Questa sera ho ancora gli occhi stanchi e non ho voglia di leggere.
La televisione è uno schifo.
Non ho sonno e nemmeno desiderio di bere.
Allora mi metto a visualizzare “Lei”.
Penso, molto intensamente, alla sua snella vita e scorro, adagio con le labbra, il sinuoso gioco dei fianchi.
Poi arriva il gatto, mio cliente abituale, al quale ho dato da mangiare.
Si piazza tra un pezzo di persiana chiuso e il vetro, lì sul piccolo spazio dove c’è un ripiano di marmo.
Perché sotto – dentro – c’è il condizionatore che rinfresca e lui se ne sta lì sotto al fresco. Mi guarda con i suoi occhi, espressivamente felici, intuisce i miei pensieri sensuali, sbadiglia poi mi dice (mentalmente) “Vecchio Porco!”.
Dovrò spiegarli che non è così, che questa mia ammirazione e adorazione “vitale” (e cioè della vita di “Lei”) è anche estetica, affascinante.
Troppo complicato. Lui guarda ancora, e ripete, ostinato: “Vecchio porco!”. Allora gli dico che, evidentemente non ha mai incontrato una gatta così subdolamente attrattiva come “Lei” ma, che se l’avesse per caso incontrata….Mi guarda ancora e dice: “già già, capisco. Però sei proprio un essere sensuale”.
Alzo le spalle e non so cosa rispondere. Magari ha ragione lui.
………
Martedì mattina. Caldo. Passeggiata di buon passo, lento, ma temperatura bestiale. Compro cose da mangiare e sbaglio due volte a pagare perché sto pensando alle cosce di “Lei”.
La lotta “razziale” per il predominio territoriale, ha visto: i gatti biondi trionfare sui soriani.
Anche il mio protetto non viene più. Al suo posto sono apparsi (sempre puntualissimi “ore pasti”) due biondi. Ho dato loro quello che potevo: salamino e formaggio “Bel Paese”(Mik questa è pubblicità occulta!).
Gradito.
La gatta bionda è molto domestica ed ama farsi carezzare.
L’ho fatta entrare in casa e lei si è placidamente seduta sul divano, mentre leggevo il giornale.
Ma, con una zampa, solleticava carezze. Allora l’ho accarezzata a lungo e ne era estasiata.
Ho cominciato a “ronronnare” e non la finiva più. E’ bella: pare una piccola tigre.
Ma il “mio” soriano selvatico 8che non si lasciava avvicinare) aveva occhi più espressivi e comunicanti.
Questa invece – che deve essere una femmina – sollecita tenerezze e carezze.
In precedenti vite devo essere stato cane ed anche gatto, perché entrambi questi animali mi amano istintivamente.
…….
Mi dispongo a partire. Ah, infine! Rivedrò “Lei”, riascolterò la sua voce, forse…..eh, sì….
Il gatto in omaggio alla mia partenza che ignora, ha avuto per pranzo (graditissimo) un intero salamino. Che almeno lasci un buon ricordo!
Infatti è stato come Argo, il cane di Ulisse.
Come sono arrivato, si è ricordato di me ed è venuto subito, dal primo giorno, a salutarmi e a questuare.
E i “biondi”?
Questa sera non si sono visti.
Che li abbia cacciati lui?
Penso intensamente a “Lei” e ai suoi baci.
Alex