Libri&dintorni

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lunedì, 31 dicembre 2007

BUON ANNO

Come ho fatto in occasione delle feste di Natale proseguo la (mia) tradizione delle citazioni augurali....

- Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà.
[Epitteto]


Anche stavolta qualcos'altro qui:

Buon Anno Nuovo
postato da: garsonpoole alle ore 13:13 | link | commenti (9)
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CAMILLO SBARBARO



Ho ricevuto in regalo il bellissimo volume della Garzanti
"Camillo Sbarbaro, l'opera in versi e in prosa".

Purtroppo il poeta ligure non è tanto conosciuto e viene insegnato poco a scuola. I manuali gli dedicano poche righe mentre invece il suo valore sia a livello di poesia che di poetica è davvero alto. Il tanto celebrato (a ragione) Montale, deve tantissimo a Sbarbaro.

Vi consiglio vivamente di leggervi qualcosa, tra l'altro le sue poesie sono molto comprensibili e di un lirismo unico. Come le sue prose e i suoi aforismi.
Per leggere qualcosa di Sbarbaro andate QUI

Segnalo inoltre due link di approfondimento Wikipedia e su Italialibri



postato da: solaria alle ore 11:23 | link | commenti (1)
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domenica, 30 dicembre 2007

Ieri hanno ammazzato Peppino Marotto

Ieri hanno ammazzato Peppino Marotto, pochi giorni or sono Benazir Bhutto
e qualche decina di anonimi pakistani. Come vedi mi tengo informato e annoto
con meticolosa cura fatti ed eventi e trascrivo nel freddo le musiche bianche
distorte dall’aria. Ho pure acceso il fuoco e preparato qualcosa per pranzo.
Come vedi sopravvivo anche se il sonno mi tortura e le ore battute dal campanile
segmentano l’esistenza. Ho incelofanato i crisantemi per gli operai morti a Torino,
li ho mandati tramite corriere, eppure sento un vago senso di colpa negli arti
e aleggia nell’aria un nauseabondo odore di carne bruciata. Carne umana!
Non voglio che tu pensi al ricatto delle parole – potessi tacerei per sempre – bensì
al gioco che troppo avanti si è spinto: nutrirsi di se stessi non è pasto
consono alla nostra caratura morale, né consumarsi come suole di gomma
in inganni diventati quotidiani, né il sillabario consunto consente sguardi
mattinali. Ogni distanza – ed è infinita la nostra – può essere colmata
dal solo singulto del tempo e dalla profondità del vuoto, ma questo non è,
almeno al momento, argomento di conto alcuno, è bassa statistica ad uso
del malessere interno. Cantava di Pratobello Marotto e da anni l’avevo
scordato: la morte me lo ha reso di nuovo vivo e a Pratobello deve essere finito
qualcosa di me, qualcosa era già finito a Portella della Ginestra anni prima
ed altri lacerti in qualche macina o pressa o fonderia. Era bello ascoltare
quel canto slavo che parlava di amore, morte e libertà! Era un ballo,
credo, di qualche musico anonimo e le donne ruotavano sudate nell’estate
coi seni forti e il viso madido e c’era forse un fuoco e un vecchio senza denti
che beveva slivovica battendo a tempo la mano sulla gamba destra…
Hai visto come scannano i cuccioli di foca? Il loro dolore ti scalda le spalle
con echi di lamenti e cacciatori insanguinati che ti frugano il corpo sono con te
quando con maliziosa nonchalance lasci respirare il seno bianco appare
quel collier di coproliti e quel sudore negro di diamanti che frangono
la luce in un capriccio caleidoscopico. Devi esserne fiera se da lontano
catturi il furore erotico dei maschi della tua specie e nella danza ridi
in risoluzioni mentali che danno lustro al pensiero occidentale. Ma vedi,
non so perché, sarà forse per la giornata che volge al termine o per il freddo
che stringe le tempie o per il miagolio fumoso del fuoco o per le stonate
baldorie di festa, sento più dolore per i proiettili nel corpo di Peppino
Marotto, per i corpi piagati del mondo che per l’assenza della tua danza.

Inedito

Enrico Cerquiglini

postato da: enricocer alle ore 16:45 | link | commenti (4)
categorie: #enrico cerquiglini poesie

Ho letto questo libro commovente e c'è una "lettera" di De luca.

dal libro: Lettere fraterne, Erri De Luca - Izet Sarajlic', Libreria Dante & Descartes, 2007




Onore ai poeti che aiutano a vivere



Quando c'è poco tempo e bussano alla porta, battono la città con artiglieria, quando brucia, quando sei solo in un letto d'ospedale, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è certo, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva: e arriva.

Negl assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono poesie. Il partigiano jugoslavo Ante Zemljar ne scriveva durante la guerra in montagna contro i nazifascisti. Le scriveva su quaderno. In sua assenza i compagni lo trovarono e con la carta fecero sigarette. Non c'era molto per fumare e Ante sa che anche così le sue poesie hanno avuto respiro. Il partigiano Zemljar dopo la guerra vinta ha fatto cinque anni di prigionia nella colonia penale di Tito, Goli Otok, Isola Nuda. Anche lì scriveva poesie con un pezzetto di carbone nell'unghia su pezzi di cartone, di nascosto. Nel ghetto di Lodz nel 1943 Isaia Spiegel scriveva nel suo yiddish braccato: "il mio corpo è un pane / calato in un calice di sangue".

Scusate amici, non sto parlando di Leopardi e Virgilio, entrambi napoletani terminali, non sto facendo onore alla poesia. Parlo di dove essa è all'improvviso indispensabile. Parlo di dove è urgente anche se in quel momento il poeta è muto e non riesce a scrivere nenanche il suo nome sulla porta di casa. Il mio amico Izet Sarajlic' scriveva in Sarajevo versi da tutti ripetuti a mente perchè laggiù le poesie stanno sul davanzale delle labbra.

Ecco, Izet durante gli anni dell'assedio scrive poco,non fa più il poeta. Cosa fa? Sta lì, vive con la città scassata, condivide la fame, le code per l'acqua, per il pane. Non profitta di inviti a emigrare. Sta lì, quella è la sua poesia tra i suoi concittadini, e scalda uguale.

Un poeta è responsabile del dolore come della gioia.

postato da: frontespizio alle ore 11:14 | link | commenti (5)
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sabato, 29 dicembre 2007

Buon anno con il sorriso di mia figlia




Ho sempre amato le ultime ore dell'anno.
L'attesa ha sempre avuto un fascino per me, imbrigliata da ricordi leopardiani , forse.
In me rivive la bambina, sì perchè negli ultimi giorni vanno morendo tutti i miei altrove, la poetessa nostalgica, la scrittrice di ricordi, l'analista di pensiero, la professionista nel lavoro, la madre, la moglie, la donna.
Sono solo io e ciò che ancora non sono.
Sono io che penso che tutto può accadere nel nuovo anno.

Ci saranno ore da togliermi il fiato, puzzle incastrati perfettamente, ore che non attenderanno più, preghiere a cui Dio risponderà, amicizie che reggeranno i giorni, giorni che sfideranno le paure,occhi che supereranno gli specchi.

E' il regno di Camelot l'attesa di ogni nuovo anno, è una magìa che si perpetua.
Ed io della magìa conosco l'estensione.

Sono conchiglia a rapire il mare, pietra a conoscere il fondale, pagina bianca a racchiudere il possibile.
Forse è questa la felicità vera.Il pensiero consolatorio che il mondo possa essere diverso da ciò che è.
Allora sì, sono felice in questo momento.

La mezzanotte arriverà inesorabile.
Non ho neanche la possibilità di fuggire come Cenerentola nella nostra migliore tradizione fiabesca, nè ho una scarpetta da perdere per lasciare una traccia.

Il futuro diventerà presente e sfumerà nel labirinto della vita.

Buon anno.

Nuccia
postato da: nuccina1 alle ore 21:15 | link | commenti (5)
categorie: #nuccina

Aliauguri

postato da: alivento alle ore 16:13 | link | commenti (6)
categorie: #alivento poesie
venerdì, 28 dicembre 2007

copj13

Leofranc Holford-Strevens
Storia del tempo
Codice, 2007, pp. 163, € 11



Sulle pareti di ogni casa due oggetti comunissimi scandiscono il ritmo della nostra vita. Un calendario e un orologio. Vi siete mai fermati a pensare a cosa c'è dietro la loro invenzione? Quali calcoli, ragionamenti e approssimazioni stanno alle spalle dell'esigenza tutta umana di "imbrigliare" il tempo?

postato da: frontespizio alle ore 19:37 | link | commenti (3)
categorie: scienze, genere / saggistica

anestesia locale

camminava su una corda sospesa sui carboni ardenti,aveva sempre pensato che non sarebbe stato  conveniente farsi distrarre dalle "futilità umane" e cadere,bruciarsi le chiappe.Non conosceva la realtà che lo circondava,non gliene sbatteva,respirava per inerzia (quando si ricordava di esistere).Non aveva mai provato qualcosa che rasentasse l'emozione,l'amore,l'odio,solo la noia che lo ricopriva come la brina che scende sui rami rinsecchiti in inverno...e intanto filava spedito sulla sua corda come uno di quei giocattoli a molla che sembrano osservarti con vuoti sguardi bianchi quando,inanimati,esauriscono la carica.E intanto il suo pubblico si divertiva,e lui lì,sospeso,impassibile.In fondo il suo stipendio era quel che era,cioè quello di un fenomeno da baraccone,e le smancerie e i sentimenti sono cose per gente che ha del tempo libero.In fondo cosa sono i sentimenti se non delle inutili occupazioni?
postato da: satyrica alle ore 16:17 | link | commenti (4)
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Il vuoto

postato da: glencoe alle ore 15:42 | link | commenti (3)
categorie: vita e morte

Lo Yogurt

Finalmente arrivi a casa. Wow. La legnosa giornata di lavoro, anche per oggi si è conclusa.
Freddo, umidità, delusioni, telefonate, autobus strapieni, riunioni. Fine.
shitOra sei nel tuo regno, nel luogo dove puoi dare il via alle più delicate fantasie. Pie illusioni.
Da regola, la tv ti annoia: tg, previsioni del tempo, concorso di Miss qualcosa, uhm, filmone e documentario sul “mondo” degli squali. Che palle!!
Mi faccio un paio di cartine? Perché no! Rollatine misto erba-fumo e liquorino al caffè di complemento. E vai. Nei polmoni: beato THC, folletto misterioso.
D’un colpo arriva la stanchezza e, con essa la fantasia.
La mente corre, seppur lentamente – come sempre -, a lussuriose ragazze, discinte, sensuali, in sexy lingerie, pronte a soddisfare ogni mia leccornia. Birichine mutandine rosse, trasparenti, preziosi balconcini, veli e perizoma. Occhi azzurri. Bionde, more, rosse. Stravaganti, perverse!
La mente corre su e giù, su e giù.
Basta, ecco la fame: molta.
Come un ancestrale richiamo cui non puoi non dire no: fame, vera. Mica appetiti sessuali!
Pane, prosciutto, salatini, dolcetti, nutella, tenerezze al cioccolato: l’attacchino ha definitivamente preso il sopravvento. Il THC brama la fame chimica, le soffia vita ogni volta.
Ti avvii in cucina e apri il frigo, piombi d’incanto su una Tirana anni ’90: managgia non ci sta nulla!
In un angolo intravedi però i barattolini dello yogurt mattutino. Non sai dire no infatti dici Sì.
L’attacchino ordina, è come un treno in corsa: ti mangeresti anche le mani.
Ritornano le fantasie sessuali. Osservi i vari gusti, ma non sai decidere: bianco? Solitario, senza troppo gusto, ci devi aggiungere semmai un po’ di zucchero. Oppure alla fragola, mediterraneo, già più allettante, più interessante. E perché, invece, non una bella morosa al caffè?
E che dire di un bel gusto ciliegia, un po’ perverso.
Ananas, esotico. Vaniglia, dall’aspetto vagamente retrò e sapore masok-mitteleuropeo. Un po’ lolita: pensi.
Non resisti però ai “gusti bosco”. Yeah!
Una piacevole orgia di sapori e colori differenti; dark room di eccitazioni gustative.
La lingua penzola, afferri il cucchiaino: affondi. La perversione si realizza: le papille debordano, si allargano, senti addirittura frizzare in bocca.
Affondi una volta, due tre: dalle labbra scende il prezioso nettare rossastro, ormai confuso con la saliva.
Immondo. Osceno. La lingua accarezza il coperchietto di alluminio, ancora pieno di nettare; non trovi le parole, ma continui.
Il cucchiaino penetra nei rivoli più indifesi del barattolino, lì accarezza alla ricerca dell’ultimo succo. Insaziabilmente passi alla ciliegia, poi fragola, ananas, caffè senza sosta, inflessioni o periodi digestivi: un John Holmes del frigorifero.
Esausto ma soddisfatto ti guardi alla specchio: burp!!
Vai verso il letto, ci ripensi: rimane ancora un buchetto, uno stuzzichino di fame.
Troni verso Tirana, ecco rimane il solitario bianco: gusto naturale. E ora?
Ci pensi un po’ su, ma ti lanci sopra senza troppi pentimenti: è vero lo dice anche il prete che lo yogurt bianco fa diventare ciechi o dementi, suvvia! Ogni tanto fa male, stimola la fantasia, no? Sveltina, con cucchiaino e lingua. Apri il contenitore della spazzatura e in cima alla pila, ormai enorme, depositi quel che resta del bianco, insieme agli altri barattolini vuoti e già dimenticati. Tutti destinati allo smaltimento differenziato. Vaghi accenni di tristezza, come di qualcosa che va e non tornerà mai più. Ci pensi un po’, e tuttavia sorridi.
Vecchio perverso che non sei altro, via a letto. Questa volta si dorme.
La mattina è una vera tragedia: un funerale. Tirana esala l’ultimo respiro: il frigo non offre altro che qualche fetta di pane vecchio. Ti vesti, un po’ dimesso verso il Bar quasi sotto casa, il tuo Bar! Entri. Cappuccino e….perchè no? Occhiali scuri, sguardo macho; sibili a Libero, il barista: “Per caso, ce l’hai uno yogurt ai frutti di bosco?”    
 
 Alex
postato da: ale20025 alle ore 14:27 | link | commenti (4)
categorie: #ale20025

Un'altra vita

Il tuo perdono mi guarda lupa insaguinata
nella selva del marmo che mi abbaglia,
nel silenzio nudo della  mia rosa ladra
che nega di tornare al misero orto

già affamato dal primo latte rancido,
dal fragore di seni già disposti alla morte.

Un'altra vita mi occorre per ritornare dal pianto
con la mensa deserta e l'infelice letto.
 

postato da: Butterfly56 alle ore 07:53 | link | commenti (8)
categorie: #butterfly poesie
giovedì, 27 dicembre 2007

E' finalmente uscita

SHORT STORIES
Rivista illustrata di letteratura fantastica



Il primo numero di Short Stories, Rivista Illustrata di Letteratura Fantastica, è un volume antologico che raccoglie racconti che vanno dal fantastico, all'horror, alla fantascienza, anche con guizzi umoristici, passando per storie dove si crea una contaminazione tra più generi.
Short Stories comincia dunque alla grande, presentando autori affermati insieme ad altri meno noti e a neofiti che lasciano davvero ben sperare per il futuro.

Per sapere tutto sulla rivista e su come acquistarla visitate il blog ufficiale

mentre QUI potete leggervi gratis le prime 10 pagine!


Abbiamo Paolo Bellomi, conosciuto scrittore e sceneggiatore di Martyn Mystère, che insieme ai suoi auguri per l'iniziativa ci ha inviato un bel racconto da medio evo prossimo venturo post atomico.
Anche Pierre Jean Brouillaud, uno dei massimi autori della fantascienza francese che avremo ancora il piacere di ospitare su Short Stories, ci invia un racconto da fine del mondo, ma giocato in vena fortemente poetica.
Giovanni Mongini, grande storico cinematografico del cinema fantastico e di fantascienza, ci offre un racconto di preludio allo spazio, dove mette in campo tutta la sua nostalgia del futuro, intanto, lo scrittore e giornalista radiofonico Giampietro Stocco ci presenta un racconto di invasione nel genovese, che susciterà interesse per le particolari qualità degli alieni presentati. Una storia carica di tensione e di raccapriccio.
Mentre Paolo Alberto "Taser" Reale ci ha inviato un racconto che si innesta nel filone del cyberpunk, Giandomenico Amato, del quale speriamo di vedere cose straordinarie in futuro, grazie alla padronanza letteraria che ha dimostrato, riporta in auge il mito dei draghi, osservando come potrebbero cavarsela ai nostri tempi.
Simone Conti invece ricorda il padre scomparso con un epico e commuovente racconto fantasy.
Intraprendono invece la strada del paradosso, se non della fantascienza a sfondo sociologico, Donato Altomare, autorevole esponente della fantascienza nostrana, e il più giovane Riccardo Tronci.
Poi abbiamo l'americano Raymund Eich, critico letterario di genere, che ci ha permesso di pubblicare una storia precedentemente apparsa su Internet, per noi importante perché egli stesso dichiarava di averla scritta ispirato da una illustrazione di Luca Oleastri. Un processo inverso a quello da noi solitamente operato, dato che le illustrazioni di Short Stories sono tutte realizzate a partire dal racconto (ovviamente pubblichiamo l'illustrazione in questione).
Più umoristici i racconti di Simone Piazzesi e Antonio Parilla, mentre Fabio Monteduro e Massimo Tommolillo ci conducono sui sentieri del male.
Più vicini al fantastico i racconti di Roberto Paris e Giuseppe Picciariello, così come il racconto di Giorgio Sangiorgi, che alcuni di voi avranno già letto nel promo della rivista e che ha fatto da guida ai naufraghi del mondo editoriale, conducendoli verso di noi.

postato da: solaria alle ore 21:35 | link | commenti (2)
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CONCORSO “CLAUDIA RUGGERI”

COPERTINARUGGERI

 

Pubblico anche in questa sede, oltre che sul mio Blog personale, questo post che, spero, Vi resti gradito.

  Per l’associazione culturale "TERRA D’ULIVI, città di Lecce, la Presidenza ha voluto inserire il mio "Colori del Mediterraneo", quale immagine di copertina e ne sono onoratissimo; ho avuto modo di conoscere molti partecipanti al concorso, tutti giovani e bravissimi Autori densi di passione e impegno, e, nel contempo, imbattermi nella figura immaginifica di Claudia Ruggeri, Poeta morta giovanissima di incredibile bravura, la cui Opera sto cercando di approfondire trovandola fresca, stupendae a cui vorrei dedicare un mio Foglio Colorato a donarsi alla Biblioteca Provinciale di Lecce il cui Direttore resta Persona squisita e signorile; colgo occasione per salutare i Partecipanti tutti, il Presidente della Biblioteca, il Presidente dell’Associazione Culturale TERRA D’ULIVI di Lecce, Dott. Elio Scarciglia, raffinatissimo Uomo di cultura, la Madre di Claudia Ruggeri, Donna che mi ha colpito per eleganza signorile e dignità nel saper sopportare un dolore così grande, alle Amiche e Amici che ho avuto modo di conoscere: a Voi Tutte, Tutti, un mio abbraccio di cuore,

roberto matarazzo

il link per l’associazione Terra d’ulivi:

 

http://elioscarciglia.splinder.com/
postato da: erremme alle ore 12:45 | link | commenti (5)
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Quello che...

scritto e ricevuto da Rosemary che ringrazio

Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:
 
stai fermo,muoviti,fai piano,sbrigati,non toccare,stai attento,mangia tutto,lavati i denti,non ti sporcare,ti sei sporcato,stai zitto,parla t’ho detto,chiedi scusa,saluta,vieni qui’,non starmi sempre intorno,vai a giocare,non disturbare,non correre,non sudare,attento che cadi,te l’avevo detto che cadevi,peggio per te,non stai mai attento,non sei capace,sei troppo piccolo,lo faccio io,ormai sei grande, vai al letto,alzati,farai tardi,ho da fare,gioca per conto tuo,copriti,non stare al sole,stai al sole,non parlare con la bocca piena.
 
Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
 
ti amo,sei bello,sono felice di averti,parliamo un po’ di te,troviamo un po’ di tempo per noi,come ti senti,sei triste,hai paura, perché non ne hai voglia,sei dolce,sei morbido e soffice, sei tenero,raccontami,che cosa hai provato,sei felice,mi piace quando ridi, puoi piangere se vuoi, sei scontento,cosa ti fa soffrire,che cosa ti fa arrabbiare,puoi dire tutto quello che vuoi,ho fiducia in te,mi piaci,io ti piaccio,quando non ti piaccio,ti ascolto,sei innamorato,cosa ne pensi,mi piace stare con te,ho voglia di parlarti,ho voglia di ascoltarti,quando ti senti infelice,mi piace come sei,e’ bello stare insieme,dimmi se ho sbagliato.

postato da: glencoe alle ore 10:12 | link | commenti (3)
categorie: vita e morte
martedì, 25 dicembre 2007

Una vecchia civetta

La strada è bagnata,
umida, viscida,
noi ci corriamo sopra mentre la notte s’avvicina.
 
Le luci dei lampioni la illuminano,
le gocce di pioggia la puntellano,
il tergicristallo lavora freneticamente
sinistra destra, destra sinistra.
 
Il cielo è tetro,
scuro, denso, minaccioso.
Anche suo cugino vento si fa sentire si fa vedere….
 
La strada è bagnata,
umida, viscida, fangosa.
 
I passanti han gli ombrelli aperti,
le pozzanghere son colme d’acqua,
i cani si riparano sotto i balconi,
i piccioni nelle crepe dei vecchi palazzi.
 
Una vecchia civetta inizia a cantare,
il tutto mentre la macchina filava nella notte………
 
Alex
postato da: ale20025 alle ore 14:53 | link | commenti (2)
categorie: #ale20025

STELLANAT_2007_MAIL_












foto di Amos Crivellari


Stella di Natale


Voglio mandarti una Stella speciale
per un Natale – festa d’inizio
a te, che tremi di rabbia e sconcerto
per quanto hai visto e udito nel mondo,
voglio donare una stella che si spalanca:
verde frizzante intorno, sprazzi d’oro
allo stato nascente, puro –
non importa se il cuore è oscuro
e lo sfondo, un’assenza senza fine…
un amore di rosso la circonda

onde blu ti sorridono, a guizzi…
non temere
la desolazione del buio, lasciati andare
all’abbraccio stellante di Natale!
postato da: aboutyou alle ore 12:40 | link | commenti (5)
categorie: #marina raccanelli poesie
lunedì, 24 dicembre 2007

Il mio augurio

Per tutti gli utenti di questo blog che mi ha tenuto compagnia
Diverse volte con letture e piacevoli scambi di opinioni.

Che questo Natale vi porti tanta serenità per affrontare la vita in modo migliore.

Nuccia
postato da: nuccina1 alle ore 18:00 | link | commenti (5)
categorie:

Auguri

In occasione delle feste è consuetudine fare gli auguri, anch'io non voglio sottrarmi  a questa tradizione.
Per non ripetere le solite frasi (quelle sono  implicite nell'intenzione) ho trovato alcune citazioni che mi sono sembrate ottime per questa occasione ( o meglio: ottime per ogni occasione). Ho scritto un  "Florilegio augurale" sul mio blog, che vi invito a leggere, se vorrete,qua  ne riporto una sola:

 
The human race has one really effective weapon, and that is laughter
( il genere umano dispone di una sola arma veramente efficace: la risata)

Mark Twain


Florilegio augurale
postato da: garsonpoole alle ore 12:52 | link | commenti (4)
categorie: aforismi

L'evoluzione della specie

Il senso fondamentale per desiderare di vivere e’ quello che ci vede protagonisti di una evoluzione.
Usando la forma della metafora si potrebbe dire cosi’.
Eredito un piccolo pezzo di terra , lo dimentico li’ poi in un certo momento inizio a frequentarlo perche’ ho il tempo di accorgermi che il posto mi piace.
Poi mi sento di fare qualcosa e allora prima strappo le erbacce, poi rendo la terra fertile fertile.
E allora sorge il problema dei semi , ma se la mia vista vede bene , prima o dopo vedo qualche buon seme e allora lo pianto e lo seguo con amore dandogli luce e acqua.
Se il seme dara’ fiori o frutti potro’ regalarli.
La terra non e’ enorme e’ solo un piccolo territorio e io ci vado sempre piu’ spesso.
Mi domando sempre sarebbe bello avere qualche altro seme e magia il seme nuovo arriva ed allora piu’ semi portano a piu’ doni e il dono di una patata fatto col cuore e’ sempre un un bel dono.
Anche perche’ le piante hanno una loro vita che non e’ eterna , proprio come me , e allora c’e’ bisogno di un certo ricambio………..
qualche vecchia pianta muore e qualche nuova pianta nasce……………………
Col tempo aumenta la sapienza di sapere riconoscere il buon seme e allora ci si puo’ dedicare a qualche pianta spontanea che da sola si e’ radicata al limite del luogo a lei la luce non bisogna portarla,e per me non e’ grande impegno portare l’acqua.
La pianta spontanea potrebbe rivelarsi in futuro una vera sorpresa.
E cosi passa il tempo tra doni ricevuti che sono semi e doni fatti che sono sempre piu’ i piu’ bei fiori e frutti del mio giardino.
postato da: glencoe alle ore 12:17 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
domenica, 23 dicembre 2007

Il mio giorno

 

Il mio Augurio per tutti Voi.
 
 Tanta salute e serenità.
 
Buon Natale
 
 ===================
Il mio giorno
 
il mio giorno vive in forse
nelle occhiaie nere nelle immagini di lampi
sul bianco crudo di nuvole rissose
per un tocco d'alba a est della pazzia.
postato da: Butterfly56 alle ore 18:27 | link | commenti (6)
categorie: #butterfly poesie