica
Mahmoud S. Et. Sheikh, I luoghi dell’Islam in Toscana
Gianfranco Macrì, L’Islam nella costruzione dell’ordinamento europeo
Luciano Masselli, Prospettive di disciplina giuridica del fenomeno islamico in Italia
Marco Parisi, Il caso Refah Partisi: il principio di laicità alla prova della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Gian Maria Piccinelli, Per un diritto mediterraneo tra tradizione giuridica cristiana e tradizione giuridica islamica
Valerio Tozzi, Il modello democratico costituzionale della disciplina del fenomeno religioso e gli insediamenti di cultura islamica in Italia
Ersilia Francesca, Muslim e Islam fra economia e finanza
Sergio Zeuli, Integralismo islamico e movimenti terroristici in Italia fino all’11 settembre 2001
 
È noto come l’Islam costituisca, attualmente, dopo i credi religiosi di matrice giudaico-cristiana, la seconda religione dei Paesi europei occidentali. In Europa, la fede cristiana e la fede musulmana ormai convivono e si confrontano quotidianamente, interagendo in comunità sociali multietniche nelle quali l’affermazione solitaria di una specifica concezione del mondo e del rapporto con il luminoso è scoraggiata dalla centralità sociale e giuridica del principio di laicità delle pubbliche istituzioni nonché dal pluralismo democratico che permea di sé l’intera società civile europea.
postato da: frontespizio alle ore 09:54 | link | commenti
categorie: oriente, genere / saggistica
lunedì, 05 giugno 2006

Il cibo come cultura - bibliografia

Aa. Vv., Alimentazione mediterranea, Giunti, 1993.
Aa. Vv., A tavola con gli Dei. La cultura del cibo tra cultura e simbologia, Il Cerchio, 1996.
Aa. Vv., Dieta mediterranea italiana, Emsi, 2006.
Aa. Vv., Dieta mediterranea. Cultura e prevenzione dei tumori, Cuzzolin, 1999.
Aa. Vv., Desinari Nostrani. Storia dell’alimentazione a Firenze e Toscana, Polistampa, 2005.
Aa. Vv., La dieta mediterranea. Tradizione, gusto e salute, Cardini, 2000.
Aa. Vv., L’alimentazione, vol. 13 in Storia d’Italia. Annali,Einaudi, 1998.
Camporesi P., La terra e la luna. Alimentazione, folclore e società, Garzanti, 1995.
Coccolo M., Dizionario dell’alimentazione, Riza, 2005.
De Caterina R., Dieta mediterranea e cardio protezione, Primula Multimedia, 2002.
Ercolani G., Il pane dei Santi. Storia e curiosità sull’alimentazione dei Santi, Todaro, 2001.
Fabrocini V., La dieta mediterranea, De Vecchi, 2005.
Grant M., La dieta di Galeno. L’alimentazione degli antichi romani, Mediterranee, 2005.
Gentilizi G., I cibi di Roma Imperiale, Medusa, 2004.
Ghiselli A., La dieta mediterranea anzi italiana, Sperling, 2005.
Giangoia R., A convito con Dante, Il Leone Verde, 2006.
Giugliano D., La dieta mediterranea. Alle origini del mito, Idelson, 2000.
Iaccarino A., Il profeta Daniele, Atanor (senza data)
Montanari M., Storia dell’alimentazione, Laterza, 2003.
Montanari M., Il cibo come cultura, Laterza, 2000.
Messi D., La cucina della Bibbia, Il Leone Verde, 2002.
Quaini M., Mediterraneo. Cibo e cultura, Sagep, 1998.
Sentieri M., Cibo e ambrosia. Storia dell’alimentzione mediterranea, Dedalo, 1993.
Teti V., Il colore del cibo. Geografia, mito e realtà dell’alimentazione mediterranea, Meltemi, 1999.
 
ringraziamo tutti coloro che interagiranno con noi aggiungendo nuovi titoli e commentando i libri letti
postato da: frontespizio alle ore 10:17 | link | commenti (1)
categorie: cultura del bere e del mangiare
sabato, 03 giugno 2006

Premio Cherasco Storia

A Roberto Vivarelli il Premio Cherasco Storia
Il riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche verrà assegnato il 10 giugno
 
La Giuria del “Cherasco Storia” ha assegnato il Premio per il 2006 a Roberto Vivarelli, con il libro “I caratteri dell’età contemporanea”, edito da Il Mulino.
Il Premio Cherasco Storia riconosce opere di autori italiani e stranieri dell’ultimo triennio che trattino temi concernenti preferibilmente la storia dal 1789 in poi e che presentino due caratteristiche fondamentali: il rigore scientifico e la qualità della scrittura.
 
Roberto Vivarelli, nato a Siena nel 1929, è dal 2005 Professore Emerito presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dov’è stato a lungo docente di Storia contemporanea, disciplina che ha insegnato anche presso le Università di Siena e di Firenze, oltre che, come visiting professor, ad Harvard, Princeton e Oxford.
“I caratteri dell’età contemporanea” (Il Mulino, Bologna 2005) è una personale, vigorosa e anche polemica esposizione in cui Vivarelli ribadisce con forza che il mondo contemporaneo nasce in Europa e ha le sue radici nella civiltà cristiana; e che l'egemonia dell'Europa è stata resa possibile sia dalle sue acquisizioni di conoscenze pratiche sia, soprattutto, dalla qualità dei suoi valori, nel parallelo procedere di progresso materiale e progresso morale. Nel tracciare la parabola dell'età contemporanea, l’autore presta particolare attenzione al versante spirituale e al graduale disgregarsi di un quadro di valori che, a suo avviso, ha consentito il ritorno della barbarie. Vivarelli ritiene problematico trovare una via d'uscita, che richiederebbe il recupero della tradizione smarrita.
Il volume è stato prescelto all’interno di una cinquina comprendente anche: Giovanni Belardelli, “Il ventennio degli intellettuali”, Laterza 2005; Lorenzo Benadusi, “Il nemico dell'uomo nuovo”, Feltrinelli 2005; Antonio Gibelli, “Il popolo bambino”, Einaudi 2005; Benny Morris, “Esilio”, Rizzoli 2005.
 
Tratto da “comunicato stampa 64/2006” – www.stampa.cnr.it
 
 
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Boyer C., Storia della Matematica, Mondadori, 1976.
Du Sautoy M., L’enigma dei numeri primi, Rizzoli, 2004.
Eastaway R., Coppie, numeri e frattali, Dedalo, 2006.
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Garavaso P., Filosofia della matematica. Numeri e strutture, Guerini, 1998.
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Quaknin M., I misteri dei numeri, Atlante, 2006.
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