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lunedì, 28 luglio 2008

a terminare i raccolti

distratte briciole notturne
del ghiotto impasto
che la vita serve irriverente

al quotidiano perdersi

(dolenza ricorrente)

in tenerezze infette
su fianchi esuberanti
di vigoria sfilacciata

in trame logore,
tessute da grandi mani

a terminare i raccolti.
postato da: chiccama alle ore 16:36 | link | commenti (6)
categorie: #chicca
domenica, 27 luglio 2008

e quel ciliegio...

lega il sorriso alla morte
bruciami in gola la terra abbrividita
dal midollo dei fiori, dal fuoco
che avvampa se stesso
in grido moribondo
di tanto amore in spalla.

forte il chiasso di latte in alluvione
come se io non fossi tutt'ora nata
o che sia stata sempre morta.

e quel ciliegio esausto che pesa sul mio cuore
s'affonda al marmo puro dando respiro ai ponti. 

postato da: Butterfly56 alle ore 14:54 | link | commenti (5)
categorie:
sabato, 26 luglio 2008

Brevi Discorsetti Inutili

Discorsetto n. 3
santuari
 
Mostrandomi una enorme cattedrale un prete mi disse:
<<Questa è la casa di Dio!>>.
Pensai quattro cose da dire:
       Le superville dei Vip mi hanno sempre lasciato indifferente;
       Se io fossi Dio considererei casa mia gli ospedali, le carceri e i manicomi, mica le chiese;
       Giuseppe e Maria erano poveri, Gesù era poverissimo. Dove hanno trovato i soldi per fare questa casa enorme tutta in marmo e piena di oro?;
       Quando vado a casa dei miei amici vengo trattato come la persona più importante del mondo. Qui per entrare bisogna genuflettersi, pentirsi, chiedere perdono e non ridere mai. Grazie resto fuori!!!
 
…..Ma dissi soltanto:
<< Però, bella eh?>>, perché si sa che le pecore purtroppo non vedono un palmo più in là dei loro pastori!!
Alex
 
postato da: ale20025 alle ore 15:42 | link | commenti (7)
categorie: pensieri sparsi, #ale20025
venerdì, 25 luglio 2008

Parole scritte sotto sorveglianza

Goccia che cade
Acqua che scende
Sui capelli violentemente
Ombrello lasciato
posto dimenticato
doccia rinfrescante
inverno recalcitrante
 
mancanza di fiato
Che non si vede
Sara’ vacanza
nella stanza
sara’ febbre
sara’la mamma
Che ti protegge
 
Altre memorie
Nuove alchimie
Elenchi vecchi
categorie
Che se ne vanno
In un istante
Ne sono gia’
arrivate altre
 
Avere davanti
ancora del tempo
Non si sa’ mai quanto
E questo tempo
Tramutarlo
Almeno cosi’
ogni tanto
 
In qualcosa di vivo
In un sorriso
Della bocca
Sentito nel cuore
Che mi trattenga
Dall’orrore
Dal niente
Assoluto
Che riempie
ogni minuto
 
Occhio mio occhio
Mai inumidito
Sono un ragazzo
Senza vestito
Sono stato
tanto morto
E poi sono anche
un giorno risorto
 
Cerco dell’aria per respirare
Un amico con cui parlare
Un essere umano indipendente
Uno che poco parla
Piuttosto di dire niente
Un mio fratello
Di cui ricordi i lineamenti
Di cui sappia dei suoi denti
Parte di luce
Parte oscura
Svelami tutta la
Mia paura
In ogni momento
Dimmi da dove
Arriva Il vento
 
Sorprese sorprese
Arriveranno dal
Lontano paese
Dimenticato
Quasi che fosse
Un luogo del peccato
Canto di gallo
Urlo di voce
Ci troveremo
Alla croce
Dove la strada
Diventa due
Le mani mie e
Le mani tue
Senza dovere
essere vicini
torneremo bambini
 
Cara signora mia
Ti ho incontrata
Sulla via
Ti ho aspettato alla fontana
Come per dirti
Che allora contava
te ne sei accorta
Che eri nel cuore
Senza motivo
Improvvisamente
Io Mi ricordo
io che non ricordo
Mai niente
 
Come una specie di difesa
Come celarsi alla offesa
Come proteggersi la vita
da una invadenza infinita
da una violenza mai finita
 
Posto di morte frequentato
Posto di morte disperato
fiori finti
esseri sbandati
Incattiviti esagitati
Senza sapere piu’ parlare
sempre obbedienti
Senza scampo
Senza speranza
Senza incanto
Senza sapere Desiderare

esseri  da rottamare
Senza mai aver maestri
Senza possibilita’
Senza coraggio
Spie indegne
Servi corrotti
Esseri morti
Cadaveri informi
Che passeggiate
Per la via
Che correte
Alla tramvia
Che vedete proprio niente
Sono come voi
Quando non vedo niente

Cielo nerofumo
cielo celeste
Ci saranno
delle feste
Animo dolce
animo gentile
Restera’ sepolto
il tuo sentire
 
postato da: glencoe alle ore 18:23 | link | commenti (2)
categorie:

Rosso Foto

di RossoVenexiano

Presenta: 

UMBRIA JAZZ 2008

di Paolo Rafficoni

 

postato da: Anake alle ore 09:34 | link | commenti (4)
categorie: mostra fotografica
mercoledì, 23 luglio 2008

Binari

Binari
Se bastasse un attimo,
a riaccendere il sole e ritornare a credere,
che tutto sia quì,
accanto, da sentirne il profumo,
tra le mani, come creta da plasmare,
sotto i piedi, nei percorsi da seguire...
Guardando al cielo
mi son chiesta spesso,
come si sia potuto
gettarlo così in alto da non vederlo più tornare.
Restano i dubbi
e muoio, di desideri irrisolti,
di sogni evanescenti
abbarbicati su traversine
su cui non si procede in parallelo,
ma in direzioni opposte, col pensiero
alle cose imprigionate,
vado vagando su lame di luce alterne.
postato da: ventidiguerra alle ore 19:50 | link | commenti (7)
categorie: poesia, riflessioni

Tocco

Boetti-Tutto-88-89_em

Un trabocco toccoso spalma il mondo

al bel nulla, oh, la gioia, shh, non ridirlo

eppure dirlo dirlo

e dirlo bene,

miracoloso il merlo al becco giallo

nell’erba che saltella.

 

postato da: viomarelli alle ore 07:00 | link | commenti (7)
categorie: #viola amarelli poesie
martedì, 22 luglio 2008

Lo spirito del bosco e lo spirito della morte

E’ un po’ di tempo che il mio cuore e’ triste,ma io non ascoltavo.
E cosi’ lo spirito mi ha mandato degli altri segni.
Il mio fratello piu’ piccolo e’ in pericolo di vita e mio padre diventa sempre piu’ vecchio.
La mia sposa che vedevo con gioia ogni volta che tornavo spesso non c’e’,va dalla sua famiglia di origine anche i suoi cari,quelli che erano prima di me hanno bisogno di lei.
Sono cosi partito a trovare il mio vecchio,era tanto tempo che non lo vedevo.
Nel piccolo villaggio ho passato con lui diversi giorni , l’ho sostenuto e lui ha sostenuto me come
faceva quando ero piccolo.
Il villaggio e’ a mezza costa della montagna,ai margini di un grande bosco,quando pensavo al viaggio pensavo anche di andare nel grande bosco,ma poi ho avuto paura e cosi’ passeggiavo di qua’ e di la’ e mai mi allontanavo.
Quando mancavano pochi giorni al mio ritorno,nel momento piu’ caldo della giornata mi sono avviato,nessuna cosa nella testa,ho sentito che dovevo farlo e quello che sulla ripida salita iniziava il suo cammino non ero io,perche’ io sapevo,sapevo gia’ tutto.
Nessuno me l’aveva insegnato,ma io l’ho fatto,il mio cammino sulla salita era rapido tanto da farmi mancare il respiro ed il sudore colava copioso,solo due volte mi sono fermato all’ombra per riprendere le forze.
Mentre salivo veloce come il vento, ho sentito nella mia testa che ripetevo il nome di mia madre morta per invitarla a tornare da me e a camminare al mio fianco,poi ho sentito che il bosco mormorava il mio nome piu’ e piu’ volte e allora mi sono fermato, ho appoggiato la mia sacca per terra e ho fatto una danza per ringraziare il bosco che mi aveva accolto,i miei piedi erano fermi solo le mie braccia si muovevano dolcemente e lentamente armoniose ed era un saluto al saluto.
Poi non c’e’ l’ho piu’ fatta e mi sono fermato,,non sarei andato oltre.
Istintivamente mi sono posto davanti a tutti gli alberi e ho chiuso gli occhi ed allora ho visto…
gli alberi che prima avevano una certa distanza tra di loro,ad occhi chiusi li vedevo vicini gli uni agli altri e anche i colori erano diversi,vi era sempre il verde ed il marrone,ma era come se una lievissima nebbia si fosse messa tra me e loro.
Poi da dietro un albero alla mia sinistra ,che era a circa venti metri da me, ha fatto capolino un vecchio bianco con il suo bastone ricurvo,indossava una casacca marrone e rossa,l’ho visto bene e poi ho aperto gli occhi e non ho visto piu’ niente..
Dopo un solo momento  li ho chiusi ancora e lo stesso paesaggio di prima era davanti a me e ho visto il bel vecchio che mi guardava attentamente da non piu’ di cinque metri, il suo viso non mostrava altro che la curiosita’ come se fosse stupito e incuriosito perche’ sapeva che solo pochi potevano vederlo e che pochi poteva vedere.
Ho riaperto gli occhi e ho subito iniziato la discesa contento e agitato allo stesso tempo,era successa
una cosa che andava ben oltre le mie piu’ rosee speranze, eppure ancora una volta pure essendo contento di quello che era successo, ancora una volta avevo avuto paura.ed ero scappato,se fossi stato piu’ coraggioso avrei potuto starmene ancora con gli occhi chiusi.
 
Al villaggio che mi aveva visto ragazzo ,qualcuno mi aveva riconosciuto,e chiedevo notizie delle vita degli altri,di quelli che mi erano stati compagni di gioco e di tutti quelli che mi erano stati amici.
 
Lei era morta quattro mesi prima e solo una settimana prima era morta anche l’anziana madre e allora tutti i frammenti dispersi si sono improvvisamente riuniti e questo mi ha dato dolore quando mi sono recato al luogo dove il suo corpo giaceva,ma non la sua anima e sentivo una grande forza salire in me,con quella forza avrei potuto andare dalle sue sorelle piu’ giovani, che in quel momento stavano soffrendo,non avevo nessuna idea nessun progetto, quindi ero nella migliore condizione, ma non e’ successo.
 
Il giorno dopo ero con mio padre e una donna che stava lavorando al suo orto,mio padre e la donna si salutarono ,ma io non sapevo chi era,allora glielo chiesi e lei rispose ,subito ebbi davanti non piu’ lei, ma la sua immagine di bambina ,quella che era l’ultima stata immagine di lei l’ultima volta che l’avevo vista.
Anche lei aveva qualcosa per me.
Mi racconto che tempo prima ,uno dei mie compagni di gioco ,quando insieme eravamo ragazzi
e suo caro cugino aveva avuto un tragico destino.
Si era ucciso per amore dopo avere ucciso il suo amore.
 
 
postato da: glencoe alle ore 17:53 | link | commenti (7)
categorie: vita e morte

g_africa_uomofoto dal web

VIVERE UNA SOLA VITA
in una sola città,
in un solo paese,
in un solo universo,
vivere in unsolo mondo
è prigione.
Conoscere una sola lingua,
un solo lavoro,
un solo costume,
una sola civiltà,
conoscere una sola logica
è prigione.

Ndjock Ngana - poeta camerunense

postato da: filippo12 alle ore 10:05 | link | commenti (9)
categorie:
lunedì, 21 luglio 2008

Palcoscenico





Superstite e custode
di castelli di sabbia e pietra
stendi, maschere di cera biancastra
su amarezze e sogni.
Sguardo,
negato a un orizzonte
che già vede,
il chiudersi di palpebre,
su bulbi ormai orfani di pianto,
e dita,
smarrite tra chiome incanutite e rade.
Timoroso,
maneggi fili d' ore che avanzano,
risuonano,
scandiscono lenti rintocchi di campane,
tra equilibrismi e risate
di pagliacci e acrobati.

postato da: ventidiguerra alle ore 23:27 | link | commenti (14)
categorie: poesia, riflessioni, teatro
sabato, 19 luglio 2008

Rosso Foto

di Rosso Venexiano

  Presenta la mostra on line di

Mary de Cristofaro

"Funny Flowers"

 

postato da: Anake alle ore 20:39 | link | commenti (6)
categorie: poesia, fotografia, mostre, mostra fotografica

Brevi Discorsetti Inutili

Discorsetto n. 2
ho il mondo sotto il culo
 
I giornalisti descrivono un mondo infernale che non c’è.
La colpa quando poi le cose peggiorano è anche loro, che hanno spinto le persone a credere che le cose peggiori siano la norma, mentre invece sono quasi sempre l’eccezione.
Arrivano come sciacalli quando il corpo della vittima è ancora caldo: sono i giornalisti.
Una volta pensavo che i giornali fossero pieni di scemenze perché quello era il livello dei lettori; ora penso che i giornali sono pieni di scemenze perché quello è il livello di chi li fa!
Con la scusa che i lettori sono stupidi, legittimano la loro stessa stupidità.
Su tre notizie una è inventata, l’altra inesatta e la terza inutile; per questo il giornalismo è l’unica professione in cui anche i mediocri hanno serie possibilità di far carriera.
Quando c’è un attentato, i giornalisti gongolano.
Quando crolla un palazzo, i giornalisti gongolano.
Quando c’è un cataclisma, i giornalisti gongolano.
Quando c’è una tragedia, i giornalisti gongolano.
Non fatevi ingannare dalle facce corrucciate che mostrano nelle loro edizione straordinarie e dalle dirette “dal luogo della sciagura”, non date retta alle belle parole con cui riempiono le colonne dei loro giornali che, grazie alla tragedia, andranno esauriti: se le telecamere e i microfoni potessero mostrare il loro reale stato d’animo li vedremo correre eccitati ed euforici come bambini battendo le mani come per dire: “Che bello! Che bello! E’ arrivato lo Tsunami, ci sono stati trecentomila morti e noi abbiamo le immagini in esclusiva!!”
I momenti che i giornalisti in pensione ricordano e rimpiangono con piacere coincidono sempre con i momenti in cui a qualche povero diavolo è successo qualcosa di terribile.
In quei momenti i giornalisti si sentono gli umani più importanti della razza umana, più del Papa, più del capo di stato, più di chiunque altro.
Sospetto che pensino persino di essere utili alla società…………….
Alex
postato da: ale20025 alle ore 14:11 | link | commenti (14)
categorie: pensieri sparsi, #ale20025

Che cos'è la vita?
E' il chiarore di una lucciola
nella notte,
è il respiro di un bisonte
in un'alba invernale,
è la piccola ombra che corre sull'erba
e si perde nel tramonto.


Piede di Corvo ,
Issapóómahksika o Isapo-Muxika, guerriero e capo dei Siksika o Piedineri (1830 - 1890)

postato da: solaria alle ore 11:33 | link | commenti (8)
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venerdì, 18 luglio 2008

Giorni appuntati

Le piaghe respirano 
i cerotti sui calcagni,
soldati di un tempo scandito
dal plantare incarnito,
 
dall'airone alle orbite vuote,

giorni appuntati a questa vita smontata
da venti secchi e mari rugosi.

Acqua di distanza, voglio bere,
godere le labbra di un fantsma:
riparo, stagno di saliva trattenuta.

E' più del colmo che mai ho avuto.

postato da: Butterfly56 alle ore 16:47 | link | commenti (3)
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"Undici" di Savina Dolores MASSA. Recensione di Antonio Fiori

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     Undici storie per narrare un’unica storia, undici giovani vite africane nella deriva oceanica, unite da un comune e tragico destino. Savina Dolores Massa, oristanese, finalista con quest’opera al Premio Calvino 2006, si propone con una scrittura intensa, polifonica, decisamente originale per lessico ed espressività.

postato da: 1Nuscis alle ore 16:27 | link | commenti (8)
categorie: recensioni, letteratura

Scrittori per bambini e per ragazzi contro la schedatura dei minori Rom attraverso le impronte digitali

Appello promosso da Vanna Cercenà



postato da: solaria alle ore 14:48 | link | commenti (4)
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Bianco crudo

 

 Un anno, il 2007, che rimane inciso nei versi di ogni poesia di questa nuova raccolta e che segna con solchi profondi la scrittura dell’autrice, quasi una sopravissuta al naufragio della nave delle sue certezze. Ma è anche vero che la certezza e la sicurezza sono mute ed immobili, non si muovono e se lo fanno è per morire e per lasciare spazio al cambiamento e allo scrosciare della pioggia, a un turbinio di sentimenti e di lacrime, là dove alla piena consapevolezza di ciò che è vivo si sostituisce l’incertezza e il vuoto inevitabile della morte... (Ulrich Sandner)

La mia ultima raccolta di componimenti.

Grazie per l'eventuale attenzione.

postato da: Butterfly56 alle ore 08:52 | link | commenti (3)
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giovedì, 17 luglio 2008

Colori,disegni e parole:PURPLE PRESS

Bitch

Dario Morgante, sceneggiatore e giornalista, già fondatore delle riviste Kerosene e L’Ostile, ha da poco inaugurato la sua nuova casa editrice PURPLE PRESS, e racconta questa nuova sfida ai lettori di Komix.it.
Ipo ho letto questa intervista sul blog del MITICO Cristiano Armati, e da subito mi sono informata su questa giovane ondata di creatività e colore.Come non condividerla con voi.

Come sono nate la tua passione per l’editoria e in particolare l’idea per questo progetto?
Be’, oddio, vorrei precisare che l’editoria prima che una passione è una professione, e conseguentemente il progetto Purple Press è un’impresa che dà lavoro a diverse persone, un’impresa strettamente commerciale. È stata un’idea che sia io che il mio socio, Armati, coltivavamo da tempo… poi io ho le mie passioni, che principalmente hanno a che vedere con le riviste e l’edicola, settori che la Purple Press in effetti non copre (almeno al momento).
Sono nell’editoria da quando avevo diciotto anni, ho fondato e diretto la rivista L’Ostile, che è stata in edicola a cavallo tra il 2005 e il 2006: un’esperienza breve e faticosa, ma senz’altro entusiasmante. Sono stato caporedattore del mensile Blue per la Coniglio Editore e ho passato molti anni della mia vita a curiosare tra le ultime uscite in tutte le edicole che riuscivo a trovare… purtroppo tra le novità ormai non esce più niente di interessante… è finita l’edicola dei curiosi…

Chi sono i responsabili e i collaboratori di questa nuova casa editrice e da quali esperienze arrivano?
I soci siamo io e Cristiano Armati. Entrambi abbiamo un lungo percorso in editoria, abbiamo lavorato a periodici e quotidiani. Poi ci siamo incontrati lavorando assieme nella redazione della Coniglio Editore. Attualmente io sono amministratore della Purple Press mentre Armati è editor per la casa editrice Newton Compton.
In redazione ci sono Alessandra Sabatini, che è con me dai tempi di Kerosene, una pro-zine di fumetto indipendente uscita fino al 2000 e Daniele Magrelli, che ha compiuto un percorso simile, ma che tra i credits vanta quello di essere stato il coordinatore di redazione del fumetto delle Winx. Inoltre lavorano con noi Margherita Bianchini, che proviene da esperienze con Coconino Press e Minimum Fax e Sabrina Ramacci, che è stata caporedattore del magazine Next Exit. Tra gli altri collaboratori citerei Luisa Montalto, art director, Eleonora Susanna, ufficio stampa e Giovanna Furio, ai diritti internazionali.

Voi fornite servizi alle case editrici. Qual è la vostra offerta a riguardo?
In qualità di service realizziamo prodotti «chiavi in mano» per altri editori, dall’ideazione alla realizzazione, passando da traduzioni grafica e redazione. Lavoriamo anche in modalità agenzia proponendo autori, sia dei testi che di illustrazioni e copertine.

Qual è la linea editoriale?
Abbiamo in programma per quest’anno sette titoli a fumetti, e dieci il prossimo anno. A partire dal 2010 inizieremo anche con la narrativa e la saggistica. I nostri fumetti sono tutti selezionati tra titoli che possono essere considerati cult come Miguel Angel Martin, Howard Chaykin, Matt Groening o Jamie Hewlett. Un titolo cult è un titolo che continuerà a vendere nel tempo, perché ha un motivo di interesse «superiore» anche se riservato a una nicchia… per esempio Black Kiss, anche se è «solo» un fumetto erotico-noir, è considerato uno dei prodotti che alla fine degli anni Ottanta hanno innovato il mondo del fumetto americano… insomma ci sarà sempre qualcuno che dirà «fico, fammi dare un’occhiata».
Abbiamo una linea radicale, cult, una nicchia agguerrita… seguiamo quest’onda, vediamo dove ci porterà.

Come avete scelto i titoli per i libri di vostra pubblicazione?

Grazie al nostro fiuto e a un lavoro di cinque anni, il mio, come editor dei fumetti per la Coniglio Editore.

Realizzate anche le cover di diverse opere edite dalla Newton Compton Editori. Com’è nata questa collaborazione?
Come ho detto prima Cristiano Armati è uno degli editor della Newton Compton, in ogni modo era anche una collaborazione che era nell’aria, la Newton Compton da qualche anno sta attuando un profondo rinnovamento grazie a Raffaello Avanzini, con il quale ci accomuna l’età anagrafica e la voglia di sperimentare cose innovative rispetto al mercato editoriale italiano.

Quali sono i progetti per il futuro?
Una galleria d’arte. Una cosa super segreta per la quale ora posso solo lanciare quest’amo.

Sito PURPLE PRESS
Blog CRISTIANO ARMATI

Che aspettate:fate subito un giro nella fumetteria vicino a casa.  Vi consiglio Bitch di Miguel Angel Martin.

postato da: LibriMetro alle ore 15:59 | link | commenti (6)
categorie: fumetti
martedì, 15 luglio 2008

Pequot



Non imbruniva ancora; lunghe ombre seguivano danzando  i nostri passi. La nostra meta, un villaggio Pequot, però, non era lontana, e il nostro viaggio prossimo alla conclusione. Avevo l’incarico di acquistare dai nativi delle pellicce di castoro che avremmo trasportato per mare in Europa. Ero stato scelto a causa della mia conoscenza delle lingue, di cui ho già avuto modo di parlarvi e, siccome scarseggiava chi sapesse destreggiarsi nei dialetti algonchini, fui costretto a essere presente in un genere di affari che non amavo particolarmente. Ci immergemmo nelle foreste di quello che sarebbe diventato lo stato del Connecticut, e arrivammo all’appuntamento con i ragazzi che dovevano consegnarci le pelli.
Vidi qualcosa brillare alla luce degli ultimi raggi del sole, che riconobbi per essere la canna di un fucile e, mentre il suono dello sparo giungeva alle nostre orecchie, presi una gavetta di metallo e con un balzo felino raccolsi il proiettile al volo prima che potesse colpire in petto uno dei Pequot. Il ragazzo, che si rivelò successivamente essere il giovane Sassacus, futuro, sachem, capo, mi  strappò la gavetta di mano e, constatatone il contenuto, mi dichiarò eterna gratitudine. Pretese, e non ci fu verso di dissuaderlo, di averci ospiti al villaggio per la notte. Li seguimmo di buon grado, anche perché il viaggio era stato estenuante e vedevo i miei uomini stanchi. Giunti al villaggio, fummo avvolti dai colori vivaci dei wigwam e degli abiti dei nativi; sui fuochi accesi, si giravano pesci; i bambini si rincorrevano urlando, mentre i maschi adulti ci circondarono interrogando, prima con gli occhi e poi in un concitato parlottio, Sassacus e i suoi compagni. La serata proseguì festosa e posso confermare  che la generosa ospitalità dei Pequot non era inferiore al loro spirito guerriero e al loro coraggio.  Ci coricammo satolli e contenti. Poco più tardi, mentre gli occhi non riuscivano più a restare aperti, sentii qualcuno entrare nella tenda. Il caldo corpo di una ragazza si strinse a me. La notte fu dolcissima e, mentre i coyote ululavano, io avevo gli occhi chiusi.
Le prime luci dell’aurora mi svegliarono da solo. Uscendo dalla tenda, mentre la vita ferveva già all’interno del villaggio, esplorai con gli occhi le donne, ma non seppi riconoscere quella che aveva reso indimenticabile quella notte. Sassacus mi venne incontro e  mi confidò che doveva correre ad avvisare gli altri capi per decidere una strategia comune, per porre un freno agli attacchi sempre più frequenti portati loro da inglesi e olandesi. Con un largo gesto del palmo della mano verso il petto, mi offrii di aiutarlo nel viaggio. Lo feci accomodare sulla jeep, misi in moto e partimmo. Ora, a qualche bello spirito che starà friggendo sulla sedia, osservando che nel diciassettesimo secoli le automobili ancora non c’erano e, a maggior ragione, i fuoristrada, neanche mi perito di rispondere: non potevo certo fare una scarpinata di varie decine di chilometri soltanto per soddisfare le sue fisime filologiche. Il nostro viaggio proseguì fra le verdi foreste fino a completare il giro dei villaggi alleati. Quando tornammo al nostro, fummo ancora festeggiati rimanendo a pranzo quando gustammo dell’ottimo stufato di mais. Terminammo, quindi, le operazioni per l’acquisto delle pellicce. I ragazzi ci caricarono di wampum,  e ci congedammo con abbracci fraterni.

Uno dei miei rimpianti più grandi, quando seppi che le tribù Pequot furono quasi distrutte nell’omonima guerra, fu di essere riuscito a conservare pochissimo della loro memoria: la loro gente ridotta a meno di cento persone all’inizio del secolo scorso, e la loro lingua quasi scomparsa seppellita dalla polvere del tempo; non mi resta altro che questo ricordo.
postato da: Capitanfeendoos alle ore 22:45 | link | commenti (4)
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Premio letterario Parco Majella

La S.V. è invitata

alla cerimonia di assegnazione dei premi ai vincitori dell’undicesima edizione del Premio “Parco Majellache avrà luogo

sabato 19 luglio 2008 ore 20,00

in Abbateggio (Pescara)

 

Presidente Premio
Antonio Di Marco

Direzione Artistica
Daniela D’Alimonte, Enza Di Marco
Marco Presutti

Presidente Giuria 2008
Alda D’Eusanio

Componenti Giuria 2008
Nicoletta Di Gregorio - Roberta Di Renzo
Patricia Fogaraccio - Rossella Petrilli
Dario Catalano - Dante Caserta
Leonardo Nodari - Antonio Ricci
Sandro Santilli

 

SEGUE IL PROGRAMMA PER ESTESO

IO CI SARÒ!

postato da: mmazzi alle ore 08:47 | link | commenti (3)
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