Libri&dintorni

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lunedì, 30 aprile 2007

Sulle scuole di scrittura!

La Stampa, 29 aprile
Elzeviro di Maurizio Cucchi
Meglio buoni lettori che mediocri scrittori
 
La leggerezza dell'ironia, il gusto intelligente del paradosso, la capacità di muovere il pensiero in territori diversi con sempre intatta freschezza... Che piacere imbattersi in queste qualità poco comuni! Lo pensavo leggendo "Un mondo di cospiratori (Adelphi, pp. 200, € 11) una raccolta di articoli di Mordecai Richler, davvero attraente in una realtà come la nostra, carica, di semplificazioni e slogan, costellata di banalità saccente.
A proposito dei "segreti della creazione letteraria", Richler ci parla di un manuale di scrittura creativa di Kenneth Atchity, e afferma sarcastico che, dopo averlo letto, "niente sarà più come prima", perchè di fronte a quell'opera poco o nulla contano testi di "scrittorelli" o "dilettanti" tipo Henry Jmes o E.M.Forster. Atchity, ci spiega acidulo, "è docente regolare di scrittura" e " ha già aiutato migliaia di scrittori" a scoprire il proprio talento.
Mi vengono allora in mente i numerosissimi corsi di scrittura creativa che si tengono un po' dappertutto, e non si sa bene a quale scopo e con quale esito. Anche perché, il più delle volte, non è chiaro a quale titolo certi signori si spaccino per docenti. Non nego la possibile validità di illustri sconosciuti, di insigni Carneadi delle patrie lettere. Ci mancherebbe altro! Eppure c'è in me qualcosa che tende a ribellarsi quando legge per esempio una notizia di questo genere "Oggi iniziano i corsi di scrittura creativa tenuti dal dottoor XY". Chi diavolo è, mi dico, per mettersi in cattedra? C'è gente che li frequenta e paga, questi corsi, provvista  al tempo stesso di comprensibili ambizioni e di una smisurata ingenuità (o ignoranza).
Io credo nel valore formativo della bottega, dove chi è il più esperto, per anni e anni di lavoro, dà indicazioni e consigli semplici, come potrebbe farlo un artigiano con il suo apprendista. La bottega è luogo aperto di lavoro e creazione di linguaggio, luogo in cui si conferma e rinnova una tradizione, ed è giusto che a condurla sia chi conosce l'arte per averla praticata facendosi apprezzare. Altra cosa è dare regole senza essere mai stato veramente parte in causa. E allora, anzichè in corsi di scrittura creativa, sarebbe molto meglio tenere e frequentare corsi di lettura creativa. Molto più creativo, credetemi, essere un buon lettore che un cattivo scrivente. E penso che anche Richler sarebbe stato d'accordo. 
Un mondo di cospiratori
Richler Mordecai
Adelphi, 2007 (Piccola Biblioteca Adelphi)
pp. 200, € 11
Nota di quarta
Almeno fino alla "Versione di Barney", Richler era noto in Canada per la sua attività di pubblicista, come testimonia questa scelta italiana. In questa opera "recensisce" il Deuteronomio e un manuale di scrittura creativa, tesse il profilo di una maniaca dei complotti e le lodi di Shirley MacLaine come autobiografa, redige in forma di trattatello un minuzioso elenco delle balle fatte filtrare sulla stampa da esimi colleghi quali Salinger, Hemingway e Capote. Nei suoi articoli Richler garantisce al lettore un tasso ineguagliabile di irriverenza, imprevedibilità, intrattenimento allo stato puro.
postato da: frontespizio alle ore 11:22 | link | commenti (6)
categorie: scrittura
domenica, 29 aprile 2007

ricci







Libri o internet?


Ho bisogno di un po’ di rumore:
scatole cinesi con sassolini parlanti
dai significati grandi e piccini…
le rimescolo e gioco, a volte arrivo
quasi a una sazietà da pagine scritte –
quelle discese da lontano
nate dove vivono i morti, dove
le montagne incantate alzano picchi
e cuscini di neve sfolgorante

ho camminato a lungo in quei luoghi
ora cerco contatti brevi
frantumati in un amen di colori

tremolando, si sfaldano i vivi

postato da: aboutyou alle ore 22:02 | link | commenti (9)
categorie: #marina raccanelli poesie

UN GIGOLò IN DOPPIO PETTO

DI MANUELA MAZZI

Questa volta Manuela ha fatto centro. Il libro non mi ha lasciato alcun dubbio. Lo stile della mazzi è molto migliorato, più descrittivo, più audace. Le pagine scorrono come un fiume in piena. I capitoli sono un crescendo, intrigando il lettore che non vede l'ora di finire il romanzo per capire cosa succede al protagonista, Massimo, che si trova invischiato in questa situazione un pò particolare.


Diventa gigolò per caso, all'inizio è un gioco piacevole( le descrizioni delle scene di sesso non sono mai volgari, anzi erotiche), per poi ritrovarsi un una situazione molto spiacevole.
Manuela ha partorito questo libro dopo un travagliato lavoro. una situazione frustante,l'editore rifiuta la stampa del libro, manuela non demorde crea dal nulla la sua piccola casa editrice.
Posso aggiungere solo una cosa:
vai avanti così, non demordere.

Link:


http://ungigoloindoppiopetto.splinder.com/"
postato da: cosentinonico alle ore 17:59 | link | commenti (6)
categorie: recensioni, esordi letterali

Oggi

Punti di rottura e tracolli finanziari,
le bacchette storte degli occhiali
storie, giornali, paccottiglia
servizio delle mense
pesci, canne e lenze
la sacra gioia e la famiglia
tra le braccia nude di una troia
una goccia sazia d’assenzio.
postato da: alessandroghia alle ore 04:46 | link | commenti (6)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
sabato, 28 aprile 2007

Godel

Nonostante la loro remotezza dall'esperienza dei sensi, noi abbiamo un qualcosa simile a una percezione anche degli oggetti della teoria degli insiemi, come si può vedere dal fatto che gli assiomi stessi ci forzano a considerarli veri. Non vedo motivo perché dovremmo avere una fiducia minore in questo tipo di percezione, vale a dire l'intuizione matematica, piuttosto che nella percezione sensoriale, che ci induce a costruire teorie fisiche e aspettarci che future sensazioni sensoriali si accordino ad esse [...]» Kurt Gödel

Kurt Gödel nasce il 28 aprile del 1906 (Brno, Repubblica ceca). Matematico e logico statunitense, noto soprattutto per i suoi studi sulla incompletezza delle teorie matematiche.


Letture consigliate


F. Berto, Logica da zero a Gödel, Laterza, Roma-Bari, 2007
Rebecca Goldstein, Incompletezza. La dimostrazione e il paradosso di Kurt Godel, Codice Edizioni, 2006
Palle Yourgrau, Un mondo senza tempo. L'eredità dimenticata di Godel e Einstein, Il Saggiatore, 2006
John L. Casti, Cinque platonici a Princeton. Un apologo sui limiti della conoscenza, Raffaello Cortina, Milano, 2005 (Dialoghi immaginari tra cinque dei più rappresentativi scienziati del XX secolo: Albert Einstein, Kurt Gödel, Robert Oppenheimer, John von Neumann, Lewis Strauss).
Piergiorgio Odifreddi, Il diavolo in cattedra. La logica da Aristotele a Gödel, Einaudi, Torino, 2003
Douglas Hofstadter, Gödel, Esher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante, Adelphi, 1984
John L. Casti, Werner DePauli, Gödel: l'eccentrica vita di un genio,
Raffaello Cortina, 2001
John W. Dawson jr, Dilemmi logici: la vita e l'opera di Kurt Gödel, Bollati Boringhieri, 2001

postato da: ellybook alle ore 17:15 | link | commenti (6)
categorie: matematica, @anniversari

scarciglia

Viaggio poetico
attraverso il Salento
di Elio Scarciglia

oggi 28 aprile ore 21
presso la libreria Libri & Dintorni
via Cannavina, Campobasso

distanze

... una simbiosi perfetta,
un dialogo muto che può lasciare spazio solo ad una colonna sonora immaginaria...
 
(Alessandro Laporta)

postato da: frontespizio alle ore 11:44 | link | commenti (7)
categorie: #elio scarciglia - il salento

BLOG-GRAFIE: IDENTITA' NARRATIVE IN RETE

Un blog, un libro, un evento

Blog-grafie è il titolo di un recente saggio pubblicado dalla Gerini in cui si cerca, da un punto di vista sociologico-narrativo, di descrivere l'esperienza, ormai diffusissima, dei blog diaristici...

Alle spalle del volume vi è una ricerca molto interessante condotta proprio in rete, grazie anche alla collaborazione di Splinder. Fra gli obiettivi vi era il tentativo di cogliere motivazioni, pratiche d'uso e significati identitari della scrviere di sé sui blog. Per farlo, sono stati coinvolti numerosi blogger, non solo come soggetti del campione ma anche come parte attiva nell'interpretazione dei risultati...

Ora la discussione si è spostata su www.bloggrafie.splinder.com, un blog tenuto da persone che hanno partecipato alla ricerca, a cui è già stato "dato in pasto" il libro perché si confrontassero sui principali temi emergenti: identità, narrazioni, relazioni, etc sui blog... Tutti ovviamente sono invitati a dire la loro...

Il blog è il primo step per un confronto a più voci che si concluderà il 9 maggio, a Milano, presso la IULM con una tavola rotonda a cui parteciperanno accademici, blogger, esperti della rete etc...

e voi? ci sarete?

postato da: alemika alle ore 11:03 | link | commenti (2)
categorie: web , comunicazione argomento, genere / saggistica
venerdì, 27 aprile 2007

ANTICAP

I libri di Napoli

Un affascinante viaggio tra la Napoli dei libri è stato pubblicato oggi (27 aprile)
da "napoli.com",
quotidiano online della città di Napoli, l'autrice è Rita Iacobucci
sul blog meglio nota come "pazienteinglese".

http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=13934

postato da: giovannaco alle ore 22:21 | link | commenti (2)
categorie: @segnalazioni

La segnalazione ci è giunta dall'Unione Italiana Lettori,
sezione di Campobasso - che ringraziamo.
Siamo lieti di darne pubblicazione
anche perché Antonio è un amico:
minimum fax è lieta di annunciare che
 
Antonio Pascale con il romanzo " S'è fatta ora"
 
HA VINTO
 
XXIII EDIZIONE DEL
PREMIO NAZIONALE NARRATIVA BERGAMO
 
 
“S’è fatta ora” di Antonio Pascale, pubblicato da minimum fax, ha vinto la XXIII edizione del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo. Nelle preferenze della Giuria popolare il libro dello scrittore napoletano, che ha ottenuto un totale di 31 voti, ha preceduto con ampio margine “Ultimo piano senza ascensore” di Toni Fachini (Effigie), accreditato di 24 voti. Al terzo posto a pari merito, “Noi la farem vendetta” di Paolo Nori (Feltrinelli) e “Il Dio dei corpi” di Marosia Castaldi (Sironi), che hanno totalizzato 20 preferenze a testa. Più staccato, “Troppi paradisi” di Walter Siti (Einaudi) con 13 voti.
Poco dopo le 18 – alla presenza del presidente dell’Associazione Premio Nazionale di Narrativa Bergamo, avvocato Massimo Rocchi, dello scrittore Lucio Klobas in rappresentanza del Comitato scientifico, del Segretario del Premio Flavia Alborghetti e del Prof. Gaspare D’Angelo, coordinatore degli incontri con gli autori – è stata aperta l’urna contenente le schede di votazione. Alle preferenze espresse dalla Giuria popolare nell’ambito della “cinquina” finalista, il regolamento assegna infatti il potere insindacabile di decretare il vincitore assoluto del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.
Sabato 12 maggio alle ore 16,45  la premiazione del vincitore.
Nella cornice della splendida Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII, Antonio Pascale avrà l'onore di essere premiato, quest'anno, da Abraham Yehoshua, scrittore e professore di letteratura comparata, presso l’Università di Haifa.
 
Il libro
S'è fatta ora è un romanzo in cinque episodi, che mette a fuoco quelle volte in cui la vita ha cambiato il suo passo: ha accelerato, si è scomposta, si è incarognita, si è biforcata verso il sentiero del successo o sulla strada che conduce al capolinea. Ha fatto tutto questo e noi al momento non ce ne siamo accorti, forse perché eravamo troppo impegnati a vivere l'ora. In queste pagine aspre e divertenti incontriamo Vincenzo Postiglione (alter ego dell’autore già presente negli altri libri di Pascale) alle prese con cinque momenti chiave e altrettanti temi centrali della vita di un uomo: la giovinezza, lo Stato, l'amore, la scienza e il dolore. Cinque iniziazioni (sentimentali, civili, esistenziali) che si intrecciano tra loro dando vita a un particolarissimo, indimenticabile romanzo di formazione.
 
La critica
Qualunque cosa racconti, Pascale è credibile, è divertente, smonta e rimonta la realtà davanti ai nostri occhi portando ogni elemento e dettaglio al più alto grado di evidenza.
Alfonso Berardinelli
 
Antonio Pascale è uno scrittore vero.
Angelo Guglielmi
postato da: frontespizio alle ore 18:59 | link | commenti (2)
categorie: @segnalazioni

La Stampa, Cultura, venerdì 27 aprile

Non c'è più
di Guido Ceronetti


NON C'E' PIU', NO!
NON C'E' PIU': un pazzo veramente normale
Un normale che non sia vero pazzo.
Una bara che scende da salutare salendo le scale.
Un prefisso euro disoccupato.
Un omicidio in famiglia con un movente.
La fuga per amore di coppia assurda.
La carta igienica e crespata rosa.
Il Principium Individuationis.
Una causa belli accertabile.
La lingua italiana senza bilinguismo
Un perdonare pubblico
non indecente.
La Parigi del 1930
La Parigi del 1950.
Parigi.
Il disco di vinile.
Le fede nella cura ricostituente.
La fede nel miracolo.
L'ascensore che io possa aprire manualmente.
Gambe di ragazza libere da
mostruosi stivali neri.
Indumenti neri del tutto assenti da corredo intimo.
Il morire di malattia curabile.
Un cellulare che non trova una donna.
Una donna che gentilmente si alza per salutare.
L'utente come essere dopotutto umano.
L'addio alla nave.
Il segnale in Morse.
La presa di abbagli con ammissione.
Lo spazio non destinato a scopi culturali.
Una guerra che finisca.
Una guerra che lascia - pazienza le rovine - canzoni.
Il pulpito in chiesa con agitarsi di prete.
Il prodotto non cinese.
Il falso Modigliani.
Un seme (l'umano anche) non manipolato.
Un uomo in vista non querelante.
Una fascia non a rischio.
Il comico d'avanspettacolo.
La voce di Marlene.
Nuvolari.
La pancera.
La storia.
QUELLO CHE RESTA NON è INTERESSANTE,
MA STANNO TORNANDO GLI
ANGELI.

postato da: frontespizio alle ore 10:57 | link | commenti (5)
categorie: cultura

Luce nera


New York: una famiglia felice, composta da una madre bella e brillante, da un dolce figlio adolescente e da un padre affettuoso che lavora come poliziotto. Dopo aver ucciso in uno scontro a fuoco un assassino psicopatico, la vita di questa famiglia precipiterà in un abisso di orrore, e a nulla varrà il tentativo di lasciare l'America per trovare la pace in un piccolo paese dell'Irlanda. Da qualche parte del mondo, infatti, c'è una mente folle, pronta a fare vendetta anche al di là dell'oceano.
Edito dalla Kowalski.
Io non lo voglio perdere.
postato da: Fantedicuori67 alle ore 00:36 | link | commenti (3)
categorie: genere / giallo noir
giovedì, 26 aprile 2007

Ho paura

Ho paura.
Respiro affannosamente.
Sento i polmoni che si contraggono. Cigolano a ogni tentativo.
Il mio cuore no. Sta correndo a occhi chiusi. Ma non riesce ad allontanarsi. Scappare è un lusso che non può permettersi.

Tu stai arrivando. I passi rimbombano nel corridoio. Lenti macigni che mi annebbiano la vista. Aumentano l'orrore, la consapevolezza.

Ho paura.
Batto i denti con la schiena appoggiata alla porta chiusa. Penso, stupidamente, che rimanendo in quella posizione tu non riuscirai a entrare. So che lo farai. Ma non posso pensarci. Non adesso.
Mi guardo in giro. Cerco. Ma cosa? La camera è sempre la stessa.
Da due anni.
Potrei provare con il vecchio cassettone. E'molto pesante però. Mi ci vorrà un pò per spostarlo. E nel frattempo devo abbandonare la porta. Tu stai arrivando. Non posso farlo. Meglio restare dove sono. Rannicchiata. Immobile. Ghiacciata. Una bambola di porcellana.

Bussi. Con discrezione. Adesso sento anche il tuo respiro. Calmo. Deciso. L'odore di cologna mi solletica le narici. O è solo un ricordo. Di tempi lontani. Pieni di sms e baci.

Chiudo gli occhi. Il sangue scivola attraverso il mento. Gocciola sulla maglia fino al pavimento. Ma non mi fermo, continuo a mordermi le labbra. Più dolore arriva, meglio è. Perché dopo sarà insopportabile. Mi devo preparare, almeno un pò. O il mio cervello impazzirà.
Non voglio perdere la lucidità. Non ancora. Forse cambierai idea. Forse smetterai di bussare. Di dare calci alla porta. Di urlare.
Forse.

Adesso non ti vedo. Non più. Fa troppo male aprire gli occhi. Muovere una qualsiasi parte del corpo. L'odore del sangue è metallico. Acido. Scorre fluido. E'dappertutto. Lo sento muoversi attorno a me. E' una strana danza la sua. Segue un rituale che non capisco, si nutre della mia linfa vitale. Mi prosciuga placidamente.
Il dolore mi sta divorando. Non riesco a pensare. A parlare. Dove sei? Hai finito? Ne valeva la pena?
Non lo saprò mai.

------------------------
Ispirato alla vicenda di Laura Sparnacci, 54 anni, uccisa lunedì 9 Aprile 2007 dal convivente che l'ha picchiata selvaggiamente togliendole la vita. L'autopsia ha accertato un collasso polmonare dovuto ai colpi subiti.
Una delle tante in realtà. Una in più.

postato da: BarbaraGozzi alle ore 13:23 | link | commenti (6)
categorie: #barbara gozzi racconti
mercoledì, 25 aprile 2007

- Il settimo sogno

Scansione

Questo libro l'ho trovato sopra una bancarella, in una fiera come tante, buttato in mezzo ad un mucchio di libri, mischiato tra ricette di cucina, fumetti, astrologia. Ce ne era uno persino dal titolo "come far fare pipì ai cani" o giù di lì. Già che la copertina lo prezzasse a lire 25.000 e una "pecetta" lo dava scontato a 2 euro e poco sotto ci fossero tre nomi in calce: Cvetaeva - Pasternak - Rilke,  già questo, dicevo mi ha tolto  ogni dubbio sul da farsi. Ora è lì sulla mia scrivania, insieme ad altri libri, non certo d' astrologia e/o altro a documentare certe vicissitudini tra tre poeti vissuti in un' epoca molto lontana dalla nostra. Lettere divenute accessibili nel 1977, cinquant'anni dopo (termine fissato dalla Cvetaeva, perchè diventassero di dominio pubblico:"quando tutto questo sarà passato, passato del tutto", e i corpi saranno polvere...") ". Il libro raccoglie la corrispondenza di questi tre grandi autori del novecento, una sorta di triangolo epistolare  i cui vertici uniscono tre luoghi emblematici della condizione del poeta di quel tempo: il castello e il sanatorio in cui Rilke si avvia in ostinata solitudine verso la morte; il piccolo e rumoroso appartamento della Russia post rivoluzionaria  in cui Pasternack cerca l'isolamento per chiarire la sua lacerata posizione di fronte alla storia e all'arte ; il villaggio di pescatori  nel sud della Francia dove Marina Cvetaeva vive quasi come gesto creativo la sua tragica condizione di emigrata ed emarginata. Un' intera corrispondenza che si annoda vorticosamente  e si scioglie con fatale  instantaneità in un solo anno: il 1926. un romanzo epistolare che riflette una vicenda di amori non avverrati, di incontri sempre programmati e mai realizzati". Lettere struggenti che lasciano un segno. Da qui un mio piccolo testo ( tratto da la sezione "la guerra sparita" - raccolta in lavorazione) a suggellare quanto sopra:

Cara Zhonicka,
qui da noi si annega nell’estate gialla
e i fogli restano bianchi senza parlare
senza mostrare il segno di una presenza
Spero tanto  tu ci venga a trovare
prima che faccia giorno e torni la luce
prima che le cose riprendano a non fare pace
al di là della barricata che s’erge e ci scuce
e l’influenza che ci spreme e non dà voce
torni a logorarci a non lasciarci campare
nelle tiepide carezze delle nostre parole
pronte a stubare- lenire il nostro presente
postato da: redmaltese alle ore 22:03 | link | commenti (7)
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La matta bestialità di Giorgio Todde

Che scoperta Giorgio Todde. Un oculista che guarda la realtà con occhi raffinati e affinati. Scrive da anni, ma pubblica pochi romanzi. Ogni opera è un appuntamento. Ogni storia è un affresco. Il primo romanzo, Lo stato delle anime, Il Maestrale 2001 e Il Maestrale/Frassinelli 2002, ha vinto numerosi premi ed è stato tradotto in Francia, Germania, Olanda. Paura e carne, Il Maestrale 2003, prosegue le vicende del personaggio Efisio Marini, imbalsamatore dello scorso millennio a cui l’autore restituisce vita, improvvisandolo investigatore.
La matta bestialità, edizioni Il Maestrale, 2003, invece, inaugura un nuovo filone narrativo.
Una Sardegna autentica e caliginosa. Sfuggente e maliziosa. Sulla scena disegnata si muovono uomini e donne impossibili. Eppure tangibili, paurosamente verosimili. Un meteorologo, Ugolino Stramini, che predice il tempo e il futuro. Una morte inspiegabile, che inaugura una serie di crimini talmente crudeli che la mente quasi le rifiuta. Come avrà fatto lo scrittore a renderle così bene, senza inorridirne? Una donna inquietante. Un poliziotto improbabile, terrorizzato dalla moglie, innamorato delle parole, l’unico con la vista non offuscata, l’unico senza sovrastrutture.
Todde ha una sottile capacità di stupire, di stracciare le convinzioni di chi legge. La potenza di chi, dal retro di una porta che non vedi, si affaccia, “cu cu!”. Un soprassalto, non può essere. E invece è. Offre il piacere di leggere un linguaggio severo, fortemente evocativo, ricercato, ma non altezzoso. Immaginiamo che parlino così i sardi, noi del Continente.
Giorgio Todde è anche presidente dell’Associazione culturale “L’Isola delle storie” che a fine giugno organizza il Festival letterario della Sardegna a Gavoi, in Barbagia. http://www.isoladellestorie.it/
 
Il cuore del libro.
La città si ipnotizzò a ferragosto. Restò catatonica per giorni. Il barometro indolenzito segnava stabile e pareva che anche la stratosfera, quella bassa e quella alta, fosse rassegnata a lasciare le stesse nuvole rade e cotonose ogni giorno allo stesso posto. Così tutto divenne ripetizione. Anche i giornali pubblicavano ogni giorno la stessa notizia del Canto ritrovato. Ma la canicola era sopportabile e non lesionava le teste.
Stagnare è comodo e la gente non stava tanto male. A Ugolino, ispirato, la città smidollata sembrava presa da un incantamento. C’è da dire, però, che l’incantamento, semmai, aveva preso lui ed Emilia e che il vitino da levriero di Ugolino aveva innamorato lei definitivamente e che lei era tanto commossa da emanare luce come una lanterna. Quella della città, invece, era proprio noia e non incantamento”.
postato da: pazienteinglese alle ore 20:02 | link | commenti (4)
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finestra
















Nostalgia, non so di che


Dalle stanze sbiancate
se n’è andato un fantasma col tuo nome…
vago aliare di scialle sposta l’aria
ed un corpo mi sfiora – un soffio
e già non è più
un respiro soltanto
ora è bianco il silenzio

quando ascolto lo spazio lievitare
e il tempo si fa luogo, dentro il cuore
ti aggiri in un altro mondo, io muovo
pensieri in parallelo
il tempo, molle densità di parole
nel bianco teso –
la curva di un sorriso, un profumo
piegato a contenere un bambino, il mio braccio
la piccola testa implume, il tuo seme
indietro, ancora indietro…

piange un’assenza nelle stanze bianche

postato da: aboutyou alle ore 15:44 | link | commenti (7)
categorie: #marina raccanelli poesie

teatro savoia

GIOVEDI 26 APRILE ore 21,00

IV Rassegna di Moliseinteatro

CUPIDO SCHERZA...E SPAZZA

Associazione Culturale Teatrale Cheope di Trivento


I biglietti sono in vendita presso il Botteghino del Teatro Savoia

platea: intero 10 euro - ridotto 8 euro

palchi: intero 6 euro - ridotto 5 euro

_________________

Botteghino del Teatro Savoia
piazza Prefettura | Campobasso

orari di apertura:
dal lunedì al sabato
dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 20,00

tel: 0874 311565 | email: botteghino.savoia@provincia.campobasso.it

postato da: frontespizio alle ore 12:44 | link | commenti
categorie: @annunci teatro savoia-cb
martedì, 24 aprile 2007

Calma, molta calma

Calma, molta calma. I fogli sullo spartito, rossi e blu, colmi di appunti ritrovati e collezionati insieme alle note disegnate per gli intermezzi musicali. I sassi, i pezzi di legno, una nuvola di profumo spruzzata nell’aria, un ombrello nero. Guido Bresaola regala un’ora di se stesso a chi lo voglia ascoltare e guardare alla libreria Libri e Dintorni di Campobasso. È un musicoterapueta, e sulla definizione chiede il beneficio di inventario, non ritenendo di fregiarsi di un titolo così impegnativo. È un musicista, un percussionista, che in questa rappresentazione da lui definita poemetto con voce e chitarra, dal titolo, appunto “Calma, molta calma”, sceglie la chitarra per accompagnare le parole.

È un mosaico, la serata al piano interrato del centro storico di Campobasso. Bresaola racconta il suo lavoro, le sue giornate a contatto con il disagio nelle case famiglia dove realizza i suoi progetti di terapia attraverso le note, leggendo frasi che sono pezzi di storie personali, ritorno alla vita o presa di coscienza di un problema. Un calendario che reca tanti numeri, Dio dove sta? Il vedere mi sazia l’occhio, mai l’udire è troppo all’orecchio. Amore, oggi ho bruciato di nuovo il sugo. Questo è l’ombrello della pace, io lo vedo nero l’ombrello della pace.

La musicoterapia, insegnano i manuali, è mezzo di comunicazione alternativo. È  disciplina che utilizza la musica, linguaggio non verbale, come mezzo per entrare in contatto, in sintonia con chi ha un disagio, un handicap, fisico e soprattutto mentale, psicologico. Suono e movimento, ritmo e parole, canto. Non guarisce la musicoterapia, ma aiuta a uscire dal buio. Buoni risultati si registrano in particolare per la riabilitazione delle afasie, che affliggono chi, a seguito di incidenti, ictus o tumori hanno lesioni cerebrali che li rendono incapaci di esprimersi e di capire il linguaggio parlato o chi ha disturbi della memoria, difficoltà di movimento, incapacità di riconoscere gli oggetti, alterazione delle percezioni sensoriali, instabilità emotiva. Nelle case famiglia del Molise da tempo Guido Bresaola lavora duro; la burocrazia, l’establishment fanno sempre fatica a digerire le terapie alternative o quelle che possono essere descritte banalmente così. La musicoterapia, ribadisce, Bresaola, non è cura alternativa, è complementare alla medicina tradizionale, aiuta gli operatori sociali e sanitari a stabilire una connessione con le anime ferite, chiuse, distanti. Nella casa famiglia di Campolieto ha creato e coordina un gruppo di percussionisti con gli ospiti, I Battitori. Ha scelto di incontrare i “normali”, realizza molti incontri di questo genere. Osserva, aspettandoselo, lo smarrimento del pubblico, lo spettacolo è ostico, spigoloso, segue il suo percorso. Poi verifica l’interesse crescente, i codici del suo linguaggio si fanno strada. Non c’è niente da capire, molto da percepire, ognuno può sentire le cose che le parole e le note evocano. È una riflessione intima, ciascuno fa la sua, con calma, molta calma.

Rita Iacobucci

postato da: pazienteinglese alle ore 14:14 | link | commenti (5)
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cover barbara gozzi

Una casa abbandonata, una famiglia che nasconde qualcosa.
Fratello e sorella faccia a faccia.
Un viaggio tra ricordi dimenticati e tasselli dimenticati.
Una scatola rosa che conserva risposte.
 
“… racconta una storia. Una storia come tante che ho provato a tratteggiare con gli occhi di Luisa prima e del fratello minore Pietro, poi. All’interno di una famiglia decimata dal tempo. Dove, come spesso accade, non sempre ciò che sembra, è”. (Barbara Gozzi)
 
In uscita nei prossimi giorni
Il nuovo libro di Barbara Gozzi
La casa della nonna
 
Foto in copertina realizzata da Francesca Piccinini
www.francescapiccinini.it
 
 
Oridinabile sul sito di Nicola Pesce Editore
www.lermellino.it
Presto anche su IBS
postato da: ellybook alle ore 10:28 | link | commenti (8)
categorie: @segnalazioni
lunedì, 23 aprile 2007

Odore di terra a Campobasso

odore-di-terra

Libri&dintorni

Via Cannavina - Campobasso

28 aprile ore 21.00

proiezione di

Odore di terra

 viaggio poetico attraverso il Salento. 

Dopo la proiezione sarà presentato

Distanze(di Alessandro Canzian ed Elio Scarciglia)

... una simbiosi perfetta, un dialogo muto che può lasciare spazio solo ad una colonna sonora immaginaria...  (Alessandro Laporta)copertina-distanze-21x21-pe

Presso Libri&dintorni sono in vendita " Distanze", "Oppure mi sarei fatta altissima", "Odore di terra", "I colori del Salento" ed. Terra d'ulivi.

per inf. mare38@libero.it  www.elioscarciglia.it  

postato da: eliosca alle ore 16:06 | link | commenti (7)
categorie: fotografia, @eventi

Guerra

Correndo ai ripari,
incenso, madri e ferro
ossidato di sonno il neurone,
parentesi graffiate sui battenti,
sui quali appendere gli scalpi;
elargizioni alle masse,
scempiaggini e propaggini
di un solecismo spacciato per anacoluto
nel pianto di un parto disgraziato,
mentre si accalcano le stanze violate
nelle retrovie perverse di un pensiero
autofagocitante potere
e si può non vedere.
postato da: alessandroghia alle ore 03:00 | link | commenti (4)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie