Sono profondamente dispiaciuto, per un errore ho cancellato il racconto (che riproporrò).
Mi dispiace davvero tanto aver perso tutti i vostri delicati commenti che credo aver letto tutti: abend, sandra54, domaccia, giovanna, nicocosentino, glencoe, mary17, babilonia61, ventidiguerra.

Las ciliegias
Las Ciliegias, una stazioncina fiorita, vedeva passare solo treni locali; quel giorno da uno degli scompartimenti in legno, due uomini, annoiati e sudati, scesero e si diressero nella piccola sala d'attesa.
Un funzionario del comune era lì ad aspettarli. Era la festa patronale del paese e i due ospiti erano il clou della serata.
L'uomo più grosso, centoventi chili, testa piccola incastrata su un corpo enorme era Sonny Liston, pugile che aveva fatto epoca. La sua grandezza terminò quando Cassius Clay, il ballerino del ring, soppiantò tutti i concorrenti e lui Sonny, tramontò immediatamente. Ora per fare due dollari doveva vagare per questo genere di feste per mostrare muscoli, incassare colpi dall'ultimo imbecille, pulirsi le ferite e trascorrere la notte nella pensioncina del paese.
L'altro, era Ernesto Guevara, un noto guerrigliero, aveva organizzato rivoluzioni contro le dittature ma ogni volta qualche amico lo aveva tradito. Avevano provato a metterlo in carcere, ma magliette e souvenir di ogni genere, con il suo volto ben impresso, si vendevano in tutto il mondo e lui - un po' strano - rifiutava i diritti d'autore. Non aveva un dollaro, la sua famiglia lo aveva ripudiato, i generali lo avevano allontanato, così Ernesto, ballerino e suonatore di chitarra, sbarcava il lunario con uno spettacolo melanconico: "La fine dei sogni".
Il paesino di Las Ciliegias, docile e sonnolento, era vestito con le luci e i drappi della festa; la sera si avvicinava e il funzionario comunale accompagnò le due “attrazioni” al ritrovo dei soci. Lungo il tragitto del corso principale, piccoli negozi moderni pieni di profumi, telefonini, creme dimagranti, erano un bel vedere. Nei vicoli adiacenti non un bambino ma adulti intenti a giocare a dadi o a bere birra.
I tre entrarono dalla porta della cucina, si sentivano bisbigli e urla, e il sottofondo di un grammofono che gracchiava un'aria di Caruso. I convitati erano tutti eleganti. Gli uomini, dalle scarpe al papillon, erano tutti uguali, sembravano dei pinguini; le donne tutte in décolleté adorne di ori di vario genere indossavano vestiti colorati, sicuramente di buon taglio; di certo tutti i benestanti del paese! Finora dal finestrino del treno, Sonny ed Ernesto avevano visto cavalli, vacche, pecore, macchine per estrarre petrolio e ciminiere che emanavano un cattivo odore.
Il funzionario, che li anticipava, li presentò al presidente che, con un sorriso smagliante, li accolse al tavolo più importante presentandoli alle signore e ai signori presenti: “Las Ciliegias è onorata di avere qui Sonny Liston ed Ernesto Guevara, tutti noi conosciamo la loro storia e molti di noi hanno ammirato le loro gesta, possiamo senz'altro affermare - continuò il presidente - che nutriamo per loro un sentimento di riconoscenza. Per questo il nostro Comitato di Proprietari, ha deciso di intitolare loro una strada del paese. Domattina la cerimonia durante la quale saremo onorati della loro presenza.
Sonny ed Ernesto si guardarono e senza muovere un capello chiesero da bere, erano stanchi e accaldati, scusandosi chiesero di andare alla pensione per rinfrescarsi.
Questa poca educazione non scompose i presenti che, in fondo, con loro non avevano un granché da spartire.
La pensione era piccola i due e pulita, i due erano stanchi e si misero sul letto senza togliersi nemmeno la giacca.
- Ernesto, ma perchè proprio noi due in questo buco di paese di cafoni arricchiti? È una vita che prendo pugni in faccia e nello stomaco, forse la testa non mi funziona più ma non capisco come si può dedicare una strada a uno come me, che non ha fatto niente di buono, che non è stato utile nemmeno a se stesso, che non è riuscito a metter su famiglia… cose normali di questo mondo.
- Sonny, la gente è strana, forse con i loro gesti vogliono darsi una pennellata di pulito, non te la prendere e poi non sei da buttar via, qualcosa di buono l'hai fatto.
- Cosa avrei fatto, Ernesto?
- Hai fatto Re Casssius Clay. Senza di te il ballerino del ring non sarebbe stato tale.
- Forse hai ragione Ernesto. Ma tu perchè non ti sei fatto ammazzare, non era meglio morire per quello in cui credevi?
- La verità, Sonny, è che pensavo che un altro mondo fosse stato possibile ma questo non si fa da soli, le armi, certo, erano una maniera utile e importante ma l'idea era abbastanza idiota. Le persone hanno altro a cui pensare piuttosto che fare le rivoluzioni. Hai visto come sono importanti le feste patronali, come è importante avere un vestito da pinguino o un décolleté, o avere l'ultimo prodotto moderno? Oggi mi trovo a fare spettacolo e quando guardo una bella donna, vorrei fermarmi, farle la corte e se vedova, magari, sposarla. Come vedi, fare le cose che fanno tutti.
- Ernesto, quando stavi tra le montagne non pensavi ai tuoi figli?
- Certo che ci pensavo, ci penso anche oggi! E pensare che vivono quel mondo che non mi piace mi fare intristire. Beviamoci un bicchiere di vino e prendiamo il treno di mezzanotte. Torniamo a casa, Sonny!
