

Nonostante la loro remotezza dall'esperienza dei sensi, noi abbiamo un qualcosa simile a una percezione anche degli oggetti della teoria degli insiemi, come si può vedere dal fatto che gli assiomi stessi ci forzano a considerarli veri. Non vedo motivo perché dovremmo avere una fiducia minore in questo tipo di percezione, vale a dire l'intuizione matematica, piuttosto che nella percezione sensoriale, che ci induce a costruire teorie fisiche e aspettarci che future sensazioni sensoriali si accordino ad esse [...]» Kurt Gödel
Kurt Gödel nasce il 28 aprile del 1906 (Brno, Repubblica ceca). Matematico e logico statunitense, noto soprattutto per i suoi studi sulla incompletezza delle teorie matematiche.
Letture consigliate
F. Berto, Logica da zero a Gödel, Laterza, Roma-Bari, 2007
Rebecca Goldstein, Incompletezza. La dimostrazione e il paradosso di Kurt Godel, Codice Edizioni, 2006
Palle Yourgrau, Un mondo senza tempo. L'eredità dimenticata di Godel e Einstein, Il Saggiatore, 2006
John L. Casti, Cinque platonici a Princeton. Un apologo sui limiti della conoscenza, Raffaello Cortina, Milano, 2005 (Dialoghi immaginari tra cinque dei più rappresentativi scienziati del XX secolo: Albert Einstein, Kurt Gödel, Robert Oppenheimer, John von Neumann, Lewis Strauss).
Piergiorgio Odifreddi, Il diavolo in cattedra. La logica da Aristotele a Gödel, Einaudi, Torino, 2003
Douglas Hofstadter, Gödel, Esher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante, Adelphi, 1984
John L. Casti, Werner DePauli, Gödel: l'eccentrica vita di un genio, Raffaello Cortina, 2001
John W. Dawson jr, Dilemmi logici: la vita e l'opera di Kurt Gödel, Bollati Boringhieri, 2001

Viaggio poetico
attraverso il Salento
di Elio Scarciglia
oggi 28 aprile ore 21
presso la libreria Libri & Dintorni
via Cannavina, Campobasso

... una simbiosi perfetta,
un dialogo muto che può lasciare spazio solo ad una colonna sonora immaginaria...
(Alessandro Laporta)
Un blog, un libro, un evento
Blog-grafie è il titolo di un recente saggio pubblicado dalla Gerini in cui si cerca, da un punto di vista sociologico-narrativo, di descrivere l'esperienza, ormai diffusissima, dei blog diaristici...
Alle spalle del volume vi è una ricerca molto interessante condotta proprio in rete, grazie anche alla collaborazione di Splinder. Fra gli obiettivi vi era il tentativo di cogliere motivazioni, pratiche d'uso e significati identitari della scrviere di sé sui blog. Per farlo, sono stati coinvolti numerosi blogger, non solo come soggetti del campione ma anche come parte attiva nell'interpretazione dei risultati...
Ora la discussione si è spostata su www.bloggrafie.splinder.com, un blog tenuto da persone che hanno partecipato alla ricerca, a cui è già stato "dato in pasto" il libro perché si confrontassero sui principali temi emergenti: identità, narrazioni, relazioni, etc sui blog... Tutti ovviamente sono invitati a dire la loro...
Il blog è il primo step per un confronto a più voci che si concluderà il 9 maggio, a Milano, presso la IULM con una tavola rotonda a cui parteciperanno accademici, blogger, esperti della rete etc...
e voi? ci sarete?

I libri di Napoli
Un affascinante viaggio tra la Napoli dei libri è stato pubblicato oggi (27 aprile)
da "napoli.com",
quotidiano online della città di Napoli, l'autrice è Rita Iacobucci,
sul blog meglio nota come "pazienteinglese".
La Stampa, Cultura, venerdì 27 aprile
Non c'è più
di Guido Ceronetti
NON C'E' PIU', NO!
NON C'E' PIU': un pazzo veramente normale
Un normale che non sia vero pazzo.
Una bara che scende da salutare salendo le scale.
Un prefisso euro disoccupato.
Un omicidio in famiglia con un movente.
La fuga per amore di coppia assurda.
La carta igienica e crespata rosa.
Il Principium Individuationis.
Una causa belli accertabile.
La lingua italiana senza bilinguismo
Un perdonare pubblico
non indecente.
La Parigi del 1930
La Parigi del 1950.
Parigi.
Il disco di vinile.
Le fede nella cura ricostituente.
La fede nel miracolo.
L'ascensore che io possa aprire manualmente.
Gambe di ragazza libere da
mostruosi stivali neri.
Indumenti neri del tutto assenti da corredo intimo.
Il morire di malattia curabile.
Un cellulare che non trova una donna.
Una donna che gentilmente si alza per salutare.
L'utente come essere dopotutto umano.
L'addio alla nave.
Il segnale in Morse.
La presa di abbagli con ammissione.
Lo spazio non destinato a scopi culturali.
Una guerra che finisca.
Una guerra che lascia - pazienza le rovine - canzoni.
Il pulpito in chiesa con agitarsi di prete.
Il prodotto non cinese.
Il falso Modigliani.
Un seme (l'umano anche) non manipolato.
Un uomo in vista non querelante.
Una fascia non a rischio.
Il comico d'avanspettacolo.
La voce di Marlene.
Nuvolari.
La pancera.
La storia.
QUELLO CHE RESTA NON è INTERESSANTE,
MA STANNO TORNANDO GLI
ANGELI.
Ho paura.
Respiro affannosamente.
Sento i polmoni che si contraggono. Cigolano a ogni tentativo.
Il mio cuore no. Sta correndo a occhi chiusi. Ma non riesce ad allontanarsi. Scappare è un lusso che non può permettersi.
Tu stai arrivando. I passi rimbombano nel corridoio. Lenti macigni che mi annebbiano la vista. Aumentano l'orrore, la consapevolezza.
Ho paura.
Batto i denti con la schiena appoggiata alla porta chiusa. Penso, stupidamente, che rimanendo in quella posizione tu non riuscirai a entrare. So che lo farai. Ma non posso pensarci. Non adesso.
Mi guardo in giro. Cerco. Ma cosa? La camera è sempre la stessa.
Da due anni.
Potrei provare con il vecchio cassettone. E'molto pesante però. Mi ci vorrà un pò per spostarlo. E nel frattempo devo abbandonare la porta. Tu stai arrivando. Non posso farlo. Meglio restare dove sono. Rannicchiata. Immobile. Ghiacciata. Una bambola di porcellana.
Bussi. Con discrezione. Adesso sento anche il tuo respiro. Calmo. Deciso. L'odore di cologna mi solletica le narici. O è solo un ricordo. Di tempi lontani. Pieni di sms e baci.
Chiudo gli occhi. Il sangue scivola attraverso il mento. Gocciola sulla maglia fino al pavimento. Ma non mi fermo, continuo a mordermi le labbra. Più dolore arriva, meglio è. Perché dopo sarà insopportabile. Mi devo preparare, almeno un pò. O il mio cervello impazzirà.
Non voglio perdere la lucidità. Non ancora. Forse cambierai idea. Forse smetterai di bussare. Di dare calci alla porta. Di urlare.
Forse.
Adesso non ti vedo. Non più. Fa troppo male aprire gli occhi. Muovere una qualsiasi parte del corpo. L'odore del sangue è metallico. Acido. Scorre fluido. E'dappertutto. Lo sento muoversi attorno a me. E' una strana danza la sua. Segue un rituale che non capisco, si nutre della mia linfa vitale. Mi prosciuga placidamente.
Il dolore mi sta divorando. Non riesco a pensare. A parlare. Dove sei? Hai finito? Ne valeva la pena?
Non lo saprò mai.
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Ispirato alla vicenda di Laura Sparnacci, 54 anni, uccisa lunedì 9 Aprile 2007 dal convivente che l'ha picchiata selvaggiamente togliendole la vita. L'autopsia ha accertato un collasso polmonare dovuto ai colpi subiti.
Una delle tante in realtà. Una in più.

Questo libro l'ho trovato sopra una bancarella, in una fiera come tante, buttato in mezzo ad un mucchio di libri, mischiato tra ricette di cucina, fumetti, astrologia. Ce ne era uno persino dal titolo "come far fare pipì ai cani" o giù di lì. Già che la copertina lo prezzasse a lire 25.000 e una "pecetta" lo dava scontato a 2 euro e poco sotto ci fossero tre nomi in calce: Cvetaeva - Pasternak - Rilke, già questo, dicevo mi ha tolto ogni dubbio sul da farsi. Ora è lì sulla mia scrivania, insieme ad altri libri, non certo d' astrologia e/o altro a documentare certe vicissitudini tra tre poeti vissuti in un' epoca molto lontana dalla nostra. Lettere divenute accessibili nel 1977, cinquant'anni dopo (termine fissato dalla Cvetaeva, perchè diventassero di dominio pubblico:"quando tutto questo sarà passato, passato del tutto", e i corpi saranno polvere...") ". Il libro raccoglie la corrispondenza di questi tre grandi autori del novecento, una sorta di triangolo epistolare i cui vertici uniscono tre luoghi emblematici della condizione del poeta di quel tempo: il castello e il sanatorio in cui Rilke si avvia in ostinata solitudine verso la morte; il piccolo e rumoroso appartamento della Russia post rivoluzionaria in cui Pasternack cerca l'isolamento per chiarire la sua lacerata posizione di fronte alla storia e all'arte ; il villaggio di pescatori nel sud della Francia dove Marina Cvetaeva vive quasi come gesto creativo la sua tragica condizione di emigrata ed emarginata. Un' intera corrispondenza che si annoda vorticosamente e si scioglie con fatale instantaneità in un solo anno: il 1926. un romanzo epistolare che riflette una vicenda di amori non avverrati, di incontri sempre programmati e mai realizzati". Lettere struggenti che lasciano un segno. Da qui un mio piccolo testo ( tratto da la sezione "la guerra sparita" - raccolta in lavorazione) a suggellare quanto sopra:


GIOVEDI 26 APRILE ore 21,00
IV Rassegna di Moliseinteatro
CUPIDO SCHERZA...E SPAZZA
Associazione Culturale Teatrale Cheope di Trivento
I biglietti sono in vendita presso il Botteghino del Teatro Savoia
platea: intero 10 euro - ridotto 8 euro
palchi: intero 6 euro - ridotto 5 euro
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Botteghino del Teatro Savoia
piazza Prefettura | Campobasso
orari di apertura:
dal lunedì al sabato
dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 20,00
tel: 0874 311565 | email: botteghino.savoia@provincia.campobasso.it
Calma, molta calma. I fogli sullo spartito, rossi e blu, colmi di appunti ritrovati e collezionati insieme alle note disegnate per gli intermezzi musicali. I sassi, i pezzi di legno, una nuvola di profumo spruzzata nell’aria, un ombrello nero. Guido Bresaola regala un’ora di se stesso a chi lo voglia ascoltare e guardare alla libreria Libri e Dintorni di Campobasso. È un musicoterapueta, e sulla definizione chiede il beneficio di inventario, non ritenendo di fregiarsi di un titolo così impegnativo. È un musicista, un percussionista, che in questa rappresentazione da lui definita poemetto con voce e chitarra, dal titolo, appunto “Calma, molta calma”, sceglie la chitarra per accompagnare le parole.
È un mosaico, la serata al piano interrato del centro storico di Campobasso. Bresaola racconta il suo lavoro, le sue giornate a contatto con il disagio nelle case famiglia dove realizza i suoi progetti di terapia attraverso le note, leggendo frasi che sono pezzi di storie personali, ritorno alla vita o presa di coscienza di un problema. Un calendario che reca tanti numeri, Dio dove sta? Il vedere mi sazia l’occhio, mai l’udire è troppo all’orecchio. Amore, oggi ho bruciato di nuovo il sugo. Questo è l’ombrello della pace, io lo vedo nero l’ombrello della pace.
La musicoterapia, insegnano i manuali, è mezzo di comunicazione alternativo. È disciplina che utilizza la musica, linguaggio non verbale, come mezzo per entrare in contatto, in sintonia con chi ha un disagio, un handicap, fisico e soprattutto mentale, psicologico. Suono e movimento, ritmo e parole, canto. Non guarisce la musicoterapia, ma aiuta a uscire dal buio. Buoni risultati si registrano in particolare per la riabilitazione delle afasie, che affliggono chi, a seguito di incidenti, ictus o tumori hanno lesioni cerebrali che li rendono incapaci di esprimersi e di capire il linguaggio parlato o chi ha disturbi della memoria, difficoltà di movimento, incapacità di riconoscere gli oggetti, alterazione delle percezioni sensoriali, instabilità emotiva. Nelle case famiglia del Molise da tempo Guido Bresaola lavora duro; la burocrazia, l’establishment fanno sempre fatica a digerire le terapie alternative o quelle che possono essere descritte banalmente così. La musicoterapia, ribadisce, Bresaola, non è cura alternativa, è complementare alla medicina tradizionale, aiuta gli operatori sociali e sanitari a stabilire una connessione con le anime ferite, chiuse, distanti. Nella casa famiglia di Campolieto ha creato e coordina un gruppo di percussionisti con gli ospiti, I Battitori. Ha scelto di incontrare i “normali”, realizza molti incontri di questo genere. Osserva, aspettandoselo, lo smarrimento del pubblico, lo spettacolo è ostico, spigoloso, segue il suo percorso. Poi verifica l’interesse crescente, i codici del suo linguaggio si fanno strada. Non c’è niente da capire, molto da percepire, ognuno può sentire le cose che le parole e le note evocano. È una riflessione intima, ciascuno fa la sua, con calma, molta calma.
Rita Iacobucci


Libri&dintorni
Via Cannavina - Campobasso
28 aprile ore 21.00
proiezione di
Odore di terra
viaggio poetico attraverso il Salento.
Dopo la proiezione sarà presentato
Distanze(di Alessandro Canzian ed Elio Scarciglia)
... una simbiosi perfetta, un dialogo muto che può lasciare spazio solo ad una colonna sonora immaginaria... (Alessandro Laporta)
Presso Libri&dintorni sono in vendita " Distanze", "Oppure mi sarei fatta altissima", "Odore di terra", "I colori del Salento" ed. Terra d'ulivi.
per inf. mare38@libero.it www.elioscarciglia.it