Libri&dintorni

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Utente: frontespizio
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giovedì, 31 maggio 2007

la libreria degli inediti

Mi piace informarmi sul mondo dell’editoria cercando qualcosa di nuovo su Internet,mi sono imbattuta in un progetto unico nel suo genere.

 

http://www.ilpozzoeilpendolo.it/Libreria.htm

Il progetto:

in un teatro di corte del centro storico di napoli, ricavato da un'antica rimessa di carrozze del '500, nasce la prima libreria italiana interamente dedicata agli autori inediti. 280 metri quadrati di libertà contro le logiche malate delle grandi case editrici, delle grandi distribuzioni, delle librerie supermercato.

Un’enorme libreria di libri che non sono mai stati pubblicati. E che sarà il pubblico a decidere se vale o meno la pena di leggere. Hai visto mai che qualche editore (o un regista) decida di trascorrere qualche ora da noi per dare un’occhiata a materiale che magari se gli fosse capitato sulla scrivania avrebbe cestinato?
Possibile. Difficile. Forse Impossibile. Ma non è questo quello che interessa.
Chi scrive è perché vuole essere letto. E noi intendiamo dare una possibilità. Anche perché, non se ne può più di libri costosissimi e brutti. Di librerie che sono tutto meno che librerie. Con commessi impreparati, che si “scocciano” di parlare con i clienti, e che puntano solo ed esclusivamente a fare fatturato

E allora noi partiamo. Le regole sono semplici.                         

 

Chi vuole avere il suo spazio nella nostra libreria non deve far altro che spedire tre copie del suo testo.

La veste grafica la lasciamo alla fantasia dell’autore. Non ci interessa che sia rilegato. Anche l’occhio, però, vuole la sua parte, e una veste grafica accattivante funziona di più di un tomo che esce caldo caldo dalla stampante di un computer. Ma decidete voi. Sennò finiamo a ragionare come le librerie.

Non si paga niente. Noi mettiamo a disposizione i nostri locali. 280 metri quadrati di libertà.

I manoscritti si vendono. Il prezzo lo sceglie l'autore del libro. Tetto massimo 5 euro. Il ricavato finisce in una cassa comune per organizzare presentazioni ed eventualmente per far crescere gli spazi espositivi. Ci impegniamo fin d’ora a farvi avere un quadro delle entrate e le voci di uscita. (Ovviamente i manoscritti si possono anche leggere qui da noi senza pagare niente).

Ogni tre copie vendute ve ne richiederemo altre. Dopo la decima copia venduta il ricavato delle vendite si divide al 50 per cento.

Le prime tre copie devono essere accompagnate da una scheda per la catalogazione. La scheda va richiesta via mail. Se vi va, dunque, ci scrivete, vi mandiamo la scheda (gratuita!) e voi spedite il tutto a:

il pozzo e il pendolo - piazza san domenico maggiore, 3 - 80134 napoli.

 

Tutela dei diritti. Su questo punto ci sono diverse possibilità. Noi vi proponiamo di leggere le note di uno scrittore che ha aderito all'iniziativa e che ci ha gentilmente mandato preziosi consigli. Oppure di dare un'occhiata a quanto riportato nel sito www.getupkids.org. Si tratta del sito del Collettivo Politico Musicale di Soccavo che ha realizzato un opuscolo di 27 pagine sulle tutele alternative alla Siae.

 

Ma chi sono i grandi ideatori di questo progetto?

Annamaria Russo e Ciro Sabatino, si occupano di teatro. e di letteratura. è loro l'idea di far nascere un libreria degli inediti.i libri de La Libreria degli Inediti diventano parole, voci.

.

 

postato da: stella2682 alle ore 19:57 | link | commenti (6)
categorie: esordi letterali, @segnalazioni

Volti e luoghi del cuore

 

Pomeriggio di un inverno passato. Passeggio solitario nel centro storico senza sapere dove andare. Sulla destra, un’atmosfera estranea e sconosciuta. La prima cosa che mi viene in mente è che non sembra la mia piccola città. È una libreria vera. Al centro una scrivania di legno davanti alla quale mi sarei fermato poi mille volte a parlare.

 

Scattò dalla sedia, il libraio con il sigaro in mano, come se fosse appena entrata un’autorità. Mi sentivo così piccolo e a disagio. Lui sembrava molto naturale.

Assomigliava molto alla descrizione di mio padre. Ho ritrovato in lui il sorriso buono e cordiale di cui mi aveva parlato. Indugiai molto tempo tra i tanti libri e titoli che mi erano estranei e si affollavano anch’essi “cordiali” nella piccola libreria. Lui sembrava molto naturale. Scambiammo qualche parola che non ricordo e tornai a casa contento ma timoroso dell’impressione che potevo avergli fatto. Qualche giorno dopo tornai, con addosso più vergogna di prima. Ad un tratto presi coraggio e timoroso gli chiesi se avesse voluto leggere qualche mio “racconto”. In quel momento mi resi conto che era una persona buona. Nei suoi occhi lessi quasi lo stesso imbarazzo che c’era nei miei e mi guardò come se avessi sbagliato persona, come se lui non fosse stato una vita in mezzo ai libri.

“C’è qualcosa di notevole” , disse qualcosa del genere quando mi ripresentai da lui qualche giorno dopo. Aveva già letto tutto il “malloppo” che gli diedi. La cosa mi sorprese. Il tempo passò senza farcene accorgere e diventammo amici, ognuno donando all’altro qualcosa di sé. Fu lui a darmi l’occasione di misurarmi con me stesso, davanti a un “pubblico” , a credere in me e a darmi fiducia.

 

“Scivolava” tra uno scaffale e l’altro, allestiva la vetrina e “sganciava” enormi sorrisi all’ironia mia e del mio grande amico ormai anche lui “adepto” di libreria. Non sapevo nemmeno il suo nome ma i suoi sorrisi di sconosciuta mi ispiravano fiducia e simpatia come poche volte accade. Dietro ai suoi occhiali si nascondevano profondi sguardi di occhi chiari. In breve nacque l’empatia, la complicità che ancora ci accompagna. Passarono affollandosi l’una sull’altra tante serate insieme di quattro persone in “empatia”. Risate felici di nottate passate a rimettere a posto, a  spostare qua e là libri e scaffali con le musiche “tristi” che il mio amico metteva in sottofondo. Accorgersi che la cena così squisita del libraio non era altro che il favore di un amico che stava per aprire un ristorante fu davvero una cosa simpatica, così come un mucchio di altre cose. Ci sono momenti in cui la nostalgia si fa sentire più forte. E anche se il vetro che bloccava nel tempo quella foto è frantumato, altri “vetri”, quelli “di dentro”, per fortuna sono infrangibili.

postato da: Paolomas alle ore 12:35 | link | commenti (6)
categorie: #paolo massari racconti

E proprio i più soli partecipano più di ogni altro alla comunanza.
Ho detto prima che dalla vasta melodia della vita alcuni apprendono di più, altri meno; di conseguenza, nella grande orchestra, a ciascuno spetta un dovere più o meno grande.
Colui che percepisse l'intera melodia sarebbe al tempo stesso il più solo e il più partecipe alla comunanza.
Sentirebbe ciò che a nessuno è dato sentire e solo perchè lui, nella sua compiuta pienezza, comprende quel che gli altri origliano soltanto, nel buio di uno spazio fitto di vuoti.

Rilke

postato da: frontespizio alle ore 12:25 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, genere / saggistica
mercoledì, 30 maggio 2007

The Sleepers - Blog collettivo e progetto letterario

[The Sleepers] - A place for us to sleep
Blog collettivo e progetto letterario
WWW.THESLEEPERS.WORDPRESS.COM
E’ proprio vero che chi dorme non piglia pesci?
 
Il sonno, come stato fisico e mentale, è da sempre al centro dell’attenzione della scienza e della cultura. E’ una di quelle condizioni umane che sfuggono al controllo dell’individuo e della comunità e che proprio per questo sono maggiormente oggetto di dibattito e discussione. Lo dimostra il fatto che, del sonno, non si riesce ancora a dare una definizione unica e esaustiva.
<<È difficile dare una definizione precisa del sonno. Una delle più calzanti è quella data nel 1985 da Fagioli e Salzarulo che lo presentano come "uno stato dell'organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali che comporta una sospensione dell'attività relazionale (rapporti con l'ambiente) e modificazioni dello stato di coscienza".>>
Uno dei più diffusi luoghi comuni sul sonno – il fatto che sia uno stato di passività – è stato definitivamente sfatato.
<<In realtà, come la veglia, il sonno è un processo fisiologico attivo che coinvolge l'interazione di componenti multiple del sistema nervoso centrale. Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale . Ad esempio, ci sono cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto alla veglia.>>
Il rapporto col sonno è dunque indicativo di ognuno di noi, del modo di essere e della personalità. Il nostro modo di dormire svela “chi siamo” altrettanto chiaramente delle azioni compiute da svegli. In altre parole, dimmi come dormi e ti dirò chi sei…
Non è casuale che la scienza abbia vissuto proprio negli ultimi anni un incremento di interesse verso i disturbi del sonno, che forse, più di tanti altri aspetti del vivere quotidiano, sono sintomatici dell’ansia e del disorientamento di questi nostri tempi.
Da qui, l’idea di narrare la biografia di ognuno a partire non da ciò che fa durante le lunghe ore di veglia, ma raccontando al contrario il suo peculiare modo di “vivere il sonno”.
Il tutto in un blog collettivo (thesleepers.wordpress.com), che raccoglie qualsiasi tipo di testimonianza a tema: poesia, racconti, appunti, documenti scientifici, foto, video, citazioni. All’interno del blog è aperto anche un concorso letterario riservato ai soli autori di racconti attraverso il quale verrà selezionato il materiale per formare una raccolta a tema intitolata appunto: “The Sleepers”. Insomma, una nuova originale iniziativa che fonde editoria e new media.
Vi aspettiamo numerosi!
Misia Donati e Ilaria L. Silvuni.
Indirizzi: www.thesleepers.wordpress.com, www.myspace.com/misiadonati
Fonti: Wikipedia.
 
postato da: cloudboy25 alle ore 13:41 | link | commenti (5)
categorie: concorsi letterari, #the sleepers, @segnalazioni

Ci tenevo a segnalare qui, su libri e dintorni, un interessante post sulla "commedia umana" :

"PAROLE IN CAMMINO di eduardo galeano" 

www.lacommediaumana.splinder.com

postato da: Paolomas alle ore 12:52 | link | commenti
categorie: @segnalazioni

copj13

"Progetto Butterfly" di Barbara Gozzi l'ho letto scandito dai giorni come un diario. Ha la capacità di aprirti ogni pagina alla prossima tragedia che l'uomo con le sue mani sa realizzare. Il ritmo incalzante tra la quotidianità e gli avventimenti che man mano evolvono, mette quella giusta ansia ai protagonisti del racconto e soprattutto al lettore che si lascia "prendere" senza difficoltà.
Lione, Praga e Venezia i luoghi dove il potere vuole raggiungere i suoi scopi e la fragilità dei personaggi, danno alla storia un senso di frustrazione, di quasi assoluta impotenza rispetto agli avvenimenti.
Barbara ha realizzato una prova letteraria "maiuscola" che fa ben sperare per i prossimi lavori.
Michele

Progetto Butterfly
Barbara Gozzi
Editing (Treviso), 2006
p. 192, € 12

Acquistabile su:
http://www.internetbookshop.it/ser/serpge.asp?type=keyword&x=barbara+gozzi


Nota di quarta

Nel 1999, in seguito ad un'esplosione misteriosa, sulla vetta di Saint Catherine Point nell'isola di Wight, viene ritrovato un uomo, Ellis Rouben, destinato a morire dopo poche ore. Nel 2010 Nicholas Konev, giovane manager di straordinaria intelligenza, invia ai mass media mondiali un Memoriale con cui denuncia le attività illecite, di natura nucleare, svolte da un'associazione segreta denominata l'Organizzazione. Apparentemente i due avvenimenti non hanno nulla in comune mentre, in realtà, sono tasselli importanti per ricostruire l'evoluzione di un progetto che minaccia il fragile equilibrio mondiale: qualcosa che l'Organizzazione sta tenacemente portando avanti nell'ombra e per il quale è disposta a uccidere. Il Progetto Butterfly. Laboratori segreti, personalità impegnate in attività politiche, sociali e religiose, ma anche persone strappate alla routine quotidiana. Tutti hanno un comune denominatore che li unisce, un filo talmente sottile da apparire a tratti invisibile ma che, in realtà, li trascina inevitabilmente in una lotta alla ricerca di qualcosa che potrebbe cambiare le sorti delle future guerre, un'arma che, se completata, diventerebbe inevitabilmente l'oggetto più conteso del nuovo millennio. Il Prototipo Nucleare. Gli avvenimenti principali si svolgono nel 2010 tra Lione, Praga e Venezia.

postato da: frontespizio alle ore 12:04 | link | commenti (3)
categorie: @segnalazioni, #barbara gozzi racconti

Non c'è poeta
Sandro Taverniti

da "Dissestate rime"
Edizioni LiberEtà, 2007, EUR 7
Prefazione di Marcello Teodonio


Non c'è poeta capace di dire
tutto quel che germina dentro
Il frutto incredibile del dolore
i possenti virgulti dell'amore
l'angoscia del tempo che avanza
la familiare paura della morte

Non c'è poeta nè uomo

Ci sono parole elementari
- pane vino casa pace -
che hanno dentro peana
Romanzi di milioni di vite
storie di interi popoli
semplici all'apparenza

Il pane di cui io parlo
ha piccole impurità di carbone
granelli di pietre calcinate
una saporita crosta ruvida
Una donna dai capelli raccolti
manovra la pala del forno

E il vino tracima allegro
su ampie tovaglie colorate
e zampilla da agili cocci
a gonfiare le gole ai mietitori
Spande da bicchieri sollevati
da nodose mani tremanti

Ha un orto la casa un albero
un profumo per ogni stagione
Colma è d'amici e di risate
e d'improvvisi silenzi
Coi ricordi degli affetti perduti
le amare partenze, i liti ritorni

La pace è il ritorno dei reduci
il silenzio delle notti senza bombe
la rimozione delle macerie
la lenta risalita dall'odio
La tazza di caffè che scotta le labbra
E papaveri splendidi nel campo di grano.

Se saltando goffo sulle punte
da terra per un attimo mi sollevo
e a fatica testardo con affanno
i gomiti della vita a volte schivo
So che la parabola ricade
per questo assaporo gli aggettivi.

postato da: frontespizio alle ore 11:12 | link | commenti (4)
categorie: genere / poesia
martedì, 29 maggio 2007

Autore: BARBARA GOZZI
Editore: Editing Edizioni
IL NATALE NON ESISTE. Ed è inutile farsi illusioni. In realtà, forse, non è mai esistito, perché dopotutto, cos’è il natale?

La storia inizia con un articolo sul significato del natale. Un articolo banale all’apparenza, ma che cambierà il destino di una donna. Barbara Gozzi non ha nulla da invidiare alle scrittrici noir straniere, donne come la o’ connel e la reichs. La storia non lascia alcun dubbio. Costruita splendidamente, una trama intricata e i personaggi ben caratterizzati. La parte più difficile di un romanzo è quella di dare una personalità specifica ad ogni personaggio, e qui la Gozzi ci riesce magistralmente.
Non vi aspettate la solita storiella sull’energia nucleare e i danni che potrebbe arrecare se sene facesse un usato incontrollato. Spie internazionali vogliono insabbiare un avvenimento accaduto sull’isola di wight. Un avvenimento che coinvolgerà in un modo o in un altro tutti i personaggi del romanzo.
Da praga a lione, dall’inghilterra all’italia, barbara costruisce una trama intricata e abbastanza vera.
Non è semplice però seguire i vari flshback che caratterizzano ogni nuovo capitolo, bisogna leggere attentamente, seguire ogni piccolo particolare che sarà poi utile a svelare l’arcano finale.
Sembra di leggere un romanzo noir/futurista americano. Noto influenze orwelliane, soprattutto nella costruzione dell’ipotetico futuro, dove tutti gli scritti vengono catalogati e conservati in biblioteche virtuali.
È difficile muoversi in un lasso di tempo così ampio, dal 1985 al 2010, inventare cure mediche, governi, e lavori futuristi. Un buon inizio, aspetto con ansia il seguito.

Per contattare l’autrice visitare il suo blog:
http://progettobutterfly.splinder.com


Cosentino domenico

postato da: cosentinonico alle ore 20:33 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, esordi letterali, @segnalazioni

AMA TEATRO/SPAS/ BALLETTO '90
28/29/30 maggio - Spettacolo itinerante


replica 29 - 30 maggio ore 20.45 Libri e Dintorni, Lou Salomè

LE STANZE DEI SOGNI
Architetture oniriche nella città invisibile


testi di
Amedeo Caruso, Italo Calvino, Jorge Luis Borges,
Stefano Sabelli
(vedi post del 26 maggio)
postato da: frontespizio alle ore 20:18 | link | commenti (1)
categorie: @eventi

ritratto fanciulla







Non ti piaccio


La terra mi ruotava sotto i piedi
rapidamente, quel giorno
era maggio ammalato di scirocco
e facevo uno slalom stordito
fra le parole pro e contro

ma oggi è calata la pioggia, lava
grigio su grigio – io mi sciolgo
morbida fuori, dura dentro
forse, proprio il contrario

sì, lo so, non ti piaccio
normale così come sono…
s’è abbattuto un vortice sulle montagne
ma la terra riarsa non sa più bere –
mi arrendo, hai capito il mio gioco
la chiave, il codice, il trucco

scribacchina dei miei disagi
fingo densità sulle cose
semplicemente banali…
è tutto?



postato da: aboutyou alle ore 16:11 | link | commenti (10)
categorie: #marina raccanelli poesie

letteratura e giovani autori - inediti letterari
 
In occasione della mostra fotografica
“19 fotogrammi poetici”
che avrà luogo dal 16 al 29 luglio presso  la Biblioteca Provinciale “G.Comi” di Lucugnano (Le) l’associazione culturale “Terra d’ulivi” e la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce  organizzano il 1° incontro “Claudia Ruggeri” – Letteratura e giovani autori –inediti letterari.
 
Possono partecipare tutti gli autori che non hanno mai pubblicato o al massimo hanno pubblicato solo una volta. Sarà l’occasione per confrontarsi con altri autori e con il pubblico.
Si può presentare una sola opera inedita di massimo 55 cartelle dattiloscritte e dovrà essere inviata entro il 30 giugno (farà fede il timbro postale) per raccomandata al seguente indirizzo:  Elio Scarciglia Via Adriatica km 9° Villaggio Gelsi 73100 Lecce.
Tutti gli inediti ricevuti saranno messi a disposizione del pubblico per tutta la durata della mostra.
Gli autori presenti potranno parlare con il pubblico e leggere un estratto dell’inedito presentato.
Al pubblico sarà consegnata  una scheda per la valutazione dell’opera.
La valutazione di un gruppo tecnico scientifico e le preferenze espresse dal pubblico concorreranno all’eventuale  pubblicazione presso Terra d’ulivi ed.
L’evento si concluderà giorno 28 luglio alle ore 20.00 con un incontro/dibattito e la presentazione ufficiale degli autori partecipanti.
 
 
programma delle manifestazioni
16 luglio ore 20.00
Inaugurazione e presentazione della mostra fotografica
“19 fotogrammi poetici”
di Elio Scarciglia con versi di Mirco Baragiani.
La mostra sarà presentata dal Prof. Alessandro Laporta
Interverranno gli autori
Seguirà un rinfresco
 
18 luglio ore 20.00  

Proiezione di

“I colori del Salento”

di Elio Scarciglia

i-colori-del-Salento
22 luglio ore 20.00   Tra poesia e musica – I poeti leggono i loro versi con sottofondo musicale  
26 luglio ore 20.00

Proiezione di

“Odore di terra”

di Elio Scarciglia

odore-di-terra
28 luglio ore 20.00  1° incontro “Claudia Ruggeri” Letteratura e giovani autori - Gli inediti letterari – incontro/dibattito con giovani autori  
29 luglio ore 20.00

proiezione di

“Assolo” 

di Elio Scarciglia

 Chiusura della mostra e rinfresco finale

copertina-assolo-web

Ulteriori informazioni saranno presenti  in www.elioscarciglia.splinder.com

mare38@libero.it

postato da: eliosca alle ore 09:18 | link | commenti (3)
categorie: mostre
lunedì, 28 maggio 2007

Mario Serra si racconta... (2)

Questi piccoli episodi servono a comprendere il cammino diverso di ognuno di noi.
Mario


I primi quadri sono stati dipinti nella campagna molisana in compagnia di due miei amici pittori, Franco e Roberto. Quale emozione scoprire che ciò che percepivo, ”sentivo” era possibile attraverso un codice trasferito sulla tela, almeno questa era la mia impressione. L’emozione era forte così anche la concentrazione; la vista di quei paesaggi pieni di luci, di controluce, mi eccitava e “buttavo” giù colore dopo colore, senza avere intenzione di riferirmi a correnti pittoriche od altro, dipingevo, mi emozionavo, tutto questo mi bastava, anzi, mi rendeva contento e soddisfatto.
Dopo questa sublime esperienza Nicola ha contribuito in un modo rilevante a farmi continuare a dipingere. La sua campagna, aveva anche un bel pollaio pieno di galli e galline.
Osservavo attentamente tutti i gesti sia dei galli che delle galline ed iniziai a produrre centinaia e centinaia di disegni. Nello studio, (sì! Possedevo uno studio, che felicità), con gesti rapidi dipingevo quei galli che con violenza e sopraffazione montavano le povere galline che gridavano a squarciagola. Per giorni e giorni, senza rendermi conto del tempo che passava dipingevo senza sosta, dopo tre mesi avevo prodotto una quantità enorme di quadri di questo tema.
Avevo voglia di far vedere queste pitture al mio amico Antonio Pettinicchi. Antonio, persona di gran qualità, essenziale, altèra, scrutatore d’anime, ovviamente è un gran pittore. La sua pittura è un incrocio tra Bacon-Guttuso-Cezanne, oltre essere un visionario.
Un giorno d’agosto, con la calura che mi entrava nelle ossa, gli portai i miei quadri, (sulle mie povere spalle), nel suo studio. Bussai diverse volte la porta d'ingresso dello studio, senza aver risposta alcuna. Continuai a bussare. Gridai: "Maestro sono Mario, aprite per piacere", dopo tanto tempo d’attesa mi aprì la porta, sicuramente distolsi il suo lavoro osservando il suo atteggiamento infastidito.
Vide le mie pitture, con molto interesse. Finì di vederle, rimase in silenzio e continuò a dipingere. Momento di gran magia, si respirava aria di leggera armonia, un fluido d’energia cosmica univa le nostre menti, aspettai con ansia il suo giudizio, dopo un lungo silenzio disse: “Continua, continua". Queste parole, sono state fondamentali, la “chiave” del continuare a dipingere. Entusiasta il giorno dopo decisi di voler organizzare la mia prima mostra.
La mostra dal titolo “Galli e Pollai” fu visitata da poche persone anche perché non avevo nessuna cognizione con il mondo dell’arte, non sapevo far pubblicità, esponevo e basta! Un signore osservò a lungo i quadri, mi chiese i prezzi dei dipinti, (ovviamente prezzi bassissimi, quasi regalati), disse: li compro tutti, gioivo, non tanto per i soldi ma per essere considerato. Era un gallerista di passaggio.
In quel periodo avevo bisogno di soldi e quei pochi mi sono bastati per tirare avanti con la mia famiglia per qualche tempo.
Vorrei rivedere tanto quelle pitture, ricordandole vibranti e piene di colore.
Una in particolar modo è nella mia mente, tela da cm 100 X cm 100, rappresenta un gallo, in controluce, con le ali aperte con davanti un piatto di maccheroni, possente nei colori che nell’atteggiamento.
In seguito l’influenza della pittura di Pettinicchi fu inevitabile, poiché andavamo insieme a dipingere nelle campagne molisane. Ho assimilato a fondo la sua filosofia pittorica e ho continuato gli studi della “macchia astratta” applicata al reale.
In quel periodo m’interessavano gli “scasso”, (i rottami d’auto), le miriadi di luci e riflessi mi affascinavano. Ho dipinto rottami quasi per un intero anno, montagne d’automobili fracassate, cerchioni d’auto, molle dai colori bituminosi, fanali ed insieme a loro figure di zingari che curiosavano cosa stavo dipingendo.
Presentai una bella mostra nella città di Bologna, poi di Milano, dal titolo “Rottami”. La mostra di cento e più quadri rappresentava il disagio d’inserimento degli zingari nella città di Campobasso. Purtroppo non ho potuto esporre quei dipinti nella mia città perché distrutti da un incendio.

postato da: giovannaco alle ore 16:12 | link | commenti (12)
categorie: arte, #mario serra arte

fuoco e acqua

Tu sei acqua

che scorre inarrestabile.

Tu sei l'acqua così limpida,

ma così mutevole

che non ha forma,

ma assume le sembianze

di chi la contiene.

Tu sei l'acqua forte ma informe,

che scorrerà  fino a trovare

un recipiente  bello e adatto.

 Ed intanto tu sei l'acqua

che si scava sempre un varco.

Io sono fuoco

irruento e luminoso.

Io sono il fuoco

che fatuo si appicca

per la frustrazione,

per l'etica e la filosofia,

per i sentimenti,

per le sconcezze del mondo.

Io sono il fuoco

che  scalda  il cuore,

io sono il fuoco

che tutto distrugge

in un raptus collerico.

Tu sei acqua,io sono fuoco

e  lo sappiamo

che l'acqua continua a fluire

e il fuoco si estingue in cenere.

Tu sei l'acqua che annulla il fuoco.

Tu mi hai amato limpidamente,

fluido come l'acqua

che solca la terra.

Io ti amato come il fuoco,

intensamente,totalmente,

dalla scintilla,dal fuoco,

fino alla  fievole luce della brace.

Tu sei acqua,io fuoco.

Tu mi hai amata...

io ti ho vissuto.

postato da: satyrica alle ore 15:26 | link | commenti (3)
categorie: #satyrica

Tristezza

Tristezza rorida e immensa,

sola bella trasparenza,

tra i vasi rotti e i petali giù in terra;

culla bella e dolcissima

sole di nuvole adombrate e persa,

madre alba e candissima,

purezza d’isola riemersa et arsa:

eterna i versi, nutrice, parla!

postato da: alessandroghia alle ore 08:16 | link | commenti (6)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
domenica, 27 maggio 2007

Impressione
di Federico Francioni
Il lampo della carcassa ancora insanguina di quel gatto era il segnale che la strada non portava in nessun nuovo posto. I fari illuminavano pochi metri più avanti. Il buio attorno sovrastava su ogni lato, dall’alto e dall’interno della macchina stessa. Un paio di domande solite gli oscillavano tra le dita, infrangendosi in qualche pensiero stonato. Il terzo sigaro lo aveva reso quasi mansueto, indifferente a sé stesso. Non si sforzava più di ricollegare alcun senso al presente, né speranze nel futuro. Origliava vecchi ricordi ancora vividi, ma sbiaditi e lontani.
Il seguito su:
www.lacommediaumana.splinder.com
postato da: giovannaco alle ore 23:57 | link | commenti (2)
categorie: #federico francioni racconti

AMA TEATRO/SPAS/ BALLETTO '90
28/29/30 maggio - Spettacolo itinerante


28 maggio ore 20.45 Libri e Dintorni, Lou Salomè

LE STANZE DEI SOGNI
Architetture oniriche nella città invisibile


testi di
Amedeo Caruso, Italo Calvino, Jorge Luis Borges,
Stefano Sabelli

Una giostra onirica e itinerante, messa in scena con un cast di oltre 30 artisti attraverso "luoghi e non luoghi" di una Campobasso sorprendente e nascosta, dove il pubblico "trasportato" su mezzi inusitati e fantasiosi dà vita ad un Sogno collettivo che rende visibile la Città invisibile.
Le "architetture oniriche" del medico psicanalista Amedeo Caruso, già fonte di uno spettacolo di Stefano Sabelli, vengono riproposte per un progetto più ampio, pensato per un cast imponente. A quei primi testi di Caruso, biografie oniriche di personaggi del '900 (Schniltzer, Sinatra, Welles, Lou Salomè ed altri), si
aggiungono ora nuovi "sogni" composti per l'occasione tra i quali un racconto di Rodolfo Valentino a Campobasso in visita al fratello, quello di un Diavolone dei Misteri che aspira dal basso, a più alte quote paradisiache da convivere con la Donzella, e ancora la storia d'amore tra Delicata Civerra e Alfonso Mastrangelo e il racconto tra Cola Monforte e Fra Girolamo di un altro amore "improprio" e più nascosto fra Trinitari e Crociati, quello di due giovani in cerca di... Dico.
Viatico ai "Sogni" di Caruso alcuni brani tratti da Le Città invisibili di Calvino, dal poemetto di Borges El Tango e da uno scritto di Sabelli per un totale di 13 Stanze, quanti sono i Misteri.
Spettacolo inserito nel Festival dei Misteri.
postato da: frontespizio alle ore 19:22 | link | commenti (3)
categorie: @eventi

Premio letterario

Il premio letterario “Un solo mondo”, sorto nel 1994, mentre era in corso il genocidio ruandese, si è sempre posto come obiettivo primario quello di contribuire, non solo con un’astratta solidarietà, alla nascita e alla realizzazione di micro-progetti in grado di risolvere problemi di stringente urgenza in alcuni paesi del sud del mondo.
(Leggi bando)
postato da: enricocer alle ore 15:45 | link | commenti (3)
categorie: concorsi letterari
sabato, 26 maggio 2007

A mio padre

Vedo nei tuoi occhi la mia immagine riflessa.
Siamo simili,lo so e lo sai.
Siamo deboli.
Amo osservarti ogni volta che ti immergi in una nuova passione.
quando sei in bilico tra ricordi vivi e disillusione
quando i  tuoi vuoti non vengono capiti.
Amo osservarti ogni volta che l’insicurezza ti rende vulnerabile
ogni volta che ami con allegria.
Amo osservarti e amo sentire di avere così tanto di te…
Amo osservarti e amo parlarti
amo trovarmi così tra incomprensioni,parole non dette e discorsi intensi.
Amo sapere che sei fiero di come sono,preoccupato perché troppo simile a te.
Amo l’indelebile che ci lega,che ci annienta.
Amo l’indelebile che ci terrà uniti per sempre.
postato da: smarrimento alle ore 17:19 | link | commenti (7)
categorie:

‘ Dal davanzale ’

Ci sono cose che si fanno e basta. Non c’è un perché, un motivo preciso su cui ragionare. Ne avverti il bisogno e lo assecondi.
In questo momento se ne sta seduto e fissa la città. Uno qualunque. Maschio o femmina, come volete.
E’a casa, nascosto in uno di quei palazzi alti costruiti da poco. Solo che ha le gambe a penzoloni. Si, avete capito bene. Si è seduto sul davanzale di una finestra, quella enorme che si affaccia sul salotto. Era un po’ che si chiedeva come sarebbe stato guardare il mondo da lassù, senza reti di salvataggio.
No, tranquilli, nessun pensiero strano. Solo la voglia di provare. Di sedersi dove si apre il mondo, in piena notte ad aspettare il nuovo giorno. Non dovrebbe mancare molto, in effetti.
Non ha dormito, sapete? Il nostro personaggio non è un nottambulo, però. Di quelli che si fanno ipnotizzare dalla televisione o vengono risucchiati dal computer con gli occhi iniettati di sangue. Si è divertito in passato, niente di male. Ma il tempo passa. Inesorabile. Traditore. E anche le abitudini lo seguono, si accodano in silenzio a quel lento fluire. Alla fine ti scopri cambiato. Il più delle volte, te ne accorgi solo quando il processo si è già concluso. 
Stanotte non gli va di chiudere gli occhi. Di vedere nero. Tutto qui. Il buio lo infastidisce, ha troppi pensieri che si agitano in quel pentolone bollente che è la sua testa e se spegne le lampade cozzano tra di loro. Un continuo rumoreggiare.
Ha bisogno d’aria.
Di spazio.
Così aspetta la luce proprio dal suo davanzale. Circondato dal vuoto. Accarezzato dall’aria umida.
Si guarda in giro, senza fretta. E’ un tipo curioso, sapete? Ma alla fine l’attesa è terminata.
Eccoli. I primi raggi. Timidi. Burloni. Che neanche si distinguono con precisione in mezzo al chiarore che appare dietro le case, tra gli alberi.
All’improvviso, dove c’era l’oscurità più profonda, la luce ha fatto il suo ingresso trionfale. Con calma.
Per le belle cose non ci vuole mai fretta.
Quando ha messo a fuoco il primo raggio, lui. Il nostro personaggio. Ha incrociato le gambe, senza perdere l’equilibrio, mentre adesso abbraccia le ginocchia. Così rannicchiato si sente al sicuro, pronto per il tocco tiepido del sole. La luce che scalza la notte è la più brillante. Vivace. Carica di promesse.
Il nero viene spinto sempre più lontano, ai bordi del cielo. Su, su…via da qui!
Adesso la città sembra meno minacciosa, ha ripreso possesso dei suoi colori. Gli occhi si sono abituati alle diverse tonalità chiare. C’è un po’ di rossastro laggiù, vicino al tetto delle scuole. Mentre davanti a lui il verde delle foglie brilla, sembra più chiaro.
L’alba, l’incontro tra l’oscurità e la luce, è un momento pieno di magia. Ci avete mai fatto caso? Di quella vera, che non ha niente a che fare con le streghe o i maghi. E’la misteriosa fusione di due mondi diversi. Opposti. La notte deve cedere il posto al giorno. Forse neanche vorrebbe farlo ma è la legge della natura. Non può essere sempre buio. Le tenebre si insidiano in fretta, ma la luce è più forte. Perché quando arriva non ha mezze misure. Illumina qualsiasi cosa con quella lenta progressione crescente, l’intensità che si aggrappa a ogni  cellula.
A lui piace. Osserva i tiepidi raggi del sole e gli viene voglia di ridere. Di fondersi con loro. Così raggomitolato, sul suo davanzale alto, sembra un uovo di cioccolato. Appunto. Vorrebbe sciogliersi e poi evaporare in alto. Vicino a lei. La luce.
Intensa. Allegra. Stimolante.
Gli occhi iniziano a bruciargli, il sole è un faro così potente che può accecare, se lo si fissa troppo a lungo.
Quand’era piccolo la nonna gli ripeteva di continuo di non guardarlo, neanche per un secondo, altrimenti gli avrebbe rubato l’anima. Adesso si è convinto. Aveva ragione. Se fissa una qualsiasi fonte luminosa per un tempo ragionevolmente lungo ne rimane incatenato. Le tonalità di giallo si mescolano all’arancione e al rosso. Tutti fusi insieme gli entrano nella testa, attraversano i pensieri, i ragionamenti e i ricordi. Un’onda in piena che avvolge tutto.
La luce è vita tanto quanto la vita può essere luce. Ecco a cosa pensa. C’è chi preferisce l’oscurità. A lui, che tanto ha aspettato l’alba, in fondo piacciono entrambi.
Si stiracchia allungando le gambe nel vuoto prima di rientrare.
La finestra resta aperta.
La luce si sparpaglia.

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Racconto breve letto ad alta voce nel corso dell'iniziativa 'Fili di parole2' a S.Giov.Persiceto.

postato da: BarbaraGozzi alle ore 11:54 | link | commenti (6)
categorie: #barbara gozzi racconti
venerdì, 25 maggio 2007

il mimo

Sorride il mimo,

impacciato il viso nel bianco cerone.

Le mani si arrampicano,

scivolano sulla superficie liscia

di invisibili pareti.

Ingabbiato dalla realtà,

intrappolato in malinconiche ironie,

imita le pose di antichi eroi.

Sorride il triste istrione,

si spegne al suono della moneta distratta,

al dono di un attimo di felicità

finito in un cappello a cilindro.

Sorride il mimo,

consumata la vita  nel bianco cerone.

postato da: satyrica alle ore 21:05 | link | commenti (5)
categorie: #satyrica