Libri&dintorni

blog della libreria "Libri&dintorni" | via cannavina, 19-21 campobasso | telefono 0874.438430 | libriedi@libriedintorni.191.it | libero spazio per recensioni, riflessioni, pubblicazione di racconti brevi, segnalazione eventi

Utente: frontespizio
Nome: MICHELE PAPARELLA

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Categorie

#2tonidiblu alias mareblucobalto
# venexiana poesie
#ale20025
#alessandro ghia poesie
#ali69 pensieri
#alivento poesie
#andrea dei sedizi racconti
#angela maddalena racconti
#anna58 racconti
#anna corallo poesie
#antonio cappella poesie
#barbara gozzi racconti
#bianca madeccia poesia e foto
#bianca madeccia poesie e foto
#blacklace
#butterfly poesie
#capitano racconti
#carlotta de melas
#carmen
#caterina sottile
#chicca
#clairedelune
#cominciare
#cosentino nico poesie
#cosentino nico racconti
#diciche riflessioni
#dipcadeave
#domaccia poesie
#domaccia racconti
#edizioni 9muse
#elio scarciglia - il salento
#enrico cerquiglini poesie
#etichette poesie
#fabrizia conti poesie
#fasterboy
#federico francioni racconti
#francesca pellegrino poesie
#gabrielli editori
#giovanni nuscis
#glencoe poesie
#glencoe racconti
#iole novelli poesie
#justine casertano arte
#luciano mastrocola racconti
#luisella pisottu poesie
#mariagiovanna luini riflessioni
#mariantonietta
#mariella tafuto
#marina raccanelli poesie
#mario serra arte
#mary17 poesie
#marzia serra poesie
#michele racconti
#minet poesie
#need
#nuccina
#paolo massari racconti
#parlardi
#raffaela ruju poesie
#raffaella ruju flussi
#raffaella ruju racconti
#rita iacobucci
#roberto matarazzo ex libris
#rossella meditazioni
#satyrica
#shanmei racconti
#shoruel pensieri
#shoruel racconti
#smarrimento
#solaria poesie
#stella recensioni
#the sleepers
#valentina demelas
#viola amarelli
#viola amarelli poesie
@anniversari
@annunci amici della musica cb
@annunci teatro officina - mi
@annunci teatro savoia-cb
@annunci uli - campobasso
@anticipazioni di fahrenheit
@appelli
@appuntamenti libri&dintorni
@cinemattivo
@commemorazioni
@eventi
@segnalazioni
@universitàcattolica2007
aforismi
altroverso
ambiente
andrea tarabbia
architettura
arte
beat generation
bibliofilia
cartolina da
cinema
comunicazione argomento
concorsi letterari
concorso fotografico
cose così
critica letteraria
cultura
cultura del bere e del mangiare
curiosità
danza
del restauro e delle sue morti
elementi del linguaggio
elio scarciglia mostra video fot
elisa massari
eros by night
esordi letterali
ex libris
filologia classica
filosofia
filosofia e arte
fotografia
fumetti
gazzadipensieri
genere/teatro
genere / bibliografie
genere / classici
genere / giallo noir
genere / interviste
genere / poesia
genere / racconti
genere / romanzo
genere / saggistica
genere / satira
genere / surreale
giorgio fontana
giornata mondiale poesia 2007
i grandi eventi di elio scarcigl
i libri presentati da elio scarc
il messaggero dellimperatore
il mestiere d scrivere
informazione
l vera vita delle persone
letteratura
linguaggio
lo scaffale dei ragazzi
lo scaffale del molise
marco missiroli
mario favini
matematica
medioevo
mostra ex-libris r matarazzo
mostra fotografica
mostra video/fotografica di elio
mostra video fotografica di elio
mostre
musica
novità editoriali
occidente
oggetti del passato
oriente
paesaggi del quotidiano
pavese
pensieri sparsi
personaggi
poesia
poesia dorsale
poesia straniera
poesie
politica
premio letterario
presentazioni
pro/contro moccia
prove di uso della parola
pubblicità
racconti
randa ghazy
rassegna di poesia contemporanea
rassegna stampa libri&dintorni
recensioni
religione
riflessioni
robert kennedy
sarcasmo
scienze
scribellarsi
scrittura
scritture in territoio nemico
scrivere la musica
scuola di scrittura
segnalazioni
seguendo le parole
sociologia
storia
storie di animali
teatro
tre allegri ragazzi morti
viaggi
videoart
vita e morte
volo magico
weather report
web

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 novembre 2007

F1000035Un percorso di pensieri e immagini in cui il tempo è tendenzialmente sospeso per  lasciare  spazio alle  forme, ai luoghi e ai modi in cui questi sono vissuti o potrebbero esserlo.

Una riflessione sugli spazi che ci appartengono e come siamo abituati a immaginarli.





Libri e Dintorni, Campobasso dal 1° dicembre alle ore 18

espone


Daniele Carlozzi

postato da: frontespizio alle ore 19:23 | link | commenti (4)
categorie: fotografia, @segnalazioni

L'ENIGMA DELL'ORA ( 1911) - DI GIORGIO DE CHIRICO

 

Quando le ombre si assottigliano

aliti di luce pallida

preparano la sera al tiepido sonno.

 

Anche il tempo pare dimentico di sè.

 

E' quella, l'ora:

diafane mani velano il capo di ricordi,

il presente si perde.

L'arco del giorno si piega

ad accogliere l'onirico:

la lingua puntella il palato,

gli occhi si acquietano

o roteano animati da fantasmi più reali

complici del passato, artefici dell'oggi.

Tornare in quei luoghi solitari

e mai soli, perchè non vedere

non implica il non esser visti. 

Da "In vortice obliquo" - Ed. Il Filo - Roma

 

postato da: LuisellaPisottu alle ore 18:53 | link | commenti (5)
categorie: #luisella pisottu poesie

La persona perbene

La persona perbene esiste e io un giorno l’ho incontrata.
Stavo facendo la spesa al discount quando e’ entrata, subito si c’e’ stato un grande silenzio, o forse il silenzio vi era gia’ da prima solo che io l’ho notato proprio quando e’ entrata.
Da sola,altezza e peso normali,con indosso vestiti normali,sesso indefinito…..
E’ ovvio che la persona normale non ha sesso…..
Incuriosito l’ho seguita con discrezione,modi lenti e fluenti nell’area frutta e verdura,piu’ spigliata ai banchi frigo,
carrello strapieno alla fine..la persona perbene non e’ sola di solito si associa con altri suoi simili dando luogo alla ancora piu’ famosa famiglia perbene.
Me la sono presa con me stesso, simili fortune non capitano tutti i giorni,se avessi avuto con me la mia digitale ,avrei trovato un volontario magari la cassiera e mi sarei fatto fotografare in sua compagnia e cosi’ finalmente avrei avuto qualcosa di me presentabile,qualcosa da esibire,un qualcosa di valore.
 
 
Ne vedo di tutte, infatti qui’ al discount arriva tutta l’umanita’ dai pensionati poveri,agli stranieri con molti bambini.dalle persone sole a quelle che vogliono continuare a sembrare agiate,ma che devono in tutti i modi risparmiare su tutto per non doversi vedere in un altro modo.
Percui quello che ho visto non mi ha fatto ne’ caldo ne’ freddo.
Uno che sembrava a posto, che viene sempre e solo il giovedì, si e’ messo a fare cose strane.
Il realta’il suo aspetto e’ sempre stato molto trasandato,sempre gli soliti abiti ora suppongo che non si cambi mai…
Sempre poco curato barba lunga di tre giorni e eternamente spettinato,anche se ad una occhiata non professionale sembrerebbe un impiegato visto che e’ in giacca e cravatta…
Dunque dicevo..di soliro arriva compra quattro cose,cibo preparato da riscaldare,una bottiglia di vino..chissa’ poi gli altri giorni cosa mangia…..
Tutto come al solito quando entra quella sventola di travestito, che abita proprio sopra il discount e che riceve solo in casa su appuntamento,me l’ha detto il mio collega maschio…e fin qua’ niente di strano…
L’altro appena lo vede diventa viola e lo comincia a seguire prima da distante con gli occhi e poi anche con la sua roba gli sta’ alle calcagna e per tutto il tempo poi gli si appicica ad un metro fin quando arrivano alle casse….
Il travestito visto da vicino non e’ per niente attraente ed e’ truccato e vestito da schifo,cosi’ fa’ per pagare e si accorge
che ha lasciato a casa il borsellino…l’’altro dietro appena sente cosa succede si offre lui di pagare per la signora…..
io non ho niente in contrario….li seguo con la cosa dell’occhio e vedo che assieme si avviano fianco a fianco verso casa.
 
 
 
 
Ho fatto fare un ingrandimento gigantesco e con quello ho risolto il problema tedioso di ridipingere la grande parete del salotto, proprio quella davanti al divano.
Il rumore proveniente dall’appartemento vicino poco a poco era penetrato tra gli interstizi infinitesimale della materia e cosi’ piano piano quelli che erano all’inizio impercettibili punti di rumore,con il tempo si erano estesi ed erano diventate forme casuali di un colore giallo non omogeneo, ne’ come forma ne’ come intensita’ del colore.
A me il giallo non piace soprattutto se la parete dalla quale emerge e’ o meglio era in origine nera.
In realta’ adesso il nero e’ diventato grigio ed il nuovo giallo non si intona bene.
Ho piu’ volte incontrato separatamente e casualmente sulle scale ognuno dei componenti dell’appartemento vicino e
Con leggerezza ho parlato del mio problema ,suggerendo loro di cambiare il loro rumore,magari il colore sarebbe cambiato e l’insieme dal mio divano sarebbe stato piu’ gradevole.
Ogni volta si sono dimostrati molto comprensivi,ma nulla e’ cambiato.
Penso che cambiero’ la disposizione della stanza e mettero’ il divano davanti alla parete grigio-gialla.
 
 
Io non ho avuto una istruzione scientifica e percui non so’ esattamente cosa sia una ameba.
Percui mi stupisco da sola quando nel mio cervello avviene l’associazione.
L’associazione e’ che l’ameba e mio marito sono la stessa cosa.
Povero caro ,spero che non sia insultante per l’ameba questa mia somiglianza celebrale.
Lavoro,mangiare come un porco e bere anche,televisione,e poi a letto in camera sua,chissa’come e’ avvenuta questa metamorfosi e dire che e’ avvenuta sotto i miei occhi,visto che giorno dopo giorno io sono stato vicino a lui.
Anche la casa fa schifo e soprattutto in salotto le pareti che tanti anni fa erano bianche sono diventate di un bel grigio scuro.
E questo sarebbe il meno ,infatti tutto l’appartamento e’ omogeneo,tutto e’ diventato grigio scuro,l’unica eccezione e’ la parete davanti al divano dove c’e la televisione,per un fenomeno a me sconosciuto se sono formate delle grandi macchie gialle che si espandono giorno dopo giorno e l’eggetto e fortemente sgradevole.
Ho provato a dirlo all’ameba, che non mi ha degnatod irisposta…
Poi ieri torno dal lavoro e trovo che la disposizione dei mobili in salotto e’ come dire rovesciata…
L’ameba con la quale convico ha posto la famosa parete dietro al divano e percui dietro la nostra schiena in modo che quando ci sediamo sul divano non la vediamo piu’.
 
 
 
 
 
E’ molto tempo che mi piacerebbe avere un po’ di compagnia,magari un animale,un cane.
Cosi’ in uno dei mie soliti viaggi , ad una ragionevole distanza, ho visto una bella bestiola e cosi’ mi sono fermato
Ho posteggiato l’auto e mi sono diretto al cancello dove il piccolino o la piccolina cercava a sua volta compagnia
Anche lei la bestiola stanca di stare sola.
Le due solitudini si sono incontrate,una specie di segno del destino,a vevo in tasca un sacchetto con delle caramelline chissa da quanto tempo e con quelle ho addolcito il gia’ dolce incontro.
Inavvertitamente ho toccato il cancello che si e’ aperto e la bestiola e’ uscita e felice mi si e’ avvicinata.
L’ho accarezzata e lei ha leccato piu’ volte la mia mano ,era come se ci fossimo scelti.
Poi insieme ci siamo avviati alla mia auto io davanti e la bestiola dietro ,le ho aperta la porta e lei si e’ sistemata sul sedile comoda comoda.
Poco dopo siamo partiti.
 
 Amo molto le mie cose e sono una persona socievole,ma quando qualcuno tocca le mie cose divento una bestia.
Era del tempo che i bambini mi chiedevano un animaletto.un tenero cucciolino.
E percui io e mia moglie ci siamo decisi visto anche che aabbiamo un bel giardino proprio adatto all’uso.
Cosi’ la settimana scorsa abbiamo caricato i babini in macchina e ci siamo dedicati alla cosa.
Dopo una giornata intensa i bambini hanno scelto un cucciolo delizioso,tenerissimo e dolcissimo al quale anche io e mia moglie ci siamo subito affezionati.
Viviamo in ubn periodo di barbarie ogni sera ce lo dicono in televisione ed anche nel giornale che compero ogni mattina e questo si vede anche dalle piccole cosa a cominciare dalla moda di passare con il rosso ai semafori…
Insomma arrivo a casa e vedo un tipo che si allontana dalla nostra casa con il cucciolo dietro .poi lo carica in macchina e se ne va’…
Un rapimento in piena regola….ci sono stato d’un male e mi e’ salito il sangue alla testa..ho corso per fermarlo ,lo avrei preso per la gola e l’avrei pestato a sangue….e’ stato dolorosissimo dirlo ai bambini…per fortuna avevo un pezzo di carta e una biro ed ho annotato il numero di targa adesso telefono ai carabiniere dove conosco molto bene il maresciallo che e’ un caro amico,infetti andiamo a pescare insieme,che si dara’ subito da fare….
I bambini non fanno altro che piangere….io quello dopo lo cerco e lo ammazzo di botte
 
postato da: glencoe alle ore 18:15 | link | commenti (3)
categorie: storie di animali
giovedì, 29 novembre 2007

Note a margine

sabato 1 dicembre ore 21,30
Massimo Zamboni (Ex CCCP e CSI)
Cronache sulle Macerie

sabato 15 dicembre ore 21,30 (serata su prenotazione)
Cristiano Godano e Riccardo Tesio (Marlene Kuntz)
Terrore

venerdì 11 gennaio ore 21,30
IG, Ivana Gatti e Gianni Maroccolo
Ira. L'aiuola che ci fa tanto feroci

venerdì 7 febbraio ore 21,30
Federico Fiumani (Diaframma)
Io e i Demoni

venerdì 29 febbraio ore 21,30
Stefano Tassinari
Like a Rolling Stone
(lo specchio di Brian Jones)


sabato 8 marzo ore 21,30
Cristina Donà e Davide Sapienza
La Stagione di Ognidove

Al Teatro Busnelli di Dueville (Vicenza)
maggiori informazioni qui: www.dedalofurioso.it

Pace


                                   E basta
l’odore di legna tagliata
della pioggia, all’uscio esposto
dell’inutile  tana di una volpe
forse acquattata sul fondo,
ancora, su cuccioli invisibili,
e al trillo di un minuscolo
minuscolo uccello. Le piume
bianche alla gola fremono
di gioia, mentre coraggioso
canta e si mostra a chi passa
e lo ascolta, rapito. E basta

il lieve, tormentato incanto
di un mondo che si asciuga
all’erba falciata di netto
come agli sterpi morti
e a questo cumulo di pietre
senza importanza, che era vita
prima. Basta, ciò che resta
di pulcini nei nidi, al merlo
che fruga tra i rovi, al cane
che uggiola e annusa. E basta
un istante di pace, al dolore
dell’acqua caduta, alla soffice
pausa di perla della luce.

postato da: MariellaT alle ore 21:09 | link | commenti (4)
categorie: genere / poesia, #mariella tafuto

Creando

fenice II

Creando

         comprese il bene e il male

lo prese

          insieme magma e creta

toccandolo

           velluto luce oscuro

un punto

            espanso in corsa lenta

scansione

           nel rollio respiro il mondo

insieme

           scivolò goccia nell’onda

sfiorando

           calcari e madreperla, ossa fenicie

nel nulla

           rideva il senso pieno

il trillo

           aperta l’aria all'alba.

 

postato da: viomarelli alle ore 20:06 | link | commenti (7)
categorie: filosofia, genere / poesia, #viola amarelli poesie

Una linea chiusa che si chiama amore

 

.

Qualcosa  si apre . A dismisura .

Una gracilità pesante di voci e .

Ricordo un punto preciso dal quale partimmo .

Il primo a definire la linea .

Valigie di notti alle mani e .

La stazione aveva ancora luci stanche e .

Buio di sonno imbrunito a coprire vagoni vuoti e .

La mia testa sul vetro era il punto sul quale finivi .

Sesso e camicie scoperte nelle asole vuote .

Arrivando destinazioni incompiute .

Le ore sono punti distanti da unire .

Mancanze che il respiro riempie .

Di me e . Di te . Voci stanche la notte e .

La stella più lontana è il punto che ti cerco negli occhi .

Litri di caffè nero . La rabbia .

La notte è una sfera bucata e .

Non tardò a curvare stretto .

Chiudendo gomiti di punti accavallati .

Delle nostre voci che incastonavano silenzi .

Metallo duro e .

Il punto della situazione si fece scomodo improvvisamente .

Stretto . Necessità di altre asole  per sostare i sospiri .

Allargando le cintole all’anima costretta .

Scatole di giorni ottusi e .

Caderci sempre allineati davanti . Io e te .  

Una linea d’infiniti punti consecutivi .

Salvi dentro lo stesso ritorno del cuore e .

Di strade e . Qualcosa si apre . A dismisura

.

postato da: FscaPellegrino alle ore 17:35 | link | commenti (5)
categorie: #francesca pellegrino poesie

La scimmia che siamo

La scimmia che siamo
Il passato e il futuro della natura umana
di Frans De Waal

Finalmente un'opera  di divulgazione scientifica , scritta da uno scienziato, (il primatologo Frans De Waal, specializzato nelle ricerche e negli studi sulle grandi scimmie antropomorfe) di respiro veramente profondo. Un libro destinato ai non specialisti ma altrettanto interessante davvero per tutti, per le questioni etiche e di conoscenza dell'uomo  che intersecano tutta l'opera.

La recensione di Garzanti Libri
www.garzantilibri.it/default.php


Quando un nostro simile compie un’azione generosa e disinteressata, siamo subito pronti a lodare la natura umana. Di fronte alle stragi in Ruanda o in Kosovo, ci scandalizziamo per l’aspetto bestiale del comportamento dei nostri simili. Tuttavia egoismo e altruismo, curiosità e generosità fanno ugualmente parte del bagaglio della nostra specie – e delle specie a noi più simili. Come le scimmie, che condividono con noi quasi tutto il patrimonio genetico e molti comportamenti, dalla tendenza a formare comunità tribali all’incorreggibile curiosità.
Questa parentela può rivelare aspetti spiacevoli. Gli scimpanzé, per esempio, possono essere crudeli come noi e ci impressionano per la violenza e le rigide gerarchie di potere all’interno del branco. I bonobo, un’altra specie assai simile a noi, hanno atteggiamenti molto diversi, che sembrano incarnare le nostre migliori qualità: generosità, gentilezza, altruismo; per queste scimmie africane, inoltre, il sesso (che praticano in tutte le varianti) non è funzionale alla sola riproduzione, ma è praticato per il piacere che dà e perché rafforza i vincoli sociali.
Scimpanzé e bonobo, i nostri due «cugini genetici», offrono modelli che aiutano a capire i nostri comportamenti e la loro evoluzione. Perché nella nostra eredità biologica sono radicati tanto l’aggressività e la difesa del territorio quanto il desiderio di equità e di moralità.
Frans de Waal, uno dei massimi primatologi del mondo, ha dedicato decenni della sua vita a studiare i nostri parenti più prossimi, soprattutto scimpanzé, bonobo, scimmie cappuccine e macachi reso. La scimmia che siamo raccoglie i risultati di decenni di ricerche e ci guida alla scoperta della nostra eredità darwiniana. Esplora l’intera gamma dei comportamenti umani. Porta alla luce una serie di paralleli – sorprendenti o provocatori, ma sempre illuminanti – tra gli scimpanzé, i bonobo e la scimmia più bizzarra: l’homo sapiens. E ci obbliga a rifl ettere sulla natura umana e su quella «intelligenza sociale», profondamente radicata nel nostro DNA, che ci permette di convivere con i nostri simili.

postato da: garsonpoole alle ore 13:20 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, filosofia, scienze

segnalazione : Latina

Scansione0001

postato da: redmaltese alle ore 00:58 | link | commenti (2)
categorie: @segnalazioni
mercoledì, 28 novembre 2007

NOTE A MARGINE


 


 


ecco dove sono sparita per tutto questo tempo: a cercare la bellezza.così in una rassegna che ho immaginato e inseguito.ed ora..é :)


 

postato da: japa alle ore 23:31 | link | commenti (4)
categorie: @segnalazioni, seguendo le parole

Altrove

 

E continuo ad esserci o forse no.
I sogni sono strani. Viverli è come non vivere, e non viverli è come non averli, perciò io sto attenta a ciò che è sogno e a ciò che invece è realtà.

Solo che della realtà ho perduto la chiave di lettura.
Sì perchè la sofferenza non conosce queste due dimensioni. La sofferenza è dolore e il dolore lo senti che ti lacera le carni sia che tu stia dormendo o che stia vivendo.

Capita che mi osservo come se non fossi io ma un'altra donna. Poi penso alle nuvole.
Cambiano continuamente e sono sempre nuvole.
Ma le nuvole non pensano, alla fine, quando sono stanche e pesanti, diventano acqua.
Le nuvole non hanno emozioni nè ricordi e neanche rimpianti.
Hai mai sentito una nuvola che rimpiange di non aver vissuto da cirro? O una che ricorda come il sole l'ha fatta evaporare?

A volte vorrei essere nuvola, praticamente nulla.
Invece sono qui e temo che il mio vuoto diventi disperazione. Basterebbe pensare che potrei riempirlo di parole che si fanno corpo, che diventano tentazione o promessa.
Ma non voglio illudermi. La sera arriva presto e i fogli restano nel cassetto mentre osservo un via vai di donne sconosciute, che si affacciano al mio mondo e che mi indicano i miei altrove.
Scorribande di pensieri, di tempi , di luoghi, di parole non dette, di spazi possibili, di gemiti taciuti.
Scorribande di parole.
Una vertigine quasi.
Ma sono qui, senza sbarre o catene eppure prigioniera.

Prigioniera di viaggi simulazione, perchè io sono rimasta sempre qui dove non sono mai stata.

*
*
*
Lavoro  scritto per il mercoledì di apostrofo. Mercoledi Gaite.

postato da: nuccina1 alle ore 17:40 | link | commenti (8)
categorie: #nuccina

Il volo.

INFINITO2MULT[1]_copia(1)
Libera ancora,
riprendo il volo
in mano all'infinito
postato da: rossellao alle ore 08:30 | link | commenti (7)
categorie: #rossella meditazioni

Una viola sottovento

S'infrange la veletta del sento e non vedo
lacrime nere e bianche che si rincorrono
all'ansa di quel niente a tutt'angolo
sopra il labbro deforme alla paura:

è una nota alta, un'attesa d'arco,
disaccordo per una viola sottovento.*
 
Non obbedisco più al sole, alla pioggia,
sotto il lento passo della paura ruotano i mondi
che intuisco alla velocità della veduta.

*viola strumento

postato da: Butterfly56 alle ore 06:32 | link | commenti (6)
categorie: #butterfly poesie
martedì, 27 novembre 2007

Veduta di Delft. Mauritshuis. La Haye. 98 x 117,5 cm. c.1661.

 LUCE DEI MIEI OCCHI

Luce dei miei occhi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: glencoe alle ore 18:40 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, arte

C'è un paradiso per ogni accendino che perdo

La vera sorpresa
sarebbe trovare una porta aperta
di questo cielo che perde tegole
ormai, solo rumori bagnati
sugli occhi. sudore
e sangue. e. l’anima
ancora
due chili d’ossa da smaltire
se era meglio farfalla
un giorno solo
o brulicare freddo di radici.
stanche. e. c'è qualcuno
che aspetta inutilmente passi
sulle saracinesche mezze abbassate
e la tenerezza svampita
di una donna, lucciole per aria
indovinando
la fortuna rimasta nelle mani
e poi
lanciare il dado.

postato da: FscaPellegrino alle ore 11:41 | link | commenti (7)
categorie: #francesca pellegrino poesie

Da condividere con gli amici

Essere catapultata in situazioni del genere non pensavo mi potesse mai accadere, eppure ero io, lì seduta vicino a mio marito e mia figlia, ascoltavo poesie mentre un violino sottolineava passaggi emozionali ed ero in attesa.

A sentire le attrici del teatro pirandelliano, a sentirle interpretare le poesie vincitrici e quelle meritevoli di menzione, intuivo che c’era un’altra maniera di porsi davanti ad una poesia.
L’ascolto.

Chissà perchè avevo sempre ritenuto che la poesia fosse soprattutto silenzio e pudore, quando mi decisi a pubblicare in qualche sito mi commentò un poeta e un giorno mi disse che se pubblicavo lasciavo i miei pensieri agli altri, una sorta di appropriazione del lettore. La poesia non sarebbe più stata mia ma sarebbe
stata di chi legge.

Forse è per questo motivo che non avevo mai partecipato ad un concorso, neanche per cercare di pubblicare in antologie collettive.

Tutte le poesie che mi hanno gentilmente pubblicato sono sempre state scelte liberamente dalle varie redazioni, senza che io ne proponessi alcuna.

Fu perciò un caso, una specie di risposta immediata ad un’amica di penna che mi sollecitava a partecipare ad un concorso in prosa in cui si doveva parlare di montagna.
Io donna di mare proprio non riuscivo ad essere “montagna”.
Allora partecipa ad un concorso di poesia, ne hai tante, inviane una”

Perchè no, mi dissi.
Avevo appena pubblicato sul Borgo una poesia e Pe for friends aveva scritto che l’aveva letta ottocentocinquantaduevolte e faceva male, fin dal titolo.
Non deve essere così una poesia?
Quella sarebbe andata bene, cosi com’era.

Inviai e me ne dimenticai.Sapevo che i risultati sarebbero arrivati a Settembre e quando clikkai il sito dell’associazione culturale mi accorsi che erano trecentoventi le poesie inviate.
La mia si era persa sicuramente tra le tante, anche perchè iniziai a leggere i nomi dei partecipanti e mi sentii una calimera.

Io non amo molto i cellulari, forse perchè per lavoro sto troppo tempo a telefono, perciò il mio è spesso con la suoneria levata e magari non lo guardo per giorni.
Cosi la settimana scorsa mi accorsi che c’erano 10 telefonate da un num di cellulare sconosciuto.
Doveva essere importante se aveva telefonato tante volte.
Mi apprestavo a fare il numero e il cell aveva già una telefonata in arrivo.
Sempre lo stesso numero.
Mi comunicavano che ero tra le vincitrici del concorso e che sarebbero stati lieti di avermi durante la premiazione.

La telefonata era inaspettata e sconvolgeva i miei programmi.
Avevo un congresso di implantologia a Palermo da cui non potevo mancare che durava due giorni, e non sarei proprio riuscita a conciliare.

Quando lo dissi a mio marito, lui tranquillo mi disse che non c’era migliore occasione per sentire una mia poesia, sì perchè mio marito non legge le mie poesie.
Non ama la poesia, cosi almeno diceva.

Facendo salti mortali e annullando la mia presenza al congresso per messa giornata mi trovavo lì, in una meravigliosa sala del’800 in attesa che mi chiamassero.
Via via andavano chiamando i premiati delle poesie in dialetto, poi le menzioni speciali, poi il terzo e secondo della Poesia in lingua italiana.
Ad un certo punto: premio per i poeti italiani residenti all’estero.
Vincitrice Selva,  con la poesia “Alibi”.
La commentavo da anni e non la conoscevo neanche in foto.
Una gioia grandissima.
Lei con il suo bellissimo sorriso ha ritirato il premio e quando le hanno chiesto di dire qualcosa lei era troppo emozionata, ed io per lei.

Mi chiedevo che tipo di menzione mi era stata destinata, le menzioni erano poche e ormai non c’erano piu targhe da dare.
Si saranno sbagliati, oppure ho capito male io” dicevo a mio marito.
Lui tranquillo ” Non preoccuparti è stata una bellissima serata, diversa dalle altre

Ormai erano arrivati alla fine della serata, il conduttore Antonio Lauricella prese fiato e si apprestò a chiamare l’autore della poesia vincitrice.

Da quel momento in poi è solo un turbine, appena ho sentito il mio nome sapevo che dovevo attraversare la sala, la gente applaudiva ed io mi dicevo ” ora svengo di sicuro
Invece non sono svenuta, ho ritirato il premio, ho stretto mani, ho lasciato che il fotografo mi dirigesse nella posa per la foto di rito, l’emozione decideva le mie azioni ed io mi guardavo dall’esterno.

Ho ascoltato la mia poesia letta dall’attrice e la sua interpretazione mi ha lasciato senza fiato.
Davvero senza fiato.

Ho sorriso, finalmente.

E dire che avevo scritto solo una una poesia. …

A trattenere a morsi la tua idea.

*
*
*
*

A trattenere a morsi la tua idea

Se non culla sul mio seno
o porto sul mio ventre
occhi nelle mani che scivolano
d’amore ai primi sussurri
nell’orecchio di un t’amo disperato

Se non carezza che si fa pelle
e voce che si fa bocca
dimmelo
dimmelo amore che cos’è
se non l’attesa di un tuo sguardo

- così in controluce di pensieri
persino la tua ombra si disperde
e rimango a trattenere a morsi
la tua idea.-

Nel silenzio
indicibili amori

postato da: nuccina1 alle ore 00:40 | link | commenti (8)
categorie: #nuccina
lunedì, 26 novembre 2007

copj13Einaudi, 1982, pp. 428, € 12,50





Secondo Lutero, il Purgatorio era un "terzo luogo" ignorato dalle Scritture. E' solo alla fine del XII secolo che nasce la credenza in un luogo intermedio dell'aldilà; un evento che va oltre la storia della religione e della spiritualità, e che Le Goff collega alle nuove strutture sociali e politiche del feudalesimo e alle conquiste economiche, agricole e mercantili del secolo. Le grandi sistemazioni culturali, filosofiche e anche teologiche che avevano governato fino allora il modo di pensare e di vivere dell'uomo medievale sono radicalmente messe in discussione. La nascita del Purgatorio, attraverso un attento studio della società medievale e della mentalità collettiva, dimostra infatti come l'affermarsi di una nuova visione del mondo abbia fatto sì che il peccato non decidesse tragicamente il destino dell'anima umana, ma che fosse possibile salvarsi in un "secondo regno", dove l'umano spirito si purga e di salire al cielo diventa degno".
postato da: frontespizio alle ore 15:56 | link | commenti (13)
categorie: medioevo, genere / saggistica
sabato, 24 novembre 2007

Guardando la tomba della madre

1Guardando la tomba della madre
2Poca parola nessuna parola
3Sangue
4Se vuoi




1
Guardando la tomba della madre , adesso penso che un giorno saro’ anche io la’
a qualche metro sotto la terra il mio corpo di decomporra’ e forse qualcuno verra’ a spiare da sopra come io faccio a
 volte mentre io quasi ignoro la cosa la moglie si prende cura della tomba della madre,la mia.
Prima insiste nel’’andare sul luogo.cosa che io mai farei adesso,poi arrivati si preoccupa di disporre fiori freschi ogni volta,di cambiare l’aqcua del vaso.di estirpare tutte le erbacce che crescono attorno e poi con il piede rassoda la terra attorno.
Io guardo e a volte faccio un giretto per le tombe vicine per vedere chi sono i vicini della madre,signori e signore,giovani ragazzi .
E’ proprio un giovane ragazzo il vicino della madre e io ne sono contento,la madre ha sempre avuto un figlio e questo le e’ vicino senz’altro piu’ del figlio ancora vivo.
L’ultima volta la moglie mi ha detto che in uno spiraglio tra il ghiaino ed la lapide ha trovato rifugio una lucertola,da allora coltivo l’idea di avere un animale domestico,visto la non possibilita’ di avere cani,la mia assoluta contrarieta’ di incarcerare qualsiasi essere umano,la lucertola sarebbe l’ideale.
Devo ancora informarmi su quale e’ il suo nutrimento per predisporre magari nella terrazza qualche bocconcino.
Nella terrazza c’e’ anche un piccolo foro,una potenziale piccola tana che sarebbe adatta.
Mi piacerebbe avere una lucertola come amica.
Ogni volta la moglie si attarda cosi’ tanto nella sistemazione della tomba che a stento controllo il mio nervosismo.
La madre per me e’ ancora nel mondo della rimozione.
L’ultima volta però in qualche modo il mio pensiero ha avuto un momento per lei,andandomene qualcosa di me ha proferito senza un suono la parola mamma.


2
L’azione del sentire, sentire il silenzio che sento dentro e’ l’unica cosa che faccio, mentre la goccia che cade ogni secondo continua a cadere sempre nello stesso punto e mi colpisce sempre nello stesso posto.
Le cose che si muovono dentro di me si muovono ancora ,ma molto lentamente, come gli animali che con l’inverno vanno in letargo.
E allora mi sento anche io un animale che e’ andato in letargo,come ogni animale d’inverno.
Se la mia parte umana si e’ ammutolita e’ perché le due parti sono diventate una.
Nessuno dei nuovi libri che ho iniziato mi fa intravedere una qualche forma di luce,allora aspetterò la notte per svegliarmi ed andare nella stanza dei libri, e al buio di sicuro vedrò quelli che emettono una luce,tra quelli sceglierò il libro da aprire.
Proprio come una abitudine, non sò dire niente sull’avere a portata di mano una arma da fuoco o una di quelle pastiglie che fanno addormentare per poi non svegliarsi più.
Più di una volta avrei usato l’una o l’altra , non ricordo in che ordine.
Magari dopo avrei passato il tempo in un modo più produttivo in questo mondo visibile o nell’altro mondo quello invisibile.Passerei il tempo di domani perdendomi nel bosco, mi farebbe bene al cuore, ma ho i piedi feriti e cammino con difficoltà.
Potrei anche passare il tempo di domani ,fermo seduto per terra,fissando l’alto muro bianco e cosi’ potrei provare la condizione del prigioniero.
Stasera dopo una pausa tornerò alla danza cercando di lasciare questa volta la testa a casa.
Sabato e domenica indosserò le vesti dell’eroe in un appuntamento programmato da tempo,come un duello all’alba dietro al muro dei carmelitani , solo pochi intimi i padrini, il medico io e il mio gemello e con nessuna arma. 

 

3

Il sangue che esce dal naso
scende in un rivolo lento e
goccia dopo goccia cade sul petto
Piccoli schizzi si spergono
quando la goccia tocca la pelle
E piano sul punto si forma la ferita che
diventera’ sempre piu’ grande
Niente tamponatura al naso
nessun intervento
solo stare a vedere
Quanto sangue uscira’da dentro…..
Se si e’ in piedi forse sara’
diverso dall’essere seduti o distesi….
Questo e’ un esperimento e
come tale solo dopo si potra’ dire
che cosa e’ accaduto.
Niente di anomalo
deve turbare la cosa
qualsiasi elemento
manderebbe a monte la cosa
anche un rumore lontano
anche un vento
una pioggia
per questo sono sceso
nella cantina profonda
ho chiuso tutte le porte a chiave
e in casa non c’e’ nessuno
sono andato sul muro e
 ho sbattuto piu’ volte la testa ed il naso
poi ho spento le luci tutte
fuorche’ una quella che sta’
sopra lo specchio del lavabo
e sono stato in piedi
ho messo le mani sul lavabo
mi girava la testa e
gli occhi non vedevano bene e
ho aspettato…
ho aspettato………………..aspettato……………aspettato…………
tanto ……………………………………………..ho aspettato
mi sono sentito stanco
mi sono seduto per terra
sul pavimento freddo e
mi sono disteso
Ho chiuso gli occhi
sono stanco…….molto stanco……….troppo stanco……..
Ho preso tutte le precauzioni
nessuno sa’ che sono qui’
nessuno arrivera’
e’ tutto chiuso e
 io ho voglia di addormentarmi.
 

4
Prendi la mia mano
te l’ho lasciata
sopra al tavolo
dentro un sacchetto del discount
non temere,l’ho lavata e pulita
non vi e’ sangue
fanne quello che vuoi
se vuoi guardarla guardala
se non vuoi nemmeno entrare in casa
non entrare
se vuoi toccarla toccala
se vuoi buttarla nel cassonetto
prendi il sacchetto
scendi in strada
se scendi in strada
e c’e’ un cane che ti annusa
in verita’ il cane annusa
quello che tieni in mano
potresti anche attraversare
la strada ed entrare nel campo
andare tra i cespugli e lasciare tutto la’.
Se vuoi.
 
 
 
postato da: glencoe alle ore 20:32 | link | commenti (5)
categorie:

Dimensione.

nebbia3
Nel grigiore di un autunno
Nel silenzio della mia casa
Nel rumore della legna
che brucia nel camino
ritrovo le mie atmosfere,
la mia dimensione
Potrò ammetterne
delle variazioni.
Ma quella è.
Quella rimarrà.
Come un marchio
Stampato sulla mia pelle
che adesso non ha più senso.
postato da: rossellao alle ore 18:47 | link | commenti (6)
categorie:

miro
































Creature invisibili


da minimali spazi
invisibili creature degradate
in nebuloso ammasso –
iniziavo, di primo mattino
cerimoniali di scopa e straccio
la mente vagante: da dove
escono le formiche, cade l’ago

screpolature interne aprono il panico
cerco il ritmo del canto, violino ai nervi
con un orlo di morte intorno ai polsi –
e s’alza
il volteggio del cuore in gabbia,
le filastrocche sotto il cuscino
si sono spente, fra smemorate
forme oscillanti
postato da: aboutyou alle ore 15:17 | link | commenti (8)
categorie: #marina raccanelli poesie