L’avvoltoio che mi resta fisso alle spalle
non è nulla, non è quello il male
il male è il deserto che mi è dentro
al limite fra una parola e il silenzio
un dolore che se avesse coscienza di essere,
urlerebbe delle lacrime che abortisco
Ed io non ho mai pianto se non al buio e sottovoce
Certo, non nego di specchi
che mi abbiano vista sanguinare dagli occhi
rossa di guance e pupille
contro l’altra
L’altra che è cosa testarda
una donna che ha un fuoco per ogni capello
mi incendia l’anima e non capisce che io voglio l’amore
Non nego neanche di volte
in cui la voce disubbidiva miserabile alla testa
attimi che un argine rotto diveniva mare negli occhi
e la parola prendeva a tremare
una paura senza voce, da non dirsi muta,
perché mi blaterava in un orecchio
di come siano stupide le onde del mare a rincorrersi.
Quasi quanto me che poi tacevo,
con la bestia dentro consacrata al cuore
un seme sterile che si fa fiore nell’utero
e poi avvizzisce lacrima, inesorabile.
Purtroppo non ero presente a Milano, se siete curiosi di sapere come l'ho vissuta:
Quando nel 1959 Ernesto De Martino, etnologo già di chiara fama, e Diego Carpitella, tra i suoi allievi quello che poi ha continuato la sua opera, scesero nei luoghi del Salento più antichi e originari, l’estate calda e genuina di allora rese onore ai loro entusiasmi e offrì alla spedizione il materiale che cercavano.Oggi quel materiale, le tradizioni musicali e coreutiche dell’area salentina, confluite nell’ampio patrimonio di registrazione effettuato dai due studiosi per il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare (istituzione che ha operato dal 1948 al 1972 all’interno dell’Accademia di Santa Cecilia) sono state riscoperte, sistemate e offerte a chiunque vorrà provare il piacere di leggerle ed ascoltarle....
il seguito su www.ilpazienteinglese.blog.tiscali.it

CONCORSO PER RACCONTI - "THE SLEEPERS"
IL REGOLAMENTO UFFICIALE E' ONLINE SU

Dopo la creazione del blog collettivo www.thesleepers.wordpress.com, a cui tutti possono partecipare inviando materiali (personali e non) relativi al mondo del sonno, è ufficialmente aperto anche il concorso letterario per racconti.
Lo scopo è quello di realizzare una antologia di racconti intitolata appunto "The Sleepers - I Dormienti", in parte scritta da autori professionisti già contattati, e in parte da esordienti assoluti selezionati attraverso il concorso.
La partecipazione al concorso è gratuita; tutte le informazioni relative potete trovarle nel regolamento; la data di scadenza ultima è il 31 ottobre 2007.
Nel frattempo, il blog rimarrà aperto e pronto a raccogliere tutti i vostri contributi.
Buona scrittura!
NERO TROPICALE
GORDIANO LUPI
TERZO MILLENNIO EDITORE
11.00 euro
conoscevo da alcuni anni il Lupi editore (il foglio letterario ndr), abbiamo scambiato spesso lettere e idee, soprattutto sulla condizione cubana. gordiano lupi da tempo si batte per svelare la vera condizione cubana, per smascherare "esimi" giornalisti come Minà che raccontano di una cuba stupenda, retta, ricca. poi un giorno Gordiano mi regala un suo libro, nero tropicale appunto, così scopro anche la sua altra faccia, lo scrittore. il libro è costituito da 5 racconti, brevi, scritti in maniera semplice ma tagliente. i plot sono quelli per cui si batte Lupi, la vita quotidiana a cuba.ma non c'è solo questo, non c'è solo il regime comunista che spegne e sopprime ogni tipo di libertà. in questi scritti c'è una violenza disarmante, credenze popolari legate alla santeria, a riminescenze legate al vodoo africano misto alla religione cristiana portata secoli fa dagli spagnoli.sangue, mistero, concentrati soprattutto nelle periferie malandate del caimano (è così che viene definita l'isola di cuba). il filo conduttore di questi racconti è però anche la pazzia. quel tipo di follia che si accumula con anni di miseria, d'infelicità, di repressione. per chi vuole addentrarsi in una cultura, si solare e gioiosa, ma soprattutto così difficile da capire.per conoscere degli spaccati "reali" di ciò che accade oggi a cuba.
Cari lettori,
quando il Parlamento approva una legge all’unanimità, di solito bisogna preoccuparsi. Indulto docet. Questa volta è anche peggio. L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall’uso furbetto delle parole: non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da 15 anni) nè contro “la gogna delle intercettazioni”. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché. Oggi gli atti d’indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano “conoscibili dall’indagato”. Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c’è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d’interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all’indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati. La nuova legge, infatti, da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia). Dall’altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili.Anzitutto “è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. La notizia è vera e non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla. A meno che non vogliano rovinarsi, sborsando decine di migliaia di euro. È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, “la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto”. Le intercettazioni che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave sono sempre top secret. Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, come nel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell’Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari, eccetto “le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni”. Troppo chiare per farle sapere alla gente. E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”. Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d’anni da quando sono state raccolte: alla fine dell’appello. Non è meraviglioso? L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. A parte «Il Giornale», nessun quotidiano ha finora compreso la gravità del provvedimento. L’Ordine dei giornalisti continua a concentrarsi su un falso problema: quello del “carcere per i giornalisti”, che è un’ipotesi puramente teorica, in un paese in cui bisogna totalizzare più di 3 anni di reclusione per rischiare di finire dentro. Qui la questione non è il carcere: sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare. Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie “scomode” portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l’azienda. Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.

Una trama fragile,
frastagliata
improbabile.
Si regge da sola,
l'equilibrio
delicato
adamantino.
Pezzi di se stessi
donati
ingarbugliati
sfuggiti....
continua su www.ilpazienteinglese.blog.tiscali.it
[...]"Anzolèti, con questo nome chiamavano quei nostri compaesani infanti, vissuti troppo poco per non diventare subito angioletti nell'atto stesso di rendere l'ultimo respiro sulla terra.Vi consiglio la lettura di questo semplice ma intenso racconto,
segnalato dalla giuria ex-equo al Premio Letteraio Buldrini - Campobasso
DOMANI
di ANGELA MADDALENA
Motivazioni espresse dalla giuria:
Il racconto si segnala per la durezza dell'argomento trattato e contemporaneamente la delicatezza del tono. Un adolescente fa da padre e madre al fratello inquieto. E domani, forse anche da amante. Interessante il punto di vista che svela tutto nelle ultime battute finali.
(collegamento al sito www.unionelettoritaliani.it/premio07.html)
E' on line da oggi la 'seconda puntata' della rubrica 'Contorsioni' su Caffè Storico Letterario .‘Contorsione Esterna’ è una sottorubrica per chi vuole mettersi alla prova. 1.000 battute secche per raccontare la propria, personale contorsione del momento. Se volete potete mandare il materiale a: gozzib@tiscali.it. (Non più di un testo a persona che rispetti le 1.000 battute complessive, grazie.)
Si incensano,
sottovoce imborghesendo
non colsero l’oltraggio
giacché pretesero il Suo amore:
la tassidermia di onori scempi.
Sono morti e corrono alle armi*
in apparenti giornate festive
con quelle due diapositive,
esaltanti in un deserto
lontano
dalla nebbia di Milano
ma,
i suoi vestiti hanno le toppe
perché ruppe gli imballaggi
perché vuole raccogliere i limoni:
ha scelto le cartacce,
stracce,
dei poeti.
*moriamur et in media arma ruamus (Eneide II, 353): classico esempio di hysteron proteron, che però qui cessa d’esser tale, in quanto la morte metaforica è realmente già avvenuta.

la fame d’amore
è una prepotenza ostile talvolta
l’ultimo pensiero
un cassetto ribaltato
qualcosa che cerchi e non la trovi
una perla finita chissà dove
un attimo che se ti fermi
è già finito. un bacio
e poi accade
che di altri sia
l’ultimo dei pensieri
una stella che se cade
non la vede nessuno
una distrazione di ciocche ruvide
sulla fronte
e dover discernere poi
il sudore dal freddo ghiaccio
in questa stanza
un metro quadro appena d’aria
porte chiuse e mani
incollate di peso sui vetri
a pensare che tutto questo
è il resto, fuori:
una via e auto che passano e spassano
dei passi di qualcuno che resta o parte
e il mio nome sul campanello di casa.
zitto.
LIVORNO (Ciampi - Marchetti)
Un pianto che si scioglie,
la statua nella piazza,
la vita che si sceglie,
è il sogno di una pazza.
La sera è già calata,
comincio a camminare
sperando di incontrare
qualcuna come te.
Triste triste
troppo triste è questa sera,
questa sera, lunga sera.
Ho trovato
una nave che salpava
ed ho chiesto dove andava.
Nel porto delle illusioni,
mi disse quel capitano.
Terra terra
forse cerco una chimera,
questa sera, eterna sera.
'....Dovevi proprio morire? '
Angelo Maria Ripellino
POESIE PRIME E ULTIME
Nino Aragno, 2006
pp. 526, EUR 30
Nota di quarta
Questo volume avvia la pubblicazione integrale dell'opera poetica di Angelo Maria Ripellino.
Per la prima volta si trovano riunite sotto una stessa copertina tre raccolte d'autore, da tempo esaurite: Non un giorno adesso, La Fortezza d'Alvernia e altre poesie, Autunnale barocco.
Ad esse si aggiunge la sezione che raduna tutti gli inediti poetici finora rinvenuti nell'archivio dello scrittore e i testi che, apparsi in sedi defilate, riuscivano ormai di difficile reperimento.
Il volume abbraccia così trasversalmente tutta la produzione lirica di Ripellino, dai primissimi esordi agli appunti in versi della stagione estrema.
Il titolo Poesie prime e ultime insiste su questa peculiarità, richiamando d'altra parte la circostanza che il
progetto sarà completato con la ristampa delle tre raccolte "centrali", uscite fra il 1969 e il 1976 presso Einaudi (Notizie dal diluvio, Sinfonietta, Lo splendido violino verde), in un numero della storica collana "bianca" previsto per l'autunno 2007.
Dalle pagine del libro
SIAMO TUTTI DISPERSI NELLO SPAZIO
a Italo Calvino
Siamo tutti dispersi nello spazio,
come cubi staccati che non si amano,
e un risucchio d'aria all'improvviso
schiaccerà qualche giorno i nostri corpi
come appiattite figure di carta
sul pavimento, sul tetto e sui muri.
Di ora in ora, sempre più impetuosa,
dal nerissimo imbuto d'una porta
sventola l'orrida insegna del nulla.
Tace, sbadiglia, non ha più speranze
la mia generazione scombinata.
Una volta parlava del futuro,
di abbagliante giustizia, di rinascita,
scandagliava i cunicoli del mondo,
per denudare il viso degli afflitti.
Ma adesso la sorte d'ognuno si stacca
dalla sorte di tutti, ed ogni vita
fugge da sola su sghembe rotaie
per le stazioni gelide del tempo.
E il cielo? Il cielo dalle stoffe damascate,
dai quadratini fumosi, dai bulbi giallastri,
il cielo così raramente s'illumina,
C'è in noi la brama di giungere subito,
di afferrare il destino per il bavero,
di assorbire le immagini del mondo,
a cavalcioni d'un treno furioso,
che scalcia e raspa peggio di un'Arpia.
Siamo tutti dispersi nel presente,
come cubi staccati che non si amano,
e nulla più ci importa del domani.
In questo rapinoso turbinìo
ciascuno passa fra le ombre degli altri
come un ottuso elefante miope.
Letteratura e giovani autori - inediti letterari
ragazzi accorrete, diamo voce ai giovani inediti
In occasione della mostra fotografica
“19 fotogrammi poetici”
che avrà luogo dal 16 al 29 luglio presso la Biblioteca Provinciale “G. Comi” di Lucugnano (Le) l’associazione culturale “Terra d’ulivi” e la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce
organizzano il 1° incontro “Claudia Ruggeri” – Letteratura e giovani autori – inediti letterari.
Possono partecipare tutti gli autori che non hanno mai pubblicato o al massimo hanno pubblicato solo una volta. Sarà l’occasione per confrontarsi con altri autori e con il pubblico.
Si può presentare una sola opera inedita di massimo 55 cartelle dattiloscritte e dovrà essere inviata entro il 30 giugno (farà fede il timbro postale) per raccomandata al seguente indirizzo: Elio Scarciglia Via Adriatica km 9° Villaggio Gelsi 73100 Lecce.
Tutti gli inediti ricevuti saranno messi a disposizione del pubblico per tutta la durata della mostra.
Gli autori presenti potranno parlare con il pubblico e leggere un estratto dell’inedito presentato.
Al pubblico sarà consegnata una scheda per la valutazione dell’opera.
La valutazione di un gruppo tecnico scientifico e le preferenze espresse dal pubblico concorreranno all’eventuale pubblicazione presso Terra d’ulivi ed.
L’evento si concluderà giorno 28 luglio alle ore 20.00 con un incontro/dibattito e la presentazione ufficiale degli autori partecipanti.
Programma delle manifestazioni
16 luglio ore 20.00
Inaugurazione e presentazione della mostra fotografica:
“19 fotogrammi poetici”
di Elio Scarciglia con versi di Mirco Baragiani.
La mostra sarà presentata dal Prof. Alessandro Laporta
Interverranno gli autori
Seguirà un rinfresco
18 luglio ore 20.00
Proiezione di
“I colori del Salento”
di Elio Scarciglia
22 luglio ore 20.00
Tra poesia e musica
I poeti leggono i loro versi con sottofondo musicale
26 luglio ore 20.00
Proiezione di
“Odore di terra”
di Elio Scarciglia
Testi di Marina Manieri
28 luglio ore 20.00
1° incontro “Claudia Ruggeri”
Letteratura e giovani autori - Gli inediti letterari
Incontro/dibattito con giovani autori
29 luglio ore 20.00
proiezione di
“Assolo”
di Elio Scarciglia
Chiusura della mostra e rinfresco finale
per ulteriori informazioni: mare38@libero.it