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venerdì, 31 agosto 2007

Premio Campiello Giovani 2007. Hanno partecipato oltre 300 ragazzi da tutta Italia e dall'estero. Tra i finalisti Fabrizia Conti di Campobasso


Si chiamano Angela Bubba, di Catanzaro (col racconto "Quarto di luna"), Fabrizia Conti, di Campobasso ("Irata"), Rosa Fasan, di Monfalcone ("Sonata per mandolino solo"), Marco Medugno, di Padova ("Quel che resta di me") e Ilaria Rossetti, di Lodi ("La leggerezza del rumore"): sono i cinque finalisti del Premio Campiello Giovani, organizzato dalla Confindustria del Veneto, selezionati fra gli oltre 300 concorrenti di età compresa fra i 15 e i 22 anni che hanno partecipato all'iniziativa.

I loro lavori sono stati analizzati prima da una Giuria di selezione, che ha scelto i primi 25 lavori, e poi dal Comitato tecnico, che ha designato la cinquina dei finalisti.

Il Comitato ha anche segnalato lo svizzero Francesco Sergi, mentre due menzioni speciali sono andate a Daniele Michienzi e a Francesca Valente. Dalla cinquina dei finalisti la Giuria dei letterati del premio il primo settembre selezionerà il vincitore assoluto.

postato da: frontespizio alle ore 10:20 | link | commenti (11)
categorie: concorsi letterari

soliloquio

Alcuni giorni sono litanie distanti
Confuse nel barlume degli attimi
Di mattine assonnate nei capelli
E i martiri del cielo tutti in fila
Sospirando candele accese al nulla
E verranno a dirmi di me
Di quel guscio scoperto, scheggiato
Che mi faceva carne zitta
Nel silenzio che si faceva unghia
intorno
postato da: etichette alle ore 00:55 | link | commenti (3)
categorie: #etichette poesie
giovedì, 30 agosto 2007

Una fiaba per Gramos

Gramos ha 12 anni.

Gramos vive in Kosovo.

Gramos è affetto da una malattia rara, la tirosinemia.

Gramos può sopravvivere soltanto con una dieta speciale e un farmaco che costa 1400 euro ogni 60 giorni.

Gramos RISCHIA DI MORIRE, se nessuno lo aiuta. Finora le “porte istituzionali” a cui ha bussato gli hanno offerto solo vaghe promesse.

Gramos ha bisogno di noi.

Non chiediamoci “Perché NOI?”

Quanto tempo spendiamo ogni giorno a immaginare un presente diverso, a parlarne?

Questa è la nostra occasione per FARE un presente diverso. Un’occasione d’oro. Quella di salvare la vita di un bambino.

SCRIVENDO una fiaba, per cominciare.

ACQUISTANDO un libro, poi.

Un libro che raccoglierà le migliori fiabe che ci invierete. Il contributo di scrittori e blogger che vorrano regalare una storia a un bambino che ha ferocemente BISOGNO di credere alle favole. Il contributo di chi vorrà costruire per lui un AQUILONE da fare volare sempre più in alto.

 

Vi aspettiamo numerosi, questo concorso atipico è aperto a tutti. Una fiaba per dare una mano a un bambino. Uno dei tanti è vero. Già in occasione dell'iniziativa 'raccontami una storia' a favore della lotta contro i neuroblastomi ne avevo accennato. Si uno. E allora? Uno è sempre meglio di niente. Un passo. Magari in futuro un altro. E ancora. Ancora.

Iniziamo insieme?

>> Info sul regolamento e maggiori chiarimenti

 

Vorrei lanciare un personale abbraccio a Sabrina Campolongo che si è battuta per quest'iniziativa (insieme ad altri blogger pieni di energia) e ha fortemente voluto questo concorso dedicando tempo e risorse.  Sei forte Sabri!

Barbara
postato da: BarbaraGozzi alle ore 16:49 | link | commenti (11)
categorie: concorsi letterari, #barbara gozzi racconti

Cartoon

geometrie di cuore in chimica:

parallelepipedi senza volto
svuotano gli umori in totemici orinali.
 
aggiungo due cilindri a braccio
un sfera in massa cranica
con linee che si incontrano
verso mille punti di fuga.
 
le mani artigliano il lenzuolo
il respiro è vapore metallico
ceneri d'altari dentro perle cave
formano collane funerarie
come il sapore delle cose ripetute.
 
postato da: Butterfly56 alle ore 08:23 | link | commenti (5)
categorie: #butterfly poesie
mercoledì, 29 agosto 2007

incendiaRia

 

Ebbene, ho paura!

non pretendo certo

che quest’aria consumata

riprenda a respirare

adesso che finalmente so dirlo

forte e chiaro: ho paura!

 

Un trascurabile

innocuo quanto inutile dettaglio

che nessuno tra i presenti avrebbe detto.

Lo sapevo solo io

un segreto fragile da indovinare

così come lo sono le cose scontate

o distorte

perché in fondo è il sole

che sbaglia inclinazione d’iride

e brucia le anime, rifrangendo.

 

E si finisce cenere

a chiedersi

quando è stato questo buio?

con la paura che scava gli occhi

e un bel sorriso da esibire

ad ogni volo.

 

Mentendo.

 

Dislessia del silenzio in lancio breve di sasso

Andiamo
a lastricare melma
nelle colline-seno

Andiamo
dove la luce stronca
viscere di vento-in-onda

ti chiamo abisso: oggi.

Adesso saprei parlare agli agrifogli
nel tempo del gelo caldo e della neve asciutta
miracolo di germoglio abbozzato

nei luoghi lasciati andare
grattano gli usci i gemiti
di un sole mai infinito-finito

ti vedo verde in nero seme: ancora

Annodiamo lingue di fuoco
con lacrime di mare in maree stracciate
strappando a parole l’ultima pagina

Non è trasfigurazione di isole
il giallo improvviso del sole
quando la luce cerca la fessura per scappare

Ladro di equinozio il cielo
stride la bonaccia del tempo-riverbero
squarcio di vela in burrasca: il fiato

teme la grafia morente
il fiore rubato
donando ugualmente un rosso di colore

quando scolora i tempi condensati: attimi

la canzone è suono di ciglia
e sopraciglia a incorniciare il volto
di una venere scura prigioniera d’ambra

E’ mia questa menzogna
che cammina
tra i glicini a primavera

Anche l’avaro può accumulare
una catasta di buchi-fori fumosi
e comprare in blocco il grigio delle nuvole

( tanto non costa nulla)



Dislessico il silenzio
scambia per vino il sangue all’orizzonte
nuvola di viola fiorita
colma il piatto migliore
e il sugo cola su quel corpo lontano
affastellando il fuoco spento

Labbra di vate allatta sentenze numeriche

attonito il silenzio si dispiega
tracimando il sasso scagliato presto
in questo tardi di muschio fresco

hanno lanciato le loro pietre
in faccia alla notte morente
dormendo sulla fame ingorda dell’unico delitto

sapremo solo un nome: attesa

Attesa di achillea implacabile
tintinnio di millefoglie in sfoglia
a chiuder le emorroidi sanguinanti


Intervalli esorbitanti di bardane
ai margini di scarpate individuali
a sud dell’esperienza strumentalizzata

chilometri di pelle e pustole sfregianti
emergono parole purulenti
acne diffusa sulla schiena senza speranza

con straccio intriso asciughi con impacchi: fustigati

Sei cicatrice asciutta su ferita umida
occhio per occhio col coltello
Sei lo sconforto dell’aurora

una lapalissiana quanto banale conta

retina senza strumento di conforto
non-terra interrata da crepe di suolo
non-peggiore di me affamata di polvere

a cucire imperfezioni idealizzate
e perle illuse di marzo- capitolato
in sintassi estreme allontanate.
postato da: RaffaelaR alle ore 07:46 | link | commenti (5)
categorie: genere / poesia, #raffaela ruju poesie
martedì, 28 agosto 2007

Luna sublunare in arte
animata dalla luce di una sola foglia
parti in assenza nuova di pietra e di corallo
e ruoti nel cardiaco silenzio.

Un cavaliere muove l’elemento e mi rimuove
il risuonar del nuovo soffio di Avalon
E si fa di senso l’anima antica del consenso
di madri e di figlie che radicano in terra straniera

Alla meditazione del buio si accoppia la penombra
di un’isola sepolta nel passato e mai risorta
con il maschile sacro dissacrato da una godness moderna


Mostrami il volto nascosto del pianeta
che ruota come cerchio di fortuna
sulla spiga del grano dissepolto
con ascia di sangue e pioggia di rame

Mostrami dove e come si eclissa l’eclisse della carne
nella mente affilata dell’uomo moderno
che senza calli balla sui covoni di un raccolto inventato
e prega il nuovo respirando oppure solo sperando

Ammirami il torrente rivelato della perduta pozza
coi nuovi mendicanti fermi al bordo della strada
coi chiodi piantati nelle orecchie e i joint sempre accesi
come falò rupestri su labbra bagnate di acqua rossa

E in questa notte ultima che ancora resta

indenne al sacrificio della luce intagliata sulle querce
sfilano gli ultimi elfi accompagnati da fate e gnomi
che cercano la madre dentro un pozzo

io suono un filo verde di gramigna e sono sola

P1010074

postato da: RaffaelaR alle ore 08:42 | link | commenti (3)
categorie: genere / poesia, #raffaela ruju poesie
lunedì, 27 agosto 2007

Nel tuo sonno

Dedicata a Paolo, mio ex compagno di vita per lunghi 20 anni.


Nenia di primavera

Ti ho amato nel torrido calesse,
briglie sciolte alla forza
d'esser donna di rigagnolo
al secondo passaggio
che indovina le parole alzando il mento
sforzando il petto in fuori.

Poi, quel male a pungermi il grembo
nelle veglie al letto d'astinenza,
nuovo plastico deforme al corpo mio.

Amore a sandali slacciati:
 
ogni passo conduceva alla sua fine.

[...]

febbraio 2007
 
 

==

Nel tuo sonno

Si frantuma il mondo
la terra è cenere bruciata,
il mare, qualche goccia d'acqua
che esce da canali dilatati
dal freddo del tuo ultimo respiro:

mi mescolo al tuo sonno
nel caos di mille fecondi prìncipi

cado disfatta sulla parola
che gratta la piaga viva
con il tuo sangue nelle unghie.


Saprò mai dire dell'eterno silenzio
o parlare dei rintocchi dei bronzi
che sommano mestizia e trionfo
per la Morte e per il Battesimo?

21 agosto 2007

postato da: Butterfly56 alle ore 23:25 | link | commenti (10)
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