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venerdì, 29 febbraio 2008

Le madonne che piangono

Ogni tanto c'è qualche madonnina in giro per L'Italia che fa gridare al miracolo.

Le lacrime fanno scalpore, ma soltanto quando si parla di lacrime sante.

Le lacrime degli operai con il sedere per terra e la lettera di licenziamento fra le mani non interessa a nessuno.

Lacrime di serie B, anzi si serie Z.

E se a queste lacrime ci aggiungiamo quelle dei loro famigliari quando i loro coniugi perdono la vita le lacrime diventano strumento propagandistico per questo o per quel partito, facendo dimenticare il dolore, il distacco, gli affetti però in questi casi .......

                                                                                               lavorouccide

Anche i primi ministri in Italia piangono, soprattutto in presenza della televisione. Si associano le lacrime alla buona fede. Se piango sono onesto. Come quella famosa telenovela: "Anche i ricchi piangono".

Imparare a piangere è facilissimo. Fra gli ingredienti: seguire un buon corso di recitazione, un paio di cipolle crude da strofinare delicatamente sugli occhi e una faccia di bronzo.

Alex

ps: queste righe sono uno sfogo dopo questo inizio di campagna elettorale dove tutti piangono tutti e dove tutti faranno qualcosa per tutti ed intanto leggendo i giornali, i trafiletti in terza o quarta pagina, si può sapere e leggere appunto che si continua a licenziare e a morire. Ma ovviamente tutto questo è rilegato in terza o quarta pagina perchè non fa notizia perchè la notizia è la novità veltroni, la coerenza berlusconi, il bilioner della santachè e l'arcobaleno di bertinotti.

Che schifo!!!!!  

postato da: ale20025 alle ore 15:33 | link | commenti (9)
categorie: pensieri sparsi, #ale20025
giovedì, 28 febbraio 2008

il linguaggio dei fiori

Leo Olschhj, 2008, pp. 140, € 14

 

Nel primo Ottocento, il fiore si impone come motivo prediletto della classe borghese. Da sempre connesso al mondo degli affetti, esso si carica di una più incisiva componente sentimentale, assurgendo a emblematico “messaggero del cuore”. È in tale contesto che si afferma in tutta Europa il "linguaggio dei fiori", un singolare codice non verbale di antica tradizione orientale che attribuiva a piante e fiori significati simbolici espressivi dei moti dell'animo. Questa nuova grammatica floreale che si valeva di fonti diversificate che spaziavano dai miti classici fino agli esiti delle moderne teorie scientifiche, vide il moltiplicarsi di opere dedicate alla garbata e suggestiva pratica particolarmente in voga presso il gentil sesso. Un esempio significativo è offerto da "Il linguaggio dei fiori" che Charlotte de Latour (pseudonimo di Louise Cortambert) pubblicò a Parigi nel 1819, volume, che si dipana nell'universo floreale seguendo le quattro stagioni dell'anno, costituisce un raffinato e dotto divertissement, arricchito da un elegante apparato iconografico frutto dell'abile matita di Pancrace Bessa, uno dei più celebri pittori botanici francesi contemporanei.

postato da: abend6 alle ore 10:08 | link | commenti (3)
categorie: curiosità
mercoledì, 27 febbraio 2008

Oggi vorrei....

                                                                                   invisibile
...essere in una delle Città Invisibili di Calvino, per starmene un po' da solo a pensare, solo che non posso e allora ho deciso che per oggi la mia città invisibile sarà questa giornata stessa. Per la mattina immaginerò che il centro diurno dove lavoro sia un territorio di confine tra il giusto e l'ingiusto, dove fare esperienza e trovare frutti maturi.
                                                                                           città invisibile                                                                                         

Poi il pomeriggio sarò a casa  dove non tutto è facile da accettare, ma è una buona scuola di vita.
La notte la passerò in una enorme zattera di salvataggio a meditare sulla giornata appena trascorsa e magari a scrivere pensieri ed emozioni sul mio diario di bordo.
Alex
postato da: ale20025 alle ore 16:25 | link | commenti (6)
categorie: pensieri sparsi, #ale20025
martedì, 26 febbraio 2008

quid tibi dixerunt?

lucaguglielmo.com/galleria.htm

ci toccheremo nudi in un incubo vuoto,
nel bicchiere dell'acqua raccolta,
diremo che non siamo ancora tornati
perchè stiamo mangiando quel frutto
nello spazio dilatato dal vino.
 
quid tibi dixerunt?*
 
che devi amarmi come un uomo,
salvarti dalle mie ombre
e dalle piogge di sale
(quanto delle tue lacrime resta)
per quella spina che è tarlo

all'osso forbice
per tagliare la mia pena.


* cosa hanno detto?

postato da: Butterfly56 alle ore 20:53 | link | commenti (4)
categorie:

La scala di GiobbeBollati Boringhieri, 2008, 250 p. euro: 36


Come possono tre miliardi di frammenti di DNA combinarsi per dare origine a un essere umano? E come si spiega l'emergere di questa straordinaria alchimia nel lungo corso dell'evoluzione? In questo libro, Henry Gee fornisce una lucida spiegazione delle straordinarie possibilità conoscitive offerte dal sequenziamento del genoma umano, ma anche dei suoi limiti. Avere individuato le sequenze geniche e solo un primo passo: è come conoscere le lettere e le parole di una lingua sconosciuta, ma non comprenderne ancora il significato. La prossima frontiera sarà scoprire i meccanismi che regolano l'interazione tra i singoli geni, rendendo possibile l'intero sviluppo di un organismo vivente: molteplici possibilità di combinazioni genetiche guidano il percorso da una singola cellula uovo fecondata a un determinato essere umano e regolano le trasformazioni cui esso andrà incontro nel corso della sua intera esistenza.

postato da: frontespizio alle ore 15:54 | link | commenti (7)
categorie: genere / saggistica
lunedì, 25 febbraio 2008

uw_logoI Laboratori di Ricerca dell'Università Cattolica di Campobasso, propongono, in occasione della Quaresima, da mercoledì delle Ceneri - 6 Febbraio – a Giovedì Santo 20 marzo, una breve riflessione sul tema "Ricerca dell'uomo, ricerca di Dio...".



Dio è Morto


Ho visto la gente della mia età andare via,
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di un qualcosa che non trovano, nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro alle stanze da pastiglie trasformate
lungo le nuvole di fumo del mondo fatto di città
essere contro ed ingoiare la nostra stanca civiltà, e un dio che è morto
ai bordi delle strade dio è morto
nelle auto prese a rate dio è morto
nei miti dell' estate dio è morto

postato da: frontespizio alle ore 19:38 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, @universitàcattolica2007
domenica, 24 febbraio 2008

la molla del materasso

Si è intrufolato nella mia vita come una di quelle fastidiose molle che di notte emergono dagli inferi di un materasso da quattro soldi e ti si conficcano nella schiena. Non hai scampo: ogni notte torni a distenderti e quando meno te l'aspetti, la dannata molla è lì, pronta a coglierti di sorpresa e a romperti i maroni quando la situazione sembrava migliorata. Bastarda maledetta.
Lui è così, odi et amo, sta sempre lì a smadonnare pronto a giurare che non lo rivedrai mai più se è questo che vuoi.
E' uno stronzo. E' il classico tipo con cui tuo padre vorrebbe non uscissi. E' così strafottutamente jazz.
Tu sei così, odi et amo, stai sempre lì a smadonnare pronta a giurare che non vuoi rivederlo mai più perché è questo che vuoi.
Passano giorni che, sai, il tempo ristagna su stesso, mefitico, e tu vivi per inerzia e te ne sbatti di rincorrere dubbi esistenziali, degli altri poi...
Così impregnata ed assueffata dal tuo ego, così misantropa, così nichilista, così svogliata... così così.
"Di cosa hai paura piccola?"

postato da: satyrica alle ore 18:37 | link | commenti (4)
categorie:

Polsi Colorati

Sdraiato sul divano, in preda a una piacevole sonnecchiata, i pensieri si ammassano tutti indistintamente nella parte del capo abilmente poggiata nel cuscino di fortuna che mi son procurato: in basso a destra, sul mio braccio. 
                                                         riposo
Piano piano si dispongono per bene lungo la circonferenza del bicipite cercando le loro connessioni per spiccare il volo. In una situazione come questa gli unici pensieri che hanno la speranza di volare via sono quelli legati alle donne alla serenità e al futuro.

Una volta che si sono disposti procedono lungo il braccio attirati dal mio polso colorato. Per ogni donna un braccialetto, e per alcune anche più d'uno. Alcuni son lì da più di 10 anni e non accennano a voler mollare, altri son meno vecchi, qualcuno 5, alcuni addirittura recenti.

Ogni donna un braccialetto, ogni braccialetto un desiderio, ogni desiderio un significato.
E così è dolce, nel dormiveglia, lasciare che ogni pensiero trovi la sua casa colorata, che si riunisca con antichi sentimenti o nuove speranze.

Loro son lì, non ci fai sempre caso, ma tengono duro e poi ogni tanto, quando meno te l'aspetti ti rincuorano un pò.

Vado a prenderne un'altro.
Alex
 
postato da: ale20025 alle ore 14:04 | link | commenti (5)
categorie: pensieri sparsi, #ale20025
sabato, 23 febbraio 2008

DESIDERATA

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.

Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.

Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti, hanno anch'essi una loro storia.

Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.

Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare boriosa e amara, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.

Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.

postato da: solaria alle ore 10:32 | link | commenti (5)
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venerdì, 22 febbraio 2008

Il viaggio della madre

Dormo,veglia,dormo
Una parte di me sente
La carezza che ricevo
Sulla guancia destra
So’ di essere solo nel letto
E allora ho bisogno di sapere