Libri&dintorni

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Utente: frontespizio
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Contatore

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venerdì, 31 ottobre 2008

FACCIAMOLO USCIRE
Non facciamo morire un quotidiano


Fra le tante genialate di questo governo, c'è anche quella di tagliare i fondi statali alle Cooperative Editrici. Come a dire: se sei un giornale, o hai un padrone che ci mette i soldi (e ti dice cosa scrivere) oppure, se sei libero e indipendente, ti arrangi.
In italia i giornali senza editore-padrone, basati su cooperative di giornalisti e lettori, si contano sulle dita di mezza mano. Fra questi c'è IL MANIFESTO che, entro la fine del 2008, dovrà trovare 4 milioni di euro per sopravvivere.
La situzione sulla libertà d'informazione in italia è drammatica: c'è un monopolio che, de facto, controlla tutto: tv e grandi giornali sono il megafono di un'unica voce, di un unico punto di vista. Le uniche possibilità di leggere o vedere qualcosa fuori dal coro si possono trovare su internet o sul satellite. Ma chi sa navigare in rete e guarda le tv satellitari è ancora una minoranza.
L'importanza, quindi, di avere un giornale in edicola che faccia opposizione, che stimoli la coscienza critica di una nazione, è fondamentale. Un argine contro una deriva preoccupante. Altrimenti ci meritiamo licio gelli che pontifica in tv e il tg2 che fa passare gli squadristi di Piazza Navona come vittime.

Ecco come potete partecipare alla campagna di sottoscrizione a favore de IL MANIFESTO

-On line, versamenti con carta di credito sul sito ed è il metodo più veloce ed efficace.

-telefonicamente, sempre con carta di credito, al numero 06-68719888, o via fax al numero 06-68719689. Dal lunedì al sabato, dalle ore 10,30 alle 18,30. Dove potete telefonare anche per segnalare, suggerire e organizzare iniziative di sostegno.

-Con bonifico bancario presso la Banca popolare etica – Agenzia di Roma – intestato a il manifesto – IBAN IT40K0501803200000000535353.

-Con Conto corrente postale numero 708016, intestato a il manifesto Coop. Ed. Arl. - via Bargoni 8 – 00153 Roma.

postato da: solaria alle ore 23:37 | link | commenti (9)
categorie:

La pioggia forma delle pozzanghere nere

Piccola scuola di scrittura creativa dieci incontri di due ore ciascuno.
 
Quarto incontro.
Esercizio per casa.
Un piccolo testo in cui siano contenute le parole:
Dopo tre anni si rincontrarono lui ricordo’….
Quando furono di fronte: “ Salve disse….”
 
Dopo tre anni l'aveva riincontrata,
quando furono di fronte,lui avrebbe voluto dire:
"la pioggia forma delle pozzanghere nere....."
e poi sentire il suo corpo abbandonarsi  per terra
e cosi'sarebbe diventato la terra.
 
Tutto esisteva da quando
era iniziata la sua vita,
quello che era durato un attimo
aveva occupato tutto il tempo…..
tutto quello che aveva vissuto
si riduceva ad non più’ di un’ora.
 
Questo era il pensiero
che si vedeva nei suoi occhi,
mentre tra le vie
camminava verso l’auto,
che lo avrebbe riportato
al posto anonimo
dove da venti anni
viveva.
Che cosa era successo prima?
dopo tre anni si erano riincontrati
lui ricordo’ che quando furono di fronte: disse "salve….........."
 
postato da: glencoe alle ore 18:05 | link | commenti (3)
categorie: scuola di scrittura

Fino ai disordini esiliati

 
 
Cercala la femmina che partorì tua madre.
Il taglio del profilo sperperato
Deserto siderale.
Il giglio impuro che inaugurò l’impulso
Spezzandosi il respiro come pane
Per farsi comunione e graffio leso.
Cercala invadente la croce senza sangue
Originaria di carni accese all’osso
Fino a sbriciolarti le credenze
Di giorni e chiodi e niente.
 
Cerca la femmina che non piantò la sabbia.
Che rinnegò le selci da assemblare.
Che lucida seguì le nebbie
E a farle cieche proseguì misura.
Confina la riva del passato
E addenta il mare del presente.
La sete che generò dal sale ogni languore
Caldo lodato spento
Fino alle pianure rase al nome.
 
Cerca la femmina che impallidì bagnata.
Recidi l’espressione congeniale ai fiori
Che nettare si muore
Vivendosi le labbra in sospensione.
Ribalta i rovi stesi fra le gambe
E al bando tutte le indecenze  in serpe al cuore.
Come se la notte si perdonasse al sole - illuminata
E tutte le visioni venissero da lì
Scomunicando il buio
Fino ai disordini esiliati
 
Trovala affamata la femmina che incarni
Contando sopra il tavolo più tarli
E bocche in fila come dighe da arginare. 
Cerca la femmina che al seno nacque madre
Scordandosi le braccia nel cullare.
Cercala incessante
 Oltre i capelli bianchi inceneriti
Perle ai confini da azzerare.  
Mirala paziente foglia in conclusione
E ascoltala finita di parole
Prima d’affidarla al buio e consumarla.
 
 
Cerca la femmina che impoverì il costato.
Lo sguardo perso altrove in sogno al fieno sotto il fianco.
 Cerca quel vagito che sprigionò la luce
E impose in verticale la presenza
Parlandoti dei lutti da accettare.
Rovista le sfortune in coro e i ponti senza meta
Fino a ritornare a Dio
Per darti scelta
postato da: minet alle ore 16:44 | link | commenti (5)
categorie: poesia, #minet poesie
mercoledì, 29 ottobre 2008

Puntini sulle i

  • Primo puntino
è previsto l'inserimento della maestra unica perché il ragazzo dai 6 ai 10 anni ha bisogno di una figura di riferimento univoca.
Ora io mi chiedo: qual è il compito della scuola?
Sarò tonta ma mi vien da dire che è quello di istruire, quindi che mi si porti un testo pedagogico che dica che il ragazzo per imparare meglio ha bisogno di una maestra unica
  • Secondo puntino
il problema di avere una maestra unica non è quello di avere una riduzione dell'orario, ma è quello di non avere più la compresenza che garantiva la possibilità di lavorare per gruppi e su aree specifiche, era un modo per aiutare nel recupero di alunni che per un motivo o un altro erano rimasti indietro, era un modo per sfruttare al meglio le ore di informatica che rende se fatta a gruppetti più piccoli, ecc...
Inoltre la compresenza garantiva la possibilità di percorsi di studio particolari e la buona gestione dei laboatori.
  • Terzo puntino
si dice che è necessario fare dei tagli nella scuola però troviamo i soldi per Alitalia e per le banche, si dice che spendiamo troppo per la scuola però la percentuale dei soldi della spesa pubblica destinati alla scuola in Italia è più bassa di quella della Corea o del Messico

Ho detto tutto per ora e scusatemi se non è letterario, ma dove manca l'istruzione la letteratura langue, così come la cultura.
postato da: Shoruel alle ore 19:48 | link | commenti (6)
categorie: #shoruel pensieri
martedì, 28 ottobre 2008

Sabato, 1 novembre la cerimonia conclusiva del Premio letterario nazionale Città di Arona

Premio letterario nazionale Città di Arona

 

Ci siamo, sabato prossimo avrà luogo una premiazione che mi vedrà tra i vincitori. Quest’anno è la seconda volta che ho il piacere e l’onore di veder premiato un mio articolo di giornale: ciò che mi rende decisamente felice, di una felicità che non può che essere condivisa anche in rete, tra amici, conoscenti e passanti occasionali.

 

 

Data:               sabato 1 novembre 2008

Ora:                 17.00 - 23.00

Luogo:             Hotel Concorde

Indirizzo:          Via Verbano 1

Città/Paese:     Arona, Italy

 

 

Cliccando sul seguente link si potrà leggere la lettera ai vincitori, sulla quale si trovano tutti i dettagli della serata: ospiti compresi.

http://www.box.net/shared/0decx3e0t4

NB: io ci sarò... per forza e per gioia! :-)

Questo è l'articolo premiato: http://photo-mama.splinder.com/post/14581095/Il+fenomeno+Pro+Ana+e+Pro+Mia

postato da: mmazzi alle ore 19:34 | link | commenti (3)
categorie: concorsi letterari

Bosendorfer
L'accordatore


Le stradine di Chambord si cullavano della presenza del castello e la vita quotidiana scorreva, come la Loira, senza grandi cambiamenti.

La bottega di Pierre Arras era semplice e i solisti importanti che vi sostavano conoscevano la sua arte e la sua discreta complicità.

Silenzioso, schivo, essenziale, persino con i suoi operai, usava gesti e sguardi per correggere i loro errori.

Il suo maestro Doisneau si stava lentamente spegnendo e la casa in campagna lo sollevava da qualsiasi imbarazzo.

postato da: frontespizio alle ore 19:32 | link | commenti (14)
categorie: #michele racconti
lunedì, 27 ottobre 2008

(Passaggi)

ombra

 

Privatissime storie si risolvevano in rancori

accidiose  provavano a rivivere

cicche mai spente di giorni polverosi

 

“dio ti benedica “ esclamò il vecchio

coetaneo seduto con la radio da barbone

perfettamente al mio fianco, ateo incallito

 

uscirà nuda una mattina a fendere

la folla alla fermata di una qualunque metropolitana

ignorata da tutti, apoteosi

 

troppo chiaro il cielo e insostenibile la gioia

avvinghiò le parole per sputarle

senza avviso  si sfilacciarono grumose

 

“mama, mama” guizzo nerissimo

di  muscoli al sorriso offriva

nuova musica, io onorata

 

un austero dolore nella giacca

di un mattino uguale a tutti gli altri

gli feriva gli occhi, tappandogli la bocca

 

matassa di capelli consumando

i marciapiedi parlava al cielo

sottovoce, concitata

 

 

misi un punto alla vita

e andai a capo.

Photo credit: Lucio Vasta, in arte Cervellatore

 

postato da: viomarelli alle ore 13:13 | link | commenti (13)
categorie: #viola amarelli poesie
domenica, 26 ottobre 2008

Io uno di voi

Discorso di Piero Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950
postato da: glencoe alle ore 05:50 | link | commenti (3)
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sabato, 25 ottobre 2008

mariella soldo: omaggio

soldo

ciclico_lunare/femminile

Mariella Soldo, Donnartista barese, mediterranea, giovanissima studiosa di letteratura e dintorni, mi colpì, inizialmente, per il suo modo incisivo di autopresentarsi:

 

La poesia è sporca di tutto ciò che non si può dire/La poésie est sale de tout ce qu'on ne peut pas dire”....

.. ..

  Personalità forte e incisiva, accompagnata da fragilità dovute a incessante ricerca sulle idee e sulle espressività, ha scritto un delizioso quanto apparente libricino per dimensioni fisiche, grande per spessore e impegno, “Dipingere sull’acqua”, che ho letto di un fiato lasciandomi una voglia incontenibile di farne oggetto di mia metamorfosi colorata: invitata a partecipare alla iniziativa Ex Libris, aperta a tutte le Autrici e Autori provenienti da ogni dove, Lei, con entusiasmo, ha aderito prontamente. ....

  Il testo si avvale di una importante prefazione della Prof.ssa  Marie Thérèse Jacquet, Sua docente presso l’ateneo barese, tesa a ben introdurre l’universo creativo di questa Sua allieva di livello alto e, peraltro, scritta felicemente e con passione.....

  Passione che permea l’Essere Donna di Mariella Soldo oltre il proprio porsi quale Poeta superbamente pregna di sensorio sentire il proprio “io” espressivo, radicalmente proteso ad amare il verso, i versi.....

  Pubblico, su Sua concessione, la Poesia:

.. ..

 La rosa del sentimento....

.. ..

Su una rosa bianca,....

scolpita dalla rugiada,....

un sentimento d’affetto traspare,....

così caldo, così inebriante.....

Su una rosa bianca,....

scolpita dal pensiero mattutino,....

una scultura originale, che ....

danza su un luminoso lago....

di amorevole melodia.....

Su una rosa bianca,....

scolpita dai nobili pensieri....

di un genio, riflesso, nel suo....

pallore, il particolare di un ....

quadro raro,....

sfumato…sorridente…....

offuscato…....

Su una rosa bianca,....

avvolta da tenere foglie di....

puri sentimenti,....

scolpita una goccia di miele,....

che crea il vortice dell’affetto....

eterno, travolgendo qualsiasi....

forma e colore, qualsiasi profumo,....

portando con sé qualsiasi odore.....

  Dal Suo porsi intelligente quale essere fluido, dolore liquido ho avvertito contiguità immanente tra il Suo ideale Poetico_Femminile con il mio Utero_Creativo e, come dicevo, ho delineato sotto Sua influenza il mio ciclico_lunare/femminile, che qui presento, grato alla bellissima Mariella per i doni intellettivi che sa porgere con cuore celato dal suo seno stupendo.....

.. ..

 roberto matarazzo....

.. ..

link:....

 

postato da: erremme alle ore 19:38 | link | commenti (6)
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MARIELLA SOLDO: OMAGGIO

soldo

CICLICO_LUNARE/FEMMINILE

 

 

postato da: erremme alle ore 19:22 | link | commenti
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venerdì, 24 ottobre 2008

Sulle tracce dell'ippogrifo



Seduto nel fitto della foresta, aspettavo pazientemente il cessare del frastuono infernale che i due combattenti facevano al di sopra della mia testa. Sembrava improvvisamente giunta  sera, mentre invece era appena passato mezzogiorno: la vegetazione, così fitta da non lasciar passare  che qualche raro raggio di sole, a cui si era aggiunta l'ombra dei due ippogrifi, aveva fatto calare una notte apparente sotto gli alberi. La mia pausa forzata era dovuta alla lotta fra le due femmine di ippogrifo, che probabilmente si contendevano un maschio,  lotta che era giunta a interrompere un inseguimento che durava da ore. Ero sulle tracce di un grosso esemplare, in attesa del momento propizio per colpirlo con la spada o con una freccia, magari anche con un pugno ben assestato, quando l'arrivo del secondo aveva scombinato i miei piani: affrontarne due era troppo anche per Elemiro Feendoos. Mi misi al riparo nel bosco, e attesi che l'animale più forte facesse il lavoro al posto mio. Certo, sarebbe stata una spedizione dal valore dimezzato, visto che la carne martoriata della vittima non avrebbe permesso di ottenere i Cordon bleu del Capitano della qualità prevista, però la grandezza è di chi sa quando è il momento di attaccare ma anche di saper aspettare tempi migliori. Mentre avevo la mente occupata da pensieri che in questo momento non ricordo, vidi appressarsi  un cavaliere dentro un'armatura lucente. Scattai in piedi, pronto al peggio. Una voce, proveniente dall'elmo, così mi apostrofò:
postato da: Capitanfeendoos alle ore 21:19 | link | commenti (4)
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Venere e Roma

Sarà per nostalgia. Sarà per la malinconia dei ricordi: aule, libri, ricerche, amici, maestri scivolati nel limbo delle emozioni rarefatte. Sarà quel che sarà.
Ma oggi vorrei essere ancora lì.
Tra il Palatino, il Quirinale e il Celio a guardare il tempio di Venere e Roma. A guardare quel che resta del tempio di Adriano (ben poco, in realtà).
Mi piaceva immaginare Adriano, imperatore e architetto, mentre disegnava una grande massa greca in uno spazio romano: la foresta di colonne e le celle simmetricamente contrarie l'una all'altra.
E nelle celle le due dee: Venere e Roma.
Oriente e Occidente sotto lo stesso tetto.
A raccontarci che l'armonia non è indolore, ma conflitto nella storia e nella vita.

Un saluto a tutti @Mariantonietta

postato da: traparentesi alle ore 20:16 | link | commenti (6)
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giovedì, 23 ottobre 2008

POESIA dell'uomo dei boschi "DEL TEMPO" di Marina Minet

Musicata da Raul Lovisoni, recitata dall'uomo dei boschi.
Del Tempo

Consiglio vivamente le opere di questo straordinario artista.
http://www.youtube.com/user/AURmagazine
postato da: minet alle ore 09:25 | link | commenti (6)
categorie: poesia, arte, @segnalazioni, #minet poesie
mercoledì, 22 ottobre 2008

Funeral Train - Robert Kennedy

il pomeriggio di sabato 8 giugno 1968, il corpo di Robert  Kennedy, come 103 anni prima quello di Lincoln , è stato trasportato con treno "funebre" da New York a Washington.

per Lincoln si dice fossero state molte migliaia le presenze, per RFK, furono  milioni di persone  a fare da corteo,  disseminati lungo i binari,  alla bara,  che non poteva essere vista dagli "astanti", ma molti avevano la mano  alzata come era solito fare il Presidente Kennedy

in piedi vi erano casalinghe piangenti, vigli del fuoco, contadini, ragazzini che giocavano nei campi, intere famiglie ferme sull'attenti, alcuni con vistosi occhiali scuri, altri con le lacrime agli occhi, come fosse passata la bara di un loro familiare

migliaia e  migliaia la gente di colore  in attesa tranquillamente senza preoccuparsi del caldo, forse vivevano vicino   ai binari, o forse perchè sapevano che Robert Kennedy a loro sarebbe mancato

molti  in America hanno creduto  che suo fratello , il presidente John F. Kennedy rappresentasse un Governo diverso,  un potere che era in funzione dei cittadini e non in funzione delle classi privilegiate e potenti ed era morto anche lui assassinato

la morte di Robert Kennedy ha segnato per molti "diseredati" la morte anche di un sogno, di una speranza e si sono riversati sui binari a salutare il loro futuro che se ne andava

PAUL FUSCO, uno dei grandi fotografi dell'Agenzia Magnum,  dal treno funebre scattò una serie di foto che fecero il giro del mondo e ancora oggi sono fonti per mostre.

questo breve filmato girato sempre dal treno funebre racconta le immagini in movimento , che  la macchina fotografica di Paul Fusco aveva fermato!

chicca

 





postato da: chiccama alle ore 20:44 | link | commenti (6)
categorie: robert kennedy, #chicca

copertina-frammenti

A giorni l'uscita del  nuovo libro fotografico di

Elio Scarciglia

con versi di Enrica Rosanna

Per inf. www.elioscarciglia.it  email mare8@libero.it

postato da: eliosca alle ore 09:58 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 21 ottobre 2008


le Market Cafè, Ronald Lewis stampa artistica 30x41Le Market Cafè, Ronald Lewis stampa artistica






Scrittore per caso




Da giorni la pagina del suo nuovo romanzo era bianca. Dal suo appartamento in rue Rivoli, Nimes gli appariva distante e provinciale. Raymond Chartre aveva avuto uno sfolgorante successo con il suo primo romanzo, La cote d'or, e presto ne avrebbero fatto un film importante.

A  Place Gambetta, c'era la sua caffetterie preferita, scelse il solito posto.

postato da: frontespizio alle ore 19:32 | link | commenti (18)
categorie: #michele racconti
lunedì, 20 ottobre 2008

Scrivere la musica

Piccola scuola di scrittura creativa dieci incontri di due ore ciascuno.
 
Terzo incontro.
Esercizio per casa.
Un piccolo intreccio e dei personaggi intorno.
Al centro di tutto ci deve essere un luogo o un paesaggio.
 
Svolgimento 
  
Scrivere ascoltando voci e suoni
opera “musica per aereoporti” di Brian Eno 1978
  
Quattro movimenti.
 
Primo movimento:     Entrata
secondo movimento:  Punto di ristoro con vista sulla sala principale.
Terzo movimento:    Tra la gente
Quarto movimento:   Uscita.
 
  
Primo movimento:
Entrata
 
postato da: glencoe alle ore 19:12 | link | commenti (6)
categorie: scuola di scrittura
domenica, 19 ottobre 2008

Piccoli insignificanti malesseri



E poi dietro. Dietro ci siamo noi.
Noi con i nostri nomi stretti.
Noi con le vocali soffocate
e consonanti che piangono
del parto nel mezzo della notte
quando tutto tace.

-ll giusto dorme. L'irrequieto scrive.-

Ci sono i capelli dietro, e poi gli occhi,
-feritoie assassine -
bocche che tacciono
mentre le dita veloci fuggono dal senno
e tracciano strade e camminamenti.

Ci siamo noi dietro.
Nomi senza facce,
che si allargano, si stringono,
scompaiono e nascono
e poi muoiono senza morire.

Noi veritieri, noi menzogneri,
noi con le nostri notti incerte
e con i sogni che pulsano,
che crescono, che esplodono
sino a straripare in parole.

Fiume in piena in cerca del suo mare,
in questo mondo sordo.

Noi,
uniti in un coro muto in voci che si dicono,
si raccontano
si riversano in piccoli ed insignificanti malesseri
o tacciono tragedie esistenziali
ancora,
ancora.

Dietro ci sono io.
Con le mie minuscole e le terre di mezzo,
con cieli sovrapposti e rondini disorientate.
Ci sono io
che attendo il giorno che ha dimenticato di venire.
postato da: nuccina1 alle ore 13:51 | link | commenti (12)
categorie: #nuccina
venerdì, 17 ottobre 2008

alcune lettere

abitano un disordine scomposto di polveri e mozziconi di matite: residui di nevrosi burocratiche, di conti che non tornano. Macerie di compiaciuti tagli nel bosco.

Alcune lettere abitano il pc.
A volte dicono poco, a volte nulla, a volte molto, a volte tutto.
Hanno sempre, e fortunatamente, qualcosa da dire.

Alcune lettere abitano scatole disabitate di parole masticate velocemente, in salita e in discesa, lungo lo scivolo di entusiasmi distratti.
Stanno. Come giostre sulla superficie del tempo.

Alcune lettere abitano scaffali di scritture indelebili.
E non smettono di parlare.

Alcune lettere abitano il fondo dimenticato dei cassetti.
Si confondono tra le cose rovistate ogni giorno, come gli errori nascosti invano.

Alcune lettere abitano luoghi disertati.
Gli spazi del castigo, del pensiero che non vuole pensare, dell'illusione di non ricordare.
A tempo debito sciolgono i nodi del sorriso sospeso.

Alcune lettere abitano la punta delle dita e delle labbra.
Senza consumarsi. Mai.

Le lettere mai scritte abitano ovunque: il coraggio, la paura, l'inchiostro nero e rosso, i gesti della mano, lo sguardo distolto.

In questo punto di un venerdì di carta ripenso anche alle lettere che ho scritto.

 

Chissà dove abitano.

@Mariantonietta

 

 

postato da: traparentesi alle ore 19:40 | link | commenti (8)
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Sulla scrittura

Gilgamesh-Tavolette

Ogni graffio d’argilla è una giara, d’olio o di grano. O un capo di bestiame.
Il cuneiforme nasce per contare, la scrittura è dall’origine un fissare, un dar conto. E nel fissare c’è l’ordine, l’elenco, il taglio sul mondo: il “così è” artistico, anche quello surreal automatico, anche il post dada ludico. Il “così è” di chi scrive e nello scrivere descrive, deambulando intorno al mondo, mai solo. Esser realmente soli non è dato, se nasci. Nasci su un palcoscenico che altri da un pezzo hanno allestito e se sposti una quinta o una frangia di sipario è già grasso che cola. Hai sempre, dentro/fuori/sopra/sotto, le voci e gli sguardi, che hai ereditato: la lingua della madre, le tavole dei padri, le icone e i satellitari, i sogni che ogni bipede ha sognato. E scrivendo li riproduci, persino quando provi a liberartene, quando progetti o scruti, al fondo solo variazioni infinitesime di rotte. Non che importi molto, tanto gli spettatori nel tempo ogni volta nuovi come gli autori.
Nel trabocco di sguardo, lì la scrittura. Nel silenzio affollato, quando si muovono i neuroni, i linguaggi e le passioni. Il silenzio e l’onestà, le condizioni per scrivere creando, per dare voce allo sguardo, perdersi agli orizzonti.
Dare voce, vita al mondo, e il mondo è sempre tutto ogni cosa per come riesci a viverla, anche nei più privati incubi, anche nelle visioni beate. E come vivi e dici è un soffio di bisogno, un vento caldo o freddo, un dare/dire intorno, per come puoi, al meglio, fortuna e dono limpido.
E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.

riporto, su richiesta di Michele, la risposta a un'intervista curata da Mariapina Ciancio, che ringrazio , qui:http://lucaniart.wordpress.com/, Viola

postato da: viomarelli alle ore 17:30 | link | commenti (7)
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