
per quanto la si voglia prolungare,
la stagione crepa
senza fuochi,
senza distanza sufficiente
a disegnare altre prospettive
o costruire altari,
né vista abbastanza acuta
per nuove bianche vele,
o messaggeri.
Solo una timorosa invocazione
una pseudo preghiera
allontana i tramonti
nel loro ostinato mutismo,
nella menzogna di uno spettro variabile,
quell’incondizionato credere
di un incredulo pensiero.
La stagione crepa
come uno sguardo nel fondo della giara,
come lo stesso verbo credere tra i denti
la ripetizione di promesse
perde l’intimo suo suono
dell’ultima ora stanca,
nello svariare di ultimi colori.
Da un possibile senso del ritmo Poetico_Musicale che ho percepito in questa Lirica, vergata dall’Amico Poeta Giacomo Cerrai, una mia Metamorfosi in forma di Foglio Colorato in cui i Rossi, stemperati dai Gialli e da un tocco di Bleu_Oltremarino, danno vita ad una Astrazione Liquida in cui
Il blog di Giacomo Cerrai:
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