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lunedì, 23 giugno 2008

Scritte sulla corteccia del mare

 

 

La corteccia del mare
ha concepito l'onda anomala
in un punto oscurato dal crepuscolo

Dagli abissi mi stai pescando i sogni

Riposa nella culla di conchiglia
dormita è ormai la notte di prima luna
nell'acqua che scorre corretta dal sale

Non chiedermi di chiudermi l'abbraccio

Lascia che la passione mi trapassi
che generi la genesi dell'atomo
levigato dalla goccia dell'attimo

Se ti ho sofferto il corpo stracciami la voce

Ha nodi incisi nel petto
la vigna vendemmiata sul mare
e grappoli pieni di rosso che fanno tramonto.

Sono miei questi tralci impigliati al tuo scoglio

E possono durare tutto il tempo che posso
in questa resistenza che mi lega alle tentazioni
condotta come sono, al limite estremo dell'opposto

Dove si sono incagliati intarsiando sensazioni

Oggi hai il potere di oltrepassare il tremore dell'acqua
nel fremito improvviso delle oscillazioni
distillando le pieghe dei minuti


Dei mille silenzi annegati in bocca.

postato da: RaffaelaR alle ore 11:19 | link | commenti (3)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
lunedì, 02 giugno 2008

Rose, sconfitte dalla spina



Questa crocifissione senza nome
è come un lento percepirmi tutta
scandirmi alla tua voce

( P. Valduga)

Senza steli, sconfitte dalla spina
in questo muro nudo di carta
nato senza mattoni dalla pietra.

Rose di niente nel nulla
nella passione silenziosa
che mi trapassa il cielo.

Esistenziale è l'attesa
la lente percettiva immaginata
sopra tre versi a margine.

Inchiodata dai silenzi
giacciono sui legni congiunti
due mani sanguinanti petrolio.

Di trasparenze manifeste
un urlo, una voce e un sussurro
furtivi consumano i malanni.

Scendo in un mare stanco
e appassisco nei tuoi sentieri
incosciente humus di sensazioni.

Sbiaditi dalle ombre della sera
nel giorno che si avanza aspro
due semafori spenti aspettano l'alba.

Rinuncia anche l'aria mite
il chiaro di luna metaforica
l'abisso sorpassato in acque fonde.

E affondo la parola
che inventa la strada pirata
investita da un vento consapevole.

nel ritmo della tua voce.

postato da: RaffaelaR alle ore 21:43 | link | commenti (7)
categorie: #raffaela ruju poesie
giovedì, 29 maggio 2008

Lasciami sola. Nuotandomi

 

Lasciami da sola
a incatenarmi dentro l'ombra piena
in questa sera rimossa dalla notte

Salta nel buio di un fiore reietto.

Ancora una canzone e poi,
cambiare l'acqua alle ginestre
nel vuoto di un crepuscolo mancato

arrampicati al vuoto di una lacrima

Lasciami da sola
devo incerare i pavimenti alla luna
prima che il ballo si scateni in rissa

nuotami nel mare delle attese annegandomi.

postato da: RaffaelaR alle ore 22:32 | link | commenti (5)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
sabato, 17 maggio 2008

Autoritratto davanti allo specchio.

 

Ho conosciuto il lato buono della fretta

posato alla radice dei capelli
che sfumo velocemente
troncando nettamente
quell’orbita senz’ombra
che ho tinto di nero pece

Ho conosciuto il lato oscuro dei ritardi

bianco come l’occhio dipinto
mentre passavano nuvole fredde
e il sole giaceva sconfitto alla veranda
e non potevo smettere di guardare
la ruga nuova che mi divide il mento

Ho conosciuto il lato segreto della velocità

arata nei minuti sottili
dove la perfezione non ha spazio 
e l’imperfetto è solo un viaggio incompleto
in questo paese dove ascolto l’assenza di voci
dove il colore non ha suono. Solo lacrime al suolo.


Ho conosciuto il lato nuovo di me stessa

quando l’anima sorda usciva dallo specchio
in mille frammenti d’ombra
piatto il sorriso non rideva
steso su lenzuola di tela
zoppicando una memoria nuova


quella dimenticata stamattina

postato da: RaffaelaR alle ore 08:21 | link | commenti (3)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
sabato, 10 maggio 2008

L'impotenza dell'ira

Una tempesta si muove lenta
nell'aria umida un ciclone in attesa

devastazione

incede la morte sulle spiagge
abbracci incontrastati di rami

desolazione

Non ci sono sogni dentro le notizie
solo forme numeriche a cinque zeri

disperazione

di due ombre scarlatte sulla sabbia
che fuggono annegando nell'acqua

assiderazione

A Rangoon si muore ubriachi di pioggia
l'ira di Nargis affila la lama del regime.

postato da: RaffaelaR alle ore 21:42 | link | commenti (6)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
venerdì, 09 maggio 2008

1946 DesertTrilogy Apparition Woman and uspendedArchitecture Da

                         Salvador Dalì DesertTrilogy

apparizione di una donna e architettura sospesa in deserto per "fiore del deserto" , profumo 1946

Fotografia di un deserto Afgano
Sovraesposizioni confidenziali


Com'è pesante lo scialle del dolore
pieno di scritte nuove, sui ricami
intrecciati dalla seta,
colorata dal sangue della portinaia.

La figlia di Dio alita sui fuochi fatui
pestando questa terra acciottolata
invasata da uomini,
ricca di benpensanti ciottoli

La figlia di Dio lancia anatemi di guerra
l'uomo medicina semina idee salvifiche
su nuove e vecchie immagini
che arrivano da una terra troppo lontana.

Le interpretazioni univoche sbiadiscono la carta
si manifestano nella didascalia dell'uomo teologia.
Donne dagli occhi rossi e occhiaie di silenzio
e rughe di pena senza ombra di sogno

Storie senza sorriso e spose vestite di rosso
accecano le dissertazioni dell'uomo filosofia
in clima di ossa arenate in duplice pianto
quando il candore muore sulle grinze della pelle

Non ci sono veli a coprire il volto pagante
con quattro miseri soldi l'uomo della giustizia
tra le dune di sabbia gli scorpioni corrono
sulla rena bombardata tutta la pena degli uomini.

E tu August dove sei?

Guarda come vola bugiardo
l'uccello della compassione
travestito da figlio di Dio.

Lo vedi August come hanno lasciato i nostri debiti alle tue spalle?

Cento anni e ancora sette e non è cambiato niente.
Mi stanno vendendo sogni
e scarpe strette con cui andare
per un dove non so dove
indietro e incontro al tempo contemporaneamente

per scivolare dentro la sorgente del male

Sembra un lancio di vita questa sofferenza
incorniciata alle pareti
Sembra un volo di polvere questo burka candido
mimetizzato nell'ombra bianca di un arroventato silenzio
Sangue di Kandahar nel tramonto
e un otto per mille da donare
per queste bugie travestite di carità cristiana

Hai ancora dubbi August?

Silenzio

Non dici nulla August?

La vedi la domanda trasfigurarsi in risposta
nell'ennesima fuga della figlia di Dio?

Lo vedi? C'è sempre una moneta piena di sogni
sopra una cambiale vera e ancora un pagherò
che pagheranno i figli che abbiamo dimenticato

e scivola

scivola sulla duna
il piede di un tramonto.



Percorsi e riflessioni tra sogno e realtà in compagnia di Strindberg.



postato da: RaffaelaR alle ore 16:02 | link | commenti (7)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie, #raffaella ruju flussi
lunedì, 21 aprile 2008

L'inverno ha le sue eclissi

Hai il sonno sulle palpebre
e se ti guardo, piango me stessa,
per questo destino che mi tiene in vita.

L'estate si è fermata:
vicino al fosso fiorito di ginestre,
dove ti sei fermato solo un istante.

Hai trovato l'attimo eterno
nel colloquio di preghiere mai pregate,
con occhi di sonno ipnotico.

L'inverno ha le sue eclissi
si aggira affamato tra le case,
dove non troverai più pane.

Hanno il dente affilato di un vetro rotto,
queste stagioni vissute sulle dita
e mi parla di te, la cicatrice sulla mano.

La giugulare ha seminato perle di granato.
La vecchia tessitrice ha rotto il suo rosario.
Nel grembo di tua madre c'è una testa recisa.

Hanno raccolto sedici perle,
una per ogni anno che hai vissuto.
Le altre, le ha inghiottite il tempo.

E resto ammutolita sulla porta.
Mi guardo la ferita ancora fresca
senza sapere cosa farai da grande.

Questa camera ardente
è la tua sala convegni
e c'è un uomo che parla per te.







postato da: RaffaelaR alle ore 16:40 | link | commenti (6)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
giovedì, 10 aprile 2008

Ombra di vetro e cashmere

La mia ombra si stacca dal muro
e sola cammina sugli spigoli aperti
dall'oscurità di uno spiraglio

Credo che ti sto sorridendo
ora che la partenza mi ritarda
faccio finta di non conoscerti

e con indifferenza seguo il treno degli sguardi

Le mie lacrime piovane
vanno a rinfrescare l'aria di luglio
e scendono sui polsi ossuti in cerca di vena

come un rabdomante esperto chiamo l'acqua
per conficcarla nel cono rovesciato della terra
con ramo di nocciolo ormai sfiorito

per essere l' orma di vetro e il cashmere di una carezza
postato da: RaffaelaR alle ore 08:56 | link | commenti (4)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
domenica, 30 marzo 2008

cinque corvi




volano sopra il grano
tre ali di strada a diradar sentieri

cinque corvi
gli altri a migrare oltre il mondo
in un cielo di chiardiluna sommerso
cinque corvi
nella magia dell' universo
oltre l'orizzonte dell'essere

campo_corvi

 

postato da: RaffaelaR alle ore 21:16 | link | commenti (6)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
venerdì, 28 marzo 2008

Del dolore dimenticato

Fu come aria di neve confusa
dai petali di margherite estive
una bellis perennis sopra il ghiaccio
e una corolla rossa come il sangue

Furono macchie di pensiero
oppure fu pensiero macchiato
su questo metallo rigido e spoglio
che mescola l'oceano con la rena

Furono solo ombre ciondolanti
strette da un pugno aperto
appena una manciata di splendore
sul grigio ricamato nella steppa

Ora è solo il fruscio
di un sole tramontato
la genesi di un calvario finito
di due braccia incrociate nel grembo

 

bellis perennis

postato da: RaffaelaR alle ore 22:02 | link | commenti (4)
categorie: poesia, #raffaela ruju poesie
mercoledì, 26 marzo 2008

monetVeramente sono nata il ventinove febbraio del 1960.
Ad Agadir in Marocco un terremoto uccise un terzo della popolazione. La televisione non era ancora arrivata in paese e nessuno di noi seppe mai di quei morti.
La notte in cui vidi la luce di una candela si sentivano le ultime voci di maschere in domino che tornavano a casa. Mia madre non voleva soffrire e voleva andare in ospedale. Ma le doglie arrivarono col gelo e non si vedeva la luna.
C'era solo l'alloro a profumare la via della vita.
Quando vidi la fiamma urlai di dolore.
Mi dissero che ero solo di un chilo e duecento.
I neonati non vivono a lungo se pesano poco.
Ma senti come strilla e quanto urla, questa bimba sta sfidando la morte. Mi hanno detto questa frase centinaia