
Il libro apre con la notizia di cronaca riportata il 4 giugno 2006 sul quotidiano La Repubblica, a firma di Giovanni Maria Bellu: “ Barca di clandestini africani arriva ai Caraibi dopo 4 mesi nell’Atlantico. - Una barca di sei metri, bianca, senza nome e senza bandiera. E’ un pescatore ad avvistarla alle cinque del mattino del 29 aprile a 76 miglia di Ragged Point, la punta più orientale delle isole Barbados. Dondola tra le onde, nessuno la governa, anche se a bordo s’intravedono degli uomini. Sono sdraiati sul ponte, immobili. Il pescatore chiama la Guardia Costiera. Alle sei della sera, la piccola barca bianca, trainata da una motovedetta, entra nel porto di Bridgetown. A bordo ci sono i corpi quasi mummificati di undici uomini neri.”
La festa di chi è vivo nonostante.
La festa di chi è in carica alla faccia
bardato di nomi e di speranze d’altri.

Sul sito di Nazione Indiana ho aderito a un’importante iniziativa, a firma di Diego Ianiro, volta ad estendere a "tutte le voci e le penne nate, cresciute o residenti in Israele" la partecipazione alla prossima Fiera del libro di Torino.
Non venga intanto mai dimenticata la quotidiana tragedia delle popolazioni coinvolte nel conflitto mediorientale, soprattutto di quella più debole e provata. Vedi al riguardo, oltre agli interventi e ai commenti sullo spazio anzidetto, questo altro sito (www.secondoprotocollo.org) che offre informazioni aggiornate oltre a documentare un impegno in prima linea.
Chi conosce altre fonti altrettanto valide è pregato di segnalarle con un commento in calce a questo post.

KM 1999
Esserci stati, quando ci dovevamo essere,
dietro le barricate, entro le scuole a studiare il Maoismo
contro i conservatori, a fianco i progressisti,
lungo i corsi centrali, nelle piazze,
durante le marce autogestite,
alle manifestazioni non violente
per i diritti civili, per le lotte sindacali
accanto agli ultimi partigiani, agli antifascisti;
Dammilli a mia
Zoccu n’accanzi chiù
di l’occhi toi rifardi
lu jornu chi di bottu
sgabbillisci e attranti?

Dal mondo esposto
L’amore è la salute della scimmia.
Gli occhi dell’asino santo imbrattati dal vedere
la ruggine quieta delle cisterne..
Vento che arrota l’erba, l’ultravioletto calice
della sera come una latitudine radiante.

Nursery
si deve ancora cadere e ricadere
e capitombolare dentro la caduta
prima d’essersi rialzati
sul riavuto regolare respiro?

Vorremmo a volte staccare la presa
che ci collega a questa nuova
coesistenza in cui tu scrivi
solo in un angolo e io ti leggo
e ti commento e come
una coscienza remota ti affioro
e tu a tua volta ascolti grato
che qualcuno t’abbia ascoltato
magari frainteso e ferito;
hai comunque conferma che esisti
che da un luogo fisico
non virtuale resisti in questo
paradiso inferno palestra
dove impariamo a capirci
a bastarci.
Giovanni Nuscis

Margherita RIMI - La cura degli assenti
Lietocolle, 2007
Con prefazione di Maurizio Cucchi
Versi spesso brevi e parola intensa, precisa, caratterizzano la poesia di Margherita Rimi. Parola netta e necessaria che fa pensare a un’ascendenza biblica di vecchio e nuovo testamento. “Sia il vostro parlare sì sì, no no, il più viene dal maligno” (Matteo, 5,37).

(Porto Trombetas, noroeste do Pará,
Amazônia brasileira, 1975/1976)