Premio Campiello Giovani 2007. Hanno partecipato oltre 300 ragazzi da tutta Italia e dall'estero. Tra i finalisti Fabrizia Conti di Campobasso
Si chiamano Angela Bubba, di Catanzaro (col racconto "Quarto di luna"), Fabrizia Conti, di Campobasso ("Irata"), Rosa Fasan, di Monfalcone ("Sonata per mandolino solo"), Marco Medugno, di Padova ("Quel che resta di me") e Ilaria Rossetti, di Lodi ("La leggerezza del rumore"): sono i cinque finalisti del Premio Campiello Giovani, organizzato dalla Confindustria del Veneto, selezionati fra gli oltre 300 concorrenti di età compresa fra i 15 e i 22 anni che hanno partecipato all'iniziativa.
I loro lavori sono stati analizzati prima da una Giuria di selezione, che ha scelto i primi 25 lavori, e poi dal Comitato tecnico, che ha designato la cinquina dei finalisti.
Il Comitato ha anche segnalato lo svizzero Francesco Sergi, mentre due menzioni speciali sono andate a Daniele Michienzi e a Francesca Valente. Dalla cinquina dei finalisti la Giuria dei letterati del premio il primo settembre selezionerà il vincitore assoluto.
Gramos ha 12 anni.
Gramos vive in Kosovo.
Gramos è affetto da una malattia rara, la tirosinemia.
Gramos può sopravvivere soltanto con una dieta speciale e un farmaco che costa 1400 euro ogni 60 giorni.
Gramos RISCHIA DI MORIRE, se nessuno lo aiuta. Finora le “porte istituzionali” a cui ha bussato gli hanno offerto solo vaghe promesse.
Gramos ha bisogno di noi.
Non chiediamoci “Perché NOI?”
Quanto tempo spendiamo ogni giorno a immaginare un presente diverso, a parlarne?
Questa è la nostra occasione per FARE un presente diverso. Un’occasione d’oro. Quella di salvare la vita di un bambino.
SCRIVENDO una fiaba, per cominciare.
ACQUISTANDO un libro, poi.
Un libro che raccoglierà le migliori fiabe che ci invierete. Il contributo di scrittori e blogger che vorrano regalare una storia a un bambino che ha ferocemente BISOGNO di credere alle favole. Il contributo di chi vorrà costruire per lui un AQUILONE da fare volare sempre più in alto.
Vi aspettiamo numerosi, questo concorso atipico è aperto a tutti. Una fiaba per dare una mano a un bambino. Uno dei tanti è vero. Già in occasione dell'iniziativa 'raccontami una storia' a favore della lotta contro i neuroblastomi ne avevo accennato. Si uno. E allora? Uno è sempre meglio di niente. Un passo. Magari in futuro un altro. E ancora. Ancora.
Iniziamo insieme?
>> Info sul regolamento e maggiori chiarimenti
Vorrei lanciare un personale abbraccio a Sabrina Campolongo che si è battuta per quest'iniziativa (insieme ad altri blogger pieni di energia) e ha fortemente voluto questo concorso dedicando tempo e risorse. Sei forte Sabri!

Ebbene, ho paura!
non pretendo certo
che quest’aria consumata
riprenda a respirare
adesso che finalmente so dirlo
forte e chiaro: ho paura!
Un trascurabile
innocuo quanto inutile dettaglio
che nessuno tra i presenti avrebbe detto.
Lo sapevo solo io
un segreto fragile da indovinare
così come lo sono le cose scontate
o distorte
perché in fondo è il sole
che sbaglia inclinazione d’iride
e brucia le anime, rifrangendo.
E si finisce cenere
a chiedersi
quando è stato questo buio?
con la paura che scava gli occhi
e un bel sorriso da esibire
ad ogni volo.
Mentendo.
Luna sublunare in arte
animata dalla luce di una sola foglia
parti in assenza nuova di pietra e di corallo
e ruoti nel cardiaco silenzio.
Un cavaliere muove l’elemento e mi rimuove
il risuonar del nuovo soffio di Avalon
E si fa di senso l’anima antica del consenso
di madri e di figlie che radicano in terra straniera
Alla meditazione del buio si accoppia la penombra
di un’isola sepolta nel passato e mai risorta
con il maschile sacro dissacrato da una godness moderna
Mostrami il volto nascosto del pianeta
che ruota come cerchio di fortuna
sulla spiga del grano dissepolto
con ascia di sangue e pioggia di rame
Mostrami dove e come si eclissa l’eclisse della carne
nella mente affilata dell’uomo moderno
che senza calli balla sui covoni di un raccolto inventato
e prega il nuovo respirando oppure solo sperando
Ammirami il torrente rivelato della perduta pozza
coi nuovi mendicanti fermi al bordo della strada
coi chiodi piantati nelle orecchie e i joint sempre accesi
come falò rupestri su labbra bagnate di acqua rossa
E in questa notte ultima che ancora resta
indenne al sacrificio della luce intagliata sulle querce
sfilano gli ultimi elfi accompagnati da fate e gnomi
che cercano la madre dentro un pozzo
io suono un filo verde di gramigna e sono sola

Dedicata a Paolo, mio ex compagno di vita per lunghi 20 anni.
Nenia di primavera
Ti ho amato nel torrido calesse,
briglie sciolte alla forza
d'esser donna di rigagnolo
al secondo passaggio
che indovina le parole alzando il mento
sforzando il petto in fuori.
Poi, quel male a pungermi il grembo
nelle veglie al letto d'astinenza,
nuovo plastico deforme al corpo mio.
Amore a sandali slacciati:
ogni passo conduceva alla sua fine.
[...]
febbraio 2007
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Nel tuo sonno
Si frantuma il mondo
la terra è cenere bruciata,
il mare, qualche goccia d'acqua
che esce da canali dilatati
dal freddo del tuo ultimo respiro:
mi mescolo al tuo sonno
nel caos di mille fecondi prìncipi
cado disfatta sulla parola
che gratta la piaga viva
con il tuo sangue nelle unghie.
Saprò mai dire dell'eterno silenzio
o parlare dei rintocchi dei bronzi
che sommano mestizia e trionfo
per la Morte e per il Battesimo?
21 agosto 2007