Libri&dintorni

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lunedì, 31 luglio 2006

Lamia - rock band

Ciao cari,
vi segnalo che giovedì 3 agosto Le Vie Della Musica - pagina di cultura musicale del Sannio Quotidiano - ospiterà un'intervista alla rock band beneventana dei LAMIA:
www.lamiart.net
 
Segnaliamo anche la partecipazione dei Lamia a due importanti rassegne rock che si terranno alla fine di questa settimana:
 
Zoster Rock Festival, Paternopoli (AV), 4 e 5 agosto:
http://www.zoster.it
 
Stone Free Festival, Apice Vecchia (BN), 5 e 6 agosto:
http://www.stonefreefestival.com
 
Grazie per l'attenzione,
buona lettura
DZ
postato da: giovannaco alle ore 17:58 | link | commenti
categorie: musica

Luxuria

Grammatica della cucina mediterranea
Adelchi Scarano
Bompiani, 2006, pp. 288, € 8,50
www.bompiani.rcslibri.it
 
Nota di quarta
“Con il termine cucina”, sostiene Adelchi Scarano, “si intende un fenomeno sociale complesso che Seneca chiama luxuria e Brillat-Savarin chiama gourmandise. “Chi ha fame – chi mangia per nutrire il proprio organismo – è contentus, circoscritto, limitato al soddisfacimento della necessità. Chi sa mangiare, invece, non ha bisogno di nutrirsi, perché la luxuria è ambiziosa, eccedente, gira intorno al soddisfacimento del bisogno alimentare, eppure non vi corrisponde affatto. Fin dall’Iliade, la cucina – fatta di relazione, rito, seduzione – svela il filo sottile che lega i commensali. “Disponi il cratere più grande, o Meneziade” dice il divino Achille a Patroclo, “prepara da bere con vino più puro, da’ ad ognuno la sua coppa, poiché sono in casa mia le persone a me più care”.
postato da: giovannaco alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: cultura del bere e del mangiare

Del desiderio
Che cosa vogliamo e perché
William B. Irvine
Donzelli, 2006, pp. 256, € 13,90
www.donzelli.it
 
Nota di quarta
I desideri spesso ci colgono nostro malgrado, e talvolta hanno un impatto enorme che arriva a cambiare il corso della nostra vita In questo libro, William Irvine, filosofo americano, ci accompagna in un viaggio attraverso gli impulsi, le aspirazioni, i bisogni di tutti noi, tentando di indicarci la loro origine e il modo in cui sperare di dominarli.
Riannodando Seneca a Tolstoj, Socrate a Twain, Siddharta a Freud, Irvine costruisce la sua trama, senza tralasciare gli insegnamenti buddisti, induisti, degli amish e dei santi cattolici, e ancor meno il pensiero degli antichi greci e dei filosofi moderni.
Ma la mappa dei desideri che Irvine disegna in queste pagine deve tanto anche all’insieme delle conoscenze maturate sul fronte delle scienze cognitive; cosa accade alla nostra mente quando desideriamo qualcosa? E in che modo gli animali hanno elaborato specifici desideri? Si delinea così una vera e propria teoria dell’evoluzione del desiderio, basata sul presupposto che, pur avendo l’uomo imparato a desiderare, egli era già in un certo senso “programmato” per considerare una cosa più appetibile di un’altra. Da qui una chiave per provare a indirizzare più che a subire i nostri impulsi, per riconoscere e orientare le nostre peculiari motivazioni a desiderare qualcosa, piuttosto che restarne in balia.
Ricco di suggestioni innovative non meno che di consigli utili, questo libro scandaglia l’abisso delle nostre passioni incontrollate e cerca di restituirci il senso di uno stimolo ad agire in modo più consapevole.
postato da: giovannaco alle ore 11:03 | link | commenti
categorie:

Favola (titolo originale Marchen)

Wolfgang Goethe
Traduzioni di Luciano Foà e Gilberto Forti
Adelphi, 2001, pp. 132, € 7,75
www.adelphi.it
 
Nota di quarta
Racconto in forma di enigma – anzi di “segreto palese”, come dice una celebre formula qui enunciata -, Favola ha un luogo appartato ed eminente nell’opera di Goethe; fin dalla sua pubblicazione, nel 1795, all’interno degli Intrattenimenti di profughi tedeschi,questo testo ha provocato un numero impressionante di interpretazioni, nessuna delle quali riesce, né deve, dominare le altre. (A questo proposito Goethe scriveva a un amico che non intendeva rendere pubblica la propria interpretazione “ prima di aver visto davanti a me 99 predecessori”).
Qui non solo il racconto nel suo insieme, ma ciascuno dei personaggi è un enigma, un po’ come nelle figure dei grandi testi seicenteschi di alchimia. E comunque, pur nello sconcerto invincibile, sentiamo che qualcosa di essenziale per noi sta avvenendo nello svolgersi di queste immagini.
“L’amore non domina, ma forma, e questo è più”.
La presente edizione è accompagnata da un lungo saggio di Katharina Mommsen, che illumina la complessa vicenda che sta dietro alla elaborazione della Favola  e offre importanti motivi per la comprensione del testo.
postato da: frontespizio alle ore 10:54 | link | commenti
categorie: letteratura, genere / classici

Pittori di Cristo

Francesco Saracino
Marietti, 2004, pp. 294, € 28
www.mariettieditore.it
 
Nota di quarta
La figura di Cristo attraversa l’immaginazione dei cristiani nella stessa misura in cui le sue parole danno fondamento alla loro etica e l’offerta della sua vita giustifica la liturgia della Chiesa. Gli effetti della presenza del Risorto non mancano di farsi avvertire in quella facoltà psichica così essenziale all’esperienza di ciascun uomo che è l’immaginazione, la quale in Occidente ha accolto i tratti del corpo del Figlio di Dio, la sua carne, per dare alimento ai sogni degli individui e delle comunità, piegandola a progetti regressivi oppure fecondando con essa la speranza di una pienezza escatologica. È un aspetto della vita dei cristiani che ancora non è stato tematizzato con la necessaria attenzione e che Pittori di Cristo intende mettere a fuoco a partire da alcuni dipinti, testimonianze importanti della pressione dell’archetipo cristologico nella coscienza di quelli che sono i punti di riferimento per l’“ortodossia” figurativa, i maestri dell’immagine occidentale.
Ad alcuni tra i più rappresentativi fra essi (Masaccio, Rubens, Delacroix…) è stato affidato il compito di visualizzare per tutti noi il volto e la carne di Gesù, per ritrovare ancora in lui la bellezza che potrebbe riscattarci dall’ottundimento dei sensi e dell’anima.
postato da: frontespizio alle ore 10:37 | link | commenti
categorie: arte, religione

Blu. Storia di un colore

Pastoreau Michel
Ponte alle Grazie, 2002, pp. 213, € 25,00
 
Nota di quarta
È difficile valutare il ruolo del blu nella Bibbia e presso i popoli della Bibbia. Un ruolo probabilmente meno importante di quello del rosso, del bianco e del nero. C’è un termine ebraico che ha sollevato controversie appassionanti e chiarisce bene il pericolo insito nel voler tradurre con vocaboli moderni e relativi ai colori ciò che nei testi antichi riguarda soltanto la materia e la qualità. Si tratta della parola ebraica bekhélet, che torna a più riprese nella Bibbia. Tradurre bekhélet  con blu, o voler associare questa sostanza al colore blu è filologicamente problematico e storicamente anacronistico.
postato da: frontespizio alle ore 10:32 | link | commenti
categorie: arte

Ciack Scuola - Molise Cinema 2006

“Gli occhi dei bambini”
 in rassegna a Molise Cinema 2006
comunicato "ciack scuola" n. 11
Il cortometraggio “Gli occhi dei bambini” (la maestra Rossella scrive su un diario una poesia dedicata ai bambini, che però non leggerà mai ai suoi alunni. Un giorno, quando lei non c’è più, i suoi alunni trovano il diario, e leggono la poesia…), realizzato dalla classe II A (scuola media inferiore) dell’Istituto Comprensivo di Scuola Materna, Elementare e Media “Ines De Sanctis” di Guglionesi nell’ambito del laboratorio Ciak Scuola Molise 1, è stato scelto dalla direzione artistica di Molise Cinema per il filmfestival 2006, e sarà proiettato a Casacalenda giovedì 3 agosto 2006 [ore 11.30, sala Caradonio] in anteprima nella nuova sezione fuoriconcorso “Apericinema: scuole molisane girano”.
Questo riconoscimento al lavoro didattico del laboratorio Ciak Scuola arriva inaspettato. “Abbiamo ricevuto tanti cortometraggi scolastici - sostiene Francesco D’Imperio, organizzatore del Molise Cinema filmfestival - non solo dal nostro Molise. Per questo abbiamo pensato ad una sezione nuova della rassegna dedicata alle proposte del mondo della scuola, e per la prima edizione sono stati selezionati due soli cortometraggi: “Insieme come prima” e “Gli occhi dei bambini”. Sappiamo di avere a che fare con prodotti di qualità scolastica, tuttavia la proposta che viene da questi corti ha lanciato un messaggio chiaro di sana e di giovane cultura e quindi non poteva essere ignorato dalla nostra direzione artistica. “Gli occhi dei bambini”, per esempio, è proprio una bella storia, oltretutto una storia vera, e l’idea culturale che c’è dietro alla sua proposta filmica non poteva essere abbandonata dalla nostra rassegna cinematografica”.
Così, dopo che il Comune di Guglionesi, a sorpresa, ha cancellato a Guglionesi la IV edizione di Cinemassieme [rassegna di film d’autore, film proiettati in spazi aperti e in contesti urbanistici di valenza storico-artistica in ottemperanza alle politiche di sviluppo turistico-culturale dell’Associzione Borghi Autentici d’Italia], nonostante il crescente riscontro culturale di turisti e di cittadini interessati alla rassegna cinematografica nei luoghi d'arte, anche la prima edizione del Ciak Scuola Cortofestival è stata annullata.
Dunque saranno altre manifestazioni, di alto profilo culturale nel settore, a valorizzare, insieme ai promotori del Ciak Scuola, i prodotti culturali realizzati per la cineteca di Guglionesi. “Abbiamo proceduto all'iscrizione di questo e di altri cortometraggi del laboratorio scolastico Ciak Scuola nelle manifestazioni nazionali ed internazionali, vedi Molise Cinema, Aice Torino, Arcimovie Giffoni filmfestival, il Corto, ecc., manifestazioni attente alle proposte del mondo della scuola. La selezione del corto “Gli occhi dei bambini” a Molise Cinema (Scuole molisane girano) è un riconoscimento alla creatività dei nostri ragazzi, un riconoscimento che, provenendo dagli addetti ai lavori, assume una certa valenza culturale. Perciò, viste le premesse, siamo convinti - ritiene Luigi Sorella, coordinatore del progetto Ciak Scuola - che altre manifestazioni prenderanno in considerazione le idee dei nostri ragazzi. Intanto vi invitiamo, insieme con una nutrita delegazione dei ragazzi del Ciak Scuola, a partecipare alla prima visione del corto “Gli occhi dei bambini”, nella piccola città di Casacalenda".
 
Cfr. Allegato | www.arsideastudio.com/ciakscuola
 
Guglionesi, 29 Luglio 2006
 
 Luigi Sorella
[Laboratorio Ciak Scuola]
 
postato da: giovannaco alle ore 10:19 | link | commenti
categorie: cinema, @eventi

concorso di cortometraggi

Comunicato stampa
con preghiera di diffusione
 
L'associazione "Il Pettirosso"
il 9 ed il 10 Settembre 2006
in via Tremoli a Venticano (Avellino)
 
organizza
Il Giardino dei Corti
Concorso di Cortometraggi
 
REGOLAMENTO DEL CONCORSO
 
Articolo 1
Sabato 9 e domenica 10 settembre 2006 l'Associazione Turistica Ambientale e Culturale ''Il Pettirosso'' organizza la seconda edizione di ''Al Giardino delle Arti Spontanee'', una rassegna di eventi e manifestazioni artistiche caratterizzate da creatività e sperimentazione libere e indipendenti. All'interno di questo contesto, il concorso ''Il Giardino dei Corti'' si propone di dare uno spazio di visibilità alla nuova arte spontanea di coloro che, attraverso le immagini (cortometraggi, video, documentari, ecc.), vogliono esprimere il loro punto di vista sulla realtà.
 
Articolo 2
Tale manifestazione rappresenta un palcoscenico per tutti coloro che hanno realizzato un opera video (fiction, documentario, videoart, ecc.) su qualsiasi tema. Le opere saranno viste e votate con apposite schede dal pubblico presente alle proiezioni e dalla giuria.
Il punteggio combinato dei due servirà per l'assegnazione dei seguenti premi:
~ Miglio cortometraggio: 150 euro e attestato;
~ Secondo classificato: 75 euro e attestato;
~ Terzo classificato: 50 euro e attestato;
~ Premio della critica: attestato.
Per entrambe le sezioni, se i video saranno più numerosi di quelli che è possibile proiettare nelle serate conclusive verranno preselezionati da un'apposita giuria.
 
Articolo 3
Possono partecipare al concorso tutte le opere, italiane ed estere, realizzate dal 2004 in poi realizzate in qualsiasi formato, Pellicole, betacam, DV, video, ecc.), ma inviate in formato DVD video. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i tipi di opere (fiction, videoclip, videoart, documentari, animazione, ecc.) purchè rientrino in una durata massima di 20 minuti (per particolari meriti, potranno essere ammesse al concorso anche opere di durata superiore a quella indicata).
 
Articolo 4
Per partecipare al concorso, i video dovranno essere recapitati entro il 20 agosto 2006 al seguente indirizzo:
''Il Pettirosso''
Associazione Turistica Ambientale e Culturale
Via Tremoli, 1
83030 - Venticano (Av)
 
Per essere ammesse al concorso, le opere dovranno giungere in formato DVD video PAL accompagnate dalla scheda di partecipazione (una per ogni film) compilata in ogni sua parte e firmata dall'autore o dal responsabile dei diritti dell'opera. Le schede non compilate correttamente o non firmate possono causare l'esclusione dal concorso. I video dovranno pervenire in buone condizioni e senza titolazioni video o sovrimpressioni non direttamente riconducibili all'opera (es. timecode).
Le opere in lingua straniere dovranno essere sottotitolate in italiano. La partecipazione al concorso è gratuita, gli autori dovranno sostenere solo le spese di spedizione (totalmente a carico loro). L'organizzazione può liberamente variare alcune condizioni del bando per la parte relativa al concorso dandone comunicazione ai potenziali interessati.
 
Articolo 5
Il giudizio della giuria è insindacabile. I giudizi possono essere motivati dalla giuria o dall'organizzazione su richiesta dei partecipanti. La giuria o il comitato organizzatore possono escludere dal concorso le seguenti opere:
~ in palese contrasto con i diritti umani;
~ realizzate da membri della giuria o dagli organizzatori del concorso (per i quali è possibile una
partecipazione fuori concorso);
~ prive di scheda di iscrizione o con una scheda di iscrizione non firmata o priva delle informazioni fondamentali.
 
L'organizzazione non è responsabile per eventuali danneggiamenti o smarrimento delle opere inviate. Le opere pervenute non saranno restituite ai partecipanti, ma entreranno a far parte dell'archivio de Il Giardino delle Arti Spontanee (con la possibilità di utilizzarle per pubbliche proiezioni senza scopo di lucro). Chi iscrive l'opera al concorso, compilando e firmando la scheda di partecipazione, si assume completa responsabilità sul contenuto della stessa e se ne dichiara titolare dei diritti. Con l'iscrizione accetta integralmente le regole del presente bando e autorizza l'organizzazione al trattamento dei propri dati personali per finalità legate esclusivamente al concorso secondo quanto previsto dal decreto legislativo del 30 giugno 2003 n. 196.
 
Articolo 6
Tutte le informazioni riguardanti il programma del concorso, i partecipanti e le selezioni verranno pubblicati sul sito www.ilpettirosso.eu dove ci saranno anche le informazioni per la partecipazione (bando e scheda di iscrizione). Per ulteriori informazioni su concorso e regolamento è possibile scrivere a ilgiardinodeicorti@ilpettirosso.tk.
Gli autori che supereranno le selezioni verranno informati personalmente (via mail o telefono) e invitati a partecipare alla manifestazione nel bellissimo Giardino delle Arti Spontanee. I premi non ritirati personalmente verranno recapitati ai destinatari.
 
A breve sarà inviato il programma completo della manifestazione del 9 e 10.
 
 
In collaborazione con:
e
 
Grazie per l'attenzione
DZ
postato da: giovannaco alle ore 10:01 | link | commenti
categorie: cinema, @eventi
giovedì, 27 luglio 2006

Filosofia del vino
Massimo Donà
Bompiani, 2004, pp. 240, € 8
www.bompiani.rcslibri.it
 
Nota di quarta
Un percorso singolare, che propone un’inedita prospettiva sulla filosofia occidentale – uno sguardo, per così dire, bagnata dal vino. Già cara a Dioniso, e insignita assai presto di un altro valore simbolico anche dalla ragione filosofica, tale bevanda consente una profonda riconsiderazione del rapporto tra vita e pensiero, vizio e virtù, ragione e passione, misura e dismisura. Ciò cui si allude, nel contesto di un’analisi insieme rigorosa e gustosamente aneddotica, è un’altra immagine della filosofia in quanto tale. E proprio a partire dal vino. Dalla condanna più radicale al più sincero entusiasmo, da un interesse più specificamente scientifico a un non meno frequente e radicale investimento simbolico, diversi sono stati gli atteggiamenti nei confronti della sua potenza deduttiva. Ma costante doveva rimanere la pregnanza di una suggestione che di continuo ha dischiuso orizzonti nuovi e affascinanti.
postato da: giovannaco alle ore 16:49 | link | commenti
categorie: cultura del bere e del mangiare

Domenica 30 luglio 2006,
ore 11.00
presso le Cantine Foschini,
Guardia Sanframondi (BN),
in occasione della manifestazione Six Day Sonic Madness,
 
Presentazione del volume
IL LIBRO DEGLI AREA
di Domenico Coduto
Milano, Auditorium Edizioni, 2005
parole e musica per un viaggio nella musica e nell'utopia degli anni '70
attraverso il racconto di una delle esperienze artistiche più radicali ed originali mai prodotte in Italia.
 
Moderatore: Donato Zoppo (giornalista)
Sarà presente l'autore Domenico Coduto
 
www.auditoriumedizioni.it

Six Day Sonic Madness
www.sdsm.it
 
Grazie per l'attenzione
DZ
postato da: giovannaco alle ore 16:48 | link | commenti
categorie: @eventi
mercoledì, 26 luglio 2006

Il piacere di leggere
Jean-Pierre Gattégno
Edizioni Silvestre Bonnard, 2006, PP. 240, € 24
www.edizionibonnard.it
 
Nota di quarta
Chi è l’uomo dall’apparenza così inattuale che sosta in contemplazione, estraneo agli altri, dinanzi alla Pyramide del Louvre? Da quale dimensione spazio-temporale proviene? La vita di Sébastien Ponchelet è stata segnata per sempre da un maldestro tentativo di rapina. Scarcerato per buona condotta, trascina i suoi giorni come magazziniere in una prestigiosa casa editrice parigina, tra le angherie di colleghi miserabili e una caricatura di vita familiare in uno squallido quartiere dormitorio. Mentre qualcuna ruba preziosi quadri dalle pareti dei musei di Francia. E una giovane sconosciuta legge, assorta, libri su libri sulla metropolitana che Sébastien prende ogni sera per tornare a casa. Tra un best-seller e l’altro, tra un volgare quiz televisivo e lunghi viaggi in metro, un giorno Sébastien si ritrova tra le mani un manoscritto del quale, in casa editrice, si erano perdute le tracce: è fitto di correzioni scritte con zampa di gallina, ma la prima frase - “ Per molto tempo, sono andato a letto presto” – lentamente lo cattura.
Otto parole che cambiano la sua vita. E che il lettore subito riconosce la prima frase della Ricerca del tempo perduto.
Ma Sébastien non lo sa. Così come non sa dove incasellare l’autore, uomo dalla cortesia eccessiva e dalla eleganza desueta, con fiocchi di cotone idrofilo che spuntano dal colletto duro. E Sébastiien prende a seguirlo di nascosto, nel traffico caotico, nell’andirivieni di turisti, ruminando tra sé quella frase ipnotica come un mandala: “Per molto tempo, sono andato a letto presto”….
Con questa originale variazione sulla scrittura e sui suoi effetti, sui processi creativi, sulla dimensione del tempo ma, anche su desiderio e sull’inibizione.
Jean-Pierre Gattégno offre alla lettura e ai lettori un omaggio di rara intensità.
postato da: frontespizio alle ore 16:39 | link | commenti
categorie:

È l’ora del tè

I segreti della bevanda più amata al mondo dopo l’acqua
Carla Massi
Guido Tommasi Editore, 2005
pp.252, € 15
 
Nota di quarta
Più che un manuale è un continuo invito ad assaggiare l’infuso che conta oltre tremila anni di storia. Un viaggio che offre la possibilità di conoscere il verde, il nero, il bianco, il semifermentato, attraverso la preparazione, la giusta infusione, la scelta dell’acqua e anche gli abbinamenti con i cibi.
Non solo dolci, il tè come tazza fumante ma anche come ingrediente per biscotti, torte, gelati, insalate, piatti di carne o di pesce. Un affumicato con il salmone, l’Earl Grey con i formaggi saporiti, il gelsomino con il piccante. Cinquanta ricette, oltre a sette inedite firmate da grandi chef: Agata Parisella, Bruno Barbieri, Moreno Cedroni, Alfonso Iaccarino, Fulvio Pierangelini, Antonio Sciullo, Gianfranco Vissani. Il tè come compagno di meditazione ma anche come elemento di felice convivialità. Senza etichette modaiole e passeggere. Un’occasione per prendere tempo, fermarsi, gustare sapori assoluti che arrivano dai più diversi paesi del mondo. Tè come medicina e sostegno per una sana alimentazione ma anche come afrodisiaco. Un viaggio attraverso mille racconti e citazioni: le storie del tè tra colonialismi e rivoluzioni, le sale da tè, la letteratura e le canzoni che celebrano la bevanda (da George Orwell a Francesco De Gregori).
Ma anche il tè al femminile, il suo ruolo nell’emancipazione delle donne, nella nascita dei movimenti di liberazione, il suo potere dirompente nei salotti vittoriani dove anche i vestiti delle signore furono adattati al rito del tea-time. I segreti di un infuso raccontati da un sommelier di tè, che ogni giorno arriva a bere anche dodici tazze. Il tè come passione, come gioco e divertimento del palato. Come avventura e aiuto per ogni momento della giornata. Perché, come scrive Guido Cernetti nei “Pensieri del tè”, è capace di “disincagliarmi e preservarmi da ogni specie d’inerzia, d’inebetimento, di abbattimento”.
postato da: giovannaco alle ore 16:24 | link | commenti
categorie: cultura del bere e del mangiare

La pittura in cucina

Pittori e chef a confronto
Luca Mariani, Agata Parisella, Giovanna Trapani
Sellerio,2003, pp. 212, € 9
e-mail: sellerioeditore@iol.it
 
Nota di quarta
“Nel vasto panorama della natura morta in pittura si andò rapidamente affermando, si potrebbe dire quasi in modo spontaneo e naturale, lo studio e la rappresentazione dei prodotti naturali che mescolati e fusi tra loro, così come accade in una composizione pittorica, davano vita a vivande comuni o raffinate, alle quali avvicinarsi in una piena esperienza sensibile”.
Uno storico dell’arte (Luca Mariani, docente di Storia dell’arte nell’università Lateranense), una chef (Agata Parisella, gestore a Roma di un ristorante famoso in tutto il mondo), una giornalista di culinaria (Giovanna Trapani, programmista della Rai) hanno scelto, in questo volume, trentasette nature morte italiane e fiamminghe, del periodo d’oro tra Seicento e Settecento, riprodotte e commentate singolarmente con una scheda critica, ed hanno accompagnato ciascuna di esse con la ricetta di un piatto elaborato dalle vivande, comuni o raffinate, rappresentate nel quadro corrispondente, con l’intento di completare, accanto all’espressione di simbologie e allegorie. Il fine estetico per cui era stata concepita un tal genere di pittura: la piena esperienza sensitiva.
postato da: giovannaco alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: arte, cultura del bere e del mangiare
martedì, 25 luglio 2006

Internet nel lavoro editoriale

Gina Maneri, Hellmut Riediger
Collana: I mestieri del libro
Editrice Bibliografica
2006, pp. 196, € 29,00
www.bibliografica.it
 
Nota di quarta
Per il suo carattere di corpus multilinguistico e fonte di informazioni di ogni genere, internet rappresenta una risorsa formidabile per chiunque faccia della lingua o delle lingue il proprio strumento di lavoro. Internet nel lavoro editoriale si rivolge a redattori, traduttori, giornalisti, linguisti, lessicografi, bibliotecari, studiosi, insegnanti, studenti e a tutti coloro che avvertono l’esigenza di raggiungere maggiore sicurezza nel reperimento di dati e informazioni in rete.
Il volume propone una panoramica di risorse e strumenti terminologici, lessicografici e linguistici, come dizionari, glossari, enciclopedie, portali specializzati, cataloghi di risorse bibliografiche, illustrandone le caratteristiche e i modi per accedervi; una guida agli strumenti – motori di ricerca, directory e software – e alle tecniche di ricerca – sistematica o mirata – per la soluzione di problemi specifici di varia natura, e per concludere, un’ampia selezione di esempi di ricerca, una sitografia con gli indirizzi delle principali pagine web citate, un glossario e una ricca bibliografia.
Ampi estratti del libro e la sitografia completa, costantemente aggiornati, sono consultabili all’indirizzo htp://www.edigeo.it/ interneteditoria.htlm,, permettendo di navigare direttamente tra i siti indicati.
postato da: giovannaco alle ore 09:22 | link | commenti
categorie: web
lunedì, 24 luglio 2006

La parola immaginata

Teoria, tecnica e pratica del lavoro di copywriter
Annamaria Testa
Il Saggiatore, 2006, pp. 256, € 16,00
www.saggiatore.it
 
Nota di quarta
Nelle pagine di La parola immaginata Annamaria Testa racconta gli aspetti teorici e pratici del suo lavoro di copywriter. Con garbo, abilità e soprattutto, con una scrittura civaie e appassionante, illustra le regole, i meccanismi e le strategie necessarie per inventare una campagna pubblicitaria efficace, spiega come scegliere le parole di un titolo, come queste vanno associate alle immagini, come la coppia creativa formata da copywriter e art director deve lavorare, e come accade che una campagna conquisti il favore del pubblico.
Prendendo spunto dalla sua esperienza personale, l’autrice costruisce, pagina dopo pagina, un trattato esemplare di scrittura creativa , che è anche un avvincente autoritratto professionale e umano. La parola immaginata è infatti uno specchio fedele dell’autrice, e di lei riflette l’ironia, la versatilità e lo stile inconfondibile.
 
Sommario
Di che cosa stiamo parlando: Il prodotto, l’immagine e il bollino blu - Graffiti, avvisi, réclame, pubblicità, advertising - L’agenzia: com’è fatta, come fa – La parola immaginata: Una dichiarazione impegnativa – La scrittura pubblicitaria: peculiarità e qualità – Una storia in un titolo – Ritmo e struttura – Rapporti di coppia - Tono di voce – Come usare la lingua – Il format – Le grandi categorie – Bodycopy, vaseline, pay-off – Le differenze tra i mezzi –La parola in azione: Il tempo passa e va – Raccontami una storia – Una non storia, com’è e come funziona – Alcune cose da sapere prima di cominciare a pensare – Progettare uno spot – Congedo – Credit – Invece di un glossario.

Lineamenti di filosofia della scienza

Ludovico Geymonat (Torino 1908 - Milano 1991)
Prefazione di Giulio Girello
UTET, 2006, pp. 203, € 15
 
Nota di quarta di Giulio Giorello
“In questi ultimi anni un clima di diffidenza verso la scienza ha condotto molte persone in buona fede, e persino molti giovani scienziati” ad accusarla “di avere reso possibile un processo di scandaloso asservimento dell’umanità”. Così Ludovico Geymonat in questi Lineamenti di filosofia della scienza.
Parole simili potrebbero essere pronunciate oggi, quando una medesima “chiusura dello specialismo scientifico” lascia un vuoto che le varie pretese alla Verità assoluta sembrano pronte a colmare - con maggiore arroganza che un ventennio fa.
Sensibile ai guasti prodotti da una consolidata tradizione italica pregiudizialmente ostile alla scienza, contro l’involuzione intellettuale di non pochi addetti ai lavori nello stesso campo filosofico, Geymonat auspica un “rinnovamento” volto non tanto a “stabilire un’alleanza più o meno duratura tra filosofia e scienza”, quanto a “cercare la filosofia nelle stesse pieghe della scienza”. Nella convinzione che il patrimonio tecnico-scientifico è “il capitale di un’immensa società attiva” che “si trasforma e si arricchisce di secolo in secolo”.
postato da: frontespizio alle ore 08:24 | link | commenti
categorie: filosofia, scienze
sabato, 22 luglio 2006

Bricolage

Lettere ai semiologi della terra ferma
Jean-Marie Floch *
 
Meltemi Editore, 2006, pp. 216, € 18,50
www.meltemieditore.it
 
Nota di quarta
Cosa hanno in comune i diversi modi di bere la birra, le scrivanie per dirigenti d’azienda, i colori del marmo, i materiali da costruzione, le fotografia d’artista, i fumetti, le emozioni dei montoni, l’impaginato dei quotidiani, gli ipermercati, i progetti d’architettura?
Per Jean-Marie Floch, fra i più lucidi e più aperti semiologi del Novecento, sono oggetti di senso, esiti diversi di un medesimo, certosino lavoro di costruzione e di enunciazione: quello del bricoleur.
Sono dunque testi. E testi del genere, se pure circolano intorno a noi, finiscono per diventare, dinanzi allo sguardo semiotico, irrimediabilmente “selvaggi”; resistono ai modelli di analisi, li mettono in crisi, costringendoli a riformularli.
Ecco dunque alcuni frammenti di una rigorosa investigazione di uno studioso al tempo stesso leggero nello stile di scrittura e penetrante nella riflessione intellettuale. Questo libro riunisce per la prima  volta una serie di scritti dispersi in riviste difficilmente reperibili, resoconti di ricerca, pagine di diario e corrispondenze ideali con amici e colleghi. Scritti tutt’altro che minori al di là delle destinazioni originarie, essi assumono il ruolo di missive a tutti quei semiologi che, fissi sulla terra ferma delle loro certezze, hanno poca voglia di mettersi in discussione, di avventurarsi nel mare aperto della significazione umana e sociale.
 
* Jean.Marie Floch (1947-2001) è stato fra i principali fondatori della semiotica visiva contemporanea e dell’analisi semiotico-testuale della comunicazione pubblicitaria.
postato da: giovannaco alle ore 21:18 | link | commenti
categorie: comunicazione argomento, genere / saggistica

stonefreefestival

Programma edizione 2006
Castello Medievale di Apice Vecchia (BN)
 
a partire dalle h.18.00
Teatro
- La fiaba. Voci e Luci
liberamente tratto da "La Fiaba" di J.W. Goethe
a cura dell'associazione culturale "Le cantine teatrali"
>> More info

Pittura, Scultura e Fotografia

Esposizioni permanenti:
Pittura a cura di Rossella di Micco e Marianna Petrillo: Anna Caruso, Michele Garofalo,Gianluca Martucci,
Sara Pattarino, Massimo Capozzo"Mascapo"
Scultura: Roberto Iasio e Walter Mesisca
Incisioni: Rossella di Micco, Claudio Palomba
Fotografia : Lorenzo Palmieri, Serena Capozzi

Video Art
Proiezioni video a cura di Lay-Out Visual
>> More info

Musica - LIVE
a partire dalle 21.00
-
Lamia (Benevento)
- Lost Moon (Benevento)
- Teste di Modi (S. Martino Valle Caudina)
- Chaos Conspiracy (Benevento)
- 3rd (Salerno)
-
Miss Fraulien (Cosenza)

A seguire DJ / VJ Set a cura della Low Budget Crew
>> More Info


- Brain is not your enemy (Apice - BN)
-
Tilt (Valle Caudina)
- Post Off (Agropoli)
- Denise (Salerno)
- Valderrama5 (Napoli)
- Il Cielo di Bagdad (Aversa)

* Il programma non si può ritenere definitivo ed è ancora suscettibile di variazioni
 
Nasce quest'anno lo "StoneFreeFestival", pensato, progettato e creato dall'Associazione Culturale SonicArT.
Proprio in questo 2006,anno di transizione politico-storica, di eccellenti traguardi sportivi e di dialettiche circa l'etica dei comportamenti, in questo teatro sociale, ricco di vitalità così come di equivoci culturali e "non sensi" civili, noi della SonicArt vogliamo rivalutare ed affermare il valore e la potenza intrinseca del linguaggio dell'arte come forma espressiva e creativa, come strumento primario per la diffusione di contenuti culturali in tutte le sue forme, privilegiando, nel caso dello SFF " la musica contemporanea" ma non solo.
Con una formula inedita e la ricerca di luoghi suggestivi in cui contestualizzare i nostri eventi la “SonicArt” avanza nel suo iter, proponendo e sperimentando strade ed approcci differenti.
 
http://www.stonefreefestival.com
 
Grazie all'amico Marcello Venditti,
DZ
postato da: giovannaco alle ore 21:09 | link | commenti
categorie: @eventi
venerdì, 21 luglio 2006

Gli oggetti di qualità e i loro significati

Il Design tra ergonomia di prodotto, di processo e di consumo
Pietro Rutelli, Elisa Bortolanza
Raffaello Cortina Editore
2006, pp. 208, € 21
www.raffaellocortina.it
 
Nota di quarta
Acquistare un oggetto di design significa stabilire una relazione con un universo complesso di significati e di simbolizzazioni; il consumo diventa, nella società contemporanea, il luogo deputato all’apprendimento, alla simulazione e alla rappresentazione dei copioni, dei ruoli e delle sceneggiature del Sé, quindi il luogo dell’incontro decisivo tra la cultura diffusa e la personalità individuale.
Nel volume si sviluppa una riflessione sul mondo degli oggetti di design, in quanto icone del più avanzato sistema di comunicazione d’impresa, capaci di integrare in un unico messaggio simbolico le dimensioni del tangibile e dell’intangibile.
Quali significati veicolano gli oggetti di design? Come riflettono la personalità di chi li acquista e come possono al tempo stesso, rispecchiare in sé l’intero ciclo di progettazione, produzione, distribuzione e consumo?
A queste domande rispondono gli autori, mostrando come la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la psicologia dei consumi e della personalità, nonché il marketing, siano discipline coinvolte in questa nuova definizione del rapporto tra domanda e offerta.

Giganti tra i media

Come nascono e sopravvivono i grandi brand della comunicazione
Mark Tungate
Etas, 2006, pp. 262, € 21
www.etaslab.it
 
Nota di copertina
Nel mondo attuale, l’offerta di informazioni e intrattenimento – in edicola, in televisione e ondine – ha raggiunto vette impensabili fino a qualche decennio fa.
Ma i nostri comportamenti non sono poi così cambiati. Di fronte a decine di quotidiani e riviste acquistiamo ogni giorno le stesse testate e quando facciamo zapping ci fermiamo sempre sui medesimi canali.
Perché, dunque, di fronte alle infinite possibilità che ci vengono offerte ne scegliamo solo alcune? Ovvero, rovesciando la questione, perché alcuni grandi brand mediatici – i giganti del settore – continuano a crescere e a prosperare da decenni, se non da secoli, mentre altri durano solo qualche breve stagione?
Per rispondere a questa domanda l’autore, un giornalista esperto di media e comunicazione, ha intervistato i responsabili dei giornali, dei canali informativi e delle agenzie giornalistiche più importanti del mondo – CNN. BBC, MTV, Times, Financial Times, Wall Street Journal, Herald Tribune, New York Times, El Pais, Die Ziet, Corriere della Sera, Libération, National Geographic, Playboy, Paris Match, Economist, Vogue, Reuters, Bloomberg – e ha chiesto loro che cosa hanno fatto per ottenere il successo e che cosa stanno facendo perché questa posizione si mantenga.
Dalle risposte emerge una storia affascinante – fatta di secoli di giornalismo o di pochi decenni di crescita tumultuosa, di diffusione globale e di focalizzazione su mercati locali – che ci racconta come si costruisce un’immagine duratura, si raccoglie un pubblico fedele e si sta al passo con l’evoluzione sociale senza perdere la propria identità.