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mercoledì, 26 novembre 2008

In profondo non provo
nulla
mi svendo, una vetrina
nulla più.
postato da: alessandroghia alle ore 23:58 | link | commenti (7)
categorie: #alessandro ghia poesie
venerdì, 12 settembre 2008

Sentire un pianto

in lontananza

-mentre sei in silenzio-

a dirotto

è notte

e vorresti non essere

perché il dolore

esiste

e tu

e tu sei lì

statico

senza accorgerti

che esistono.

Ma che ci puoi fare, tu?

Non sai chi sia

sai che non è poi così lontano

e giri la testa sul cuscino

sordo

e lo invidi

vorresti non vivere,

sai che non puoi.

Qualcuno piangerebbe.

postato da: alessandroghia alle ore 01:49 | link | commenti (4)
categorie: poesia, #alessandro ghia poesie
domenica, 06 luglio 2008

Svegliarsi ancora

La luce soffoca
non trovi il suolo:
è non esistere.

Era il buio,
i passi si cancellavano;
non servivano occhi, si vedeva
nel buio
la follia, gli idioti, la notte
e non c'era luce,
ma si vedeva.

Perdere i sensi,
i passi sono cancellati;
l'amaro, la pioggia
la figura.
I fiori non hanno colore
il torpore, l'orgoglio
le stanze:
è il buio
e non si può gridare.

Svegliarsi ancora.
postato da: alessandroghia alle ore 23:41 | link | commenti (4)
categorie: #alessandro ghia poesie
venerdì, 13 giugno 2008

Quanta ampollosa inutilità
non sei nulla
ci metti forza    , ma
la forza non ha nulla
da dire
t'attacchi al tempo
t'arrovelli sulla forma,
ma non torna
utile.
Lo sai?
postato da: alessandroghia alle ore 16:59 | link | commenti (4)
categorie: poesia, #alessandro ghia poesie
mercoledì, 12 marzo 2008

La feccia della borghesia

L’inutilità di aver fatto credere

di aver fatto credere di sapere

di sapere con la boria della peggio borghesia

il poeta è un borghese fallito

o un borghese molto arrivato:

dipende tutto dal suo mercimonio.

postato da: alessandroghia alle ore 16:11 | link | commenti (5)
categorie: #alessandro ghia poesie
giovedì, 14 febbraio 2008

Tornare ad essere piccolo piccolo

- come ce ne sono tanti-

ed apprezzare

la piccola piccola stupita vanezza

illusa e un po’ bugiarda

di quelli che sanno…

 

ed io farò le cose brutte.

postato da: alessandroghia alle ore 12:20 | link | commenti (10)
categorie: #alessandro ghia poesie
venerdì, 08 febbraio 2008

Non c’è più nulla per lottare, sai?

ci restano mucchi di scatoloni,

vuoti, vuoti come le nostre zucche.

postato da: alessandroghia alle ore 12:29 | link | commenti (7)
categorie: #alessandro ghia poesie
venerdì, 04 gennaio 2008

Vezzo d'artista

Versi violenti per concederci

un po’      di fumo,

ma ci siamo appartati, noi

e ci rinchiudiamo, noi

soffocati e zittiti

con quattro neuroni disastrati

e neanche la voglia di piangere.

 

***  

 

Batte il martello,

ti inchioda e ti smemora,

non ti muovi

(lo sguardo è fisso in un punto),

ti spacca e ti scolora,

non ascolti,

scarabocchi.

postato da: alessandroghia alle ore 16:18 | link | commenti (3)
categorie: #alessandro ghia poesie
sabato, 17 novembre 2007

Le luci si sgretolano

per le vie, e le pareti

sibilano e scompaiono

le voci petulanti per le strade

e tu tenti di scavarti nel cuore,

ma senza trovarvi un verso d’amore:

basterebbe un sussurro.

postato da: alessandroghia alle ore 16:01 | link | commenti (4)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
giovedì, 08 novembre 2007

Meditazione sullo stupro, in senso lato

Non ci si trascina così

(non si strisciano i piedi!),

ma oramai tutte le voci son confuse

nella notte col silenzio tra le case

e ci si sfiora

(mentre l’anima deflora).

Nullità

trascorse e tramortite: morte,

come se volessero porre un limite alla furia:

è caduto forse un titano?

No, è solo morto un fiore nel deserto.

postato da: alessandroghia alle ore 03:04 | link | commenti (6)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
domenica, 04 novembre 2007

Improvvisazione

E’ l’alba e si trema

non ci sono stati, gli sconti;

le valigie sfatte,

le stitiche paranoie divorano l’insonnia,

non c’è ritorno.

E tremo.

postato da: alessandroghia alle ore 04:52 | link | commenti (6)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
sabato, 20 ottobre 2007

La terra del vitello

La sua prognosi è riservata

ed io, io non voglio finire

al buio.

Non parlare: non devi!

(ma perché mi balza in mente l'omero di Omero?) 

No, non temete, da noi non esiste impunità,

ma, ma il vento soffia

e c'è ricchezza nei giardini di Pomona

(e pare ci fosse anche Vertumno vociferano, ma silenzio!) 

senti il vento, ma non dirlo: guai!

senti il vento?

No.

Però la risacca ha portato dei cocci

e non ci sono più, sulla sabbia.

Cosa facevi, Proteo, lungo l'arenile? 

pescavi?

No, non dirmelo, scusami, fatti tuoi.

postato da: alessandroghia alle ore 01:11 | link | commenti (3)
categorie: #alessandro ghia poesie
lunedì, 08 ottobre 2007

La noia s’è stesa

sulle albe, i tramonti

sfocati per metterci smania

di vedere, di vedere,

ma la cortina non si disperde

mai.

Così divincolandoci aggrovigliati,

scapestrati ci contorciamo,

ma l’amo non si stacca

e mancherà l’aria.

postato da: alessandroghia alle ore 00:12 | link | commenti (5)
categorie: #alessandro ghia poesie
giovedì, 27 settembre 2007

Bello

No!

Non è bello, questo.

Svanito e fiacco

l’occhio non distingue

e vacilla, e vacilli

cercando l’immersione nel silenzio

come se potesse curare

(o piuttosto purgare?).

Vivi di negazioni,

rifugi e pareti affrescate,

i mobili ben tagliati e adorni

per i vassoi di Limoges

e i bicchieri di cristallo

e le posate d’argento,

e per la nebbia che offusca

e stordisce e rapisce.

Non è il bello, questo:

no.

postato da: alessandroghia alle ore 00:14 | link | commenti (10)
categorie: #alessandro ghia poesie
domenica, 09 settembre 2007

Devo ancora arrivare

(r)accolto nelle ceneri del giorno,

dove può delirare

il tacito ricordo,

la tenera follia di un noto volto

che, finisce e frinisce

con la fremente nostalgia di un solco,

lasciato con il piede sulla terra.

postato da: alessandroghia alle ore 23:15 | link | commenti (8)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
lunedì, 27 agosto 2007

Simbolo

Valli prosciugate di catrame,

divieti e vanità;

oboli ingoiati dalla cassaforte da morto,

si asside inane, il simbolo

(segno corrispondente a contenuti o valori particolari o universali),*

senza referenze,

vuoto, vuoto status

symbol.

Si sperpera nel vuoto

(anche il vuoto).

E non ritrova più

il giallo dei limoni

o rose polisemiche nei canti,

ma giace agonizzando nei rimpianti.

 

* Definizione tratta dal dizionario della lingua italiana Devoto-Oli.

postato da: alessandroghia alle ore 18:54 | link | commenti (4)
categorie: #alessandro ghia poesie
venerdì, 17 agosto 2007

Immersi nell’inerzia di un sasso

e scavando nei pensieri ritorti,

ti sfiorano presenze lungo il fiume

ed il flusso trascina,

pallido e stanco,

un mondo sconnesso

e ripararsi gli occhi con la mano

perché

un animale è un animale.

Ma che sia inanimato quest’abito d’uomo odierno?

postato da: alessandroghia alle ore 04:29 | link | commenti (9)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
martedì, 07 agosto 2007

Illusione

Ore che passano,

lente,

ma non liete

per ridisegnarmi nel vuoto,

la notte.

 

Fragile,

appena uscito dal guscio

alzi la testa,

aspetti l’imbecco.

E non arriva.

 

Ombre sinistre,

per chi le vede,

non sappiamo, noi,

di luoghi diversi e il respiro

puro.

 

Un’accorta premura

per non bruciare i vincoli

che vorresti, a volte,

annientare;

a volte, che vorresti

saldare:

come se tutto fosse nulla.

 

Non voglio abbandonare,

restituitemi qualcosa,

privo di malizia;

una volta soltanto.

 

Distendersi su un prato, la notte,

tra gli insetti che fremono

e la parodia di una fiaba

dove l’orco fa solo ridere

e la vita pare gentile,

dimentico del giorno;

e la morte.

postato da: alessandroghia alle ore 04:14 | link | commenti (3)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
lunedì, 23 luglio 2007

Le stanze sono tristi e buie,

disperano le rime

e l’equilibrio d’Armonia;

non c’è cura

e le persone care

se ne stanno calme

e fingono

chiuse in dissepolti

romantici ruderi.

Una radice s’è  svelta.

postato da: alessandroghia alle ore 03:01 | link | commenti (5)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie
venerdì, 13 luglio 2007

Presumo

Le pagine non scritte dei diari,

sentenze buttate lì,

sperdute tra isole e ciottoli

e i meandri della iena che ci smemora;

e scorre e scorre

senza aver ancora inteso, che

un uomo va piuttosto capito che conosciuto,

in un attimo carpito. Tra i silenzi

in cui s’aggiusta la maschera,

un viso.

postato da: alessandroghia alle ore 04:25 | link | commenti (16)
categorie: genere / poesia, #alessandro ghia poesie