Penso che ogni tanto la parola
perda i sensi
si sfinisca di suonare
il proprio oscuro suono
svenga di vergogna
o d’abbandono
penso che inciampi
e cada al suolo
e i piedi sopra a pestarla
passando e ripassando
come ferro stoffa stiro
come gomme gonfie nere
il gatto morto sulla strada
fino a quando sia corteccia
carcassa buco piatta
colla dura sull’asfalto
si disfaccia e poi si faccia
polvere dispersa
nell’aria in terra e vento
atomo d'idrogeno
nell'acqua.
Leggimi ti prego
tanta fatica ho posto
nelle righe mie
leggimi
che nella tua attenzione
troverò un senso
alla ragione
ed al rito ciclico di vivere
e vivere mi sembrerà
più naturale.
Di occhio in occhio guarda
quel che ho scritto
farina del mio sacco
di parole vecchie nuove
vene cave vuote
orbite svuotate
sangue occhiaie dita
a battere la strada
la tastiera la mia vita.
Comprami
la copertina
ha il fondo opaco blu
le lettere maiuscole
in rilevo tinta unita
sullo sfondo sparpagliate
lucide sul piano
alla vista rese rade
e raffinate.
Eppure in carattere dorato
c’è il titolo grassetto
tahoma passo sette
non mi sembra di conoscerti
e davvero mai t’ho letto.