Libri&dintorni

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Utente: frontespizio
Nome: MICHELE PAPARELLA

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venerdì, 29 maggio 2009

Monologue - Acrobati

Perdonami caro, conosco questo gioco, l'ho visto giocare per anni. Parole come acrobati. Sai? Fa quasi pena vederle arrampicarsi su al cielo piovendo dalle tue labbra, perchè l'orgoglio non sa cedere. Perdonami caro, potresti smettere di giocare? Te ne sarei grata, sai, l'ho visto fare per così tanto tempo che quasi mi è venuto a noia. E' solo il ridicolo schiamazzare di un bambino poco educato. Non te lo ha mai detto tua madre "non giocare con le parole?". Non sono giochi, caro mio. Abbi la buona coscienza di capirlo, una volta per tutte. Sono mostri, serpi e hanno la tremenda capacità di annoiare le dame che sanno come addomesticarle, quelle bestiole fragili. Il tempo di guardar acrobati, credimi, è quello delle bambine.

Ed è sfortunatamente passato.

mercoledì, 27 maggio 2009

E ALLE VICINANZE - INFETTE-

Dai teatri di ferocia
- e dei furori-
 dai tramonti lacerati di quei tempi
(tanti tempi,
tante sevizia)
si era poi finiti
- simile a un atto di perdizione-
nel regno inclemente e meschino
dell'amore...
( ... Io l'avevo profetata,
l'affezione triste!...)
Non restava
che fare assegnamento
su quelle certe eccitazioni,
nel toccare una carne
nella propria carne:
gli incordamenti,
le dislogazioni,
quel formicolio di pelle in pelle,
e per ogni dove i segni del corrotto,
le enumerazioni dei sintomi, i medesimi
( e quella furia nelle sommessioni,
alle vicinanze- infette-.)
Era stato poi
come un ristagno,
il loro fatidico silenzio,
e in un olezzo da affogati,
( cose, oh, cose...
cose da far récere i cani)
a forse infondere
alla città morta
quella fatale frenesia,
una apocatastasia,
e pure con certi inequivocabili segni,
quelli degli ossidi finali.

postato da: DOMACCIA alle ore 11:48 | link | commenti (6)
categorie: poesie, poesia
lunedì, 25 maggio 2009

FUORI CHI LEGGE

fuorichilegge
Cos'è

Sabato 13 giugno 2009, presso il Parco Europa di Sesto Calende, (VA) il Sistema Bibliotecario dei Laghi promuove la prima edizione di "Fuori chi legge!", un evento no stop completamente gratuito che, dal pomeriggio a notte fonda, celebrerà il mondo del libro e della cultura giovanile.
Tantissime le attività in programma: dagli incontri con gli autori alle performance musicali, dai laboratori creativi agli spettacoli dal vivo.


Programma

Dalle 15 alle 17 Fuori i laboratori

Hip hop don't stop!
Improvvisazione teatrale
Fimo chi legge, pasta da modellare
Agire poesia
L’abc del fumetto
Gioco di narrazione

Sarà inoltre attivo “Dentro chi scrive!” performance di writers

Alle 17 Tavola rotonda con gli autori

Giorgio Fontana (Novalis, Marsilio)
Randa Ghazy (Oggi forse non ammazzo nessuno, Fabbri)
Marco Missiroli (Bianco, Guanda)
Pietro Dell’Acqua (Zeropuntozero, Galaad Edizioni)
Mario Favini (Centro Commerciale, Cicorivolta Edizioni)
Marco Negri (Il giorno del gabbiano, Tracce Edizioni)
Lara Treppiede del Comitato organizzativo Premio Chiara Giovani

Coordina: Andrea Tarabbia

Dalle 19 alle 20

Spettacolo di teatro di improvvisazione con l’Associazione Plateali di Varese e premiazione del concorso “Fuori chi scrive! Racconti in 160 caratteri”

Dalle 20 alle 22

Esibizione degli allievi del corso di musica rap della Scuola di Formazione Musicale di Barasso

Concerto di giovani band: Uniposka (Sesto Calende), Deskarados (Laveno Mombello), The Mourning (Luino)

Dalle 22 alle 24

Tre Allegri Ragazzi Morti

Il trio èguidato da Davide Toffolo, popolare disegnatore di fumetti (Coconino Press). Le canzoni della band, cha ha al suo attivo numerosi album, fanno parte della colonna sonora di Come Dio comanda, il film di Gabriele Salvatores

Dalle 24 alle 3

Incontro-spettacolo di fumetto con Davide Toffolo e Corrado Roi, uno dei primi e più originali interpreti di Dylan Dog

Lancio di barchette luminose nel Ticino, un happening coordinato da IVAN, l’artista milanese che ha dato vita al movimento letterario della poesia di strada in Italia

Libere letture sull’erba e proiezione di cortometraggi
 
Tutto il giorno

STAND DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO DEI LAGHI con possibilità di iscrizione e consultazione libri
REDAZIONE DI FUORICHILEGGE TV: interviste, immagini, articoli in tempo reale su grande schermo
MOSTRA MERCATO a cura della Libreria Librami di Arona
LAST MINUTE MARKET con distribuzione gratuita e book-crossing di circa 1.000 libri raccolti attraverso il progetto
STAND GASTRONOMICO con cucina veloce, a cura dell’associazione giovanile Il Sesto raggio e grande risottata preparata dall’Associazione Pensionati
DISCOBUS, un camper colorato che offre opuscoli divulgativi e proposte di animazione per sensibilizzare sui rischi connessi all’uso e abuso di alcool e sostanze stupefacenti
STAND INFORMAGIOVANI e del SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO


Le coordinate


Dove
Presso il Parco Europa di Sesto Calende, un parco naturale di 9 ettari con un ampio parcheggio, affacciato sul lago Maggiore e sul fiume Ticino.

Il capannone-hangar restaurato sarà il luogo deputato agli incontri con gli autori e alle attività di prestito e vendita dei libri. Nel parco sono presenti testimonianze del passato come un poderoso bunker, anch’esso toccato da alcune azioni della giornata.

In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà presso la Sala Marna, in p.zza Cesare da Sesto a Sesto Calende.

Come
Con il servizio-navetta del Fuori chi legge Bus tutti potranno raggiungere il Parco Europa, anche dai Comuni più lontani.

Quanto
L’ingresso e la partecipazione alle attività sono gratuiti.


Info e contatti
Biblioteca di Sesto Calende - tel. 0331.928160
www.fuorichilegge.com |  www.sblaghi.it


domenica, 24 maggio 2009

I vizi capitali 3

Terzo appuntamento con "i vizi capitali", e questa volta toccava all'ira, anche se è già in arrivo l'accidia, ovvero la pigrizia...Ma andiamo con ordine.

Cop_L

IN PERFETTO ACCORDO

Erano fatti l’uno per l’altra: se l’erano sentiti ripetere fin da quando giocavano insieme da bambini ed erano così belli, biondi, e beneducati da quei bravi eredi di famiglie altoborghesi che erano, i cui padri erano stati compagni di scuola, e poi soci in affari, mentre le madri s’incontravano in occasione di fiere e concerti di beneficenza, tè pomeridiani conditi di pettegolezzi o lunghe sedute nel medesimo istituto di bellezza.
Alberto e Cristiana erano cresciuti seguendo scrupolosamente tutte le tappe regolamentari che si addicono ai rampolli di buona famiglia, studiando con diligenza nelle scuole migliori della città, laureandosi entrambi col massimo dei voti ed entrando quindi a lavorare nelle rispettive aziende paterne, anche se a quel punto si era manifestata una lieve differenza, dovuta a quel loro essere fatalmente un maschio e una femmina: perché se era scontato che per Alberto il mondo del lavoro sarebbe stato il luogo in cui muoversi e agire da conquistatore, per Cristiana si sarebbe dovuto soltanto trattare di un interludio passeggero, in attesa di una adeguata collocazione matrimoniale, o al massimo fino alla nascita del primo erede.
Né Alberto né Cristiana si erano però trovati nella condizione di opporsi per qualche motivo a ciò che la vita sembrava aver stabilito per loro fin dalla nascita, perché ogni tappa si era succeduta all’altra in modo così spontaneo, facile e privo di ostacoli che solo un pazzo o un incosciente si sarebbe ribellato cercando di modificare qualcosa rispetto al disegno prefissato: a che scopo?
Il campo sentimentale era quello che aveva sempre preoccupato in modo più o meno latente i genitori, perché era naturalmente da lì che sarebbero potute arrivare delle mosse inattese, in grado di sovvertire i loro ambiziosi progetti, tuttavia nessun guaio serio sembrava essersi mai presentato nemmeno durante il periodo in cui le pulsioni ormonali avevano esercitato la loro maggiore influenza, così che dopo aver vissuto qualche storiella passeggera, più che altro durante le vacanze, tornando dalle quali era ovvio che l’esperienza fosse rapidamente archiviata, Alberto e Cristiana si erano tranquillamente avviati verso un inevitabile fidanzamento, seguito da un immancabile e fastoso matrimonio: dopotutto, erano o non erano fatti uno per l’altra? Se lo sentivano o no ripetere fin dall’infanzia?
Furono necessari vent’anni perché Alberto infine capisse.
Vent’anni di vita coniugale pianificata senza scosse, scandita dalla nascita di due bambini, naturalmente biondi, belli e inappuntabili come già erano stati i loro genitori, e da ricorrenze, impegni sociali, vacanze o viaggi nel corso dei quali non dovevano mai sprecare troppe parole perché si capivano sempre al primo sguardo, non litigavano in quanto erano troppo educati e controllati per farlo e in definitiva non riuscivano nemmeno a trovare seri motivi per giungere a vere discussioni.
Una perfezione esistenziale di una noia assoluta e mortale, senza scosse e senza slanci fino al momento in cui Alberto, al termine di una giornata di lavoro particolarmente faticosa, che concludeva una settimana più che stressante, si ritrovò da solo nel suo ufficio gelido e lussuoso, a domandarsi perché mai, nonostante la stanchezza, non avesse alcuna voglia di rientrare in una casa altrettanto elegante ma senz’anima, dove avrebbe ritrovato una moglie perfetta e annoiata, con la quale scambiare poche parole scontate, forse solo per sentirsi annunciare gli impegni per il weekend…e in quell’istante, inspiegabilmente, il castello della sua vita crollò.
Tutti gli slanci trattenuti, le pulsioni represse, i desideri mai confessati neppure a se stesso perché non aveva permesso loro di arrivare ad assumere una forma precisa, prigioniero com’era stato di quella gabbia dorata in cui aveva vissuto da sempre, rifiutandosi di pensare a quanto sarebbe stato più affascinante avventurarsi anche altrove, esplosero con la violenza di un ordigno nucleare.
Il primo a farne le spese fu un prezioso posacenere di cristallo che troneggiava da sempre in un angolo della scrivania, scagliato per terra a disintegrarsi in decine di frammenti. I portaritratti d’argento, contenenti le foto di famiglia, finirono contro le antine di vetro di un mobile a scomparti e le frantumarono, creando un’altra pioggia di detriti taglienti, mentre la coppa vinta molti anni prima al torneo di tennis rotolò sul pavimento fino ad arrestarsi, irrimediabilmente deformata, ai piedi di una poltrona di cuoio pregiato, sulla quale calò subito dopo una mano, armata di un paio di forbici appuntite che crearono squarci profondi nel costoso rivestimento. Ed era solo l’inizio.
Uscendo mezz’ora dopo, quasi di corsa e sbattendo la porta, da quello che era stato il suo regno per anni, Alberto si lasciava alle spalle l’immagine della devastazione totale, ma si era fatto così tardi che l’azienda era ormai deserta e tutto ciò sarebbe stato scoperto solo l’indomani.
Nessuno lo rivide mai più, né a casa, né in ufficio.

postato da: Anna58 alle ore 09:42 | link | commenti (1)
categorie: concorsi letterari, #anna58 racconti
venerdì, 22 maggio 2009

Elio Scarciglia espone per i Sovrani del Belgio

mostra-un-prato-sempre-verde

In occasione della visita privata dei Sovrani del Belgio  Elio Scarciglia espone 

“Un prato sempre verde sotto un ritaglio sempre azzurro”

 25 pannelli fotografici per rivelare tesori nascosti e atmosfere mistiche di uno dei monumenti più belli e più antichi della città di Lecce.

Dal 24 maggio, in mostra permanente, presso il Monastero di San Giovanni Evangelista  Via Delle Benedettine – Lecce.

Si accede per invito

inf.www.elioscarciglia.it

postato da: eliosca alle ore 08:59 | link | commenti (3)
categorie: i grandi eventi di elio scarcigl
sabato, 16 maggio 2009






Falso quel fiasco fasciato
con panni cristiani sfilacciati
dal sogghigno dei Lari
mentitori di negati esempi:

parvenze di pace sotto le gonne,
carne dei poveri nascosta
all'ora torva o splendente
nel tacere di tutti i diritti
legati alla coda della mia casa.

Ed egli è un uomo con rami
che toccano il cielo,
ed egli è un uomo di tanta miseria
mai circonciso.

postato da: Butterfly56 alle ore 17:57 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 15 maggio 2009

 L'orologiaio di rue Larin


L'uomo che portava il latte ogni mattina lo trovò riverso sulla scrivania da lavoro. Un sorriso lieve, gli occhiali minuti, le scatole metalliche di orologi. Il medico di Manosque, un paesino della Provenza, non fece altro che confermare il decesso, il cuore si era fermato.
Letizia era la cuoca della locanda e ogni giorno salutava Raymond Pardi dalla finestra della cucina; aveva fatto la spesa quotidana al mercato per preparare il pranzo della giornata, minestra di cipolle gratinate, agnello alle erbe e sorbetto di limone. Tagliava i limoni quando Geraldine le consegnò una lettera a lei indirizzata; la mise in tasca e continuò la sua preparazione.
I tramonti della collina provenzale hanno il colore dei papaveri e Letizia, nel suo giardino, ha lo sguardo lontano e nelle mani due fogli di inchiostro.

Gentile Letizia,
le mie ultime parole volevo che le leggesse lei, perchè il suo sorriso e la sua presenza discreta mi hanno riempito le giornate. La mia compagna l'ho perduta durante la guerra e non sono riuscito più ad avere un sentimento così importante, ma immaginavo, deve scusarmi per questo, di vederla nei suoi gesti, nel suo parlare con i clienti, nella spesa quotidiana, nelle brevi canzoni che sussurrava mentre cucinava. Come ha potuto notare, raramente ho gradito i suoi piatti, avevo timore di darle fastidio magari con un mio sguardo o semplicemente con un gesto. Ai suoi occhi sarò apparso scontroso e inavvicinabile, forse il mio lavoro rende perfezionisti; avere a che fare con dei piccoli pezzi perfetti non ti permette di essere indelicato, adesso che si usano orologi moderni tutto cambierà e l'orologiaio diventerà un semplice commerciante di orologi.
Così quando la vedevo preparare le pietanze ero contento per lei, perché con i cibi nessun sconvolgimento cambierà le ricette.
Le volevo chiedere una cortesia se le fa piacere, visto che non ho più parenti nella nostra bella Manosque, di farmi dono di una rosa.
Il suo vicino Raymond.
Michele
postato da: frontespizio alle ore 15:41 | link | commenti (13)
categorie: #michele racconti
giovedì, 14 maggio 2009

Bufera


mi sono svegliata nel mio letto di temporale, scrosciavano le piogge,


l’aria il vento mi trascinava via come un ramo divelto in mezzo al fango


non avevo più bocca per gridare - non ho più bocca, non ho più parole -


                         (bolle mute di un pesce nell’acquario)


e poi dentro la bufera ho perso tutto, scarpe libri i miei rossetti le chiavi doppie,


                                      .la bussola del vero.


dentro una marea di mota  cose perdute vengono portate via lontano


fino a scomparire,  o vanno in fondo.


 


era questo? questo avevo pensato, costruito piano nella testa, con le mani


con la bocca  con le gambe che adesso sono legno, quasi inerti,


per un po’ galleggiano, mi consentono di non andare a fondo.


non c’è luna, non una candela, una piccola luce, un miraggio lontano


una finestra accesa come un faro.


son le ossa che dolgono, sono le mie mani che tremano,


o non sono piuttosto, io, un sogno dentro il sogno?


ero già morta, affogata dal buio, e non me n’ero accorta?



postato da: blumy alle ore 12:49 | link | commenti (7)
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mercoledì, 13 maggio 2009

Notre Dame

Le guglie della imponente Chiesa Gotica lasciarono la donna abbigliata in nero senza fiato, fredda di una complicità così intrinseca nella sua natura da toglierle parola.
Spilli scuri,  gli archi acuti su cui capeggiavano le vetrate macchiate di bordeaux e blu cobalti, si tendevano al cielo a pungere e squarciare il velo obliato della notte. Quei fili di bordeaux erano lacrime, di sangue e terrore, rassegnazione e fede. Distorta, oscenamente distorta, tanto da far male.Solo il rumoreggiare di passi regolari alle sue spalle, compensati dal rimbombare caotico del silenzio, parve risvegliare da quella contemplazione la figura vestita di panni scuri.

"Nunc et in hora mortis nostrae. Amen"

Gemette con lei, la fredda pietra.

Notre Dame

Jean Eugen Atget - Notre Dame

Voglia questo essere un omaggio alla cattedrale di Notre Dame, con la sua storia e le sue morti, il suo resuscitare tanto discusso e le sue nuove vite. Mi trovo discorde con la rifioritura - rifacimento Violettiano ma riconosco la vita anche là dove c'è stata una morte.

grazie a chi ci aiuta a pubblicizzare il concorso!

per promuovere il concorso fotografico in corso.





Altro appuntamento per gli amanti della  fotografia, Rosso Foto propone il  suo docicesimo concorso, il tema è:
 
"Gli addii,  le attese, gli incontri..."
un tema che sembra esaltare quelle situazioni della vita che vedono le persone e la loro vita quotidiana come protagoniste assolute, ma attenzione, non è detto che si debba sempre attendere una persona, può essere un evento metereologico, un mezzo, come pure non si deve per forza incontrare una persona ma...? Insomma spazio alla fantasia 
Come consueto possono essere inviati scatti a colori o in bianco e nero, impreziositi dagli effetti che la luce ci consente di riprendere.
Potrete partecipare con un massimo di due opere per una delle due sezioni del concorso, ricordatevi di leggere il regolamento prima di inviare le foto e...  buona luce a tutti.
Paolo Rafficoni.____________________________

Il calendario della manifestazione:
Invio opere
Votazioni
Premiazioni
dal 05 Maggio al 05 Giugno
dal 06 Giugno al 25 Giugno
30  Giugno 2009
Qui il regolamento dei concorsi
postato da: Anake alle ore 00:19 | link | commenti (2)
categorie: concorso fotografico
martedì, 12 maggio 2009

un lento morire

Chiusi in cellule di noia e apatia
con i neuroni narcotizzati
stiamo.

Mentre scatole nere trasmettono
chiromanti metereologiche
banalità vengono elevate
al rango d'arte

e ramificazioni sottili
di conoscenze approssimate
intasano il web.

Non è forse questo un lento morire?

Sono mancata a lungo, spero di farmi perdonare con questo presente
postato da: Shoruel alle ore 11:59 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 11 maggio 2009

LA POESIA DEL GIORNO

Io sono un grillo

di Simone Piazzesi





La Pagina di Simone Piazzesi su Facebook
postato da: solaria alle ore 17:01 | link | commenti (1)
categorie: poesie, poesia

Ballata di Ines




Ines è stata ragazza e bambina con riccioli neri


la Persia  e quell’uomo di Urbino che le sta sempre accanto


ormai nonni a volte stanno per mano


lui va a fare la spesa con un taglio alla gola.




Ines si porta fantasmi di plastica dentro la borsa


a volte diventa cattiva (ma lei non lo sa


e pensa che siano gli altri a farle del male)


e siede sdegnosa regina sul bordo del muro.




Lontano è una macchia scura con gesti meccanici


(formica, fatina di legno?) parla e il tempo


le si schianta addosso disfacendole i ricci .




Le ballano attorno fantasmi di agosto,


lei gioca con loro e talvolta uccide qualcuno.




 




Blumy

postato da: blumy alle ore 10:02 | link | commenti (4)
categorie:
domenica, 10 maggio 2009

Mamma

Stavo in disparte contando silenzi
a destra del letto il vuoto riempiva
d'un senso di nausea che ti nascondevo
piegando il mio capo a guardarti le mani.

Infossavo il disastro, lo deglutivo
evitavo lo sguardo mentre ti spegnevi
nel dolore forte che mi lacerava
disperdevo d'amore e di cenere il cielo.

Manuela Verbasi
postato da: Anake alle ore 23:41 | link | commenti (1)
categorie: poesia
venerdì, 08 maggio 2009

Sinergia Odilia Liuzzi Roberto Matarazzo

SinergiaLiuzziMatarazzo

  Dallo scatto dell’Amica Odilia Liuzzi, Donnartista in Milano, dal titolo: “THE END OF ME”, una mia reinterpretazione timbrica: “Metamorfosi in Giallo_Rosso_Bleu da MadreTerra Nebulotica” tesa ad enfatizzare ciò che ho, nell’immediato, percepito dalla osservazione della foto primigenia.

  La Liuzzi non si è limitata a cogliere un paesaggio extra urbano fatto di campi solcati da una strada rurale simmetrica rispetto all’asse centrale, sormontato da un addensamento di nuvole foriere di un possibile fenomeno atmosferico, come da tante foto banalmente del tipo paesaggistico, ma ha saputo carpire il gioco sapiente che i colori, provenienti dall’Utero profondo della Dea Madre, Gea, stabiliscono con il fluido nebulotico, acquatico, delle nuvole scolpite da Dee_Dei celesti fluttuanti nell’etere fino a sfiorare la pelle della crosta terrestre.

  Il frammento di Gea, segnato da Odilia Liuzzi, resta caratterizzato da un andamento geometrico_eucllideo, linee e superfici più o meno precise, rigorosamente razionali, segnate da colori di terra della terra ma poi tutto sfumato nel turbinio informe delle nuvole tra il grigio rosso e il bianco sporco, l’insieme dandomi la sensazione di assistere ad un evento Paganeggiante, sorta di palcoscenico arcaico o, forse, senza tempo definito, in cui deve avvenire un qualche cosa di rituale, un qualche cosa di ancestrale: ed allora, da sempre amante di visioni particolari di unione_scontro tra il Celo e la Terra ho intuito la presenza, lì, nella volta celeste, di presenze di queste creature, le Donnepescicorvo, parto del mio immaginario che lavora da anni nei dintorni del sentire l’Arcaico_Contemporaneo, nella Poesia, nel Figurare.

  Ringrazio l’Amica Odilia Liuzzi per aver consentito l’utilizzo immaginifico del suo Fotoscatto, a Lei la mia gratitudine.

Sito:

http://www.odilialiuzzi.com/artphotoblog

 

postato da: erremme alle ore 10:26 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 06 maggio 2009

HO RICEVUTO QUESTA MAIL INTERESSANTE!

n93031264609_1689

Benvenuti in questo volo libero!
E' stato 'inaugurato il progetto ambizioso del gruppo Scripta Volant:
divertirsi con la scrittura.
Scripta Volant è un portale che sogna
la condivisione della scrittura attraverso internet.

I progetti legati a questo portale seguono il principio della condivisione libera e dell'elaborazione della scrittura, attraverso le nuove tecnologie e la rete.
Navigando in questo Portale infatti troverete non solo scritti (che potrete inserire voi stessi nel
FORUM SCRIVOLIAMO), ma letture audio con la Radio Volant, Cortometraggi con i Video Echoes, una vera e propria CASSETTA DEGLI ATTREZZI, dove ci divertiremo a esercitarci con la sezione fai-da-te del Forum e i Ferri del mestiere (sono delle lezioni di scrittura, ma non ditelo in giro, qualcuno potrebbe spaventarsi).

postato da: sandra54 alle ore 13:41 | link | commenti (4)
categorie: @segnalazioni
lunedì, 04 maggio 2009

Booktrailer di Guardie, ladri e tracciatori

Spero che vi piaccia...

postato da: mmazzi alle ore 13:06 | link | commenti (3)
categorie: lo scaffale dei ragazzi

Pensieri come lame d'acciaio in mostra a Lecce

pensieri-come-lame-d

Pensieri come lame d’acciaio”

Dal 6 al 16 aprile 2009, sala Pellegrino – biblioteca provinciale “Nicola Bernardini”
(ex Collegio Argento), viale Gallipoli - Lecce.

Inaugurazione mercoledì 6 maggio ore 18.30

La serata dell’inaugurazione sarà coordinata da Monica Maggiore (Giornalista). Porteranno il loro saluto Ambra Biscuso (Direttrice artistica), Aurelio Gianfreda (Assessore alla cultura delle Provincia di Lecce), Alessandro Laporta (Direttore della Biblioteca di Lecce), Tiziana Dollorenzo ( Psico interprete d’arte), Monica Taveri (Gallerista).
Pensieri come lame d’acciaio”

www.elioscarciglia.it mare38@libero.it

postato da: eliosca alle ore 10:55 | link | commenti (5)
categorie: @eventi, elio scarciglia mostra video fot
domenica, 03 maggio 2009

Invito a partecipare



clicca il banner
postato da: Anake alle ore 21:13 | link | commenti (1)
categorie: premio letterario
venerdì, 01 maggio 2009

INVITO 8 MAGGIO (1)- ore 17, 30

INVITO 8 MAGGIO (1)-  ore 17, 30
Il Comune di Milano, tramite la Biblioteca di Piazzale Accursio, mi ha patrocinata la presentazione del mio libro "...E profuma ancora il mirto" A questo proposito è con grande piacere e stima che mi permetto di inviarti  l' invito, confidando di farti cosa gradita.
Sarebbe  un grande onore avere la tua presenza.
saluti e abbracci.
A presto,
Giulia Tatti.

VENERDI, 8 MAGGIO- ORE 17, 30.
GRAZIE!
postato da: ventidiguerra alle ore 10:13 | link | commenti (4)
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