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lunedì, 31 luglio 2006

Lamia - rock band

Ciao cari,
vi segnalo che giovedì 3 agosto Le Vie Della Musica - pagina di cultura musicale del Sannio Quotidiano - ospiterà un'intervista alla rock band beneventana dei LAMIA:
www.lamiart.net
 
Segnaliamo anche la partecipazione dei Lamia a due importanti rassegne rock che si terranno alla fine di questa settimana:
 
Zoster Rock Festival, Paternopoli (AV), 4 e 5 agosto:
http://www.zoster.it
 
Stone Free Festival, Apice Vecchia (BN), 5 e 6 agosto:
http://www.stonefreefestival.com
 
Grazie per l'attenzione,
buona lettura
DZ
postato da: giovannaco alle ore 17:58 | link | commenti
categorie: musica

Luxuria

Grammatica della cucina mediterranea
Adelchi Scarano
Bompiani, 2006, pp. 288, € 8,50
www.bompiani.rcslibri.it
 
Nota di quarta
“Con il termine cucina”, sostiene Adelchi Scarano, “si intende un fenomeno sociale complesso che Seneca chiama luxuria e Brillat-Savarin chiama gourmandise. “Chi ha fame – chi mangia per nutrire il proprio organismo – è contentus, circoscritto, limitato al soddisfacimento della necessità. Chi sa mangiare, invece, non ha bisogno di nutrirsi, perché la luxuria è ambiziosa, eccedente, gira intorno al soddisfacimento del bisogno alimentare, eppure non vi corrisponde affatto. Fin dall’Iliade, la cucina – fatta di relazione, rito, seduzione – svela il filo sottile che lega i commensali. “Disponi il cratere più grande, o Meneziade” dice il divino Achille a Patroclo, “prepara da bere con vino più puro, da’ ad ognuno la sua coppa, poiché sono in casa mia le persone a me più care”.
postato da: giovannaco alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: cultura del bere e del mangiare

Del desiderio
Che cosa vogliamo e perché
William B. Irvine
Donzelli, 2006, pp. 256, € 13,90
www.donzelli.it
 
Nota di quarta
I desideri spesso ci colgono nostro malgrado, e talvolta hanno un impatto enorme che arriva a cambiare il corso della nostra vita In questo libro, William Irvine, filosofo americano, ci accompagna in un viaggio attraverso gli impulsi, le aspirazioni, i bisogni di tutti noi, tentando di indicarci la loro origine e il modo in cui sperare di dominarli.
Riannodando Seneca a Tolstoj, Socrate a Twain, Siddharta a Freud, Irvine costruisce la sua trama, senza tralasciare gli insegnamenti buddisti, induisti, degli amish e dei santi cattolici, e ancor meno il pensiero degli antichi greci e dei filosofi moderni.
Ma la mappa dei desideri che Irvine disegna in queste pagine deve tanto anche all’insieme delle conoscenze maturate sul fronte delle scienze cognitive; cosa accade alla nostra mente quando desideriamo qualcosa? E in che modo gli animali hanno elaborato specifici desideri? Si delinea così una vera e propria teoria dell’evoluzione del desiderio, basata sul presupposto che, pur avendo l’uomo imparato a desiderare, egli era già in un certo senso “programmato” per considerare una cosa più appetibile di un’altra. Da qui una chiave per provare a indirizzare più che a subire i nostri impulsi, per riconoscere e orientare le nostre peculiari motivazioni a desiderare qualcosa, piuttosto che restarne in balia.
Ricco di suggestioni innovative non meno che di consigli utili, questo libro scandaglia l’abisso delle nostre passioni incontrollate e cerca di restituirci il senso di uno stimolo ad agire in modo più consapevole.
postato da: giovannaco alle ore 11:03 | link | commenti
categorie:

Favola (titolo originale Marchen)

Wolfgang Goethe
Traduzioni di Luciano Foà e Gilberto Forti
Adelphi, 2001, pp. 132, € 7,75
www.adelphi.it
 
Nota di quarta
Racconto in forma di enigma – anzi di “segreto palese”, come dice una celebre formula qui enunciata -, Favola ha un luogo appartato ed eminente nell’opera di Goethe; fin dalla sua pubblicazione, nel 1795, all’interno degli Intrattenimenti di profughi tedeschi,questo testo ha provocato un numero impressionante di interpretazioni, nessuna delle quali riesce, né deve, dominare le altre. (A questo proposito Goethe scriveva a un amico che non intendeva rendere pubblica la propria interpretazione “ prima di aver visto davanti a me 99 predecessori”).
Qui non solo il racconto nel suo insieme, ma ciascuno dei personaggi è un enigma, un po’ come nelle figure dei grandi testi seicenteschi di alchimia. E comunque, pur nello sconcerto invincibile, sentiamo che qualcosa di essenziale per noi sta avvenendo nello svolgersi di queste immagini.
“L’amore non domina, ma forma, e questo è più”.
La presente edizione è accompagnata da un lungo saggio di Katharina Mommsen, che illumina la complessa vicenda che sta dietro alla elaborazione della Favola  e offre importanti motivi per la comprensione del testo.
postato da: frontespizio alle ore 10:54 | link | commenti
categorie: letteratura, genere / classici

Pittori di Cristo

Francesco Saracino
Marietti, 2004, pp. 294, € 28
www.mariettieditore.it
 
Nota di quarta
La figura di Cristo attraversa l’immaginazione dei cristiani nella stessa misura in cui le sue parole danno fondamento alla loro etica e l’offerta della sua vita giustifica la liturgia della Chiesa. Gli effetti della presenza del Risorto non mancano di farsi avvertire in quella facoltà psichica così essenziale all’esperienza di ciascun uomo che è l’immaginazione, la quale in Occidente ha accolto i tratti del corpo del Figlio di Dio, la sua carne, per dare alimento ai sogni degli individui e delle comunità, piegandola a progetti regressivi oppure fecondando con essa la speranza di una pienezza escatologica. È un aspetto della vita dei cristiani che ancora non è stato tematizzato con la necessaria attenzione e che Pittori di Cristo intende mettere a fuoco a partire da alcuni dipinti, testimonianze importanti della pressione dell’archetipo cristologico nella coscienza di quelli che sono i punti di riferimento per l’“ortodossia” figurativa, i maestri dell’immagine occidentale.
Ad alcuni tra i più rappresentativi fra essi (Masaccio, Rubens, Delacroix…) è stato affidato il compito di visualizzare per tutti noi il volto e la carne di Gesù, per ritrovare ancora in lui la bellezza che potrebbe riscattarci dall’ottundimento dei sensi e dell’anima.
postato da: frontespizio alle ore 10:37 | link | commenti
categorie: arte, religione

Blu. Storia di un colore

Pastoreau Michel
Ponte alle Grazie, 2002, pp. 213, € 25,00
 
Nota di quarta
È difficile valutare il ruolo del blu nella Bibbia e presso i popoli della Bibbia. Un ruolo probabilmente meno importante di quello del rosso, del bianco e del nero. C’è un termine ebraico che ha sollevato controversie appassionanti e chiarisce bene il pericolo insito nel voler tradurre con vocaboli moderni e relativi ai colori ciò che nei testi antichi riguarda soltanto la materia e la qualità. Si tratta della parola ebraica bekhélet, che torna a più riprese nella Bibbia. Tradurre bekhélet  con blu, o voler associare questa sostanza al colore blu è filologicamente problematico e storicamente anacronistico.
postato da: frontespizio alle ore 10:32 | link | commenti
categorie: arte

Ciack Scuola - Molise Cinema 2006

“Gli occhi dei bambini”
 in rassegna a Molise Cinema 2006
comunicato "ciack scuola" n. 11
Il cortometraggio “Gli occhi dei bambini” (la maestra Rossella scrive su un diario una poesia dedicata ai bambini, che però non leggerà mai ai suoi alunni. Un giorno, quando lei non c’è più, i suoi alunni trovano il diario, e leggono la poesia…), realizzato dalla classe II A (scuola media inferiore) dell’Istituto Comprensivo di Scuola Materna, Elementare e Media “Ines De Sanctis” di Guglionesi nell’ambito del laboratorio Ciak Scuola Molise 1, è stato scelto dalla direzione artistica di Molise Cinema per il filmfestival 2006, e sarà proiettato a Casacalenda giovedì 3 agosto 2006 [ore 11.30, sala Caradonio] in anteprima nella nuova sezione fuoriconcorso “Apericinema: scuole molisane girano”.
Questo riconoscimento al lavoro didattico del laboratorio Ciak Scuola arriva inaspettato. “Abbiamo ricevuto tanti cortometraggi scolastici - sostiene Francesco D’Imperio, organizzatore del Molise Cinema filmfestival - non solo dal nostro Molise. Per questo abbiamo pensato ad una sezione nuova della rassegna dedicata alle proposte del mondo della scuola, e per la prima edizione sono stati selezionati due soli cortometraggi: “Insieme come prima” e “Gli occhi dei bambini”. Sappiamo di avere a che fare con prodotti di qualità scolastica, tuttavia la proposta che viene da questi corti ha lanciato un messaggio chiaro di sana e di giovane cultura e quindi non poteva essere ignorato dalla nostra direzione artistica. “Gli occhi dei bambini”, per esempio, è proprio una bella storia, oltretutto una storia vera, e l’idea culturale che c’è dietro alla sua proposta filmica non poteva essere abbandonata dalla nostra rassegna cinematografica”.
Così, dopo che il Comune di Guglionesi, a sorpresa, ha cancellato a Guglionesi la IV edizione di Cinemassieme [rassegna di film d’autore, film proiettati in spazi aperti e in contesti urbanistici di valenza storico-artistica in ottemperanza alle politiche di sviluppo turistico-culturale dell’Associzione Borghi Autentici d’Italia], nonostante il crescente riscontro culturale di turisti e di cittadini interessati alla rassegna cinematografica nei luoghi d'arte, anche la prima edizione del Ciak Scuola Cortofestival è stata annullata.
Dunque saranno altre manifestazioni, di alto profilo culturale nel settore, a valorizzare, insieme ai promotori del Ciak Scuola, i prodotti culturali realizzati per la cineteca di Guglionesi. “Abbiamo proceduto all'iscrizione di questo e di altri cortometraggi del laboratorio scolastico Ciak Scuola nelle manifestazioni nazionali ed internazionali, vedi Molise Cinema, Aice Torino, Arcimovie Giffoni filmfestival, il Corto, ecc., manifestazioni attente alle proposte del mondo della scuola. La selezione del corto “Gli occhi dei bambini” a Molise Cinema (Scuole molisane girano) è un riconoscimento alla creatività dei nostri ragazzi, un riconoscimento che, provenendo dagli addetti ai lavori, assume una certa valenza culturale. Perciò, viste le premesse, siamo convinti - ritiene Luigi Sorella, coordinatore del progetto Ciak Scuola - che altre manifestazioni prenderanno in considerazione le idee dei nostri ragazzi. Intanto vi invitiamo, insieme con una nutrita delegazione dei ragazzi del Ciak Scuola, a partecipare alla prima visione del corto “Gli occhi dei bambini”, nella piccola città di Casacalenda".
 
Cfr. Allegato | www.arsideastudio.com/ciakscuola
 
Guglionesi, 29 Luglio 2006
 
 Luigi Sorella
[Laboratorio Ciak Scuola]
 
postato da: giovannaco alle ore 10:19 | link | commenti
categorie: cinema, @eventi

concorso di cortometraggi

Comunicato stampa
con preghiera di diffusione
 
L'associazione "Il Pettirosso"
il 9 ed il 10 Settembre 2006
in via Tremoli a Venticano (Avellino)
 
organizza
Il Giardino dei Corti
Concorso di Cortometraggi
 
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
 
Articolo 1
Sabato 9 e domenica 10 settembre 2006 l'Associazione Turistica Ambientale e Culturale ''Il Pettirosso'' organizza la seconda edizione di ''Al Giardino delle Arti Spontanee'', una rassegna di eventi e manifestazioni artistiche caratterizzate da creatività e sperimentazione libere e indipendenti. All'interno di questo contesto, il concorso ''Il Giardino dei Corti'' si propone di dare uno spazio di visibilità alla nuova arte spontanea di coloro che, attraverso le immagini (cortometraggi, video, documentari, ecc.), vogliono esprimere il loro punto di vista sulla realtà.
 
Articolo 2
Tale manifestazione rappresenta un palcoscenico per tutti coloro che hanno realizzato un opera video (fiction, documentario, videoart, ecc.) su qualsiasi tema. Le opere saranno viste e votate con apposite schede dal pubblico presente alle proiezioni e dalla giuria.
Il punteggio combinato dei due servirà per l'assegnazione dei seguenti premi:
~ Miglio cortometraggio: 150 euro e attestato;
~ Secondo classificato: 75 euro e attestato;
~ Terzo classificato: 50 euro e attestato;
~ Premio della critica: attestato.
Per entrambe le sezioni, se i video saranno più numerosi di quelli che è possibile proiettare nelle serate conclusive verranno preselezionati da un'apposita giuria.
 
Articolo 3
Possono partecipare al concorso tutte le opere, italiane ed estere, realizzate dal 2004 in poi realizzate in qualsiasi formato, Pellicole, betacam, DV, video, ecc.), ma inviate in formato DVD video. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i tipi di opere (fiction, videoclip, videoart, documentari, animazione, ecc.) purchè rientrino in una durata massima di 20 minuti (per particolari meriti, potranno essere ammesse al concorso anche opere di durat