A giorni l'uscita del nuovo libro fotografico di
Elio Scarciglia
con versi di Enrica Rosanna
Per inf. www.elioscarciglia.it email mare8@libero.it
-On line, versamenti con carta di credito sul sito ed è il metodo più veloce ed efficace.
-telefonicamente, sempre con carta di credito, al numero 06-68719888, o via fax al numero 06-68719689. Dal lunedì al sabato, dalle ore 10,30 alle 18,30. Dove potete telefonare anche per segnalare, suggerire e organizzare iniziative di sostegno.
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Premio letterario nazionale Città di Arona
Ci siamo, sabato prossimo avrà luogo una premiazione che mi vedrà tra i vincitori. Quest’anno è la seconda volta che ho il piacere e l’onore di veder premiato un mio articolo di giornale: ciò che mi rende decisamente felice, di una felicità che non può che essere condivisa anche in rete, tra amici, conoscenti e passanti occasionali.
Data: sabato 1 novembre 2008
Ora: 17.00 - 23.00
Luogo: Hotel Concorde
Indirizzo: Via Verbano 1
Città/Paese: Arona, Italy
Cliccando sul seguente link si potrà leggere la lettera ai vincitori, sulla quale si trovano tutti i dettagli della serata: ospiti compresi.
http://www.box.net/shared/0decx3e0t4
NB: io ci sarò... per forza e per gioia! :-)
Questo è l'articolo premiato: http://photo-mama.splinder.com/post/14581095/Il+fenomeno+Pro+Ana+e+Pro+Mia

L'accordatore
Le stradine di Chambord si cullavano della presenza del castello e la vita quotidiana scorreva, come la Loira, senza grandi cambiamenti.
La bottega di Pierre Arras era semplice e i solisti importanti che vi sostavano conoscevano la sua arte e la sua discreta complicità.
Silenzioso, schivo, essenziale, persino con i suoi operai, usava gesti e sguardi per correggere i loro errori.
Il suo maestro Doisneau si stava lentamente spegnendo e la casa in campagna lo sollevava da qualsiasi imbarazzo.
Privatissime storie si risolvevano in rancori
accidiose provavano a rivivere
cicche mai spente di giorni polverosi
“dio ti benedica “ esclamò il vecchio
coetaneo seduto con la radio da barbone
perfettamente al mio fianco, ateo incallito
uscirà nuda una mattina a fendere
la folla alla fermata di una qualunque metropolitana
ignorata da tutti, apoteosi
troppo chiaro il cielo e insostenibile la gioia
avvinghiò le parole per sputarle
senza avviso si sfilacciarono grumose
“mama, mama” guizzo nerissimo
di muscoli al sorriso offriva
nuova musica, io onorata
un austero dolore nella giacca
di un mattino uguale a tutti gli altri
gli feriva gli occhi, tappandogli la bocca
matassa di capelli consumando
i marciapiedi parlava al cielo
sottovoce, concitata
misi un punto alla vita
e andai a capo.
Photo credit: Lucio Vasta, in arte Cervellatore

Discorso di Piero Calamandrei

ciclico_lunare/femminile
Mariella Soldo, Donnartista barese, mediterranea, giovanissima studiosa di letteratura e dintorni, mi colpì, inizialmente, per il suo modo incisivo di autopresentarsi:
“La poesia è sporca di tutto ciò che non si può dire/La poésie est sale de tout ce qu'on ne peut pas dire”....
.. ..
Personalità forte e incisiva, accompagnata da fragilità dovute a incessante ricerca sulle idee e sulle espressività, ha scritto un delizioso quanto apparente libricino per dimensioni fisiche, grande per spessore e impegno, “Dipingere sull’acqua”, che ho letto di un fiato lasciandomi una voglia incontenibile di farne oggetto di mia metamorfosi colorata: invitata a partecipare alla iniziativa Ex Libris, aperta a tutte le Autrici e Autori provenienti da ogni dove, Lei, con entusiasmo, ha aderito prontamente. ....
Il testo si avvale di una importante prefazione della Prof.ssa Marie Thérèse Jacquet, Sua docente presso l’ateneo barese, tesa a ben introdurre l’universo creativo di questa Sua allieva di livello alto e, peraltro, scritta felicemente e con passione.....
Passione che permea l’Essere Donna di Mariella Soldo oltre il proprio porsi quale Poeta superbamente pregna di sensorio sentire il proprio “io” espressivo, radicalmente proteso ad amare il verso, i versi.....
Pubblico, su Sua concessione, la Poesia:
.. ..
La rosa del sentimento....
.. ..
Su una rosa bianca,....
scolpita dalla rugiada,....
un sentimento d’affetto traspare,....
così caldo, così inebriante.....
Su una rosa bianca,....
scolpita dal pensiero mattutino,....
una scultura originale, che ....
danza su un luminoso lago....
di amorevole melodia.....
Su una rosa bianca,....
scolpita dai nobili pensieri....
di un genio, riflesso, nel suo....
pallore, il particolare di un ....
quadro raro,....
sfumato…sorridente…....
offuscato…....
Su una rosa bianca,....
avvolta da tenere foglie di....
puri sentimenti,....
scolpita una goccia di miele,....
che crea il vortice dell’affetto....
eterno, travolgendo qualsiasi....
forma e colore, qualsiasi profumo,....
portando con sé qualsiasi odore.....
Dal Suo porsi intelligente quale essere fluido, dolore liquido ho avvertito contiguità immanente tra il Suo ideale Poetico_Femminile con il mio Utero_Creativo e, come dicevo, ho delineato sotto Sua influenza il mio ciclico_lunare/femminile, che qui presento, grato alla bellissima Mariella per i doni intellettivi che sa porgere con cuore celato dal suo seno stupendo.....
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roberto matarazzo....
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link:....

CICLICO_LUNARE/FEMMINILE


Sarà per nostalgia. Sarà per la malinconia dei ricordi: aule, libri, ricerche, amici, maestri scivolati nel limbo delle emozioni rarefatte. Sarà quel che sarà.
Ma oggi vorrei essere ancora lì.
Tra il Palatino, il Quirinale e il Celio a guardare il tempio di Venere e Roma. A guardare quel che resta del tempio di Adriano (ben poco, in realtà).
Mi piaceva immaginare Adriano, imperatore e architetto, mentre disegnava una grande massa greca in uno spazio romano: la foresta di colonne e le celle simmetricamente contrarie l'una all'altra.
E nelle celle le due dee: Venere e Roma.
Oriente e Occidente sotto lo stesso tetto.
A raccontarci che l'armonia non è indolore, ma conflitto nella storia e nella vita.
Un saluto a tutti @Mariantonietta
Musicata da Raul Lovisoni, recitata dall'uomo dei boschi.
Del Tempo
il pomeriggio di sabato 8 giugno 1968, il corpo di Robert Kennedy, come 103 anni prima quello di Lincoln , è stato trasportato con treno "funebre" da New York a Washington.
per Lincoln si dice fossero state molte migliaia le presenze, per RFK, furono milioni di persone a fare da corteo, disseminati lungo i binari, alla bara, che non poteva essere vista dagli "astanti", ma molti avevano la mano alzata come era solito fare il Presidente Kennedy
in piedi vi erano casalinghe piangenti, vigli del fuoco, contadini, ragazzini che giocavano nei campi, intere famiglie ferme sull'attenti, alcuni con vistosi occhiali scuri, altri con le lacrime agli occhi, come fosse passata la bara di un loro familiare
migliaia e migliaia la gente di colore in attesa tranquillamente senza preoccuparsi del caldo, forse vivevano vicino ai binari, o forse perchè sapevano che Robert Kennedy a loro sarebbe mancato
molti in America hanno creduto che suo fratello , il presidente John F. Kennedy rappresentasse un Governo diverso, un potere che era in funzione dei cittadini e non in funzione delle classi privilegiate e potenti ed era morto anche lui assassinato
la morte di Robert Kennedy ha segnato per molti "diseredati" la morte anche di un sogno, di una speranza e si sono riversati sui binari a salutare il loro futuro che se ne andava
PAUL FUSCO, uno dei grandi fotografi dell'Agenzia Magnum, dal treno funebre scattò una serie di foto che fecero il giro del mondo e ancora oggi sono fonti per mostre.
questo breve filmato girato sempre dal treno funebre racconta le immagini in movimento , che la macchina fotografica di Paul Fusco aveva fermato!
chicca
A giorni l'uscita del nuovo libro fotografico di
Elio Scarciglia
con versi di Enrica Rosanna
Per inf. www.elioscarciglia.it email mare8@libero.it
Le Market Cafè, Ronald Lewis stampa artistica
abitano un disordine scomposto di polveri e mozziconi di matite: residui di nevrosi burocratiche, di conti che non tornano. Macerie di compiaciuti tagli nel bosco.
Alcune lettere abitano il pc.
A volte dicono poco, a volte nulla, a volte molto, a volte tutto.
Hanno sempre, e fortunatamente, qualcosa da dire.
Alcune lettere abitano scatole disabitate di parole masticate velocemente, in salita e in discesa, lungo lo scivolo di entusiasmi distratti.
Stanno. Come giostre sulla superficie del tempo.
Alcune lettere abitano scaffali di scritture indelebili.
E non smettono di parlare.
Alcune lettere abitano il fondo dimenticato dei cassetti.
Si confondono tra le cose rovistate ogni giorno, come gli errori nascosti invano.
Alcune lettere abitano luoghi disertati.
Gli spazi del castigo, del pensiero che non vuole pensare, dell'illusione di non ricordare.
A tempo debito sciolgono i nodi del sorriso sospeso.
Alcune lettere abitano la punta delle dita e delle labbra.
Senza consumarsi. Mai.
Le lettere mai scritte abitano ovunque: il coraggio, la paura, l'inchiostro nero e rosso, i gesti della mano, lo sguardo distolto.
In questo punto di un venerdì di carta ripenso anche alle lettere che ho scritto.
Chissà dove abitano.
@Mariantonietta

Ogni graffio d’argilla è una giara, d’olio o di grano. O un capo di bestiame.
Il cuneiforme nasce per contare, la scrittura è dall’origine un fissare, un dar conto. E nel fissare c’è l’ordine, l’elenco, il taglio sul mondo: il “così è” artistico, anche quello surreal automatico, anche il post dada ludico. Il “così è” di chi scrive e nello scrivere descrive, deambulando intorno al mondo, mai solo. Esser realmente soli non è dato, se nasci. Nasci su un palcoscenico che altri da un pezzo hanno allestito e se sposti una quinta o una frangia di sipario è già grasso che cola. Hai sempre, dentro/fuori/sopra/sotto, le voci e gli sguardi, che hai ereditato: la lingua della madre, le tavole dei padri, le icone e i satellitari, i sogni che ogni bipede ha sognato. E scrivendo li riproduci, persino quando provi a liberartene, quando progetti o scruti, al fondo solo variazioni infinitesime di rotte. Non che importi molto, tanto gli spettatori nel tempo ogni volta nuovi come gli autori.
Nel trabocco di sguardo, lì la scrittura. Nel silenzio affollato, quando si muovono i neuroni, i linguaggi e le passioni. Il silenzio e l’onestà, le condizioni per scrivere creando, per dare voce allo sguardo, perdersi agli orizzonti.
Dare voce, vita al mondo, e il mondo è sempre tutto ogni cosa per come riesci a viverla, anche nei più privati incubi, anche nelle visioni beate. E come vivi e dici è un soffio di bisogno, un vento caldo o freddo, un dare/dire intorno, per come puoi, al meglio, fortuna e dono limpido.
E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.
riporto, su richiesta di Michele, la risposta a un'intervista curata da Mariapina Ciancio, che ringrazio , qui:http://lucaniart.wordpress.com/, Viola