Libri&dintorni

blog della libreria "Libri&dintorni" | via cannavina, 19-21 campobasso | telefono 0874.438430 | libriedi@libriedintorni.191.it | libero spazio per recensioni, riflessioni, pubblicazione di racconti brevi, segnalazione eventi

Utente: frontespizio
Nome: MICHELE PAPARELLA

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Categorie

#2tonidiblu alias mareblucobalto
#ale20025
#alessandro ghia poesie
#ali69 pensieri
#alivento poesie
#andrea dei sedizi racconti
#angela maddalena racconti
#anna58 racconti
#anna corallo poesie
#antonio cappella poesie
#barbara gozzi racconti
#bianca madeccia poesia e foto
#bianca madeccia poesie e foto
#blacklace
#butterfly poesie
#capitano racconti
#carlotta de melas
#carmen
#caterina sottile
#chicca
#clairedelune
#cominciare
#cosentino nico poesie
#cosentino nico racconti
#diciche riflessioni
#dipcadeave
#domaccia poesie
#domaccia racconti
#edizioni 9muse
#elio scarciglia - il salento
#enrico cerquiglini poesie
#etichette poesie
#fabrizia conti poesie
#fasterboy
#federico francioni racconti
#francesca pellegrino poesie
#gabrielli editori
#giovanni nuscis
#glencoe poesie
#glencoe racconti
#iole novelli poesie
#justine casertano arte
#luciano mastrocola racconti
#luisella pisottu poesie
#mariagiovanna luini riflessioni
#mariantonietta
#mariella tafuto
#marina raccanelli poesie
#mario serra arte
#mary17 poesie
#marzia serra poesie
#michele racconti
#minet poesie
#need
#nuccina
#paolo massari racconti
#parlardi
#raffaela ruju poesie
#raffaella ruju flussi
#raffaella ruju racconti
#rita iacobucci
#roberto matarazzo ex libris
#rossella meditazioni
#satyrica
#shanmei racconti
#shoruel pensieri
#shoruel racconti
#smarrimento
#solaria poesie
#stella recensioni
#the sleepers
#valentina demelas
#viola amarelli
#viola amarelli poesie
# venexiana poesie
@anniversari
@annunci amici della musica cb
@annunci teatro officina - mi
@annunci teatro savoia-cb
@annunci uli - campobasso
@anticipazioni di fahrenheit
@appelli
@appuntamenti libri&dintorni
@cinemattivo
@commemorazioni
@eventi
@segnalazioni
@universitàcattolica2007
aforismi
altroverso
ambiente
andrea tarabbia
architettura
arte
beat generation
bibliofilia
cartolina da
cinema
comunicazione argomento
concorsi letterari
concorso fotografico
cose così
critica letteraria
cultura
cultura del bere e del mangiare
curiosità
danza
del restauro e delle sue morti
e-book
elementi del linguaggio
elio scarciglia mostra video fot
elisa massari
eros by night
esordi letterali
ex libris
filologia classica
filosofia
filosofia e arte
fotografia
fumetti
gazzadipensieri
genere/teatro
genere / bibliografie
genere / classici
genere / giallo noir
genere / interviste
genere / poesia
genere / racconti
genere / romanzo
genere / saggistica
genere / satira
genere / surreale
giorgio fontana
giornata mondiale poesia 2007
il messaggero dellimperatore
il mestiere d scrivere
informazione
i grandi eventi di elio scarcigl
i libri presentati da elio scarc
letteratura
linguaggio
lo scaffale dei ragazzi
lo scaffale del molise
l vera vita delle persone
marco missiroli
mario favini
matematica
medioevo
mostra ex-libris r matarazzo
mostra fotografica
mostra video/fotografica di elio
mostra video fotografica di elio
mostre
musica
novità editoriali
occidente
oggetti del passato
oriente
paesaggi del quotidiano
pavese
pensieri sparsi
personaggi
poesia
poesia dorsale
poesia straniera
poesie
politica
premio letterario
presentazioni
pro/contro moccia
prove di uso della parola
pubblicità
racconti
randa ghazy
rassegna di poesia contemporanea
rassegna stampa libri&dintorni
recensioni
religione
riflessioni
robert kennedy
sarcasmo
scienze
scribellarsi
scrittura
scritture in territoio nemico
scrivere la musica
scuola di scrittura
segnalazioni
seguendo le parole
sociologia
storia
storie di animali
talk-crossing
teatro
tre allegri ragazzi morti
viaggi
videoart
vita e morte
volo magico
weather report
web

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 30 aprile 2009

GO-FUN

Shell_Sand_Sun_II_by_zargmark

 

 

 

 

 

 

 


oltre il balzo del frangiflutti
le conchiglie spiaggiate in massa
qualche raro passante
spezza

fra tappeti scrocchianti e macerie
la fanciulla stupita
con un'unghia di porcellana
sfiora scaglie

tu puoi romperle o carezzarle, questo è niente:
l'assassino già le ha trafitte, succhiate dai fori a cono
conoscono sventramenti e tempeste
lo sfinimento d’inverno, sferza d’acqua crudele

così è più dolce la fine, ora
lungo le inquiete correnti del mare –
un prato mormora a destra
ondeggiano fiori di sole

conchiglie sfatte
in ventagli svaniscono, spirali ellissi
cangianti in collo di tortora
stelle diventano, informi macchie
gioielli o grani di sabbia

folgorato dall'onda non vedo
il bianco go-fun giapponese
ma creature marine rugose
sognanti una pace imperfetta






postato da: aboutyou alle ore 15:53 | link | commenti (3)
categorie: #marina raccanelli poesie
martedì, 28 aprile 2009

lungo il fuggire degli olmi







storie d'artrite le dita erette agli anni,
mercanti che corrono lungo il fuggire degli olmi
nodosi all'innesto della vanità, parassita
di chi vivrà domani in ogni mattino rinunciato.

poveri anni dentro le controspalle del ritorno
con le pupille cieche,l'abito misero
dei troppi ritratti superstiti ad ogni fortuna,
il male oscuro dell'età dell'oro.
postato da: Butterfly56 alle ore 20:50 | link | commenti (4)
categorie:
sabato, 25 aprile 2009

Madre

quanto avrei conservato di te, quanto avrei tenuto te
con la tua lingua balbettante, mugugni quasi, come fossi down
e non camminare , non da sola, per le mani una bambina
coi capelli bianchi pesante senza più parole nè pensieri
(forse confusi, intrecciati come quando si agita una boule
e dentro ci sono nomi lettere cifre misteriose
)
che ha bisogno di una madre (ero io, piccola magra senza forze,
ero io la tua nuova madre, e tu mia figlia, in uno scambio magico

miracoloso inverosimile) che ti raccontasse fiabe prima di dormire
come l’ultima notte, l’ultima prima che in silenzio piano piano
senza far rumore per non svegliarmi, te ne andasti via, madre mia
santa, madre mia.

Blumy

postato da: blumy alle ore 20:40 | link | commenti (6)
categorie:
martedì, 21 aprile 2009

come preghiera di seta

una farfalla vola
lungo un invisibile filo

la sfida solitaria
che si spande al giorno
tra i semafori e
il grigio dell’asfalto

un lampo di colori
e balla

balla sul limitare di un sogno
come preghiera di seta



ne ho fatto un piccolo video, con immagini, foto e disegni miei e con la musica di Debussy "La Fille aux cheveux de lin" dai Preludes, pezzo che mi ricorda mia madre e le sue dita sul pianoforte..







chicca
postato da: chiccama alle ore 11:19 | link | commenti (7)
categorie: #chicca
lunedì, 20 aprile 2009

MA LA SCHIAVITù NON ERA STATA ABOLITA?

sono le cinque di un'anonima mattina. Siamo in quindici e stiamo aspettando da circa trenta minuti l'arrivo del solito camioncino. Fa freddo, battiamo tutti i piedi per terra, per non congelarci, per far scorrere un po' di sangue caldo nei nostri inutili corpi. Sembriamo tanti ballerini di tiptap, ma non ci stiamo divertendo. Sin sono creati alcuni gruppetti,ci siamo divisi in base alle nostre nazionalità. Italiani non c'è ne sono ed io mi sono aggregato ad un gruppo di arabi, mi han accolto volentieri tra loro, forse per il mio aspetto fisico mediorientale. Intorno c'è il nulla, o meglio, ci sono distese di piantagioni di pomodori, erbe officinali, e serre di plastica. Dalle piante si sprigiona un vapore fitto e basso, sembra nebbia che ricopre questa triste realtà. Siamo nei dintorni di aversa, anche se potremmo essere nelle risaie padane, poco cambia, il territorio è anonimo e indefinibile. Dal sentiero di terra battuta, in lontananza, si alza del pulviscolo, segno che il nostro “caporale” sta arrivando a caricarci. Non tutti stamattina avranno il lavoro, solo quelli più abili e più in forze. Io non rischio di certo la disoccupazione.

Il vecchio camioncino fiat si ferma a pochi metri dalla fila, scende solo il capo, mentre l'autista rimane al suo posto col motore acceso pronto a ripartire, il tempo qui è davvero denaro. I pomodori devono essere raccolti in fretta e poi portati ai mercati ortofrutticoli per poi esser venduti ai vari negozianti. Nessuno diventa ricco con questo lavoro, nemmeno il capo. Si tira avanti e questo basta. In questa “cooperativa” veniamo pagati a peso, quindi bisogna lavorare duramente, rompersi il culo e non temporeggiare. Due euro per ogni cassetta piena.

La “pienezza” della cassetta viene sempre decisa dal caporale, qui ognuno pensa a se, fa il suo gioco. Veniamo caricati in undici, gli altri rimangono a terra. Non sembrano tristi, più tardi tenteranno di lavorare come scaricatori al mercato, c'è sempre una seconda occasione per gente come noi.Una volta sul camioncino il capo urla di partire.

 Ora nessuno parla più, sembriamo dei condannati a morte, portati alle nostre gogne. Nel gruppo c'è anche qualche donna, solo ora ci faccio caso. Sono zingare con gonne lunghe e fasce colorate nei capelli. Sono sporche e vecchie, devono però portare soldi ai loro mariti, altrimenti verranno ripudiate dal clan. Intorno c'è silenzio, mi lego un pezzo di stoffa intorno alla bocca, per non inalare la polvere che il camion alza da terra. Gli altri mi guardano straniti, loro ormai non han più speranze, loro hanno i polmoni corrosi da mille di questi fottuti viaggi. Questa è solo la mia seconda volta, devo ancora imparare da loro. La loro pelle è dello stesso colore e consistenza del cuoio, come la carnagione di alcuni miei amici nativi americani. Siamo gli “ indiani napoletani”. Siamo nulla.

Il mezzo si ferma bruscamente, scendono entrambi gli uomini e sempre urlando ci impongono di scendere alla svelta, davanti a noi si estendono ettari ed ettari di piante di pomodori. Le cassette vuote sono già lì che ci aspettano. l'autista ci consegna una cassa a testa e poi urla “ AL LAVORO”.

Lentamente, senza fretta ognuno prende la sua posizione, la sua fila di piante ed inizia. Io mi son portato un pezzo di corda, da legarmi intorno alla vita e con la cima libera avvolgo un manico della cassetta, così che questa mi seguirà passo passo, come un fedele cagnolino che diventerà minuto dopo minuto sempre più pesante. Questo trucco me lo insegnò un vecchio marocchino, lui sapeva tutto della vita.

Lavoro da trenta minuti e ho le gambe che mi tremano e la schiena che scricchiola, forse morirò qui, concimando questa piantagione, e nessuno se ne accorgerà mai. Mi guardo intorno e scorgo gli altri piegati in avanti, intenti a lavorare. Sembriamo quegli uomini di colore che lavoravano nelle piantagioni di cotone qualche secolo fa negli stati sudisti della liberale America.

Ma la schiavitù non era stata abolita?

La prima cassetta è piena, la lascio qui, corro al camion e ne prendo un'altra, l'autista mi vede e mette un segno sul quaderno con la sua penna nera. Solo lavorando senza interruzioni si può sperare di guadagnare qualcosa. Qualche mio compare di sventura ha già abbandonato la sua postazione, il caldo inizia a farsi sentire, ha lasciato la sua cassa semivuota lì, come una boa a segnalare il suo passaggio.

 Dopo due ore di lavoro mi prendo una pausa, cerco una sigaretta nel pacchetto spiegazzato e l'accendo. Ho riempito 5 casse, diciamo metà lavoro, puzzo di sudore, sono sporco di terra, ho la terra infilata sotto le unghie, le dita sono arrossate, le piante di pomodori han delle piccole spine, quasi invisibili, che ti si piantano nella pelle, e non puoi eliminarle, devono esser assorbite dal tuo organismo. A metà sigaretta assisto ad una scena assurda. Le donne,mentre lavorano piegate, allargano le gambe e pisciano. Non possono permettersi di perdere altro tempo per i bisogni fisiologici. Vengono già preparate non indossando le mutande.

Spengo la cicca sulla terra nera,col mio tallone. Guardo avanti a me e non riesco a scorgere nulla di definibile, solo altre fottute piante di pomodori.

 

postato da: cosentinonico alle ore 12:34 | link | commenti (9)
categorie:

sinergia: Marco Saya - Roberto Matarazzo

SAYA_MILANIA

MILANIA per Marco Saya

Quando ho letto il testo dell’Amico Marco Saya, Situazione temporanea della Edizioni format puntoacapo, sono rimasto impressionato da aspetti che, da sempre, mi coinvolgono rispetto al Sentire_Sinestetico delle Arti: Marco resta un Poeta_Musicista che sa trasmettere, dal suo mondo espressivo, sensazioni emozionanti che io ho recepito nel mio immaginario trasformandole in fogli timbrici; e se gli ex libris che ho ideato rispettano, sempre nella autonomia propria dei linguaggi espressivi, il possibile senso del suo scrivere, la imago Milania, Marco Saya”, che qui presento, nasce da un fortissimo impatto che ho ricevuto leggendo il pezzo Milania, contenuto nella sua opera, brano vergato in prosa ma dalla cadenza tra il musicale e il poetico successivamente metamorfosato in colori nebulotici tra il passionale e la maestosità che i celi lombardi possiedono.

  Citando il fraseggio di Marco: …come veramente sia Milania sotto questo confuso tappeto di segni non ci è dato sapere. … s’alza il cielo dove le nuvole si inseguono. Nelle forme che il caso e il vento regalano ad esse, l’uomo gioca a distinguerne i contorni… inseguo le forme scolpite che la Musa del Nebulotico dona a chi ha sensibilità sinestetica atta a recepire i colori poetici musicati da Marco Saya che ringrazio per ogni cosa.

 

erremme

 

postato da: erremme alle ore 10:46 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 14 aprile 2009

Il filo d'erba







Sempre, dopo il dopo, vieni il tardi
con quella lingua di rosso illogico,
 
parole che parlano di se stesse
alfabeto occulto che lascia intendere
l'esilio nell'angolo più oscuro
del cortile interno all'anonima quiete

dove sento il rumore dei dolori,
i passi degli assenti vivificati
dall'astratta voce degli sconosciuti

come il più grato dei sogni inutili.

Un tram sbuca alla curva, mi scivola addosso,
non si ferma, dovrebbe essere l'ora
ma io non ricordo.

Nell'interrato c'è un altro serpente
che scivola multicolore verso la conoscenza:

il filo d'erba è il mio poema.
postato da: Butterfly56 alle ore 11:17 | link | commenti (6)
categorie:
lunedì, 13 aprile 2009

Anch'io sono stata la neve

anch’io sono stata la neve
ho sfiorato gli alberi con piccole mani,
le dita dei pini, gli abeti che fanno inverno e fanno Natale

sentivo che c’era un mistero oltre la sdraio della terrazza
o dentro il silenzio dei monti;
era in me o era mia madre lontana, giovane ancora,

caduta alla prima stazione -
sulla sua schiena la valigia o una croce
io, in bianco e nero, sorridente leggera come la neve

 

Blumy

postato da: blumy alle ore 17:44 | link | commenti (8)
categorie:
sabato, 11 aprile 2009

La croce è legno parallelo


Auguro a Tutti una Pasqua serena.


Pioviggine dai tanti sbiechi su quel primo chiodo
che ti ho infisso anch'io nel cielo verde di fiele.
----------------------
La croce è legno parallelo.

Tu sei Uno, mai o sempre ripetuto
nella lunga galleria di specchi,

il tuo vino semina prepotenti preghiere:

nella cinghia di cuoio ci sono troppi coltelli
con lame che tagliano ancora

il tuo Volto che palpita e vive di me
sullo spavento del cuore.

postato da: Butterfly56 alle ore 14:56 | link | commenti (3)
categorie:

Passa L'acqua del fiume

Quello che viene da dentro viene portato fuori
e questa e’ l’argilla.
L’artista ha davanti a se l’argilla che era dentro di se’.
E ora puo’ lavorarla senza artificio o falsita’.
 
Da un sentire profondo e’ emersa questa argilla.
Adesso tra il sentire e l’agire si puo’ instaurare un dialogo
bidirezionale in cui un elemento parla all’altro.
 
 
 
 
 
Passa l’acqua del fiume
 
 
Solenne parla con la nascosta saggia
ribadendo forte la sua determinazione
e avanza per poi morire.
 
Passa l’acqua del fiume
un rivolo alla volta
e porta con sé
tutti gli animali
sotto e sopra la superficie
porta il colore che prima non c’era.
 
Come una forma creata
tutti gli animali sono in cerchio
sulle rive del fiume
che e’ diventato un lago
che diventerà un mare.
 
Fili di erba marciano senza muoversi
si piegano tutti assieme
ora da una parte
ora da un'altra
sempre tutti assieme.
 
La collina vista da lontano
occupa tutto lo sguardo e
le foglie della sua foresta
si muovono con il vento
come se fosse un essere vivo.
  
Fiori, fiori,solo fiori
di tutte le sembianze
di tutte le fragranze
in branchi o soli
vengono fuori
improvvisamente
dalla terra
e sono subito giovani adulti.
 
La nuvola scura
che nessuno poteva vedere
adesso cresce
e si avvicina
per farsi vedere
per farsi ammirare
promette di fare temere.
  
Il quadro ha le pareti
attesa, fermento
movimento di  mosche fastidiose
bisognerebbe ritrovare
tutto quello che si e’ scordato
per ricordare le nuove  promesse.
 
Ritorna, non poteva non tornare
quella leggera ferita dimenticata
volata via prima che al dolore
fosse arrivata
la nuova stagione
albero secco che aspetti.
 
Pioggia di piccole sabbie arancioni
venute dalla striscia rossa
appena vista all’orizzonte,
mentre si faceva sempre piu’ vicina
ci si e’ subito riparati,
perchè non si sapeva cosa fosse
un pericolo, un padrone ,una ragione
che e’ durata solo un momento
e poi e’ scivolata via.
 
Ci si raccoglie per partire.
 
Nel momento del distacco
nel momento del non vedere più
non triste, non disperato
solo inaspettato
tutto se ne va’
tutto si ritira
tutto ritorna da dove era venuto
tutto smette di muoversi
tutto ritorna ad essere fermo
 
Solenne chiude
quello che aveva aperto
scuro il bosco, bassa le marea
nere le acque
e la saggia coglie gli auspici
di un addio
che promette un ritorno.
 
 
Scritto da glencoe il giorno 11 aprile 2009
Tag:il mestiere di scrivere
postato da: glencoe alle ore 07:52 | link | commenti
categorie: il mestiere d scrivere
venerdì, 10 aprile 2009

Sono un animale da circo

Sono un animale da circo
un animale addomesticato
un animale addestrato
ma poco, veramente poco
chi mi ha generato aveva provato sulla sua pelle
quale distanza vi era tra le poche parole che aveva sentito
e quello che gli era successo
chi mi aveva generato aveva avuto la possibilità di centellinare
per un periodo molto lungo,per tutta una vita
molte delle miserie del mondo
a al figlio aveva parlato poco
fidando sull’essere
e il figlio aveva la sua indole
postato da: glencoe alle ore 08:20 | link | commenti (2)
categorie: storie di animali
mercoledì, 08 aprile 2009

Elio Scarciglia espone presso l'Archivio Storico di Bari

Festival dell’ Arte

 

E’ un Festival in cui la Poesia ispira le altre Arti.

Uno spazio “intimamente pubblico” al piano terra dell’Archivio di Stato, in cui pittori e scultori esordienti si affiancano a nomi affermati e in cui ci si rivolge consapevolmente ed esplicitamente al pubblico con l’intenzione di attivare una partecipazione piena e personale.

Al primo piano eventi poetici letterari, insieme a due mostre fotografiche in cui i soggetti  e l’uso del colore mostrano una forte connotazione emotiva.

pensieri-copertina

Pensieri come lame d'acciaio

e

19 Fotogrammi poetici

di Elio Scarciglia

Durante la manifestazione saranno premiati i vincitori del concorso di pittura “Una scintilla che accende l’ universo”.

Ogni opera verrà esposta accanto alla poesia che l’ha suggerita.

Sensazioni emotive tradotte in parole, spazi ed immagini reinterpretate, tracce musicali diverse che creano seminari particolari, dove oltre alle varie espressione d’Arte si ricrea il clima che ha permesso la nascita di queste opere.

dal 18 al 24 Aprile 2009

 

Archivio di Stato

Cittadella della Cultura

Via Pietro Oreste, 45 - Bari

Orari Mostra:

postato da: eliosca alle ore 09:55 | link | commenti (1)
categorie: elio scarciglia mostra video fot
giovedì, 02 aprile 2009

I vizi capitali 2

Il secondo appuntamento con il concorso riguardante "I vizi capitali" aveva come tema "La lussuria", e i risultati sono nell'antologia che è stata presentata a Roma nella sede della Giulio Perrone Editore il 25 marzo. A seguire il mio racconto, che è stato pubblicato nel volume.

La Lussuria

LINGERIE

La prima volta si era vergognato da morire.
Nemmeno Andrea, il suo migliore amico, l’unico col quale avesse potuto confidarsi perché si conoscevano dai tempi della scuola materna, e di idiozie insieme ne avevano combinate a sufficienza per potersi confessare ogni genere di stramberia senza pudore, stavolta aveva compreso del tutto quella sua inibizione, e si era fatto una gran risata.
“Ma Gianni, pensi davvero che le commesse di un negozio di biancheria intima femminile si scandalizzino se entra da loro un uomo a fare acquisti? Ma non sai quanti ci vanno a scegliere un regalo per la loro donna? Ehi, amico, datti una mossa, perché siamo nel ventunesimo secolo!”

postato da: Anna58 alle ore 12:43 | link | commenti (3)
categorie: concorsi letterari, #anna58 racconti

Come di notte, la pioggia.

Posso prendere il tuo animo?

Cucirlo di parole indolenti di forma

legarle con fili d’edera e provare

a spiegarti che nei tuoi occhi

non so trovare più poesia?

 

Ti chiedo scusa, poeta

lo prendo in prestito, quel tuo cuore,

lo spezzerò e durerà solo un istante

quel tonfo ridondante di dolore.

Poi mi adagerò al suolo,

Medea di questo Amore,

e mi farò come di notte la pioggia:

leggera e malinconica.

Immagine: Medea by Rebecca Parker, Deviantart