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venerdì, 01 febbraio 2008

Lettere dalla terra dell'esilio

 

Lettere dalla terra dell’esilio

 

 

L’idea sarebbe quella di parlare della giusta distanza intendendo con questo termine l’entita’ misurabile tra gli spazi vitali di due esseri.

Lo spazio vitale e’ quella entita’ variabile che sempre circonda il nostro corpo e serve per proteggerlo dalle insidie che pensiamo possa accadergli,come la famosa distanza di sicurezza che ogni auto dovrebbe tenere da quella che la precede.

E’ piu’ una idea che una realta’,a cui non facciamo caso,almeno fino a quando per i motivi piu’ vari sentiamo che qualcosa o qualcuno ha invano il nostro spazio vitale.

Il tale situazione non resta altro che allontanarsi in modo magari precipitoso dalla percezione che vi e’ stata una intrusione che viene assimilata ad una mancanza di rispetto,di autonomia,di riconoscimento profondo dell’individualita’ del soggetto.

La intenzionalita’ scompare,come il contesto,qualcosa di inviolabile e’ stato violato.

Eppure il nostro piu’ grande desiderio e’ di essere avvicinati o di avvicinare,solo in questo movimento di vicinanza,di partecipazione

emotiva e/o affettiva vi e’ la possibilita’ dello scambio comunicativo che non e’ fatto dalle parole che usualmente vengono usate per il fine opposto e cioe’ quello di sottolineare tra i soggetti l’esistenza di una distanza.

Eppure la distanza e’ essenziale al mantenimento di una completa autonomia nella sequenza delle opzioni di scelta e percui dell’esercizio della liberta’.

Non sempre anzi raramente siamo nelle condizioni di riuscire a sostenere una vicinanza e nel tempo in cui questo avvenimento succede potremmo essere preoccupati ed incerti in quanto non saremmo sicuri di ristabilire la condizione precedente e cioe’ quella della libera distanza.

In questo continuo movimento dove la vicinanza ci fa’ balenare possibilita’ altrimenti non alla nostra portata e percui occasioni di crescita’ piu’ che Il consumo immediato, la verifica della possibilita’ di esercitare l’autonomia anche in questa condizione e’ basilare.

Abbiamo a che fare con una sottile linea di permissibilita’ sempre in movimento, tra soggetti anche loro in movimento,e in situazioni che favoriscono o sfavoriscono questa dinamica.

L a permanenza di un equilibrio e’ la condizione d arrivo,anche se per le situazioni ad alto contenuto di significato,detto equilibrio puo’ essere soggetto a  verifiche  che apparentemente tendono alla lacerazione,alla presa di distanza definitiva, mentre in realta’ sono assestamenti tra le due condizioni che sono entrambe importanti,coesistenti ed antitetiche.

 

 

Mi mettono in mano un sacchetto di carta bianca e con questa faccio una maschera.

Mi provo il sacchetto,houna testa grande,non ci sto’,allora prendo la forbice etaglio lateralmente il sacchetto,poi prendo una striscie di cartoncino verde e la pinzo in modo che una volta messo in testa il sacchetto ci resti.

E poi i colori, non sonomai stato bravo con i colori e neanche con la matita e allora mi lascio andare, faccio due buchi per gli occhi e la carta la rivolto in su, e poi una fessura per la bocca.

Guardo gli  altri che si impegnano ad essere creativi ed espressivi,per me non e’ aria,sono depresso e con poca voglia del carnevale e di mascheramenti infatti produco quanto di piu’ brutto e sgraziato si possa pensare e per provare per credere vado davanti ad una finestra chiusa e la uso come uno specchio e’ propria una cosa orrida tanto quanto gli altri fanno per loro maschere con ornamenti dorati,frange colorate,bei segni a pastello…

Mi allontano dal gruppo e mi siedo e li guardo,c’e’ una bellamusica di sottofondo.

Siamo chiamati dopo un po’ a disporci in piedi in cerchio e allora balliamo liberi di guardare dai buchi e di respirare affannosamente

Mentre incrociamo le altre creatura mascherate…..

Ho fatto gli occhi malamente e vedo non vedo tutti quelli che incontro.

Poi ci sediamo,la voce ci chiede adesso di andare chi vuole al centro del cerchio della tribu’ e inventare una danza su una musica che si puo’ scegliere.

Prima mentre aspettavo ho provato al suono di quella musica….per vincere questo momento,questa serata in cui mi sono costretto a venire nonostante il mio cuore era triste,mi alzo di colpo e mi  propongo al centro.

Chiudo come sempre gli occhi e penso di essere solo,la cosa mi riesce anche se ogni tanto sento degli occhi puntati su di me e allora il mio bel movimento nuovo si irrigidisce e la spontaneita’ fluida diventa una sofferenza.

Poi recupero la mia condizione di assenza,ma la creativita’ del movimento se ne e’ andata.

Torno a casa nella nebbia e sento che ho fatto bene ad andare,quando si e’ immersi in una condizione tematica profonda ed importante,un momento diverso,intelligentmente diverso,a contatto con altri essere umani,e’ un momento che permette una diversa visione e una diversa pratica che proprio per la sua diversita’ puo’ integrarsi.

Se la morte e’ una presenza che si delinea come condizione durevole del giorno dopo giorno, la mia prima reazione e’ stata quella del sentire l’incompatibilita’ tra le due condizioni,ma una semplice serata mi fa ricredere e proprio per potere dare e partecipare alle condizioni di morte che mi si sono avvicinate  non smettero’ il mio appuntamento settimanale con la libera danza.

Lo stage di quattro giorni sulla morte che avevo disdetto proprio perche’ ho detto esplicitamente….

“…ma cosa ci vengo a fare la’ quando vivo la morte in diretta tutti i giorni….”

Adesso sembra acquistare una sua possibilita’.

 

 

 

 

 

Sentiero integrativo e non percorso esclusivo

Presenza esposta al pericolo della esposizione

Frutto che dopo si raccoglie

Sotto l’albero pericolante

Del pendio che potrebbe franare

In qualsiasi momento

Attesa dolorosa

Attesa nervosa

Misura di comparazione

Bilancia dell’anima

Bilancio del tempo finora

Sbriciolamento possibile e temibile

Di ogni cosa che si fara’

La via della fuga non c’e’ piu’

La via della fuga non e’ cercata

La via della fuga e’ impossibile

Tutto e’ stato portato all’interno

E in qualsiasi luogo sarebbe con me

Il momento atteso e’ arrivato

Ognuno lasciera’ per sempre

Tutti gli altri.

 

 

 

Le intensita’ volatili sono le uniche che hanno una qualche possibilita’

Di  restare nel passare delle ore,possono essere velocemente sostituite