Libri&dintorni

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mercoledì, 27 agosto 2008

Stars

Siamo quello che siamo
macerie di decenza.
Alla fine
c’è soltanto un unico sole
e ogni tanto qualche pianeta
qualche piccolo stupidissimo pianeta
che ci si illumina e
s’improvvisa stella .o poeta.
Del resto
anche Hitler suonava il violino.
postato da: FscaPellegrino alle ore 23:46 | link | commenti (9)
categorie: #francesca pellegrino poesie
lunedì, 25 agosto 2008

Non ho mai smesso di fumare

Solo pezzi di labbra appena
in disparte - questo limbo.
Tutto sommato
di labbra ho solo queste e
ammiccano a volte o anche
fanno un po' come gli pare
tipo un - si -
che fuori è solo buio e
pesto, una spiaggia che di mare
ce n'è pure troppo e
maledizione
se bruciano freddi quei baci
chilometri d'amore
come andare per nuvole
.d'assenza.
E penso alla fatica che fanno
i sospiri incollati sulla faccia
e ti perdono anche stavolta
se mi lasci catene d'anima
.sul cuore.
in fondo le parole
sono il lusso che non posso più
permettermi - dopo di te -
che amore implodi alle labbra
e fuggi addii che .non posso.
morire amore se ancora d'amore
.m'ami.
E allora lastrichiamoci gli occhi
nel fumo di una sigaretta che
accende l'altra e così via.
Che non sarà di certo l'ultima
.questa.

postato da: FscaPellegrino alle ore 00:30 | link | commenti (3)
categorie: #francesca pellegrino poesie
martedì, 24 giugno 2008

dalla mostra ex libris - roberto matarazzo per francesca pellegrino

Roberto Matarazzo

Ex libris





"Per un viaggio stravagante in libreria"

esposizione di testi muniti di fogli colorati per viaggi cosmopoliti






Libreria "libri&dintorni" - Campobasso

visitabile fino al 14 luglio



110-francescaPellegrinoAFrammento per F.P., '07, per: Francesca Pellegrino, Evasione d'interni, s.l.s.;





Presentare una esposizione di testi completi di ex libris, fogli colorati per Autrici/Autori che, nel tempo, hanno contribuito alla mia formazione culturale e umana, significa effettuare un viaggio da nomade delle culture e dei saperi, degli spazi e dei tempi, sorta di ritorno omerico verso la giornata vissuta da Leopold Bloom con la curiosità labirintica di esplorare il multiculturalismo insito nei volumi presenti nella mia biblioteca.



Quando annuso i miei amatissimi libri, tutti un po’ usati, un po’ lisi, un po’ macchiati da chine girovaghe e picchettati dalle tracce dello scorrere del tempo, sembra di avvertire che l’Autrice e il Poeta, lo Scienziato e la Pittrice, mi sussurrino parole alate dense di umanesimo cosmopolita e di estravaganze raffinate: Sappho recita Liriche musicali, Omero rimanda agli Omeri delle origini, Joyce mi parla di Norma, Némirosvsky narra di russi in Francia e di ombre umane fluttuanti da camini nazifascisti, e mi lascio andare ad oniriche visioni per poi far volare la fantasia: e delineo, in metamorfosi simpatica, ex libris per volumi oggetto e soggetto di desiderio.



roberto matarazzo

giovedì, 19 giugno 2008

senzamore

quantomeno
ho bisogno di tenere le parole
tuttattaccate
sponde altrimenti distanti e
senzamore
postato da: FscaPellegrino alle ore 17:32 | link | commenti (3)
categorie: #francesca pellegrino poesie
mercoledì, 07 maggio 2008

puntuale

Arriva puntuale all’alba

subito dopo i draghi e

le falene cieche. Si rifà

le unghie sulla porta. Miagolando.

So già del cuore a pezzi

tutto il giorno.

postato da: FscaPellegrino alle ore 21:13 | link | commenti (3)
categorie: #francesca pellegrino poesie
giovedì, 24 aprile 2008

Fragile

Alla fine
questi occhi
sono tutto ciò che resta.
Sanguinano ed io
vado col dorso della mano
che quasi non se ne accorge
nessuno.
Non vorrei mai sporcare
la camicia nuova
bianca
di queste ore bianche
stanche
che se stringo le pupille
mi sto lontana luce
stella bruciata
cenere.
Come in uno specchio
che s'inverna
freddissimo
un po' incrinato a sinistra.
Proprio sul cuore.
E per favore
non venitemi a dire
delle soglie sveglie d'attese
figlie di una foglia che cade
vergine e rossa.
Come la bocca di una puttana.
Perchè la parola
fragile
mi si rompe sempre
in mezzo alle labbra
per poi andarsene
dove era prima di adesso. Fredda.
Anzi freddissima.
postato da: FscaPellegrino alle ore 18:14 | link | commenti (2)
categorie: #francesca pellegrino poesie
lunedì, 07 aprile 2008

ViniLe

C’è da risistemare

l’ennesima gamba di una sedia

la seconda a destra appena entri in cucina.

Non funziona più bene

anche quella si è rotta.

L’ho capito quando mi ci sono seduta

e a momenti cadevo

sui vetri. Per terra. E ho gridato

con tutta la bocca che avevo.

Era paura. Ma anche la bocca

era una bocca che non funzionava

perché per quanto gridassi

non mi ascoltava nessuno.

E adesso dovrò riparare anche quella.

Adopererò la colla in vinile che ho nello stipo

sempre in cucina, appena un dito sopra i vetri.

La stenderò col mestiere della solitudine

lascerò asciugare ed asciugare

e poi giocherò con le labbra come facevo

una volta, con la colla sulle mani.

E riderò a crepapelle.

postato da: FscaPellegrino alle ore 01:01 | link | commenti (3)
categorie: #francesca pellegrino poesie
martedì, 19 febbraio 2008

Niente di personale. Solo cose.

Ho fatto l’inventario del mio cassetto

e sotto la polvere ho trovato

la cera sciolta di un vecchio paio d’ali

- le indossavo che avevo

le ginocchia sempre sbucciate e

le trecce sfatte. Di sudore -

un lego che non trovavo più

e la foglia fermapagina di un girasole

Quella si ricorda di ogni santo giorno.

Perso.

In un angolo

nascosta che quasi non si vedeva

c’era una porta

chiusa

che forse era la mia casa.

Solo che la chiave non c’era.

E poi fogli

che avevano il colore vuoto delle mie mani

e tutti i miei anni in un gomitolo

di spago sfilacciato - un rosario di nodi -

con in bocca

un pettine coi denti rotti.

Ma neanche quelli

c’erano.

postato da: FscaPellegrino alle ore 10:59 | link | commenti (9)
categorie: #francesca pellegrino poesie
venerdì, 08 febbraio 2008

Aquiloni bucati

La mia vicina vede tutti i miei panni stesi

quindi sa tutto di me.

E vede che ho mollette fradice

appena appese

e fili che non tengono più (nessuno)

con una guaina attorno tutta scorticata

e sudicia.

Per questo, spesso e volentieri,

le mie cose cadono

ed eventualmente, io

farei anche a meno di recuperarle

tanto non sono mai state mie

per davvero.

E vede anche

che a volte il bucato lo scordo

giorni e giorni d’aria e polvere

camicie tutte mitragliate di fango

che qui piove spesso e male e

neanche si respira, quasi

neanche più si parla.

E se mi incontra sul pianerottolo

prima mi guarda strano

e poi mi consiglia di  leggere attentamente

le avvertenze. A buon rendere.

postato da: FscaPellegrino alle ore 17:38 | link |